SPIRITISMO: LA MEDIUM EUSAPIA PALLADINO

Tra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, lo spiritismo era un fenomeno di massa, un vero e proprio passatempo.
Una delle medium più famose e studiate fu senz’altro Eusapia Palladino.

LA MEDIUM

Nacque a Minervino Murge, in Puglia, nel 1854. Fin da piccola, iniziò a manifestare interessanti doti medianiche, tant’è che molti studiosi dell’epoca vollero appunto studiarla, per capire quanto ci fosse di vero nei suoi presunti “prodigi”.

Eusapia Palladino e alcuni studiosi durante una seduta spiritica. Si può notare il sollevamento del tavolino medianico.

La prassi degli “esperimenti” era sempre la stessa: ci si sedeva attorno a un tavolo a formare la cosiddetta “catena”, tenendosi tutti per mano; dopodiché, la medium si rilassava, entrava in trance ed evocava lo spirito, il quale si manifestava dapprima nel “gabinetto medianico”, in seguito anche all’interno della stanza stessa, in condizioni di buio quasi assoluto o alla fioca luce di lampade colorate, rosse e gialle. L’oscurità serviva a quanto pare agli spiriti per meglio manifestarsi. Gli scettici invece accusavano i medium di barare, potendo loro operare nell’oscuirità. Tuttavia, malgrado in certi casi vi fossero realmente dei trucchi, in altri sembrava proprio che non potessero essercene. Se teniamo conto delle sedute spiritiche condotte dalla Palladino, non possiamo fare altro che stupirci, a distanza di più di un secolo, leggendo i numerosi verbali redatti dagli studiosi, dagli scienziati e dalle illustri personalità che vollero studiarla. Tra i tanti nomi, ricordiamo quelli di Cesare Lombroso, padre della criminologia moderna ed eminente psichiatra, l’astronomo Giovanni Schiaparelli, i coniugi Curie, il fisico Giorgio Finzi, Enrico Morselli, Filippo Bottazzi (che negli anni ’30 partecipò al gabinetto RS/33, tra l’altro), Charles Richet (premio Nobel per la medicina nel 1913) e molti altri, medici, fisici, psichiatri etc.
Nessuno di questi dotti, nell’arco di alcuni decenni di attività della medium, riuscì mai a comprendere realmente ciò a cui assisteva durante le numerose sedute spiritiche. Entriamo più nel dettaglio.

CESARE LOMBROSO

Cesare Lombroso venne invitato a occuparsi della medium nel 1891. Dopo un primo momento iniziale, di normale scetticismo, acconsentì. Egli quindi, dopo aver conosciuto Eusapia Palladino, dovette mutare subito la sua opinione sullo spiritismo.
Lui stesso scrisse:

“Se vi fu al mondo un individuo, per educazione scientifica, contrario allo spiritismo, quello fui io (…).

Ma se ho sempre avuta una passione grande per la mia bandiera scientifica, ne ebbi una ancora più fervida: l’adorazione del vero, la constatazione del fatto. Ora, io che ero così avverso allo spiritismo da non accettare per molti anni, nemmeno, di assistere ad un esperimento, dovetti nel marzo 1891 presenziarne uno in pieno giorno, da solo a solo coll’Eusapia Paladino, in un albergo di Napoli, in cui vidi alzarsi ad una grande altezza un tavolo e trasferirsi in aria oggetti pesantissimi; e d’allora accettai di occuparmene (…).

Un piatto di farina era stato collocato dietro l’alcova a più di un metro e mezzo dal medium che nel trance aveva pensato, o almeno detto, di spruzzarcene il contenuto in viso; fatta la luce si trovò il piatto rovesciato a ridosso della farina pur secca ma che restava quasi coagulata come fosse gelatina. Il fatto mi parve doppiamente inesplicabile colle leggi della chimica, e con manovre del medium che era stato non solo legato ai piedi ma avvinto alle mani colle nostre mani; riaccesi i lumi, quando tutti stavamo per partire, si vide un grosso armadio collocato dietro l’alcova circa a due metri di distanza da noi muovercisi lentamente incontro; pareva un grosso pachiderma che procedesse lentamente ad attaccarci come spinto da qualcuno.”

E ancora:

“Vidi – eravamo in semioscurità a luce rossa – staccarsi dalla tenda una figura alquanto bassa come era quella della mia mamma, velata, che fece il giro completo del tavolo fino a me, sussurrandomi delle parole da molti udite, non da me, sordastro; tanto che io quasi fuor di me dalla emozione la supplicai di ripeterle, ed essa ripeté: «Cesar, fio mio» (…) e distaccandosi un momento i veli dalla faccia mi diede un bacio.”

Inoltre:

“Vi è poi un altro fenomeno più singolare, che bisogna ammettere per spiegare alcuni dei fatti spiritici più strani: che cioè nell’ambiente del medium in trance, e per azione di questo, si modificano le condizioni della materia, come se lo spazio entro cui si svolgono appartenesse non alla nostra terza, ma alla quarta dimensione, in cui, secondo le teorie dei matematici, vengono meno tutto ad un tratto la legge di gravità, la legge dell’impenetrabilità della materia, e cessano le regole che reggono il tempo e lo spazio, sicché un corpo da un punto lontanissimo può d’un tratto trovarsi ad un punto vicino, ed un mazzo di fiori può penetrare freschissimo dentro un vostro abito senza presentare alcuna traccia di sciupio, o un sacco o una chiave od un abito penetrare in una camera completamente chiusa, ed un anello passare dentro un altro, e nodi formarsi o sciogliersi in una corda fissa e suggellata ad un dato punto; od avvenire la levitazione non solo di corpi inorganici, ma vivi.”

LA COMMISSIONE AKSAKOF

A tal proposito, è notevole riportare ciò che accadde durante le sedute della Commissione Aksakof a Milano nel 1892. Venne formato un team di validi studiosi, con l’intento di svelare una volta per tutte i trucchi della Palladino o comprendere scientificamente la natura dei fenomeni prodotti, se reali.
Tra gli eminenti dotti chiamati a indagare vi erano anche l’astronomo Giovanni Schiaparelli, noto per i suoi studi sul pianeta Marte, Charles Robert Richet, medico e fisiologo francese, premio Nobel per la medicina nel 1913, Carlo Du Prel, dottore in Filosofia, e Cesare Lombroso, sempre più desideroso di comprendere i segreti della Palladino. Erano presenti anche il Consigliere di Stato Alexander Aksakov, il professore di Filosofia e spiritista Angelo Brofferio e Giuseppe Gerosa, professore di Fisica.
Gli incontri avvennero tra settembre e ottobre 1892 a casa di Giorgio Finzi, fisico e anch’egli partecipante della serie di sedute, naturalmente.
Gli esiti di quegli incontri vennero riportati su alcuni giornali dell’epoca, tra cui Il Corriere della Sera e L’Italia del Popolo.

Tra i vari fenomeni accaduti, tra cui i soliti movimenti e battiti del tavolino medianico, toccamenti vari, apporti e apparizioni, si ricorda anche l’elevazione in aria del medium con tutta la sedia fin sopra il tavolino! Il fenomeno si ripeté due volte, il 28 settembre e il 3 ottobre 1892, sotto gli occhi increduli di tutti i presenti. Se siete curiosi di leggere tutti i verbali di queste sedute nella loro interezza vi rimando all’esauriente libro di Alexandra Rendhell dal titolo Eusapia Palladino, la medium star, disperazione della scienza (Aperion Edizioni), alla rivista Luce e Ombra e agli articoli del Corriere della Sera di quel periodo.

Ad ogni modo, malgrado l’allora direttore del Corriere della Sera, Eugenio Torelli-Viollier, avesse cercato di smascherare la medium in questione proponendo una sua personale soluzione ad alcuni dei suoi “trucchi”, la commissione alla fine si dovette esprimere in questo modo (e sottoscrissero tutti i suddetti scienziati): “Nelle circostanze date, nessuno dei fenomeni ottenuti alla luce, più o meno intensa, avrebbe potuto esser prodotto da un artificio qualsiasi.”

NEL MONDO DEI MISTERI

Nel 1906 Eusapia Palladino venne invitata a Milano, ospite della Società di Studi Psichici, diretta da Angelo Marzorati. Le sedute si svolsero tra novembre e dicembre di quell’anno, in una saletta della Società. Oltre a Marzorati erano anche presenti il fisico Giorgio Finzi e Cesare Lombroso, già conoscitori della Palladino, il Marchese Giuseppe Roi, l’imprenditore Achille Brioschi, Angelo Bacciagaluppi, l’Onorevole Odorico Odorico, Alessandro Tassoni, Giorgio d’Angrogna e alcuni altri esponenti di spicco della Milano borghese di quel tempo.

Oltre a questi scienziati e uomini di tutto rispetto, presero parte alle sedute anche alcuni giornalisti, tra cui Oreste Cipriani, l’allora direttore del Corriere della Sera Luigi Albertini ma soprattutto il giornalista Luigi Barzini, il quale, inviato a indagare i fenomeni della Palladino, riportò sul Corriere della Sera puntualmente le sue considerazioni riguardanti le sedute a cui assistette e, in seguito, nel 1907 raccolse questi articoli in un libro, dal titolo Nel Mondo dei Misteri con Eusapia Palladino.


Anche Barzini, inizialmente scettico, alla fine non poté far altro che credere:

“Osserviamo i fatti, e non teniamo conto che di essi (…). Il medianismo non potrebbe essere una particolare virtù psichica di certi soggetti (…)? Dopo aver assistito a cinque sedute della Palladino, ho riportato la convinzione che essa produca dei fenomeni che sono inesplicabili, per ora, ma naturali (…).

Ma degli studi seri, metodici, positivi sui fenomeni medianici non saranno possibili finché tali fenomeni si troveranno circondati da un’atmosfera di ridicolo, la quale fa sembrare ingenuo chi li discute e stolto chi li ammette. Contro di essi è la logica, contro di essi è il buon senso (…). Speriamo però che qualche scienziato continui le ricerche del Curie, senza paura delle risa. Non è negando esplicitamente ciò che si ignora che si acquistano nuovi campi alle cognizioni umane. La scienza d’oggi non è che quello che si ignorava ieri (…). Riassumendo: nelle esperienze da me vedute si sono verificati alcuni fatti che, pure ammettendo tutte le possibilità d’inganni, di trucchi, di complicità, risultano inesplicabili.”

Per meglio far conoscere al pubblico questo argomento, così poco conosciuto, il sottoscritto nel 2020 ha realizzato un lungometraggio chiamato Occultus, nel quale si è voluto dare vita ai fatti e ai personaggi di quel lontano 1906.

Qui potete vedere il trailer del film:

Chi fosse interessato a vedere tutto il film, può scrivere a info@astrafilms.it

Giorgio Pastore

Fonti:

Luigi Barzini, Nel Mondo dei Misteri con Eusapia Palladino, Longanesi & C., Milano 1907 – ristampa 1984.

Cesare Lombroso, Sui Fenomeni Spiritici e la loro Interpretazione, su La Lettura – Novembre 1906, Fascicolo 11.

Léon Denis, Dopo la Morte, Edizioni Mediterranee, Roma, 1988.

Verbale spiritico, Corriere della Sera, 31 ottobre 1892.

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