IL MISTERO

Mistero“: cosa occulta, arcana, incomprensibile alla ragione umana. Gli elementi, gli aspetti di una cosa che non appaiono chiari. Per l’appunto, un mistero è un qualcosa di non chiaro alla ragione umana. Ma quanto importa all’uomo fare chiarezza? Magari nulla? Ne dubito.

Da sempre, l’uomo ha avuto necessità di fare chiarezza, ovunque e in ogni caso. La chiarezza sta alla base della cultura, e della realtà. Ovvero, della cultura reale, scientifica, empirica, in linea col pensiero degli umanisti e dei dotti che almeno dal ‘500 iniziarono ad indagare con metodo scientifico i misteri della nostra Terra. Perché con metodo scientifico? Esistono altri metodi (vi chiederete voi)? Certo. Già nel medioevo si indagava la natura delle cose terrene (e non), ma per lo più ci si rifaceva al pensiero dei filosofi greci del passato, mutuato o non dai dotti arabi e spagnoli.

Fino al XIII la Spagna era ancora musulmana. È normale che dotti di origine araba siano venuti in contatto con uomini di cultura europea in senso stretto. Questi dotti musulmani portarono in Occidente, dall’Oriente e dalla Grecia in particolare, una cultura nuova per gli uomini del medioevo europeo. Portarono nuove tecnologie, scritti in lingua araba e originali in lingua greca.

D’altronde, ogni volta che si ha l’incontro tra culture diverse, si ha quasi sempre uno scambio culturale reciproco, la storia ce lo insegna. Basti pensare alla cultura della Grecia arcaica, frutto dell’incontro con il vicino oriente. Oppure ciò che accadde nell’impero romano, unione di popoli molto diversi tra loro. E soprattutto, ciò che accadde dall’incontro tra Roma e i barbari, dal III secolo d.C., da cui poi si originò la civiltà moderna. Ma ci potrebbero essere numerosi altri esempi.

Dall’incontro tra filosofi arabi (quali Averroè o Avicenna) e filosofi europei, specialmente francesi e italiani, prese vita la Scolastica, ovvero la scuola dei filosofi medievali del XIII secolo, soprattutto gravitante attorno a Parigi, che imbastirono un proprio sistema filosofico ispirandosi agli scritti di Aristotele, ovvero, alla traduzione araba dei suoi scritti, per questo, tale pensiero fu detto anche “averroismo”, dal nome occidentalizzato del filosofo arabo Abn-al-Rashid, detto appunto Averroè.

E l’Aristotelismo, rimase in vigore, come “religione” ufficiale dei dotti dell’epoca, almeno fino al ‘600. Questi, instaurarono una sorta di conservatorismo scientifico, che non voleva sentire ragione. Ciò che aveva detto Aristotele, naturalmente adattato alla religione cristiana, era sacrosanto. Una sacrosanta verità che nessuno poteva permettersi di mettere in dubbio, a meno che non volesse pagare sulla sua pelle tale affronto.

Infatti, all’epoca, esisteva l’inquisizione, una sorta di spietata giustizia “divina”, gestita dai domenicani, uno degli ordini mendicanti neo-creati dal papato nel XIII secolo. E con l’inquisizione non si scherzava. O dicevi quello che volevano sentirsi dire, o venivi messo al rogo, affinché le tue carni trovassero la giusta purificazione.

Certo, metodi coercitivi di imporre false verità. E dire che, in effetti, non è mai stata abolita! La “Santa Inquisizione” formalmente è ancora in vigore, ma i tempi sono cambiati (per fortuna) e il papa non avrebbe più il coraggio di mandare al rogo chi non la pensa come lui, anche perché sicuramente, si tratterebbe di un numero elevatissimo di persone. Nel medioevo il cristianesimo occupava un posto di primo piano nella società. Oggigiorno, sono molte le persone che si definiscono cristiane, o cattoliche, ma di fatto, pochi rispettano alla lettera i dogmi della chiesa. Frutto delle rivolte del passato, del liberalismo, dei mutamenti sociali del XX secolo, del ’68, dei tempi…

Col Rinascimento, l’uomo (per l’appunto) rinasce. In tutte le sue forme. Artistiche e culturali. Da allora, l’uomo ha iniziato a guardare il mondo con altri occhi, e col dubbio che l’aristotelismo potesse non essere una verità assoluta. Furono uomini come Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, Newton e Copernico, che condussero per mano l’umanità verso l’empirismo e verso l’illuminismo, l’età della ragione.

Empirismo è un termine che indica un concetto simile a quello descritto dal termine scienza. Basarsi su un procedimento empirico, non significa altro che basarsi su prove, fatti, su qualcosa di sperimentabile empiricamente, cioè concretamente. La scienza è tale quando deriva dalla realtà, cioè quando è frutto di esperimenti concreti. Con l’età della ragione, l’uomo capì che non poteva più affidarsi ciecamente agli scritti di Aristotele e simili, ma se voleva indagare la natura del suo pianeta, doveva fare da sé. Magari poteva prendere spunto dagli scritti degli antichi, ma il suo compito maggiore divenne verificare empiricamente ciò che era scritto da secoli. Ora, poteva.

L’uomo del XVI secolo incomincia ad avere i mezzi necessari per analizzare e sperimentare tali affermazioni. Così, di esperimento in esperimento, nel corso degli anni, si arrivò a formulare una nuova concezione scientifica dell’umano essere. Basata su prove, fatti reali, non più su ipotesi fantasiose. Nel corso di molti secoli, l’uomo si è impegnato affinché ogni mistero della Terra venisse risolto, e ancor oggi continua questa indagine, magari aiutato dalla tecnologia, dal computer e da altre tecniche avanzate di ricerca, come il carbonio 14, la fotografia aerea e satellitare, o magari con l’aiuto di più discipline insieme (cosa difficile ancora agli inizi del ‘900).

Oggigiorno, si tende a colmare definitivamente le distanze presenti tra i diversi campi scientifici, tra le diverse discipline. Perché tutto questo? Perché l’uomo ha sete di conoscenza. E, ad una conoscenza totale ci si può arrivare solo svelando ogni mistero dell’umanità. Molti direbbero “impossibile!”. Può essere, ma io non do mai niente per scontato.

Penso che il genio umano ci abbia sorpreso così numerose volte, che ormai potrebbe anche essere possibile sperare un giorno di arrivare ad avere una sapienza universale, magari non domani, magari in centinaia d’anni. Dire il contrario equivale ad affermare l’incapacità umana, cosa che non dovrebbe mai essere fatta. Solo indagando i misteri della Terra, l’uomo arriverà a questa sapienza universale e così facendo, farà in modo, che lo sforzo di tutto il genio del passato non venga mai dimenticato nell’oblio del tempo e dello spazio.

Giorgio Pastore

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