STORIA DI UN INCONTRO SPECIALE, TRA UN GRUPPO DI TERRESTRI E DEGLI ESSERI DIVINI, MA DI NATURA EXTRATERRESTRE
Tra i casi più particolari e controversi del contattismo italiano, quello di Giorgio Dibitonto occupa un posto speciale. Non siamo davanti a un semplice avvistamento UFO, né a una classica testimonianza di oggetti luminosi nel cielo. Con Angeli in Astronave, pubblicato per la prima volta da Edizioni Mediterranee nel 1983, Dibitonto racconta un’esperienza che si colloca in una zona di confine: quella in cui l’ufologia incontra la spiritualità, la simbologia biblica e l’idea che gli extraterrestri possano essere stati interpretati, nel corso della storia, come messaggeri celesti. È proprio questa fusione tra UFO, angeli, profezia e rivelazione spirituale ad aver reso il libro un testo discusso, amato da alcuni, respinto da altri, ma comunque difficile da ignorare per chi studia i fenomeni di confine.

Chi è Giorgio Dibitonto
Giorgio Dibitonto nasce nel 1945 a Toscolano Maderno, in provincia di Brescia. Secondo la ricostruzione riportata da Edizioni Mediterranee e dal CESNUR, nel 1980, a Genova, avrebbe visto un oggetto spaziale sospeso nell’aria, a qualche decina di metri di altezza. Da quell’oggetto gli avrebbe parlato una figura identificatasi come l’arcangelo Raffaele. Da quell’episodio prende avvio il nucleo centrale dell’esperienza raccontata in Angeli in Astronave: l’idea che i cosiddetti Fratelli dello Spazio non siano semplicemente visitatori extraterrestri nel senso fantascientifico del termine, ma creature spiritualmente evolute, identificate da Dibitonto con gli stessi angeli della tradizione biblica. Questa prospettiva rende il caso Dibitonto diverso da molte narrazioni ufologiche classiche. Qui non troviamo soltanto dischi volanti, astronavi o incontri ravvicinati: troviamo soprattutto un messaggio religioso, morale e apocalittico.

Il libro Angeli in Astronave
Angeli in Astronave viene pubblicato nel 1983 da Edizioni Mediterranee, nella collana ufologica “UFO. Uomo e Universo”. Il volume non si presenta come un romanzo, ma come una testimonianza. Dibitonto racconta una serie di incontri ravvicinati vissuti insieme ad altre persone, tra cui Tina (che al tempo era la sua compagna) e Paolo, con entità che egli identifica come esseri provenienti dallo spazio ma, nello stesso tempo, come messaggeri di Dio. Il punto centrale del libro è chiaro: secondo Dibitonto, gli extraterrestri incontrati sarebbero gli stessi esseri che la Bibbia chiama angeli. In questa visione, le “nubi del cielo”, le apparizioni luminose e alcuni racconti delle Scritture potrebbero essere reinterpretati alla luce di una tecnologia cosmica superiore.
Un caso di ufologia spirituale
Per comprendere davvero Angeli in Astronave bisogna uscire dallo schema dell’ufologia puramente tecnica. Chi cerca nel libro tracciati radar, fotografie nitide, analisi metallurgiche o documentazione militare resterà probabilmente deluso. Il caso Dibitonto appartiene invece al campo del contattismo spirituale, cioè a quel filone in cui l’esperienza UFO non viene descritta soltanto come incontro con civiltà extraterrestri, ma come contatto con intelligenze superiori portatrici di un messaggio per l’umanità. Ricordiamo a tal proposito il contatto con esseri Peiadiani di cui sono stati protagonisti George Adamski ed Eugenio Siragusa, per esempio. Il sito ufficiale dedicato al libro sottolinea che l’esperienza descritta si sarebbe svolta nell’arco di pochi mesi, tra la primavera e l’autunno del 1980, sulle colline liguri nei pressi di Genova, dove Dibitonto risiedeva. Lo stesso sito collega il caso Dibitonto al contattismo di George Adamski, pur collocandolo in una dimensione maggiormente biblica e profetica. Questa è una distinzione fondamentale. Nel contattismo classico, l’extraterrestre è spesso presentato come un essere evoluto, pacifico, interessato al destino del pianeta. In Dibitonto, però, la figura dell’extraterrestre assume una connotazione ancora più precisa: non solo visitatore cosmico, ma angelo tecnologico, creatura luminosa, intermediario tra Dio e l’umanità.
UFO e Bibbia: il cuore della questione
Uno degli aspetti più affascinanti del libro è la rilettura di alcuni temi biblici in chiave ufologica. L’idea non è nuova in assoluto: già altri autori, prima e dopo Dibitonto, hanno proposto collegamenti tra testi sacri, apparizioni celesti e presunte manifestazioni extraterrestri. Tuttavia, in Angeli in Astronave questa connessione non è trattata come semplice ipotesi archeo-ufologica, ma come esperienza diretta. La scheda bibliografica del Seminario Arcivescovile di Milano inserisce il libro sotto i soggetti “Cristianesimo e civiltà extraterrestri” e “UFO”, segno che l’opera viene effettivamente collocata in un territorio ibrido, a metà tra riflessione religiosa e fenomenologia ufologica. Questo rende il caso particolarmente interessante per chi studia i fenomeni di confine. In Dibitonto, l’UFO non è soltanto un oggetto volante non identificato: diventa un simbolo, un veicolo di rivelazione, un ponte tra cielo fisico e cielo spirituale.

Perché il caso Dibitonto divide ancora
Come accade per molti casi di contattismo, anche Angeli in Astronave divide profondamente. Per i sostenitori, il libro rappresenta una testimonianza straordinaria, coerente e spiritualmente significativa. Per gli scettici, invece, si tratta di un racconto privo di prove oggettive sufficienti, più vicino alla mistica personale che all’indagine ufologica in senso stretto.
Entrambe le posizioni vanno comprese. Dal punto di vista investigativo, è corretto distinguere tra testimonianza e prova. Una testimonianza può essere sincera, intensa, strutturata e culturalmente rilevante, ma questo non significa automaticamente che dimostri la realtà oggettiva degli eventi narrati.
Allo stesso tempo, ridurre il caso Dibitonto a semplice fantasia significherebbe ignorare il valore antropologico, simbolico e storico del fenomeno. Il contattismo, infatti, racconta molto non solo sugli UFO, ma anche sul modo in cui l’essere umano interpreta il mistero, il sacro, la paura del futuro e il desiderio di non essere solo nell’universo.
Angeli, extraterrestri o fenomeno psichico?
Una domanda resta aperta: che cosa vide realmente Giorgio Dibitonto? Un’astronave? Un’apparizione spirituale? Un’esperienza interiore? Un fenomeno psichico? Una costruzione simbolica? Oppure qualcosa che sfugge alle categorie abituali?
Il C.R.O.P. affronta casi di questo tipo con un principio preciso: non confondere l’apertura mentale con la credulità. Il fenomeno va ascoltato, studiato, contestualizzato. Ma va anche separato, per quanto possibile, dal bisogno di credere a ogni costo.
Nel caso Dibitonto, il dato più interessante non è solo la presunta presenza di UFO, ma la sovrapposizione tra entità extraterrestri e figure angeliche. Questa sovrapposizione apre una questione enorme: nel corso della storia, l’uomo ha forse interpretato uno stesso fenomeno con linguaggi diversi? In epoca antica avrebbe parlato di angeli, dèi o demoni; nel Novecento di dischi volanti; oggi di intelligenze non umane o fenomeni interdimensionali.
Naturalmente, questa non è una conclusione. È una pista di ricerca.

Perché leggere oggi Angeli in Astronave
A distanza di decenni, Angeli in Astronave resta un libro importante non perché offra risposte definitive, ma perché pone domande scomode. Che rapporto esiste tra esperienza religiosa e fenomeno UFO? Gli incontri ravvicinati sono sempre eventi fisici o possono appartenere anche a una dimensione visionaria, simbolica, spirituale? E soprattutto: perché così tante testimonianze, in epoche diverse, sembrano parlare di esseri superiori che scendono dal cielo per ammonire, guidare o trasformare l’umanità? Il libro di Giorgio Dibitonto va letto proprio in questa prospettiva: non come prova conclusiva dell’esistenza degli extraterrestri, ma come documento significativo di un certo modo di vivere e interpretare il mistero. Per chi si occupa di ufologia, spiritualità, paranormale e fenomeni di confine, Angeli in Astronave è un testo da conoscere. Anche quando non si condividono le conclusioni dell’autore, resta un’opera capace di mostrare quanto il fenomeno UFO sia più complesso di quanto spesso si creda.
Conclusione
Il caso Giorgio Dibitonto continua a far discutere perché tocca un punto delicatissimo: il confine tra cielo e spazio, tra angelo ed extraterrestre, tra rivelazione e contatto. Angeli in Astronave non è un semplice libro sugli UFO. È una testimonianza che unisce contattismo, cristianesimo, escatologia e ricerca di senso. Proprio per questo merita di essere studiato con attenzione, senza facili entusiasmi ma anche senza pregiudizi. Forse il suo valore più grande sta qui: costringerci a porre una domanda che attraversa tutta la storia del mistero. Quando l’uomo guarda il cielo e crede di vedere qualcosa che non appartiene a questo mondo, che cosa sta realmente incontrando?
GIORGIO PASTORE
Fonti essenziali consultate
Sito ufficiale Angeli in Astronave.
Scheda Edizioni Mediterranee di Angeli in Astronave.
Scheda bibliografica Google Libri, prima edizione 1983.
Scheda bibliografica Seminario Arcivescovile di Milano.
Scheda CESNUR su Giorgio Dibitonto e NovaConvivia.
