Categoria: PSICOLOGIA E PARAPSICOLOGIA

ESOTERISMO E MAGIA, PARANORMALE, PSICOLOGIA E PARAPSICOLOGIA, SOPRANNATURALE, UFO

Fattore Oz

Si tratta di una serie di sintomi molto documentati inerenti certi disturbi collegati a strani fenomeni a cui ancora non è possibile dare una risposta scientificamente. In molte occasioni, alcune persone sono state testimoni di una sorta di salto spazio-temporale, in seguito alla visione di nubi dense e colorate, gialle, rosse, verdi… che si muovevano a bassa quota verso di loro. In seguito al contatto con queste nubi, i testimoni affermano di sentire brividi sulla pelle, formicolii, senso di vertigini, nausea, alcuni vomitano, altri si addormentano all’istante. Tali sintomi sono appunti detti “provocati dal fattore Oz”. Al risveglio, ci si accorge di non aver vissuto parte della giornata (in alcune occasioni, alcuni testimoni affermano di “essere mancati” da questo mondo per anche tre giorni!), ci si accorge anche certe volte di essersi spostati nello spazio, e in alcune occasioni, si rimane in stato confusionali, con dolori muscolari e coi vestiti bagnati. Ci troviamo di fronte a nubi che non dovrebbero essere altro che squarci spazio-temporali nella nostra atmosfera. Molti hanno avanzato l’ipotesi extra-terrestre. Le persone soggette a tali episodi, secondo alcuni, sarebbero stati vittime di rapimenti alieni. Ma non si hanno le prove né per una né per dimostrare l’altra ipotesi. Ancora, tale fenomeno, è oggetto di studi e ricerche. Giorgio Pastore

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Cronovisione

La cronovisione è la possibilità di aprire una finestra sul nostro passato. Non si tratta di viaggiare fisicamente nel tempo, ma solo di visionare, come se vedessimo la televisione, il flusso del tempo. Tale macchina sarebbe il cronovisore, capace di ricevere suoni ed immagini di una determinata epoca. Il primo a parlarne fu il monaco veneziano Padre Ermetti, negli anni ’70 del XX secolo. Egli, disse, di aver inventato un cronovisore e di aver già visionato certi capitoli del nostro passato. Ne parlò nuovamente qualche anno dopo, nel 1987 al Congresso di Riva del Garda. In tale occasione, il monaco spiegò al pubblico il principio sul quale si basa il funzionamento del cronovisore. Secondo questo principio, ciascuno di noi, via via che passano i minuti, i giorni e gli anni, lascia dietro di sé una scia energetica visiva e sonora, e lo stesso accadrebbe per tutte le altre cose materiali, animate e non. Questa energia, una volta emessa, non si distrugge mai più, piuttosto si trasforma e vaga nell’etere. Quindi il cronovisore sarebbe capace di percepire tale energia per poi riconvertirla su un apposito monitor, permettendoci così di rivedere il nostro passato. Inoltre c’è chi pensa che il cronovisore possa visualizzare non solo gli eventi passati, ma anche quelli futuri, partendo dal presupposto che la storia è già stata scritta. Nostradamus, il celebre medico e “profeta” del XVI secolo potrebbe essere stato in possesso di una di queste macchine. Egli, in una lettera a suo figlio Cesare, parla, tra le altre cose, di una “grande pista incisa”, che secondo alcuni potrebbe alludere alla banda magnetica presente nell’atmosfera di cui si è già parlato, o magari alla pellicola di un film storico finito, chissà come, nel passato. Anche questo, della cronovisione, è un mistero che aspetta ancora di essere svelato. Dott. Giorgio Pastore Fonte: Umberto Cordier, Guida ai luoghi misteriosi d’Italia, Piemme Pocket. Giorgio Pastore

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MISTERI DELLA VALLE D’AOSTA

Il Ponte del Diavolo Il ponte di Saint-Martin è detto anche Ponte del Diavolo perché la leggenda racconta che il Maligno venne sfidato da S.Martino a costruirlo in una notte sola, in cambio dell’anima del primo che ci sarebbe passato sopra. Tuttavia, a lavoro finito, venne fatto passare per primo un cane ed il demonio rimase così beffato. Tale vicenda viene rievocata ancor oggi durante il carnevale del martedì grasso. Ma di ponti del diavolo ne esistono anche altri, perché in passato era molto difficile costruire ponti in luoghi impervi e proprio per questo, si pensava che solo il Diavolo potesse essere capace di tali opere. Si trattava di vere sfide per gli ingegneri del tempo. Ad esempio, nel XIII venne costruito sul massiccio del Gottardo un altro ponte del diavolo. Questo, univa, in una stretta ed impervia gola rocciosa, la Pianura Padana al territorio zurighese e renano. Fu un ponte importante per tutto il commercio dell’Europa di quel tempo e fece la fortuna della popolazione di quella parte delle Alpi, che proprio per questo, nel 1291, costituirono il primo nucleo della Confederazione Elvetica, a cui nel XIV aderirono altre importanti città, come Zurigo e Berna. Giorgio Pastore Il Tesoro Maledetto A Brusson, nei sotterranei del castello di Graine, esisterebbe un favoloso tesoro. Secondo le storie locali, un giorno un contadino che passava di lì lo trovò ed iniziò a raccoglierne le meravigliose gemme e monete d’oro. Si soffermò tutta la notte, ma la mattina seguente di lui non c’era più traccia! Che sia fuggito col tesoro altrove Altri pensano che per la troppa cupidigia, sia stato maledetto dal proprietario del tesoro. Comunque sia, il contadino scomparve nel nulla. Giorgio Pastore Il Fantasma della Contessa Bianca Maria di Challant A Issogne, in provincia di Aosta, sorge un Castello, abitato dal 1522 al 1525 dalla terribile contessa Bianca Maria. Abituata a vedere esauditi tutti i suoi desideri fin dalla tenera età, la contessa crebbe viziata e incline alla corruzione. Si sposò giovane, a soli quindici anni con un nobile del tempo che presto le rese vedova. Allora si risposò con l’ambiziosissimo Renato, luogotenente dei Savoia. Ma costui era sempre lontano dal castello e la contessa iniziò a farsi molti amanti. Proprio per la gelosia di uno di questi, che era stato da lei ripudiato a favore di un altro, venne calunniata, processata e condannata a morte. Venne portata a Milano e decapitata ancora ventenne nella piazza antestante il Castello Sforzesco. Ma ella vive ancora, e non solo nei ricordi della gente… La leggenda vuole che il suo fantasma compaia nelle notti d’estate vicino alla fontana ottagonale del Castello d’Issogne, detta fontana del Melograno. Il suo spirito adescherebbe ignari visitatori del castello ancora oggi, affascinati dalla bionda contessa Bianca Maria. Giorgio Pastore

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MISTERI DELLA LOMBARDIA

MISTERI DI MILANO Milano. Anch’essa nasconde molti segreti. Segreti antichi, di cui si è persa memoria. Storie di fantasmi, mostri e diavoli. Misteri entrati ormai nella dimensione del leggendario, del mito, ma che nascondono un fondo di realtà storica. Una verità cancellata dai ricordi delle persone, ma che rimane presente, come un ombra… di cui si teme la presenza. Questo perché da sempre, l’umanità teme ciò che non conosce, mentre invece, solo facendo luce questi misteri potrà sconfiggere questa arcana paura. Questo è il nostro scopo, la ricerca della verità, della conoscenza. I MISTERI DELLA SUA FONDAZIONE Augusta Flavia Mediolanum, ovvero Milano. La città del Duomo, della Madonnina, crocevia di un mercato internazionale molto attivo, metropoli multietnica e culla di molti misteri. Misteri molto antichi, avvolti nelle nebbie del passato, legati a leggende, luoghi e tradizioni locali. Ad esempio, secondo una leggenda tramandataci da Tito Livio, la fondazione di Milano verrebbe attribuita al re gallico Ambigato, che, seguendo insieme ai suoi figli il volo di uno stormo d’uccelli, raggiunse la Pianura Padana e vi costruì una città, Mediolanium. Tale nome fu scelto perché nello stesso luogo venne ritrovata una scrofa col manto per metà ricoperto di lana intenta ad allattare i suoi cuccioli. Da qui, il nome Mediulanum, cioè, Medio-lanae: mezza-lana. Una raffigurazione della scrofa si trova su una facciata del Palazzo della Loggia in Piazza Mercanti, a pochi passi dal Duomo (a destra). Ma vi è un’altra leggenda, riguardante l’origine della città. Questa, vede come fondatori, nel 600 avanti Cristo, i Celti di Belloveso, i quali diedero al loro nuovo insediamento il nome di Mediolanum, “luogo di mezzo”, per via della sua centralità. Infatti, Milano, in tempi antichi, era un centro di passaggio dal quale si poteva accedere all’Italia così come all’Europa d’oltralpe o alle terre d’oriente. Città dal tragico destino, Milano subì sempre le angherie di invasori che ne volevano la sottomissione e le innumerevoli ricchezze. Il Barbarossa (a destra) la rase al suolo nel 1066. Da allora, fu ricostruita, assediata e ridistrutta diverse volte, specialmente da chi era fedele al Sacro Romano Impero. Questi vedevano nella potenza del Comune, una minaccia per l’impero, così come, era una minaccia il continuo accrescersi del potere del popolo, che nel XII secolo poté finalmente identificarsi nel Comune, simbolo d’indipendenza, contrapposto al potere dell’imperatore. Giorgio Pastore   L’ENIGMATICA SCACCHIERA DI SANT’AMBROGIO Ma accanto alla storia narrata nei libri, vi è una storia di Milano più velata, di cui a volte si è cercato di dimenticare l’esistenza; come ad esempio la storia dei misteri della Basilica di Sant’Ambrogio. Fondata nel 386, la basilica è l’edificio sacro più rilevante della Milano medievale. Al piano superiore su una facciata delimitata da due archi, vi è incastonata una scacchiera di sette caselle per sette, posta in diagonale. Sotto di essa compare una triplice sottolineatura. Qual è il suo significato? E’ solo un adornamento, oppure tale disegno nasconde un qualche significato simbolico esoterico a noi sconosciuto? Sta di fatto che la scacchiera ricalca la pianta radiocentrica della città che ha per centro il Duomo circondato da tre evidenti anelli di vie principali, traccia delle grandi cerchie di mura che un tempo delimitavano la città. Cosa voleva comunicarci il costruttore? Quale messaggio nasconde la scacchiera di Sant’Ambrogio? “La predilezione di Ambrogio per questa basilica che lui stesso fece costruire presso l’area cimiteriale cristiana dove desiderò essere sepolto è ampiamente intuibile da un passo della lettera che indirizzò alla sorella Marcellina dove afferma che era sua abitudine recarsi quotidianamente al cimitero dei martiri passando accanto al Palazzo Imperiale. Il cimitero si trovava fuori le mura della città, vicino all’attuale via san Vittore. Nei primi secoli questo cimitero era di uso pagano, ma dal IV secolo, dopo l’editto di Costantino , la situazione mutò e fu possibile anche ai cristiani seppellire i loro morti con riti pubblici. Era un luogo frequentato abitualmente tanto che ben presto si arricchì di edicole e di piccoli edifici. Ambrogio aveva fatto seppellire nel 378 il fratello Satiro. Questo edificio un secolo dopo sarà abbellito con mosaici così splendidi e ammirevoli da venir chiamato San Vittore in Ciel d’Oro (più tardi sarà incorporato nella basilica, dedicata a tutti i martiri).” [Sofia M.]   Giorgio Pastore   LA COLONNA DEL DIAVOLO Su una colonna romana eretta nella piazza della Basilica di Sant’Ambrogio è possibile notare due fori circolari. Essi emanano perennemente un forte odore di zolfo. Secondo la leggenda, in tempi antichi, la piazza fu luogo di scontro tra Sant’Ambrogio e il demonio. Il santo scagliò il diavolo sulla colonna e questi vi rimase incastrato con le corna, producendo così tali fori. Solo a fatica riuscì a svincolarsi ed a fuggire via. Secondo la tradizione, infilando le dita nei fori si attira la fortuna e si scaccia il malocchio, ma accostandovi l’orecchio è anche possibile sentire rumori provenienti direttamente dall’inferno. Su un’altra colonna all’interno della chiesa, possiamo notare il serpente di bronzo, il quale, si dice, risale addirittura all’epoca di Mosè. Lo portò qui, dall’Oriente, l’arcivescovo Arnolfo al tempo di Ottone III, intorno all’anno mille. Le donne attribuiscono alla statua virtù miracolose contro alcuni mali. Da allora il serpente divenne il simbolo della città e cominciò ad apparire sui suoi stendardi. Giorgio Pastore   LA TOMBA SENZA NOME E L’INQUISIZIONE La prossima tappa del nostro itinerario e la chiesa di Sant’Eustorgio in corso di Porta Ticinese. Costruita nell’XI secolo, sede dell’inquisizione a Milano nel medioevo, la chiesa è ricca di misteri. Al suo interno, lungo il muro di sinistra, c’è un’antica pietra tombale, ma nessuno potrà mai sapere chi vi riposa all’interno: mani impetuose la scalpellarono cancellandone così completamente l’epitaffio. Perfino la figura scolpita non è distinguibile. Probabilmente, l’uomo di cui si volle dimenticare l’esistenza subì la “Damnatio Memoriae”, una delle più terribili condanne in cui ci si poteva imbattere negli anni bui del medioevo. Una condanna post-mortem che subivano coloro che, essendo morti, non potevano più essere toccati dalla giustizia terrena. Questi erano ritenuti colpevoli di delitti e peccati imperdonabili e venivano maledetti pubblicamente; i loro resti bruciati e le ceneri sparse al vento. Inoltre, veniva cancellata ogni traccia della loro esistenza: il nome veniva cancellato dagli archivi, la pietra tombale distrutta o resa indecifrabile. In tal modo si impediva che qualcuno potesse pregare per loro. Ma qualche anima pia, ogni tanto, sosta ugualmente davanti alla tomba di Sant’Eustorgio e mormora una preghiera. Chi riposa veramente dietro quella pietra? Cosa fece per subire tale condanna? È risaputo che, nel medioevo, la chiesa era molto cauta nell’attribuire la santità alle persone che il popolo identificava come “santi”. Molto spesso era il popolo stesso a dichiarare santa una persona, ma spettava alla chiesa l’ultima parola, così che in molti casi, i miracoli del presunto santo potevano essere visti sotto un’altra ottica, più come espedienti demoniaci che opere divine. Questi, così, dopo una serie di lacunose indagini, potevano essere dichiarati dalla chiesa sudditi del demonio, maghi e stregoni ed essere dannati anche dopo la morte. Sulla forca, con l’accusa di stregoneria, potevano salire anche elementi scomodi alla chiesa, predicatori pericolosi, politici o anche semplici innocenti. Giorgio Pastore   IL MISTERO DEI RE MAGI Sempre all’interno della chiesa di Sant’Eustorgio, troviamo ripetutamente incisa sulle pareti la stella a otto punte, simbolo con il quale viene identificata la misteriosa stella che guidò i re Magi, sapienti venuti dall’oriente, fino alla capanna di Gesù. I vangeli non precisano il numero dei Magi, ma considerando il fatto che portavano tre doni, la tradizione volle che anche loro fossero tre. Sant’Eustorgio è direttamente collegata a questa tradizione e, addirittura, custodirebbe parte dei resti dei tre sapienti. Questi resti sarebbero rimasti per 700 anni a Costantinopoli. Nel 325 Eustorgio, vescovo di Milano, li ricevette in dono dall’imperatore Costantino. Dal IV al XII secolo rimasero nella chiesa di Sant’Eustorgio. Nel 1165, Federico Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero, li trafugò e li portò a Colonia. Soltanto nel 1904 i Milanesi ebbero la restituzione di alcuni frammenti ossei. I “tre” re Magi, coi loro “tre” doni sono parte del simbolismo mistico-esoterico che avvolge la città e spesso sono stati identificati come allegoria del Trimundio, cioè i tre regni o mondi aristotelici: fisico, parafisico e metafisico. Ma chi erano in realtà questi Magi sapienti provenienti dall’oriente? Quali conoscenze portavano? Che relazione avevano con il Cristo? Furono loro ad istruire in oriente il giovane Gesù? In effetti nel racconto della vita del Messia tramandataci dai vangeli, troviamo un vuoto di diversi anni relativo alla sua infanzia. Nessun vangelo ci riporta l’adolescenza di Gesù. Lo ritroviamo già adulto e preparato nella predicazione. Dove sparì realmente in quest’arco di tempo? Perché questa parte della sua vita non ci fu tramandata? Cosa si voleva nascondere ai posteri? Studi recenti, ci portano a pensare che i magi fossero una sorta di profeti, stregoni venuti dall’oriente. Questi, dediti all’astrologia ed alle scienze più occulte, dovettero seguire il passaggio di una cometa, forse quella di Halley, fino a Betlemme. Lì trovarono una capanna ed un bambino appena nato e, probabilmente, in base a degli scritti profetici, lo scelsero per divenire il messia. Ad una certa età lo condussero in Oriente, si pensa fino in Tibet. Lì, Gesù avrebbe appreso i rudimenti della loro scienza, una nuova arte di curare i mali, l’arte di compiere i cosiddetti miracoli e di praticare la magia. Sempre per chi crede che Gesù sia realmente esistito. Giorgio Pastore   CACCIA ALLE STREGHE Piazza Sant’Eustorgio. Qui, nel medioevo bruciavano le streghe. Nel 1390 vi arsero vive Sibilla Zanni e Pierina Bugatis, accusate di aver partecipato a dei sabba, assemblee di streghe e demoni che si tenevano nella zona milanese di Porta Romana. La tradizione vuole che in via Laghetto, al numero 2, abitasse una fattucchiera che comandava le altre streghe del Verziere. Lacrime e sangue hanno macchiato piazza Vetra, così come San Lorenzo, altra piazza milanese davanti all’omonima Basilica (a destra), luogo dei delitti dell’inquisizione. Luoghi maledetti dove, si dice, di notte gironzoli il diavolo in persona. Piazza Vetra: qui normalmente si bruciavano le streghe. Qui, fu arsa sul rogo Caterina de’ Medici, accusata di stregoneria nel 1617. In realtà non era una strega, ma la vittima di un complotto organizzato dal capitano Vaccallo, indispettito contro la donna, che un tempo aveva rifiutato le sue lusinghe. Questi sono solo alcuni dei molti luoghi di Milano connessi coi misfatti dell’Inquisizione. Milano naturalmente non è l’unico caso. In Italia, per quanto riguarda i processi per stregoneria, è doveroso ricordare Triora (a 30 km da Sanremo), la città delle streghe, e Benevento, dove tra l’altro, ancora nel medioevo, sopravvivevano culti pagani, di derivazione longobarda. Giorgio Pastore   IL DUOMO E LO ZODIACO Costruito a partire dal 1386 sotto Gian Galeazzo Visconti sul luogo dove sorgeva il battistero di San Giovanni, dove Sant’Ambrogio aveva battezzato Sant’Agostino. Si tratta di una tarda espressione dell’arte gotica, una simmetria di ispirazione germanica comune anche alle altre cattedrali europee. Infatti, particolari numeri e figure geometriche come il triangolo e il quadrato fanno parte del segreto dei costruttori di questa grande opera architettonica. Maestoso e imponente, vero rompicapo anche per gli architetti contemporanei, il Duomo ha una lunghezza esterna di 157 m e un’area interna di 11.700 metri quadri. La guglia, con la statua dorata della “Madonnina”, è alta 109 metri. “Si dice che sotto il Duomo ci sia un laghetto, il quale era adorato dai Celti; infatti, il popolo Celta credeva nella Dea Belisama, che viene ricordata dalla Madonnina sulla punta del Duomo (questa Dea aveva una duplice funzionalita`,quella lunare, che ricordava la femminilita`, la madre col bambino, e quella solare, che ricordava il territorio, un tempo ricco di boschi) la quale era considerata Dea dell’acqua, cioè Dea della vita (infatti l’acqua era sinonimo di ricchezza vitale). Questa Dea, tra l’altro, a Milano veniva raffigurata (e chiamata con un nome specifico) come una scrofa pelosa (la scrofa semi lanuta di via Mercanti). Da qui cominciò tutto, i Celti edificarono un tempio o “cromlech”, cioè grandi cerchi formati dai menhir (pietre erette verticalmente) e dai dolmen (camere megalitiche); dopo questi tempiContinue reading

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ORB, SFERE DI LUCE

Che cosa sono? Riflessi o difetti della macchina fotografica o… Esseri di luce provenienti da altri mondi o altre dimensioni? ORB, IL FENOMENO In alcuni casi compaiono nelle fotografie, in fase di sviluppo, delle sfere luminose chiamate ORB. Il fenomeno è riscontrato sia in seguito all’uso di macchine fotografiche tradizionali, sia (e suprattutto) di fotocamere digitali. La natura di queste sfere ci è sconosciuta. Tuttavia, è possibile formulare molte ipotesi. – Sembra che compaiano più facilmente in seguito all’uso del flash; – Ma compaiono anche in assenza di flash; – Possono essere di diversa grandezza; – Il 90 % delle volte sono di forma circolare (nel restante 10 % sono compresi orb di altre forme, soprattutto ovali); – In tutti i casi, presentano un bordo brillante; – Sono più o meno trasparenti; – Ne troviamo di due tipi: 1) a sfere concentriche (con nucleo) e 2) uniformi di forma non circolare; – Vengono fotografati soprattutto in luoghi particolari, quali case infestate, cerchi nel grano, cimiteri, etc.; – In rari casi sono stati anche filmati in movimento (guarda i links qui sotto); – Quelli concentrici somigliano a diafane diatomee circolari (ovvero alghe unicellulari silicee di dimensioni da 100 a 1000 micron); – In laboratorio sono stati rilevati nello stesso posto e con le stesse dimensioni pur usando contemporaneamente due differenti macchine fotografiche – Non si tratta di macchie di polvere sull’obiettivo fotografico, perché anche dopo aver pulito l’obiettivo, continuano a comparire nelle foto; – Non sono difetti delle fotocamere digitali, perché compaiono anche su pellicola tradizionale e non sembra neppure dipendere dal numero di pixel del sensore perché sono stati fotografati da sensori differenti, che variavano da 3,5 Mpixel a 8 Mpixel; – Non si tratta né di particelle di polvere in sospensione nell’aria, né di gocce di pioggia, né di insetti illuminati dal flash, poiché sia le gocce d’acqua che gli insetti risultano, nelle foto, in movmento. Gli Orb invece sono fissi nela foto, come se galleggiassero nell’aria; – Potrebbero essere sfere di plasma energetico che si illumina alla luce del flash, così come accade per l’effetto di luminescenza dato dal neon; – Entità extra-dimensionali, disincarnate o provenienti da un altro pianeta; – Oppure, sonde di esplorazione di natura aliena; Giorgio Pastore LINKS UTILI: http://orbstudy.com/BIZyCart.asp?NEXTPAGE=Index.htm&GROUP=Special&STYLE=Base&CLIENT=OrbStudy http://www.hwh22.it/ http://www.grottadimerlino.org/orbs.htm http://www.sjgr.org/video.htm (qui sono presenti anche dei rari video di Orb!)   LE NOSTRE INDAGINI Noi del C.R.O.P. abbiamo scattato molte fotografie in cui abbiamo visto, in fase di sviluppo, comparire degli Orb. Sono ancora in corso degli studi per cercare di venire a capo del fenomeno. Tutti questi posti tuttavia presentano una stessa caratteristica comune, ovvero un elettromagnetismo superiore alla media (che è 0,20 microtesla). Ad esempio, nel crop circle di Desio (Mi) arrivava fino a 0,68 microtesla. Nei luoghi infestati sono state rilevate ampie fluttuazioni di campi magnetici con picchi fino a 100 milligauss, contro gli 1/2 normalmente presenti. Per questo, molte volte, si è pensato che questa alterazione del campo magnetico sia la causa delle “visioni” di “fantasmi” nelle zone infestate, ma mai si è pensato invece che proprio questa anomalia possa essere l’effetto della presenza di una qualche entità sovrasensibile e incorporea. Quindi, non la causa, ma l’effetto. Abbiamo notato una somiglianza degli Orb con le diatomee circolari, ovvero alghe unicellulari silicee di dimensioni da 100 a 1000 micron che vivono nell’acqua degli oceani e dei mari. Forme di vita elementari, ce ne sono di vari generi; questo, di forma concentrica, è il genere della Cyclotella. Presenta una corona esterna e un nucleo. Potrebbe esserci un nesso tra queste semplici forme di vita e gli Orb? GIORGIO PASTORE

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FANTASMI

CLASSIFICAZIONI SPETTRI E GHOST HUNTER a cura di CIPRIANI DANIELE PRIMA TIPOLOGIA: SPIRITI Sono le anime delle persone morte che tornano nei loro luoghi di origine per mettersi in contatto con i viventi. Per comunicare con gli spiriti si è soliti riunirsi in sedute medianiche. Famosa è la storia delle due sorelle Fox che affermarono in passato di poter comunicare con loro tramite “l’alfabeto dei colpi”. SECONDA TIPOLOGIA: INFESTAZIONI In inglese “hauntings” dal verbo “to haunt”, ossessionare. Lo spettro infestatore è strettamente legato e vincolato ad un luogo o ad un oggetto. Le infestazioni possono essere di carattere maligno oppure innocue, il più delle volte è proprio quest’ultima a manifestarsi. Il loro modo di agire è conscio del fatto che convivono con esseri viventi. Famosi sono i casi delle dame bianche o dei monaci. Non si manifestano solo in luoghi chiusi ma anche in campi di battaglia, acquedotti e luoghi aperti. TERZA TIPOLOGIA: FAMILIARI Per i tedeschi “Banshee” sono legati ad una determinata famiglia. Le apparizioni risultano inquietanti per via dei loro lamenti notturni. Sono uditi solo dai componenti della famiglia e predicono un lutto imminente. GHOST HUNTER L’indagine di un ghost hunter non è un uscita serale in un luogo dove dicono di aver visto un fantasma. L’operazione si divide in 3 fasi importantissime e indivisibili se pur diverse tra loro. FASE 1: ATTIVITA’ D’UFFICIO Per prima cosa bisogna indagare sul luogo ove andare ad indagare successivamente. Documentarsi sulla storia del posto, conoscere le storie dei precedenti o attuali proprietari. Se il luogo è una casa allora sarebbe utile avere il progetto originale, indicazioni, cambiamenti e ristrutturazioni; nonché più notizie possibili. FASE 2: INDAGINE SUL POSTO Dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni del caso per accedere al luogo. Si eviti qualunque tipo di intervento esterno o burla che possa interferire con l’indagine. Solitamente le attività si svolgono in orari notturni ma una visita nel luogo di giorno è consigliabile per avere un po’ di conoscenza e per muoversi meglio. Prima di iniziare a tirar fuori le attrezzature necessarie bisogna attendere la prima apparizione e qui basterà una macchina fotografica per scattare una o due foto del luogo (Da considerare molto attentamente la suggestione e di conseguenza si stia attenti a non farsi ingannare da fruscii del vento rumori del tutto normali e così via). Quando si è riusciti a capire qual è il luogo dove è più probabile che avvenga l’apparizione si mira ad indagare proprio nel suddetto luogo. Si inizi a girare misurando temperatura,pressione con contatori Gauss ed EMF attivi pronti a cogliere cambiamenti di radiazioni e campi elettro-magnetici rilevanti; il tutto con i strumenti di registrazioni pronti ad essere attivati. Se si avvista un fenomeno paranormale si inizi a compilare la scheda tecnica di avvistamento. Si continuino a scattare foto, a spargere del talco per eventuali impronte e si proceda a scandagliare il posto con i raggi UV. Al termine della serata importane è sigillare porte e finestre per evitare l’intervento di estranei. Si torni la sera successiva e così via per una serie di sere a priori stabilite. FASE 3: ATTIVITÀ DI LABORATORIO Si tratta di analizzare tutte le prove ed i rilevamenti prelevati in loco. Analisi digitale di fotografie,audio e video. Si vedano i valori registrati da i contatori Gauss ed EMF per vedere se sono o meno nella norma. Dopo aver eseguito le sopraindicate fasi si archivi il tutto e se ne discuta con persone del campo; elaborare una teoria del fenomeno.   EQUIPAGGIAMENTO DI UN GHOST HUNTER BLOCK NOTES: utile per schizzi del luogo e per scrivere idee sul momento; REGISTRATORE PORTATILE: se si hanno sensazioni di rumori, è sempre bene registrare i suoni dell’ambiente per riascoltarli in seguito; TORCIA: essenziale per visite ed indagini notturne; TALCO: per rilevamento impronte; TERMOMETRO BAROMETRO IDROMETRO: per verificare cambiamenti di pressione temperatura ed umidità nel luogo (buoni identificatori di fenomeni paranormali); CRONOMETRO: per misurare la durata del fenomeno; EMF: “Electro magnetic field detector”, rilevatore di campi elettromagnetici; MACCHINA FOTOGRAFICA: per foto a colori o in bianco e nero; MACCHINA PER FOTOGRAFIE INFRAROSSE E UV: le foto normali difficilmente rilevano alcunché, più importanti quindi i negativi le foto UV e nell’infrarosso (fotografano la luce che non si vede con gli occhi); LAMPADA UV (Ultravioletta): certe tracce come il sangue rappreso si notano solo con lampade UV; WALKIE TALKIE: se si va in gruppo è un ottimo metodo di comunicazione; DANIELE CIPRIANI

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ISTRUZIONI PER VIVERE MEGLIO

Molte volte è difficile vivere in questo mondo, soprattutto perché sono gli altri che ci rendono questo mondo così complicato. Spetta a noi vivere nel miglior dei modi, superando ogni difficoltà e ostacolo. Molte volte mi è capitato di aiutare persone a superare certi momenti difficili o certi problemi di carattere emotivo e psicologico. Proprio per questo ho deciso di mettere qui per iscritto certi rimedi, utili a persone con problemi simili perché potrebbe non sembrar così, ma sono davvero tante. Sono tante le persone che vivono male, soffrono, rischiano la pazzia, e non hanno la volontà, il tempo, il coraggio di chiedere aiuto. Anche perché molte volte non si sa a chi rivolgersi. Spero che questi scritti possano aiutare altre persone, come già è successo in passato.   SE GLI ALTRI TI ASSILLANO Se gli altri ti assillano con mille discorsi diversi, ascoltali e prendi da loro solo ciò che vuoi. Non tutto il male viene per nuocere ed i consigli delle persone, così come le critiche, devono essere sempre ben accetti. Non puoi comandare loro di azzittirsi, perché è libertà di ognuno di noi poter dire quello che vuole, solamente la loro parola non deve poterti condizionare. Tu sei una persona a te stante ed hai una tua testa, delle tue idee che devi rispettare. Le persone attorno a te possono proporti diverse vie, ma sarai tu a scegliere quella che ti sembra più adatta alla situazione. Anzi, i consigli sono la prova che ci sono persone che ti hanno a cuore e che vorrebbero aiutarti. È la dimostrazione che sei amato/a da loro. Per cui, non sentirti assillato/a solo perché c’è qualcuno che dice cosa devi fare. Come ho già detto, la loro voce è da prendere come un consiglio, non come un comando. Decidi tu per te stesso/a. Cerca di trarre un utile anche dall’inutile. Se sei costretto/a ad ascoltare discorsi inutili, fai finta di sentire, annuisci, di solo “sì” e lascia perdere, ma non dare pareri su ciò che ti hanno detto. Dì solo “non so…”, “può darsi”. Saprai tu che non sei d’accordo. Invece, se t’interessa controbattere, magari per difendere una persona, non avere mai paura di farlo. Insomma, mettiti in gioco solo quando ne vale davvero la pena, perché è inutile assecondare discorsi futili o senza una logica. Ricorda che hai sempre cose più importanti da fare. Se ti trovi in mezzo ad una discussione particolarmente noiosa, dì che hai fretta di andartene, che hai una cosa urgente da fare, come andare in casa per spegnere il gas o perché aspetti una telefonata importante, etc. Purtroppo, è una cattiva abitudine della gente quella di farsi gli affari degli altri e dover per forza interferire, come se volessero sempre mostrarsi come gentili, disponibili, perfetti. In realtà, nella maggior parte dei casi è solo ipocrisia. È un loro modo di sentirsi utili alla società, o di redimere i loro peccati (in una società dove il cristianesimo fa sentire tutti peccatori). Pensano magari, in buona fede, di fare del bene, ma non capiscono che possono spesso ottenere l’effetto opposto. Tale ipocrisia non serve. A volte, le persone si mostrano disponibili solo perché è usanza delle persone civili “rendersi disponibili”, per non sembrare sgarbati, ma una cosa è da ricordare sempre. Ciò che dicono è da prendere così, come dicevo prima, solo come consiglio, possibilità. Nessuno potrà mai veramente sapere quello che tu hai dentro, per cui, l’unica persona che dovrai veramente ascoltare è solo una: te stessa.   “Nosce te ipsum” (CONOSCI TE STESSO) Prima di conoscere gli altri, bisogna conoscere se stessi. Molte volte ci si dimentica di questo particolare e si pretende di poter vivere bene, ma non è così. Chi non conosce se stesso, è incompleto e vive di conseguenza una vita incompleta. Come si fa a conoscere se stessi? È molto semplice. Prima di tutto, è importante guardarsi spesso allo specchio. Può sembrare una sciocchezza o un eccesso di vanità, ma non è così. Abbiamo un volto che è unico e dobbiamo conoscerlo perfettamente per poterlo utilizzare. Spesso, per mancanza di personalità, ci dimentichiamo qual è il nostro volto e agiamo nella vita sentendoci qualcun’altro, magari un attore cinematografico (questa cosa capita molto spesso nei minuti successivi la visione di un film). Ma ciò è sbagliato. Perché voler essere qualcun altro quando siamo già qualcuno? Forse perché vogliamo esserlo, vogliamo essere qualcuno di diverso, che non possiamo (inevitabilmente) essere, qualcuno migliore (a nostro avviso). Ma non c’è persona migliore di noi stessi ed il nostro volto non ha nulla che non va, perché è il nostro ed è unico. Dobbiamo accettarlo ed amarlo. Possiamo migliorarlo se vogliamo, ma non cambiarlo. E quando ci sentiamo qualcun altro, assumiamo le espressioni facciali della persona che vorremmo essere o meglio, pensiamo sia così, ma non lo sarà mai, perché ogni volto ha le sue espressioni caratteristiche e mettere le espressioni di un altro viso sul nostro è uguale a metterci le scarpe di qualcun altro. Non sono le nostre e ci possono andare bene, ma spesso ci vanno larghe o strette. Accade questo quando ci sentiamo un’altra persona: risultiamo strani, perché le espressioni degli altri, sono loro caratteristiche e può essere che non si adattino al nostro viso. Invece, dobbiamo concentrarci su ciò che vediamo nello specchio e studiare il nostro volto, lavorarci sopra. Siamo un entità completa, che non deve invidiare niente a nessuno. Abbiamo tutto quello che hanno gli altri e ci deve bastare. Non deve sussistere nessuna invidia. Non importa se gli altri sono più alti, più magri, più belli (secondo una nostra opinione, perché la bellezza non esiste, è una caratteristica soggettiva). Dobbiamo imparare ad accettare ed amare il nostro corpo, anche perché se ci consideriamo brutti o non come vorremmo essere, rischiamo di diventarlo davvero. Il nostro corpo è lo specchio di ciò che abbiamo dentro. Se ci deprimiamo e ci trascuriamo, il nostro corpo ne risente e può divenire proprio come non vorremmo che diventasse. Invece, una persona che si accetta e si piace, per forza di cose, è una bella persona e piacerà anche agli altri. Una persona felice trasmette felicità, una persona che si sente bella irradia bellezza, così come una persona depressa deprime chi le sta intorno. Impariamo a vivere bene, a volerci bene ed accettare la nostra identità, il nostro corpo ed il nostro essere una persona completa. Il nostro corpo ha sempre bisogno di sentirsi amato. Quanto tempo gli dedichiamo invece? Pensateci un attimo e rispondetevi da soli, ma senza guardarvi: che mani avete? Sono di palmo quadrato o rettangolare? Non sapete rispondere? Forse perché le avete sempre viste e mai osservate. C’è differenza tra i due termini. E quanti nei avete sul petto? Ne avete? Chissà! Sembrano sciocchezze, ma magari conoscete meglio il corpo di un’altra persona che il vostro. Vi sembra normale? Di certo non lo è. E qui, ritorniamo all’inizio: conosci te stesso prima di conoscere gli altri. Dovete prendervi del tempo per stare soli con voi stessi, osservarvi, capirvi, per sentire il vostro respiro. Vi è mai capitato di sentire il vostro respiro? E la vostra voce? Che voce avete? Avete mai provato a parlare a voi stessi davanti ad uno specchio? Non è una cosa da pazzi, se non l’avete mai fatto è ora di provare. Prendetevi dei momenti che siano solo vostri. È ora di imparare a convivere con voi stessi, è ora di ritornare ad essere una persona.   RISPETTA TE STESSO Sei a tavola e stai per cenare con tutta la famiglia. Magari, capita anche di rado. Squilla il telefono, ti alzi, rispondi: è un tuo amico che vuole parlarti. Inizi a dialogare con lui. Finita la telefonata ritorni a tavola e scopri che gli altri non ti hanno aspettato e hanno già finito. D’altronde sei rimasto al telefono un quarto d’ora, venti minuti e non potevi pretendere che il loro piatto si raffreddasse. La festa che ti eri tanto immaginato/a è finita. Rimani così solo davanti al tuo piatto. Qual è la soluzione? Semplice. Devi rispettarti. Ci sono certi momenti della giornata che devono divenire per te sacri. Ad esempio il pranzo e la cena. Devi fare sempre quello che ti fa felice. Se ti andava di parlare col tuo amico più che stare a tavola con la tua famiglia, allora va bene. Ma è una tua scelta. Calcola che con l’amico ci puoi parlare sempre, la famiglia a tavola invece non c’è sempre, almeno nella maggior parte dei casi. Questo è solo un esempio. L’importante è fare le scelte giuste, quelle che ti fanno felice. Può capitare anche il contrario: sei a tavola, squilla il telefono, tuo padre o tua madre si alza da tavola, va a rispondere e rimane lì tanto tempo. La festa è rovinata lo stesso. Ma non deve essere così. I momenti sacri devono essere rispettati, ma l’importante è che siate sempre coscienti che gli altri possono fare ciò che vogliono, ma ciò non dovrà interessarvi; l’importante è che voi troviate la vostra felicità solo dentro voi stessi, affidandovi solo a voi stessi. Perché, nel mondo, incontrerete spesso persone che si comporteranno in un modo che potrà disturbarvi, ma anche persone che agiranno in linea col vostro essere. Il mondo è grande. Non dobbiamo aspettarci che tutti debbano per forza pensarla come noi. L’agire degli altri, non deve scalfirci.   ABBATTERE GLI STEREOTIPI Premetto che, molto spesso, la gente viene sopraffatta da problemi che, in realtà, non esistono. Problemi legati, in questo caso, al proprio aspetto fisico. Dobbiamo imparare a capire una cosa fondamentale: un conto è il corpo, corruttibile, passeggero, e un conto è l’anima, immortale, eterna, rappresentante il nostro vero “io”. Pur sapendo ciò, molto spesso si soffre lo stesso a causa di problemi “materiali”, o meglio, per ciò che sembrano tali. La società odierna impone certi canoni sbagliati. Ogni giorno si vedono in televisione belle ragazze (all’apparenza perfette) che ti dicono: “butta via il grasso di troppo, diventa come me”, “via alla cellulite!”, “diventa come me…”; ma tutto ciò è sbagliato. Perché noi non dovremmo mai seguire la moda, divenendo uguali a tutti gli altri. Se si andrà avanti così, un giorno si avrà un mondo di persone tutte simili. E il nostro “io”? Dove lo mettiamo? Come si suol dire, il mondo è bello proprio perché è vario. Non dobbiamo cercare di essere uguali ad un’altra persona, perché noi stessi siamo perfetti così come siamo, e per questo dobbiamo imparare ad apprezzarci e conoscerci meglio. Accettarci. D’altronde, nessuno può giudicare il suo corpo in modo obiettivo, perché ognuno lo vede deformato, e se uno ha un difetto, anche se lavora per farselo passare, spendendo ore ed ore di tempo, e milioni di Euro, questo difetto lo vedrà sempre, perché esso sta nella propria testa e solo qui. Da qui, ad esempio, certe malattie più che altro psicologiche, come l’anoressia, in cui ad esempio, anche se una persona si vede grassa e dimagrisce fino ai limiti umani, si vedrà sempre grassa. Ci sono persone che, pur pesando 40 kg, si vedono grasse ed invidiano altre persone magre, anche se, in realtà, sono più grasse di loro. Un anoressico infatti guarisce solo quando si convince di voler guarire, quando si rende conto da sé che effettivamente è troppo magro, che qualcosa non va bene. Ecco perché, di solito, la guarigione inizia quando si è toccato il limite massimo raggiungibile, quando cioè si incomincia a svenire e ad avere conseguenze a livello fisico (perdita capelli, perdita del mestruo, o quando si incomincia a vedere nascere intorno a sé l’angoscia, nei propri cari… etc.). Ma perché si deve arrivare a tanto? Cos’è che ci porta a questi livelli? Proprio i canoni di bellezza che ci impongono i mass media e la società. Canoni, come dicevo prima, sbagliati, in quanto la bellezza è soggettiva. Se si cominciasse a vedere una persona bella per come è, e non perché è magra, si abbatterebbe lo stereotipo della magrezza. È inutile desiderare di essere un’altra persona oContinue reading