CROP CIRCLE DI VIGONOVO (VE)

 
RICERCA DI FRANCESCA M., NOSTRA COLLABORATRICE IL PARERE DEL FISICO MAURIZIO MORANDO
IL PARERE DELL'UFOLOGO ANTONIO CHIUMIENTO RICERCA DELL'ASSOCIAZIONE  LA CORONA
 

L'ESPERIENZA DI FRANCESCA, NOSTRA COLLABORATRICE

10 maggio 2005        

        CROP DI VIGONOVO

Mercoledì 11 maggio vengo a sapere, grazie all'e-mail che ha mandato Giorgio ai collaboratori del Veneto, del ritrovamento del crop di Vigonovo. Giovedì 12 maggio nel pomeriggio mi sono recata sul posto. Ho iniziato la ricerca chiedendo in giro dove si trovasse il campo, il signore che mi ha dato l'informazione ha subito specificato che il cerchio non aveva nulla di strano, ma si era formato a causa del vento. Il crop si trovava vicino alla piazza principale del paese, in una via a lato della chiesa, vicino all'asilo. Ho scattato qualche fotografia, ma dalla strada non si riusciva a vedere bene il pittogramma, si notavano 3 cerchi. Il terreno si presentava piuttosto rovinato, alcune spighe all'interno della formazione erano spezzate, mentre altri steli erano piegati in corrispondenza dei nodi e gli stessi risultavano ingrossati. Parlando con il proprietario del campo, il quale era piuttosto seccato della situazione, diceva che era ormai da giorni che la gente continuava ad entrare nel suo terreno, domenica c'erano addirittura bambini che giocavano
all'interno. Per il proprietario la piegatura del grano è stata causata dal vento. A mio parere il cerchio non è autentico, vista la presenza all'interno della formazione di spighe spezzate. È comunque da considerare che erano trascorsi parecchi giorni dalla formazione dei cerchi, ed il calpestio dei curiosi aveva provocato dei danni, alterando il disegno iniziale del pittogramma. Lascio quindi la parola agli esperti.

Francesca M.

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Pellegrinaggio di giovani e genitori curiosi nel campo dietro l'asilo parrocchiale

        Vigonovo. Misteriosi cerchi nel grano: i ragazzi gridano all'"invasione aliena", alcuni pensano sia una trovata per incentivare il turismo, altri ancora una burla ben pubblicizzata, ma stilisticamente male realizzata. Eppure da sabato il campo dietro l'asilo parrocchiale, (proprio dove dovrebbe nascere il nuovo patronato) è diventato l'attrattiva principale per i giovani del paese e genitori curiosi. "Tutto è iniziato sabato - dice il proprietario della Cartolibreria Centrale di Vigonovo - quando diversi ragazzi mi hanno detto che in quel campo erano apparsi strani cerchi". Tre, per la precisione, del diametro di circa 5 metri l'uno. Un disegno a spirale all'interno di essi faceva supporre che non si trattasse di un gioco del vento, ma di una impronta creata da qualcuno che, forse, si è armato di tanta pazienza. "Giovedì ero passato in bici - dice Alessandro, un ragazzino che frequenta le scuole medie - e non c'era assolutamente nulla. Sabato mattina sono ritornato con alcuni amici e le figure si vedevano bene". Il vento e la pioggia di questi giorni hanno però intaccato le forme, tanto che ormai se ne perdono le tracce.

I ritrovamenti dei cerchi e di altre figure nel grano sono iniziati sulla fine degli anni '70 nell’Inghilterra meridionale: grandi fino a 25
metri di diametro o piccoli come una ruota, questi misteriosi cerchi compaiono di notte, durante l'estate, e al loro interno le spighe sono piegate a spirale e non spezzate. Ma grazie alla pubblicità mediatica, ben presto il fenomeno è diventato di massa e, al riguardo, non sono poche le burle messe in atto grossolanamente e talvolta smascherate. Vittime della serie Tv "Smalville" e del film "Signs" del 2002 di Shyamalan - che proprio in questi giorni andrà in onda in prima visione - l'opera fantastica di alcuni ragazzini ha forse trovato il suo compimento in questi giorni a Vigonovo.

La notizia, comunque, ha rapidamente fatto il giro del paese. Il sindaco è stato subissato di telefonate di gente che chiedeva o suggeriva spiegazioni. Dietro all'asilo, soprattutto domenica, si è registrato un autentico pellegrinaggio di curiosi che volevano vedere con i loro occhi le misteriose forme disegnate sul grano.

di Alberto Sanavia

http://www.kataweb.it/articolo/940361

Tratto da www.alfredolissoni.com

IL PARERE DELL'UFOLOGO ANTONIO CHIUMIENTO

«Domani vado a controllare se sono messaggi alieni»

Ritorna un fenomeno già registrato in altre parti Tre figure geometriche infiammano la fantasia della gente

VIGONOVO. Ogni qualvolta si scopra un disegno "astrale" nei campi, e quasi sempre quelli di grano, si riporta inevitabilmente a galla il dibattito mai risolto «Opera di extraterrestri o scherzo umano?». Gli esperti del settore - ne esistono - i cerchi nel grano li chiamato «pittogrammi». Ma anche gli esperti spesso usano molta prudenza, come nel caso di Antonio Chiumiento, ex vicepresidente del Centro ufologico italiano e primo presidente del Centro italiano studi ufologici. E' colui che ha analizzato i due casi di pittogrammi rinvenuti finora nel Nordest: nel 2004 furono scoperte figure geometriche in due campi seminati di Fontanafredda (Pordenone) e Nervesa (Treviso). Ora accoglie con entusiasmo il caso di Vigonovo, ma invita ad aver pazienza. «Andrò di persona a raccogliere elementi nel campo teatro del nuovo pittogramma», dice Chiumiento, che ora si interessa agli Ufo in veste di ricercatore indipendente, «innanzitutto dovrò appurare che non si tratti di una bufala, ossia di uno scherzo, o di un evento naturale, come a volte succede con i giochi che fa il vento. Verificato questo, è necessario analizzare le piantine del raccolto. Se gli steli sono spezzati non si tratta certo di un fatto legato a forze superiori, ma di qualcuno che ha agito meccanicamente. Altrimenti, se le piantine sono solo piegate, allora si può iniziare a parlare di pittogramma genuino».
Ma come si fa a piegare gli steli di un campo? «In questi casi succede che una sorgente di calore abbia assorbito tutta l'acqua della vegetazione creando così una piegatura degli steli. Per ora mi è difficile fare altre considerazioni sulla scoperta di Vigonovo, anche se posso dire che questa è la stagione giusta per simili manifestazioni aliene. A Nervesa, ad esempio, credo si trattasse della presenza di una forza superiore».
La domanda immediata è: ma chi sarebbero questi alieni? «Sfere di energia intelligente», conclude Chiumiento, «Ci lasciano quei messaggi, ma noi purtroppo non riusciamo a decifrarli».

Michele Modesto



IL PARERE DEL FISICO MAURIZIO MORANDO

Morando: «Un evento semplicemente impossibile»

PADOVA. «Nell'universo esistono forze certe: quindi nessuna navicella potrebbe atterrare indisturbata in un campo senza distruggerlo».
Maurizio Morando, docente di Fisica all'università degli studi di Padova, smonta ogni ipotesi di «approdo alieno» in Riviera del Brenta. Dopo una breve descrizione fornita al professore su quanto verificatosi nell'area dietro l'asilo di Vigonovo, «nulla può far
lontanamente pensare ad un atterraggio privo di conseguenze sul terreno stesso». Infatti, secondo il professore, «il calore sprigionato da un motore dovrebbe come minimo bruciare l'erba o dilatare il terreno attorno ai cerchi. Ipotizzando anche che si tratti di un oggetto volante di piccole dimensioni in arrivo dallo spazio, il solo attrito dell'aria causato dalla frenata dovrebbe aumentare di così tanto il calore attorno alla carrozzeria da renderla quasi incandescente. Da quanto mi è stato riferito, l'erba nel campo di Vigonovo è stata solo piegata e non vi sono segni di bruciature o di perni che si siano appoggiati al terreno: per ora le tecnologie a disposizione dell'uomo non sono arrivate a un tale livello di perfezione». Ma come funzionerebbe un meccanismo di frenata sul suolo? «E' un po' il procedimento contrario a quello del lancio di un razzo -
dice Morando - perché, per fermare un oggetto volante di quelle dimensioni, sarebbe necessario un getto di aria che funga da vero e proprio "cuscino frenante". Per questo motivo lo spostamento dell'aria non sarebbe circoscritto al perimetro della navicella ma muoverebbe l'erba nel raggio di decine e decine di metri, un po' come avviene per
l'atterraggio di un elicottero. Negli Stati Uniti si sta progettando un motore a ioni che non sprigiona troppo calore e quindi potrebbe anche non bruciare la vegetazione. Anche in questo caso, però, la sola forza frenante e il conseguente spostamento d'aria del mezzo, dovrebbe creare un vero e proprio cratere e non limitarsi ad accarezzare dell'erba». Pur trattandosi di discorsi al limite della fantascienza, anche in Italia da qualche anno sono attivi delle vere e proprie ricerche su possibili atterraggi di navicelle aerospaziali. «So che alla facoltà di ingegneria aerospaziale di Milano - continua Morando - ci sono colleghi che compiono studi su questo tipo di eventi che molto spesso, come in questo caso, si rendono utili per smontare ipotesi d'improbabili atterraggi di alieni». 
(al.san.)

Data: 10.05.2005,

Autore: Alberto Sanavia, Michele Modesto, al.san.

Fonte:Il Mattino di Padova, p. 34 "Provincia"

http://www.margheritacampaniolo.it/crop05/vigonovo.htmù

RICERCA DELL'ASSOCIAZIONE LA CORONA

Vigonovo (PD)
Martedì 10 Maggio 2005

        Nella giornata di martedì abbiamo appreso da un quotidiano locale che nella zona vicino al municipio del comune di Vigonovo, in provincia di Padova, in un campo adiacente all’asilo del paese, erano comparse delle “figurazioni”, che avevano attirato l’attenzione di molti ragazzi, che nel giro di pochissimo tempo avevano diffuso tale notizia a macchia d’olio. 
Venuti a conoscenza di questa segnalazione, ci siamo catapultati nella zona, nella speranza, dal momento che la segnalazione della presunta comparsa risaliva alla notte tra il venerdì 6 e il sabato 7 maggio, di trovare ancora dei segni tangibili di possibili raffigurazioni. 
Appena giunti nelle vicinanze del campo, ancor prima di essere nelle sue immediate vicinanze, Maria mi comunicò che dalla forte energia che captava, eravamo sicuramente nel luogo giusto; e infatti fu proprio così! 
Parcheggiammo l’auto vicino ad una casa; lì fuori vi trovammo il proprietario che immediatamente, e probabilmente incredulo della tanta affluenza di persone in quel campo posto proprio di fronte alla sua abitazione, ci esortò ad esimerci da tanta curiosità, dato che, a suo giudizio, quelle figure erano stato prodotte solamente dal gioco un po’ burlone del vento. 
Tuttavia decidemmo di entrare alla sinistra del campo, rispetto alla strada da cui eravamo arrivati, questo per avere il massimo rispetto della coltivazione e del suo proprietario. Decidemmo di comportarci così poiché ritenemmo, che essendoci passata molta gente, egli sarebbe stato sicuramente molto infastidito, nonché preoccupato per il raccolto che avrebbe potuto essere compromesso. 
Ad una prima occhiata, ci siamo subito accorti che il calpestio era stato molto e per la maggior parte devastante riguardo alla stessa figura comparsa in quel campo. 
Dalle foto che abbiamo potuto accludere a tale relazione, estrapolate dal filmato registrato, che per qualche motivo a noi sconosciuto, (forse dovuto a qualche interferenza elettromagnetica) è risultato limitato nelle sequenze, (cosa di cui solo visionando lo stesso a casa ci siamo accorti), si evincono alcune considerazioni.
Dopo aver filmato più volte l’interno di almeno tre formazioni circolari, si può osservare non solo l’ottimo stato della totalità del campo, ma anche che ciò che era stato rappresentato in quella notte, era stato purtroppo rovinato, e la grafica completa della raffigurazione risultava ormai poco delineata e compromessa.
La notte precedente aveva anche piovuto, e forse anche questo ha contribuito ad “abbassare” o appiattire le spighe in più punti, compreso le formazioni. 
Bisogna ricordare che in questo Comune padovano è la prima volta che viene segnalato un crop circle. 
Stiamo comunque preparando approssimativamente una grafica di come deve essere stato originariamente, non potendo però confermare in assoluto le dimensioni e le posizioni esatte con i giusti rapporti in scala metrica, poiché vi eravamo giunti solo nel tardo pomeriggio, avendo avuto così a disposizione la luce solare per poco tempo. 
Tuttavia abbiamo però potuto raccogliere delle spighe che presentano delle vistose piegature su entrambi i nodi principali, con vari ingrossamenti degli stessi, (effetto questo che è stato ampiamente confermato dalle valutazioni scientifiche); questo fattore può essere considerato valido e conseguentemente può di diritto essere compreso nell’elenco delle cosiddette “anomalie”. Tali nodi infatti devono essere stati piegati forzatamente da qualche fonte di calore a noi ignota. 
Abbiamo documentato anche ciò con importarti immagini, e con almeno un paio di campioni originali in nostro possesso. 
Non vogliamo assumerci la facoltà di dichiarare “vero” o “falso” tale crop circle, ma abbiamo la completa consapevolezza che sia manualmente sia i soli agenti atmosferici, non sono in grado di produrre tali e sorprendenti effetti.
Personalmente, riallacciandomi a ciò che ha scritto Luciano, il campo di grano l’ho riconosciuto a livello vibrazionale in vicinanza ad altre coltivazioni, e per me è stata una esperienza emozionante: nel mezzo di questo campo c’era pace e mi sentivo leggera, per qualche minuto ho anche avuto la sensazione che il tempo si fosse fermato. A nostro parere c’erano almeno tre formazioni circolari non molto grandi e molto calpestate: camminando all’interno di essi ho potuto notare le spighe come intrecciate e piegate ai nodi, e anche molte altre spezzate. Questa è la nostra esperienza, l’opinione di ciò che è stato visto, toccato con mano, e filmato. 
Personalmente, in sintonia con ciò che ha appena affermato Maria, devo ribadire che, come accadde la prima volta che mettemmo piede in un crop circles, (e questo fu nei primi giorni di giugno del 2003, a Nervesa della Battaglia, poco distante dalla nostra sede), ho percepito una grande energia che immediatamente liberava i miei emisferi, causando uno stato di “leggerezza” (chiamiamola mentale), senza precedenti.
Era come se per qualche motivo a me ignoto, un canale diretto si unisse dal cielo alla mia mente, una sensazione mai provata prima.
In quella occasione, nel 2003, non ci fu possibile documentare l’intera esperienza, dato che al nostro rientro ci accorgemmo che la telecamera non aveva registrato assolutamente nulla. Inoltre, dal momento che per noi era il primo “battesimo” con questa meravigliosa “simbologia”, io e Maria, non ci sentimmo neppure di raccogliere, per dovuto rispetto, nemmeno una spiga di campione, ma decidemmo di comune accordo che se ci sarebbe stata ancora la possibilità, ne avremmo riparlato in futuro.
Queste sensazioni si sono ripetute anche a Vigonovo, e perciò abbiamo deciso, insieme, di renderci testimoni di tale esperienza. 

Maria Morganti
Luciano Gasparini
Ass.La Corona