I MISTERI DI VERONA

ROMEO E GIULIETTA

IL CASTELLO DI MONTORIO
LA COSTOLA MISTERIOSA BASE UFO A VERONELLA?
VILLA PULLÈ DI CHIEVO LA NOTTE DI SAN PIETRO
IL SATOR DEL PALAZZO BENCIOLINI

ROMEO E GIULIETTA

        Chi non conosce la tragica storia dei due amanti narrataci da Shakespeare? Ma saranno davvero esistiti? L'autore ambienta la sua tragedia a Verona, che per questo motivo è diventata la città degli amanti per eccellenza. Infatti, ogni giorno è possibile visitare la casa di Giulietta, dove c'è una ricostruzione del famoso balcone dal quale si affacciava segretamente per incontrare il suo amante, ed il suo presunto sarcofago nella cripta, in via Cappello al numero 23. Per tradizione, le pareti del cortile sono sommerse di bigliettini colorati, lasciati dai molti innamorati che frequentano il luogo quotidianamente. Inoltre, si dice che porti bene toccare il petto della statua di Giulietta, per cui, se ci andate, non dimenticatevi di farlo!

A destra:
Il famoso balcone, ricostruito alla metà del '900, e la statua di Giulietta nel cortile dell'abitazione.

GIORGIO PASTORE

LA COSTOLA MISTERIOSA

        Sul lato nord-est della famosa Piazza delle Erbe, si trova un arco sotto cui, per tradizione, da molti anni, è attaccata una gigantesca costola. Non si sa a quale strano essere fosse appartenuta, forse ad un animale preistorico, ma i dubbi sono ancora molti.

 

 

A lato, due immagini della misteriosa costola attaccata sotto l'Arco della Costa (chiamato così proprio per questo motivo).

GIORGIO PASTORE

VILLA PULLÈ DI CHIEVO (VERONA)

          In data 12/02/2005 la sezione del C.R.O.P. di Verona composta da me, Giacomo e altre 6 persone, dopo aver preso visione di alcune testimonianze sulla presunta infestazione di Villa Pullè, la quale è una villa seicentesca composta da due strutture ed un vasto parco situata a Chievo (frazione di Verona), abbiamo deciso, per quanto ci è stato possibile, di visitarla sia esternamente che internamente, in quanto l’intera villa ha le finestre e le porte murate. pulle.jpg (167245 byte)

1

pulle2.jpg (42014 byte)

2

pulle3.jpg (38918 byte)

3

pulle4.jpg (13393 byte)

4

Per nostra fortuna, persone più o meno raccomandabili hanno abbattuto con un piccone una piccola parte di muro dietro al secondo edificio, quella è stata la nostra entrata. Nel parco esterno si possono notare evidenti segni di satanismo e anticristianesimo da ricorrenti "666", a "volti di satana" e a frasi contro Dio e la religione Cristiana. Nel parco è presente una chiesetta sconsacrata dove tutt’ora si svolgono rituali satanici e sedute spiritiche. All’interno della villa c’è un clima freddo ed umido. Intere sale sono parzialmente distrutte ed alcuni piani sono pericolanti, le sale che non sono distrutte hanno i muri ricoperti di murales, sul pavimento ci sono spesso delle candele o ceri e bastoni bruciati i quali indicano che la villa è frequentata. Una cosa strana, che abbiamo notato tutti, è stata la presenza di rumori provenienti dai sotterranei, come dei passi, i quali delle volte ci hanno fatto anche sussultare. La stranezza è che una volta scesi nei sotterranei non abbiamo trovato nessuno, nessuna impronta, neanche di roditori i quali, di solito, infestano quei luoghi (tanto che alcuni di noi avevano timore a scendere proprio per i topi…!! ). Oltre a ciò, allego due foto molto strane. Nella prima, scattata tempo indietro, sembra sia comparso un volto di un uomo (nella foto 1: in alto dove ci sono i due tubi vicino sullo scorrimano del terrazzo. Abbiamo anche rifatto la foto dalla stessa angolazione e non è ricomparsa…), la seconda invece presenta strani cerchi bianchi (lo strano è che non possono essere riflessi in quanto non c’era il vetro) . Se qualcuno a teorie o domande mi contatti. Ciao,

GIACOMO MIRTO

IL SATOR DEL PALAZZO BENCIOLINI

         Si trova vicino a Portono Borsari di Verona e si trova all'interno del palazzo Benciolini; è appeso al muro del cortile d'ingresso.
La traduzione, secondo il proprietario della casa è "Il tessitore è responsabile del prodotto e padrone dei telai". Ma, se si leggono tutte le parole in fila, il significato potrebbe essere un altro, in lingua araba. Il quadrato magico è simile a molti altri sparsi per tutta Italia (si rimanda alla sezione Fatti Maledetti per leggere l'articolo sui Quadrati Magici) e misura 56 per 54 cm. Non si sa se è sempre stato appeso lì o solo successivamente alla costruzione del palazzo, nel 1590. Il vero significato, ci è ancora ignoto.

A destra: il quadrato magico presente nel cortile del palazzo.
Foto di Giacomo M.

GIACOMO MIRTO

IL CASTELLO DI MONTORIO

        Il castello di Montorio è posizionato su un colle appena fuori Verona in un paese chiamato proprio Montorio. Su chi siano gli artefici della costruzione ci sono ancora molti dubbi: una cosa certa è che sia sorto intorno al X secolo. In un secondo momento fu insediato dalla famiglia degli Scaligeri e successivamente passato nelle mani di molte famiglie di nobili. Ultimi proprietari del castello furono gli austriaci nel XIX secolo.
Le leggende che circolano sul castello sono molte ma le più conosciute e credute sono 2: la prima riguarda “il libro del comando”, un testo di magia che esaudirebbe qualunque richiesta espressa, con formule magiche, dalla persona che l’ avrebbe trovato. Una leggenda nella leggenda vuole che questi libri un tempo fossero molto diffusi sui colli veronesi, e che i religiosi abitanti in queste terre si riunissero una volta all’anno per bruciare questi libri ritenuti eretici. I libri una volta nel rogo “impazzivano” muovendosi e saltando come esseri umani, per questo motivo furono ritenuti opera del maligno e banditi.

L’altra leggenda che circola sul castello è quella che vorrebbe che nei sotterranei del castello, vi sia l’accesso ad un condotto sotterraneo lungo chilometri che collegherebbe il castello all’Arena, monumento storico Veronese, passando sotto l’Adige e la città. Nessuno sa chi l’ ha costruito e tanto meno il suo vero scopo, ma la leggenda dopo centinaia di anni resta, ciò secondo me significa che c’è un fondo di verità. 

GIACOMO MIRTO

BASE UFO A VERONELLA?

           In località Desmontà si trova un terrapieno alto circa un metro e mezzo e lungo 300 metri con la forma di un ferro di cavallo o ovale spezzato. La nascita di questa struttura è stata valutata approssimativamente nell’età del bronzo (2500 - 1200 a.C.) e da alcuni a dirittura  nel neolitico (8000 - 3000 a.C.). La struttura è orientata astronomicamente verso il punto in cui  sorge il sole nel solstizio invernale e completando, il ferro di cavallo si ottiene un ovale perfetto. Sulla natura e sugli utilizzi della struttura ci sono varie ipotesi: quella casuale dovuta all’accumulo di detriti, cosa che personalmente ritengo improbabile dato le caratteristiche sopra elencate, l’ipotesi che siano stati degli uomini a costruirla con scopi che possono essere di natura agricola, rituale o un antico calendario solare.

Un'ipotesi avanzata in questi ultimi anni è quella che, dato le sue caratteristiche, questo terrapieno non sia “altro” che una base ufo che serviva ai visitatori di altre dimensioni venuti, probabilmente più volte, come zona di atterraggio o punto di riferimento per le loro visite in quella zona. Di fronte a queste strutture così misteriose e fantastiche, ci sono ancora molti uomini che attraverso le religioni o la fantasia stanno aspettando il ritorno di questi visitatori di altri mondi.

 

 

                                                                            GIACOMO MIRTO  

LA NOTTE DI SAN PIETRO

        San Pietro insieme a San Giovanni e a Sant’Antonio sono i cosiddetti Santi mercanti di tempesta.
La leggenda vuole che nella magica notte d’estate di S. Pietro raccogliendo dell’acqua di rugiada da una fonte pura, e versandole all’interno una chiara d’uovo, la mattina seguente si dovrebbe vedere con un po' di fantasia, nel contenitore in cui si è versata l’acqua, la barca di S. Pietro. La bottiglia deve essere posta su un balcone tra i fiori del giardino o tra le piante dell’orto al tramonto di quel magico giorno e deve essere raccolta prima del sorgere del sole il giorno dopo. Se all’interno della bottiglia si vedrà un grande vascello i raccolti dei campi saranno fruttuosi e porteranno ricchezza altrimenti il raccolto dell’anno sarà scarso. Questa antica leggenda era molta diffusa nel Veneto rurale e nella provincia Veronese e ancora oggi molti contadini usano questo metodo per scoprire come sarà il raccolto dell’anno.

GIACOMO MIRTO