TUNGUSKA

L’ESPLOSIONE DI TUNGUSKA

        Cari amici, nessuno può negare di sapere dell’incidente di Roswell avvenuto il 4 luglio 1947, quando una navicella aliena con a bordo quattro umanoidi si schiantò nel campo dell’agricoltore William “Mac” Brazel. Secondo molti il fatto sarebbe già accaduto tempo prima nella Siberia Orientale.
Dopo tanta fatica per trovare un articolo da scrivere per questo mese, ecco che, dopo aver saputo che questo era un argomento ancora non affrontato mi sono subito dato da fare per trovare il materiale per scriverlo, ed ecco il risultato. Buona lettura.

IL FATTO

        Erano le 7: 17 del 30 giugno 1908, l’inizio del XX sec., quando un oggetto infuocato accompagnato da una lunga scia esplode a 8 chilometri da terra per poi precipitare in una zona isolata della Siberia orientale chiamata Tunguska. 
La “cosa” devastò tutto ciò che stava nell’area di 2200 chilometri dall’esplosione.
Gli alberi erano tutti rasi al suolo tranne alcuni ancora in piedi ma carbonizzati; fortunatamente la zona circostante era disabitata.

I NUMERI

        L’esplosione fu visibile da 500 km di distanza. Il boato fu fortissimo e fu udito fino a 1.200 km di distanza. Sulla regione sottostante si abbattè un'onda termica seguita da una terribile onda d'urto, entrambe create dal corpo esploso nell'atmosfera. L'esplosione aveva liberato un'energia pari a 50 megaton, equivalenti a 500 volte la bomba di Hiroshima!

DOPO

        Per molte delle notti seguenti, le polveri di un colore rossastro, innalzatesi con l’esplosione, illuminarono l’atmosfera permettendo ai londinesi (6000 km di distanza), di leggere il giornale a mezzanotte.
Questo fatto potrebbe spiegare anche il perché nel suo quadro “L’urlo”, Munch colorò il cielo di rosso. In realtà, quei colori, furono la causa di polveri dovute all’eruzione di un vulcano. Tornando a parlare di Tunguska, le testimonianze vennero solo 15 anni dopo, anche perché, in quel periodo la Russia, in ambito politico con qualche problema, aveva altre cose di cui preoccuparsi. I testimoni affermarono che la “cosa” precipitata aveva una forma cilindrica o sferica di un colore rosso o giallo. A sei minuti dall’esplosione iniziò una tempesta geomagnetica simile ai disturbi magnetici provocati dall’esplosioni nucleari nell’atmosfera, che fu rilevata dall’Osservatorio Magnetico e Meteorologico di Irkutsk.

LA SPEDIZIONE

        L’evento fu dimenticato, almeno fino al 1921, quando l’Accademia della Scienza Russa organizzò una spedizione sul punto d’impatto della meteora. 

Arrivati sul posto, i membri della spedizione si trovarono innanzi ad uno scenario terrificante: chilometri di vegetazione rasa al suolo o carbonizzata, come se vi fosse stato un epicentro energetico. Leonid A. Kulik (nella foto), al tempo il capo della spedizione, del Museo di Meteorologia di Pietroburgo, da quel giorno passò il resto della sua vita a risolvere il mistero di Tunguska, anche perché né lui, né gli altri membri della spedizione trovarono il cratere che teoricamente sarebbe stato lasciato da una possibile meteora.
Dal 1928 al 1939, furono organizzate altre spedizioni, ma senza esiti positivi. Kulik, morì nel 1942 in un lager nazista. Tre anni dopo, il 6 agosto 1945, si comprenderà quale tremenda energia doveva essere la causa dell’esplosione scatenatasi a Tunguska, quando il bombardiere B-29 "Enola Gay" sganciò il suo carico di morte su Hiroshima. Le aurore generate dall’esplosione, la distruzione radiale, furono analogie che non sfuggirono agli studiosi del dopoguerra, che collegarono i due eventi, sciogliendo il primo nodo. Tunguska come Hiroshima e Nagasaki.

DOMANDE E RISPOSTE

        Ma cos'era il corpo abbattutosi nell’atmosfera terrestre in quella mattina del 30 Giugno? Quale era la materia che aveva rilasciato un’enorme energia?
Fu davvero una bomba atomica? Come mai, dopo quasi un secolo, quest’esplosione resta ancora un mistero?

Le ipotesi erano state molteplici e di varia natura: una bomba atomica naturale, secondo il geofisico Alexej Solotow vista la radioattività registrata nel fiume ed il danneggiamento di alberi lontani addirittura duecento chilometri; un Ufo esploso in fase di atterraggio, secondo l’ufologo Alexander Kazantsev nel 1946, un frammento di antimateria proveniente dallo spazio, un’esplosione dovuta ad un’arma nucleare caduta per sbaglio sul nostro pianeta da un’astronave di passaggio e così via.

CONCLUSIONI

        Navigando in internet, ho infine trovato una notizia molto recente su questo fatto, ve la riporto qui sotto.

23-7-2005

MOSCA - Fu una cometa a esplodere sulla Siberia orientale la mattina del 30 giugno 1908, devastando 2.150 km/q di foresta vicino il fiume Tunguska. Lo sostiene un fisico nucleare russo. Niente asteroide roccioso, niente astronave atomica con marziani a bordo, niente micro-buco nero: il prof. Vladimir Alekseyev n’e' certo dopo approfondite analisi condotte sui resti degli alberi abbattuti, carbonizzati dal cataclisma, nei quali ha trovato le particelle della cometa, penetrate a grandissima velocità.

Per invogliare i ricercatori a continuare a cercare e scoprire questo ed altri misteri, traggo dal libro “Uno sguardo nuovo - Quando la ricerca scientifica migliora il mondo” la frase che dice:

“Senza ricerca non si trova nulla. 
Senza la determinazione e la testardaggine di molti nostri antenati 
non sarebbe mai stata trovata la maggior parte delle innovazioni che 
hanno migliorato la vita dell’umanità”. 

MARCO LORENZO BIZZARRI

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