I TESCHI DEL DESTINO

        C'è una antica leggenda che parla di 13 teschi di cristallo d'età antichissima...

IL TESCHIO DI MITCHELL-HEDGES

        Il primo teschio fu ritrovato per caso nell’estate del 1926 nella città di Lubaatun nello Yucatan da Anna, figlia dell’archeologo Mike Mitchell-Hedges. Si tratta di un teschio di cristallo davvero notevole, privo della mandibola inferiore, che tuttavia fu ritrovata qualche mese dopo a circa dieci metri di distanza. Gli indigeni a seguito della spedizione affermarono sconvolti che “era il dio cui si rivolgevano per essere guariti dalle malattie o per chiedere di morire”. Ad ogni modo, suscitava una strana inquietudine. C’era chi rimaneva incantato nel vederlo, chi giurava di averlo visto muoversi. Ancora oggi, non sappiamo se il teschio sia autentico. Tuttavia, ve ne sono altri, molto simili al primo. Tutti molto inquietanti. La leggenda dice che un giorno, non si sa quando, questi tredici teschi saranno riuniti. Tuttavia, per il momento, ne conosciamo ben pochi.

BIBLIOGRAFIA E FONTI:

"Il Segreto dei Teschi di Cristallo"
di Jon Ropper
ed. PIEMME, 1998

Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Edizioni.

http://www.paleoseti.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1975

http://www.meteolive.it/notizia-auth.php3?Id=13748&zoom=1

AGGIORNAMENTO: TESCHI DEL DESTINO
Falso quello del British Museum

Dopo nuove ed accurate analisi effettuate recentemente sul teschio di cristallo esposto al British Museum, ne è stata riscontrata la “non autenticità”.
Il particolare che ha fatto crollare le certezze sul teschio del British Museum, mettendo gli esperti di fronte ad un falso molto ben realizzato, consiste nel tipo di lavorazione con cui è stato realizzato lo stesso teschio. Analizzando accuratamente la superficie di quest’ultimo si denota che il teschio fu tagliato e levigato con una sorta di ruota molto conosciuta ed utilizzata dalle gioiellerie d’Europa nel XIX secolo, ma assolutamente sconosciuta nell’America pre-colombiana da cui proverrebbe il teschio di cristallo.
Gli studiosi che lo hanno minuziosamente analizzato sono quasi sicuri che il cristallo, da cui fu realizzato il teschio, provenga da un tipo di roccia presente in Brasile. Roccia che fu tagliata da un gioielliere ed inviata in Europa, probabilmente in Germania, dove fu successivamente venduta a dei collezionisti spacciandola per reliquia autentica della civiltà Azteca del Messico.
Ian Freestone, professore dell’Università di Galles a Cardiff nonché capo della ricerca scientifica al British Museum Londinese, ha dichiarato che sicuramente il teschio non è un autentico oggetto azteco poiché gli autentici cristalli di rocce azteche presentano un grado di levigatezza molto più dolce di quella del teschio che, invece, ha un aspetto più ruvido che può essere ottenuto soltanto con l’utilizzo delle moderne attrezzature.
Inoltre si scoprì, dopo un attento lavoro da parte dell’archivista Jane Walsh dello Smithsonian Institution di Washington, che a suo tempo il teschio fu venduto al British Museum dal gioielliere newyorchese Tiffany nel 1897 il quale, a sua volta, lo aveva acquistato precedentemente dal cittadino francese Eugene Boban.
Si seppe, inoltre, che nello stesso periodo Boban vendette un teschio simile anche ad un altro collezionista che lo donò successivamente al Musèe de l’Homme di Parigi, dove si trova esposto attualmente.
Tutto questo non fa altro che evidenziare sempre più la certezza che il teschio del British Museum sia indubbiamente un falso, anche se di ottima realizzazione.
Con questa scoperta, il numero degli autentici teschi del destino ritrovati si riduce soltanto a tre: quello rinvenuto da “Mike” Mitchell-Hedges, quello in possesso di Nick Nocerino e quello di Joanne Parks.

Luigi M.C. Urso

Fonte:
http://www.margheritacampaniolo.it/archeo/teschio.htm