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CULTURA GENERALE, PARANORMALE, SOPRANNATURALE, UFO

Fenomeni fortiani

DEFINIZIONE: Si dicono “casi fortiani” tutte quelle manifestazioni anomale archiviate dal noto ricercatore Charles Fort (1874/1932) nel suo famoso “Libro dei Dannati” (a cui seguirono altri tre poderosi volumi). Per lo più, Fort tratta di piogge anomale, persone e oggetti che scompaiono nel nulla, fenomeni fisici e paranormali inspiegabili. Quello delle piogge anomale è un fenomeno molto documentato a cui gli scienziati ancor oggi non riescono a dare una spiegazione. Si tratterebbe di piogge di “cose” che normalmente non dovrebbero venire giù dal cielo, quali neve in stagioni calde, fiori, latte, fuoco, sangue, pezzi di carne, sassi (freddi e caldi), uova, frutta e persino animali come rane, pesci e persino mucche. E queste cadute misteriose sarebbero accertate fin dal passato. Singolare sarebbe la caduta di una strana sostanza fibrosa simile a bambagia composta prevalentemente di silicio, verificatasi in diverse occasioni, in concomitanza con l’avvistamento di UFO. Le spiegazioni date dagli studiosi a tali fenomeni sono svariate. Si è pensato a trombe d’aria capaci di trasportare a grandi distanza tali oggetti, ma se si trattasse davvero di queste, perché riguarderebbe solo una categoria d’oggetti alla volta? Se si trattasse davvero di cicloni, assieme alle rane, ad esempio, si dovrebbero trovare erba, acqua, piante… invece no. Solo rane! Charles Fort ipotizzò che sopra di noi vi fosse una sorta di Mare dei Sargassi, percorso da “navi” di ogni genere, che lasciavano cadere parte del loro carico sulla Terra. Alcuni hanno associato il fenomeno in questione col fenomeno UFO, ipotizzando che tali carichi siano fatti cadere giù da oggetti volanti di origine aliena (non si sa per quali motivi). E se tali oggetti fossero una sorta di segnale mandatoci qui da uomini di un’altra dimensione? Anche a questo fenomeno non si è ancora potuto dare una spiegazione razionale, approvata dalla scienza. Giorgio Pastore INTRODUZIONE AI FENOMENI FORTIANI Molte volte, nel corso dei secoli, l’uomo ha assistito ad avvenimenti incredibili a cui non è riuscito mai a dare una risposta e che sono stati catalogati da Charles Fort, che li definì “fenomeni fortiani”. Fra questi fenomeni vi è l’apparizione di luci all’interno di grotte e soprattutto la caduta dal cielo di rane, pezzi di ghiaccio e di una strana sostanza chiamata capelli d’angelo, dei fili di un qualche materiale che si dissolvono al contatto tattile umano. La caduta di oggetti e animali dal cielo è documentata sin dai tempi dell’antica Grecia, vale a dire quando un gruppo di filosofi sofisti, che si trovavano ad un simposio, videro dei pesci cadere dal cielo. Si dice che proprio in quella zona nei secoli precedenti fosse piovuta una grande quantità ininterrotta di pesce, tanto che una piovuta durò per circa tre giorni. La cosa bella è che anche la Bibbia narra di questi fenomeni fortiani: prendiamo la seconda piaga d’Egitto e vediamo come Dio stesso afferma di voler punire gli Egizi facendo piovere un’innumerevole quantità di rane. Anche la settima piaga può essere definita un fenomeno fortiano: Dio fa piovere grandine mista a fuoco. Si dice che a Costantinopoli nel 472 d.C. sia piovuta della polvere nera che oscurò tutto il cielo per alcuni giorni. Ma a questo potrei dare io stesso una spiegazione plausibile. Avrete forse letto che nel 1882 eruttò il Krakatoa, un vulcano del Pacifico, che sprigionò una quantità immensa di cenere che giunse sino in Europa e cadde al suolo oscurando tutto il cielo per molti giorni. E’ possibile che in quell’anno possa essere eruttato un vulcano (anche se mi devo informare su questo fatto) che avrebbe provocato gli effetti ripetutisi successivamente nel 1882. Altre testimonianze riscontrano ancora analogie con la Bibbia, ad esempio nel 1110, in Armenia, nel lago Van, cadde un meteorite che colorò l’acqua di rosso (prima piaga d’Egitto) facendole perdere la propria potabilità. Inoltre quando cadde in Italia nel 1652 un meteorite, sul sito dell’impatto si ritrovò una stranissima gelatina “stellare”, mentre qualche anno dopo in Germania cadde una sostanza simile alla seta di colore azzurro. Appartiene sempre al 1600 la caduta di una sostanza burrosa in vaste aree irlandesi, che, data ai buoi malati, riusciva a curarli. Per quanto concerne i capelli d’angelo, si può solo dire che sono dei fili, simili a delle ragnatele, che hanno fatto la loro prima apparizione nel 1741 e che da quell’anno in poi saranno sempre presenti nella maggior parte dei fenomeni fortiani. La spiegazione scientifica ai capelli d’angelo è attribuita al dottor Clark, del museo di storia naturale di Londra, secondo cui, i capelli d’angelo non sono altro se non la secrezione di una specie di ragni (dunque ragnatele) che secernono la loro sostanza nelle giornate calde autunnali: il loro prodotto, secreto in forma liquida, si solidifica con l’aria e cade sotto forma di tele imbrigliate. Ma Clark non è riuscito a spiegarsi perché dopo qualche minuto i fili scompaiono dalla mano. Ecco le sue stesse parole: Ritengo che una specie di ragni sia responsabile del fenomeno descritto. Questi particolari ragni appartengono in genere alla famiglia delle Linyphiidae, le cui uova si schiudono in autunno. In questa stagione, nelle giornate soleggiate e calde, specialmente con cospicua rugiada mattutina, i ragni cominciano a disperdersi e a migrare per colonizzare nuove aree dove la quantità di cibo è maggiore. Il metodo usato è quello “aerostatico”: quando il sole fa evaporare la rugiada si creano correnti calde ascendenti, il ragno corre verso la cima di una pianta o di qualunque punto elevato e, alzando la parte inferiore dell’addome, emette un globulo di seta liquida. Questa seta viene come “filata” dalle correnti d’aria ed indurisce man mano che esce. Quando il filo è abbastanza lungo per sostenere il ragno, questo lascia il suo appiglio e vola nell’aria (…) Il singolo filo è molto sottile e scarsamente visibile (…) ma quando si intreccia con altri fili è molto più facile da vedere ed appare robusto ed elastico. Non so come spiegare la scomparsa dei filamenti dopo esser stati tenuti in mano. Potrebbe essere dovuta al fatto che i fili del cordone in questione non fossero intrecciati e che , manipolati, si siano staccati l’uno dall’altro, diventando impalpabili. Il filo del ragno non può sciogliersi, perché non è soggetto all’azione del calore; in realtà è meno solubile della seta. Ma nessun ragno è stato trovato durante la caduta dei capelli d’angelo, ma, come molti affermano, solo oggetti non identificati. Si prenda il caso della partita tra Fiorentina e Pistoiese nel 1954: i calciatori giocavano ma all’improvviso videro in cielo degli UFO che lanciavano dei capelli d’angelo, i quali, al contatto con i giocatori, svanivano nel nulla. Ai capelli d’angelo e agli animali si aggiungono anche molti strani oggetti, come ad esempio un oggetto maleodorante caduto, dopo aver provocato un grande bagliore, in Massachusetts, ricoperto di una peluria, di colore marrone cuoio, che però al contatto con l’aria era diventato come il colore del sangue venoso. Cosa potevano essere poi quei tizzoni ardenti a forma di V caduti nel 1857 in Illinois, scagliati da una nube molto densa di modeste dimensioni? Sempre in quell’anno, in California cadde zucchero e molte signore, raccoltolo, ne fecero dello sciroppo. Eclatante è il caso della grandinata del 1908 a Saint-Etienne-les-Remiremont, in Francia, in cui i chicchi di grandine, perfettamente sferici, con alcune creste nella parte superiore, come se fossero messe su uno stampo, che rappresentavano il busto della “Madonna Degli Eremiti”, perfettamente inciso. Oppure è da rammentare che nel 1955 in Ohio un contadino, durante l’aratura, vide cadere delle gocce rosse dalla protuberanza di una densa nuvola verde, rossa e rosa. Queste gocce, al contatto tattile, provocavano bruciore nelle parti colpite, come se si mettesse dell’alcool su una ferita aperta. Sembrava sangue, ma la cosa strana fu che distrusse tutta l’erba e l’albero di pesco del contadino. Due anni dopo in Francia caddero migliaia di banconote da 1000 franchi, ma nessuno ne rivendicò il possesso. Nel 1958, invece, in Louisiana, piovve per 2 ore e mezza solamente sopra una casa, mentre il resto del cielo era sereno. Il bello è che nessun meteorologo aveva previsto il fatto e di conseguenza non era riuscito tantomeno a capirlo. I fenomeni fortiani non consistono solo in caduta di oggetti dal cielo, ma anche dall’avvistamento di luci in movimento in cielo. Mi sto riferendo alle “earth lights”. Secondo alcuni le earth lights potrebbero essere dei fulmini globulari, anche se ciò è stato smentito da alcuni contadini che dicevano che quotidianamente erano accompagnati al lavoro da queste piccole lucine. Queste luci sono state viste molte volte, anche nel 1996, a Oliver Castle, mentre sorvolavano il campo di grano, incidendo un crop circle. Le earth lights sono state avvistate anche nello spazio dai satelliti artificiali da noi mandati per studiare la Luna e gli altri corpi celesti. Per quanto riguarda l’Italia diciamo solo che ogni sera si vedono delle strani luci nei pressi della cittadina di Sassalbo (in provincia di Massa-Carrara), al confine tra Liguria e Toscana. La popolazione è ormai abituata alla presenza di queste luci, che un tempo erano considerate le anime dei defunti che andavano a ritrovare i propri cari ancora in vita. Cosa sarà mai questa luce qui a sinistra? E’ forse di matrice extraterrestre, come d’altronde tutti i fenomeni fortiani? Esaminiamola meglio: Notiamo bene come varia il colore della sfera, che dal giallo centrale, diventa celeste nelle protuberanze. L’oggetto, al momento della ripresa, stava compiendo una specie di danza, assumendo diverse forme e colori. Se fosse possibile comprendere il mistero che si cela dietro a queste insignificanti lucine, potremmo giungere alla risoluzione di uno dei più importanti enigmi della storia dell’uomo. Esistono dunque gli extraterrestri? F.G.I. Fonti: http://www.cosenascoste.com/fenomeni-fortiani http://www.merlino.org/crops003.htm http://www.merlino.org/c-lights.htm http://www.merlino.org/sasslb.htm

CULTURA GENERALE

UFO: il fenomeno

UFO, Unidentified Flying Objects. In italiano, OVNI, Oggetti Volanti Non Identificati, anche conosciuti come “dischi volanti”, per via della forma discoidale appunto di alcuni di essi. Come dicono questi stessi acronimi, si tratta di tutti quegli oggetti volanti, avvistati in cielo, non identificati, quindi non assimilabili ad alcun mezzo di trasporto a noi noto. Il termine venne coniato dall’aviazione statunitense nel 1952 in seguito all’avviamento di alcuni strani veicoli effettuato dal pilota Kenneth Arnold il 24 giugno 1947. Esattamente, egli segnalò la presenza di nove insoliti oggetti volanti in formazione mentre sorvolava lo spazio aereo nelle vicinanze del Monte Rainer, nello stato di Washington. Tali veicoli viaggiavano come sassolini lanciati sulla superficie di un lago, con moto irregolare. Da qui, il termine “flying saucers” (letteralmente “piattini volanti”). Il pilota li descrisse piatti, sottili, a malapena visibili e di due tipi: alcuni erano simili a dei tondi tagliati sul retro, altri erano simili a delle mezzelune, curve nella parte anteriore e appuntiti sul retro. Questo fatto suscitò l’interesse dei mass media, i quali iniziarono a trattare più seriamente il fenomeno UFO. Infatti, quello di Arnold non fu di certo il primo avvistamento della storia. Il fenomeno era già noto da anni, se non da secoli. Nel 1933 precipitò un aeromobile sconosciuto nei pressi di Milano. Il caso venne subito seguito dall’OVRA, la polizia segreta fascista, che insabbiò tutto. Risale al 1947 il presunto ufocrash di Roswell, New Mexico. Tuttavia, già nell’antichità vennero visti più volte oggetti volanti di origine sconosciuta. Gli antichi romani li chiamavano clipei ardenti (era chiamato “clipeo” lo scudo dei soldati romani; tali oggetti volanti rassomigliavano quindi ai loro scudi). Alcuni artisti li raffigurarono persino nei loro quadri in epoca medievale (anche se, secondo alcuni scettici, si tratterebbe solo di macchie e scarabocchi da non riconnettere al fenomeno UFO). Ricordiamo la Natività del Maestro del Tondo Miller, risalente al XV secolo e conservato a Palazzo Vecchio a Firenze, in cui si vede uno strano oggetto nel cielo dipinto dell’artista. Potrebbe sembrare solo una semplice macchia, se non fosse per il fatto che nel quadro, in secondo piano sullo sfondo, sono anche rappresentati un uomo e un cane intenti a guardare il cielo, proprio come se stessero osservando l’insolito oggetto volante. Ad ogni modo, esistono anche numerosi falsi e presunti avvistamenti, del tutto spiegabili. Specialmente oggi, nell’era del digitale. Spesso, vengono scambiati per UFO anche banalissimi aerei, lampade cinesi, palloni sonda, droni e aerei militari di ultima generazione. La domanda che dovremmo porci è: qual è la natura di questi oggetti? Quando si è riusciti a escludere che si tratti di oggetti spiegabili, cosa dovremmo pensare? La stragrande maggioranza delle persone crede che gli UFO provengano da altri pianeti, esterni al sistema solare. Se così fosse, ci troveremmo di fronte a extraterrestri molto evoluti, capaci di viaggiare nel cosmo, probabilmente usufruendo di una tecnologia che noi possiamo ancora solo sognare. Altri ipotizzano che questi oggetti volanti provengano da altre dimensioni, come è stato riportato in un rapporto dell’FBI risalente al luglio del 1947, reso pubblico di recente (https://vault.fbi.gov/UFO). Ogni anno, in tutto il mondo, numerosi testimoni, centinaia secondo le stime ufficiali, persone normalissime, affermano di aver visto un UFO. Tuttavia, esisteranno sempre persone scettiche, restie a credere nel fenomeno, e veri fanatici (esistono perfino religioni e sette incentrate sul discorso intelligenze aliene). E voi cosa ne pensate? Avete mai visto un UFO? Giorgio Pastore

SOPRANNATURALE, UFO

CHI FA I CROP CIRCLES?

Si parla di crop circles dalla metà degli anni ’70, anche se potrebbero esserci sempre stati. Inizialmente, si trattava di semplici cerchi, Poi, nel corso degli anni ’80, si è avuta una vera e propria evoluzione che ha portato a figure sempre più complesse… Ma chi è l’autore dei cerchi nel grano? Ecco qui di seguito le varie possibilità: 1 – Extraterrstri, per comunicare con noi, o mandarci semplicemente dei messaggi subliminali. Infatti, non è detto che lo scopo sia interpretarli. Infatti, in molti casi, basta semplicemente osservarne uno per acquisire qualcosa in più a livello animico; Forse, inizialmente, tentarono una comunicazione meno appariscente, mirata ad una comunicazione con i potenti della Terra. Visto l’insabbiamento delle informazioni a cui siamo soggetti, potrebbero aver scelto intelligentemente di usare una forma di comunicazione più alla luce del Sole. Diretta, non più solamente ai Governanti delle grandi Nazioni, ma a tutti gli abitanti della Terra; 2 – Extraterrstri, per comunicare tra loro; ma forse, allora, potrebbero utilizzare metodi meno evidenti, senza rischiare che qualcuno decodifichi questi loro messaggi; 3 – Potrebbe trattarsi di una serie di esperimenti militari. Ma, anche in questo caso, perché così in vista? 4 – Alcuni cerchi sono opera dichiarata e comprovata di esseri umani. Ma questi cerchi non hanno nulla a che fare con “veri” cerchi; quelli davvero grandi (come Milk Hill, 2001 ad esempio) o quelli in cui vengono rilevate tracce di radioattività ed elettromagnetismo. I cosiddetti “Circlemakers” si vantano si aver realizzato numerosi cerchi, anche tra i più belli; ma fin’ora non hanno mai dato prova della loro bravura in pubblico. 5 – Infine, ma non per ultima, esiste la teoria di Gaia. La Terra sarebbe viva e sarebbe capace di comunicare con noi attraverso la creazione di questi simboli. Questa ipotesi sembrerebbe assurda, ma basti pensare alla cimatica o al numero Phi (1,1618) per capire quanto possa essere vera. Infatti, la geometria e la matematica sarebbero leggi universali e naturali. Tutto, nell’universo, tenderebbe verso una perfezione armonica matematica. Inoltre, è risaputo che le piante possiedono una certa intelligenza. Basti pensare ai girasoli, capaci di seguire la luce solare, o alle piante carnivore, o alle piante capaci di deviare il loro busto adattandosi all’ambiente circostante. Giorgio Pastore CERCHI NEL GRANO INDIZI SULLA PROBABILE CREAZIONE NON MANUALE (di Valentino Rocchi) Nei mesi di Giugno e Luglio 2004 in Italia si sono registrati circa 20 casi relativamente all’apparizione di crop circles, il fenomeno dei cerchi nel grano che fino a qualche anno fa comparivano quasi esclusivamente nei campi di cereali inglesi. Le formazioni erano tutte apparentemente semplici e non molto elaborate, che si allontanavano di molto dai livelli di perfezione ed elaborazione rispetto a quelli inglesi, ma anche questi come gli altri presentavano una serie di anomalie al suolo e sulle piante che si sono riscontrate in tutti i crop circles inglesi, tedeschi, olandesi, polacchi e di altre località investigate, a parte qualcuno di esecuzione modesta e chiaramente impreciso e non molto simmetrico, con minimi effetti di schiacciamento delle piante. Le caratteristiche principali dei crop circles investigati dal centro ufologico nazionale (ma anche da molti altri ricercatori), consistono nelle seguenti anomalie, cioè discrepanze fisiche e strutturali sia delle piante che del terreno rispetto alle condizioni normali, oltre a ad altre anomalie di carattere ambientale : · piante piegate molto in basso, al massimo due centimetri rispetto alla base, e schiacciate con pressioni molto elevate non compatibili con tecniche manuali; · piante disidratate e private della massa fibrosa (clorofilla, acqua e sali minerali); · spighe spesso private dei chicchi, con effetti di tostatura e piegate sul fusto come se sottoposte a fonte di calore; · piante attorcigliate tra loro, spesso a gruppi di tre o più e piegate sul terreno in maniera spiraliforme in senso antiorario; · Nell’analisi delle foto aeree si nota chiaramente come le piante piegate a terra sono schiacciate in maniera impressionante, con il risultato di creare un effetto ottico molto evidente e facendo risaltare il contrasto con le piante rimaste erette, come se si trattasse di un vero e proprio disegno in rilievo su di una tela. La simmetria riscontrata è assoluta e non troverebbe riscontro con tecniche puramente manuali; · Le piante schiacciate sul terreno presentano l’ingrossamento dei noduli sullo stelo e spesso la piegatura è avvenuta sullo stesso, La crescita viene mantenuta con lo stato della pianta abbassato e nemmeno in fase di trebbiatura la mietitrebbia che raccoglie il grano riesce a sollevare le spighe abbassate; · Analisi di laboratorio in Inghilterra hanno rilevato una crescita delle piante irradiate superiore del 75% rispetto a quelle trovatisi all’esterno della formazione, ed il volume della spiga spesso ha superato il 50%; · insetti trovati cotti e spesso incollati alle spighe, privati degli organi interni e disidratati come se sottoposti anch’essi ad una fonte di calore; · Tracce di elettromagnetismo anomalo sul campo. A Desio nell’area interessata dal crop circles il valore misurato all’esterno dopo circa 2 giorni dalla comparsa è stato di 0,20 microtesla, mentre all’interno del crop (a circa due metri dal bordo) il valore era salito a 0,60 microtesla, ed al centro (a circa 16 metri dal bordo) era di 0,75 microtesla. A ridosso di un traliccio dell’alta tensione nei pressi del campo il valore misurato è stato di 0,45 microtesla; · Disturbi più o meno evidenti riscontrati negli apparecchi elettronici che sono entrati nei campi interessati, come i telefoni cellulari, le macchine e le videocamere fotografiche digitali e gli orologi. Spesso essi davano segni di cattivo funzionamento o addirittura si spegnevano autonomamente, alcuni telefoni cellulari perdevano lo stato di carica o non segnalavano i dati sul display o li segnalavano errati; · Persone che all’interno del campo interessato avevano disturbi di vario genere come nausea, capogiri, euforia o senso di spossatezza, agitazione e tachicardia, eritemi cutanei ed arrossamenti, stati di disagio e di ipereccitabilità, oppure una lucidità straordinaria (provata dal sottoscritto) ed in genere una sensazione di trovarsi in un luogo “carico energeticamente” come le aree a ridosso di terme naturali, vulcani, siti religiosi etc..; · Terreno che presenta segni di disidratazione superficiale e con la mancanza totale di insetti a terra. Sassi che hanno un peso specifico molto basso e che sembrano stati sottoposti ad una fonte di calore anomala (dopo qualche minuto che li avevo in mano mi si è arrossata la pelle e sentivo un forte formicolio alle mani); · mancanza di ingressi esterni sul campo al momento della scoperta. Le uniche tracce presenti di solito nei campi coltivati a cereali (dove più frequentemente appaiono le formazioni) sono i solchi lasciati dai trattori al momento della semina, ma questa traccia (dove non crescono le piante) è larga circa 15 cm e quindi assolutamente inadatta per essere usata come strada. In questo caso si noterebbe il passaggio della persona con l’effetto di un’allargamento del tracciato e dello schiacciamento delle spighe a ridosso del solco. In nessun caso è stata rilevata questa anomalia di origine umana; · mancanza totale di esecutori umani scoperti all’opera così come di suoni, luci o rumori riconducibili ad attività di matrice umana e provenienti dal campo interessato; · segnali di irritabilità e nervosismo apparentemente ingiustificati oppure totale assenza di interesse da parte di cani da guardia o di animali da fattoria come cavalli, bovini etc. trovatisi a ridosso dei campi interessati e manifestati nelle ore precedenti la scoperta del crop circles; · sfere o corpi luminosi avvistati da testimoni oculari prima della comparsa dei crop circles ed anche casi di decollo o allontanamento degli stessi dal campo. In molti casi sono state notate sfere che “materializzavano” i crop circles mentre sul campo interessato si formavano vortici d’aria che pressavano le piante a terra; Considerando che anche qualcuna di queste condizioni “anomale” fosse esagerata o priva di attendibilità, non possiamo affermare che tutte siano inesistenti ed inattendibili, anche in base all’alto numero di crop circles analizzati, che solo in Inghilterra sono oltre un migliaio in circa vent’anni. Esistono delle basi comuni e delle “matrici” che si riscontrano in tutti i crop e che è buona premura tenere in considerazione quando ne viene scoperto uno nuovo. La prima cosa da fare in questo caso è tutelare il più possibile la formazione neonata avvisando il proprietario del terreno e recintando il crop circles impedendo che sprovveduti possano penetrarvi e rovinare il tracciato, quindi chiamare gli esperti dei centri ufologici più vicini al luogo interessato e procedere alle analisi ed alla campionatura del terreno e delle piante, rilevare le misure e la forma, effettuare se possibile le foto aeree e cercare eventuali tracce di ingressi precedenti. Non sempre la qualità e l’elaborazione del disegno sul campo sono sinonimi di origine esogena o comunque extraterrestre, ma sono i dati comparativi la reale chiave interpretativa, la misurazione e la comparazione dei dati rilevati all’esterno ed all’interno del crop circles, oltre alla preziosa raccolta di eventuali testimoni che possono avere avvistato luci o sentito strani rumori provenienti dai cieli sopra i campi in cui è stato trovato il tracciato.   Valentino Rocchi   MESSAGGI DAL COSMO Nel 1974 il radiotelescopio di Arecibo, a Porto Rico, mandò nello spazio un messaggio… Circa trent’anni dopo, abbiamo avuto una risposta. 2001, L’ANNO DEL CONTATTO Nel 1974 il radiotelescopio di Arecibo trasmise nello spazio, in direzione dell’ammasso di stelle M13 (nella costellazione di Ercole) un messaggio, ideato da Frank Drake. Si trattava di un semplice schema di 73 righe, per un totale di 23 punti. Entrambi numeri primi, quindi facilmente percepibili da un’intelligenza aliena, considerando il fatto che la matematica e la geometria sono delle scienze “universali”. Il messaggio venne mandato per tre minuti in una banda compresa tra due frequenze intorno ai 2.380 MHz. Nel 2000 comparve nel campo di Chilbolton, in Inghilterra, un interessante pittogramma, cui interpretazione fu data l’anno dopo, quando nello stesso campo, comparvero a distanza di solo quattro giorni due tra i più enigmatici agroglifi della storia, precisamente il 16 agosto ed il 20 agosto 2001. Infatti, nella parte bassa del messaggio del 20 agosto è raffigurato un oggetto molto simile a quello rappresentato nello stesso luogo l’anno prima, ovvero un probabile radiotelescopio alieno. Tra l’altro, questi pittogrammi comparvero in un campo adiacente un altro telescopio radioastronomico recintato e sorvegliato da telecamere a circuito chiuso che, naturalmente, non filmarono niente di anomalo. Tra l’altro, questi due disegni nel grano sorsero a soli quattro giorni dalla “madre di tutti i crop circles”, quello ai piedi della Milk Hill formato da più di 400 cerchi su 90.000 mq, sorto in una notte molto piovosa! (vedi fotogallery) Il pittogramma del 16 agosto rappresenta un viso, forse alieno. Mentre quello del 20 agosto è la “risposta” al messaggio di Arecibo, mandato il 16 novembre 1974 nello spazio. Risulta difficile pensare ad una burla, perché gli autori in questione, chiunque essi siano, devono per forza conoscere il linguaggio binario, essere matematici e biologi. Per questo, l’”ipotesi aliena” sembra, per ora, la più probabile. Secondo i dati riportati in questa “risposta”, questi alieni vivrebbero in un sistema solare simile al nostro, formato da nove pianeti, di cui tre abitati. Tant’è che alcuni hanno supposto potersi trattare proprio del nostro stesso Sistema Solare. In tal caso i tre pianeti abitati, indicati dalla “risposta” sarebbero la Terra, Marte (infatti di recente è stata scoperta l’acqua ghiacciata ai poli e forse anche dei microrganismi) e Giove, con le sue lune, specialmente Europa, Io, Ganimede e Callisto (sui quali è stata riscontrata, ancora, la presenza di acqua ghiacciata). Questi esseri extraterrestri dovrebbero essere alti all’incirca un metro, il loro elemento base dovrebbe essere il silicio (a posto del carbonio) e non dovrebbero superare i 10 miliardi di abitanti. Giorgio Pastore Qui sotto, il confronto tra il messaggio di Arecibo (1974) e quello di Chilbolton (2001).     QUEL VOLTO NEL GRANO (di Alfredo Lissoni) È apparso improvvisamente a Crabwood Farm House, ad ovest di Winchester, in Gran Bretagna. Se ne sono accorti il 15 agosto 2002, in piena campagna pubblicitaria del film “Signs” (rilanciato addirittura in Brasile come “Sinais”); lo hanno chiamato Alien Face. Si trattaContinue reading

UFO

AREA 51 – INTERVISTA A BOB LAZAR

In Nevada all’interno dell’area 51, esiste una base chiamata S4 in cui l’ingegnere in fisica nucleare Bob Lazar si trovò a lavorare. Ecco le dichiarazioni rilasciate da lui ad un giornalista negli anni 90: – Domanda : Che impressione ebbe quando entrò per la prima volta? – Lazar : Sembrava tutto molto militare e non molto scientifico, c’erano molti controlli ed un massimo livello di sicurezza, ovunque si andasse bisognava essere accompagnati da una guardia armata anche nella toilette. Tutte le porte si aprivano e si chiudevano con dei badge di plastica magnetici, e c’era un’atmosfera molto oppressiva. – Domanda : Quante volte è dovuto entrare in quella zona prima di poter vedere il velivolo? – Lazar : Credo due o tre, forse due giorni prima di poterlo vedere. – Domanda : Cos’ha provato la prima volta che visto l’oggetto? – Lazar : Mah, la prima volta che entrai nell’hangar dissi tra me e me : ecco questo finalmente spiega tutti quegli avvistamenti di strani oggetti, è un veicolo militare segreto in fase di sperimentazione. In realtà fu la seconda volta che lo vidi quando entrai al suo interno che intuii cosa stava accadendo, e cioè che si trattava di un mezzo alieno, ma questo avvenne dopo che avevo letto il materiale informativo. Era tutto molto difficile da comprendere, mi sentivo come un’intruso. – Domanda : Provi comunque… – Lazar : Ha presente le foto di Billi Meier scattate durante i suoi avvistamenti? Era incredibilmente simile a quello delle sue foto, una linea sfuggente con lo scafo discoidale. E’ difficile descriverlo così senza disegnarlo, ma aveva la forma classica del disco volante. – Domanda : Di un tipo solo o diversi? – Lazar : In totale i dischi erano nove, ma io lavorai a livello di retroingegneria solo su un’oggetto; erano in hangar separati, ma tutti visibilmente differenti. – Domanda : Le hanno detto in che modo erano stati recuperati? Dall’intelligence o dalla marina? – Lazar : No, assolutamente no. Molta gente ha avanzato varie ipotesi, che erano stati abbattuti o che erano precipitati, ma non sembravano danneggiati, quindi nutro seri dubbi su queste ipotesi. – Domanda : Ce ne può descrivere l’interno? – Lazar : E’ molto semplice, c’è un solo colore dominante: è un grigio feltro, anche l’esterno è dello stesso colore, non ci sono scivoli. All’interno tutte le attrezzature hanno una forma arrotondata, anche i sedili e gli alloggiamenti per gli amplificatori, è come se fossero stati fusi nella cera e poi modellati con queste forme curvilinee, incluse le giunture tra le pareti ed il pavimento. L’interno è essenziale, molto arioso: l’uso dello spazio non sembra per niente funzionale. Ci sono tre ponti: quello più basso ospita gli amplificatori montati su basi mobili. Su quello di mezzo da dove si accede alla nave ci sono i sedili e gli amplificatori, e poi c’è il ponte superiore, con una sezione limitata a cui non avevo accesso, non so cosa ci fosse. – Domanda : Per lei il velivolo era alieno? – Lazar : Assolutamente sì, alieno. Prima di tutto, lo scopo del progetto era di analizzarlo, se si fosse trattato di un’apparecchio degli Stati Uniti non avremmo perso tempo a capire come lo avremmo costruito, in secondo luogo per le dimensioni delle attrezzature interne, dalle dimensioni dei sedili e per i materiali utilizzati, a noi totalmente estranei, e poi per il carburante: l’elemento 115, che è virtualmente inesistente. Ho sommato queste informazioni a quelle che mi erano state precedente fornite, in cui si affermava chiaramente che si trattava di un veicolo extraterrestre. -Domanda : Le hanno detto come funzionava il sistema di propulsione? -Lazar : Faceva parte del mio lavoro d’ingegneria inversa, cioè capire il sistema di propulsione, avevano già fatto qualche progresso, ma non so esattamente da quanto tempo il velivolo si trovasse lì, se lo stessero esaminando da uno o dieci anni, comunque con scarsi progressi. Il sistema è fisicamente impressionante: è composto da due parti, dagli amplificatori di gravità e dal reattore che fornisce energia, il reattore funziona ad annichilazione completa alimentato da antimateria. L’annichilazione completa è praticamente la reazione nucleare più efficace tra le tre ovvero: fissione, fusione ed annichilazione. Utilizza un elemento superpesante, l’elemento 115, cioè questa sarebbe la sua collocazione nella tabella periodica che sulla Terra non è stato ancora sintetizzato. A mio avviso, su alcuni sistemi stellari questa sintesi avviene spontaneamente. Questo elemento viene bombardato in un’accelleratore dalle dimensioni estremamente ridotte. L’elemento che viene bombardato subisce una scissione spontanea e produce particelle di antimateria. Queste, grazie ad un dispositivo termoelettrico efficace al 100% reagiscono con la materia gassosa e vengono trasformate in elettricità. Ora l’efficienza al 100% di qualunque dispositivo elettrico è fisicamente impossibile, lo afferma la prima legge sulla termodinamica, perché si devono verificare dispersione di calore o altre perdite del genere, ma io non ne ho rilevata nessuna in questo sistema, è una tecnologia assolutamente stupefacente. L’incredibile quantità d’energia che viene generata dal sistema, alimenta gli amplificatori, e come prodotto collaterale del bombardamento dell’elemento 115, si genera un fenomeno interessantissimo, cioè una particolare onda detta “gravitazionale A”: tale onda viaggia in modo molto simile alle microonde. Viene applicata agli amplificatori gravitazionali e per mezzo della corrente elettrica generata dal reattore, viene amplificata e focalizzata. Il segnale così amplificato viene reso leggermente “afasico”, e grazie a questo è possibile attirare o respingere qualsiasi corpo gravitazionale. Il velivolo è in grado di decollare anche utilizzando un solo amplificatore. Questa nave in particolare era dotata di tre amplificatori, e quando attiva un solo amplificatore per allontanarsi dalla terra, utilizza la cosiddetta configurazione “omicron”: per viaggiare nello spazio la nave ruota su di un lato, focalizza i tre amplificatori su di un punto situato ad enorme distanza, poi il reattore e gli amplificatori vengono portati a massima potenza, e praticamente “attirano” il tessuto stesso dello spazio, distorno lo “spazio-tempo” e lo attirano verso la nave che così è in grado di coprire enormi distanze in un lasso di tempo praticamente nullo. La nave non si sposta in maniera lineare, perchè distorce lo spazio. Il tessuto stesso dello spazio, quindi anche i campi gravitazionali ed il tempo sono strettamente connessi. Quando si distorce un campo gravitazionale, si distorce anche lo spazio ed il tempo. Queste non sono semplici teorie, sono cose che conosciamo già da molto tempo, solo che non abbiamo la possibilità di poterle verificare, ed apparentemente questa civiltà lo ha messo in pratica. – Domanda : E voi siete mai riusciti a farne volare uno? – Lazar : Sono stati fatti molti collaudi, ma non al di fuori dell’atmosfera, voli brevi e a bassa quota. Del resto hanno un’oggetto dal valore inestimabile e non intendono distruggerlo con rischi inutili o a causa del campo gravitazionale terrestre o volando a quote troppo elevate, ma ho assistito ad alcune prove al di fuori della recinzione di sicurezza ed in un’occasione ho visto tutto ma a non più di trenta metri dal velivolo. – Domanda : L’oggetto come manovrava in volo? – Lazar : era molto silenzioso, si alzava generando un debole sibilo, la superficie inferiore emanava una luce azzurra, probabilmente dovuta all’altissimo voltaggio generato. Dopo un po’, man mano che aumentava di quota, la luce scompariva. Sembrava che galleggiasse dolcemente nell’aria, per poi appoggiarsi al suolo, il tutto in modo assolutamente tranquillo e quasi totalmente silenzioso – Domanda : Potrebbe descrivere i documenti informativi ed il loro contenuto? – Lazar : Si trattava di un gran numero di documenti, circa 120 relazioni molto concise, in pratica mi consentivano un’idea in generale sulle altre ricerche condotte sul velivolo, ma la quasi totalità delle informazioni e dei dettagli tecnici riguardava il sistema di propulsione e generazione d’energia, cioè il campo in cui avrei dovuto lavorare. C’erano anche documenti in cui si affermava che la nave era aliena. I rapporti di alcune autopsie non erano molto approfonditi perché non c’era nessuna ragione per fornirmi informazioni dettagliate su questo, ma con fotografie : anzi per l’esattezza c’erano due fotografie di un corpo alieno con il torace aperto, che aveva un solo organo che era stato rimosso e sezionato. Dal mio punto di vista non medico, sembrava che questo organo espletasse non una, ma più funzioni. Poi vi erano altri documenti che descrivevano ricerche metallurgiche condotte in altre parti della nave, insomma erano brevi riassunti del lavoro svolto dai vari gruppi e viceversa, sicuramente anche loro avranno ricevuto dei resoconti e brevi relazioni del lavoro svolto dal mio gruppo. – Domanda : Indicavano il luogo di provenienza degli alieni? – Lazar : Sì : dal sistema Zeta Reticulis, non so se questa informazione sia stata ricavata dallo scafo stesso, da mappe astrali o da strumenti di bordo. – Domanda : C’erano informazioni su questa civiltà, sulla loro storia, o su precedenti contatti con il genere umano? – Lazar : Non esattamente, non c’era scritto: è andata così, si faceva riferimento ad un’intervento alieno avvenuto nel passato, risalente a moltissimi anni fa, precisamente a milioni di anni fa. Dai documenti che ho visto, ripeto, erano documenti sintetici, riassuntivi che non so se fossero veri o falsi, posso solo fare supposizioni. Tuttavia, le informazioni sul sistema di propulsione erano tutte vere, ne sono certo, ci lavoravo. Per il resto c’erano solo accenni sul contatto con la Terra avvenuto più di 10.000 anni fa, ad alterazioni genetiche che hanno prodotto un’essere scimmiesco ed altre interazioni di questo tono. – Domanda : Ha mai visto da vicino un’alieno? Vivo o morto? – Lazar : No, solo in fotografia. Ho dichiarato più volte, che attraversando una certa zona, ho guardato in una finestra ed ho notato qualcosa di piccolo, ma non che fosse il corpo di un’alieno. E’ inutile saltare alle conclusioni che devo avere visto un’alieno. Potrebbe trattarsi di un manichino, creato come modello sulle loro differenze corporee e sulle dimensioni dei sedili, quindi ribadisco che in realtà non ho visto nessun corpo vivo che si muovesse, in linea di principio rispondo di no. – Domanda : Perché hanno scelto lei per questo lavoro? – Lazar : e’ molto difficile rispondere, non saprei. Sicuramente come fisico non sono molto indicato, quindi non ne ho la più pallida idea. Viste le diverse angolazioni forse si sentivano frustrati, non riuscivano a fare passi avanti, era da lungo tempo che non riuscivano ad andare da nessuna parte, o forse volevano un persona nuova, qualcuno che potesse vedere le cose in maniera diversa, d’altronde io ho la fama di essere così. – Domanda : Perché ha deciso di divulgare queste informazioni? – Lazar : E’ difficile rispondere, ci sono vari motivi ad esempio per le pressioni che ho subìto o per mia protezione personale e perché è ingiusto che su queste informazioni venga mantenuto uno strettissimo riserbo. – Domanda : dopo che lei ha reso pubbliche queste cose hanno cercato di chiuderle la bocca? – Lazar : Oh sì, in ogni modo, mi hanno sparato mentre imboccavo l’autostrada qui a Las Vegas. Alcuni miei amici sono stati minacciati, hanno perso il posto di lavoro, è successo di tutto. Tratta dall’intervista originale su VHS : UFO DOSSIER/AREA 51 TECNOLOGIA ALIENA VOLUME 2/ FABBRI VIDEO 1997

SOPRANNATURALE, UFO

ALBERI SRADICATI DA UNA FORZA SCONOSCIUTA

In seguito ad una mail giuntaci in redazione ci siamo interessati ad un interessante fenomeno. Questo è il testo della suddetta mail: In seguito ad una mail giuntaci in redazione ci siamo interessati ad un interessante fenomeno. Questo è il testo della suddetta mail: “Salve, mi chiamo Daniele Sensi, sono residente nella piccola cittadina di Castel del Piano, sul monte Amiata in provincia di Grosseto, mi rivolgo a voi perché negli ultimi giorni qui nella mia zona è venuta fuori una notizia della quale molti ancora non riescono a dare una spiegazione, ma veniamo ai fatti. Circa 15/20 giorni fa sulla montagna sopra il paese (precisamente nella località “Il rifugio” nel comune di Abbadia San Salvatore) vengono ritrovati 28 faggi (ma a me sono sembrati di più) sradicati dalle radici e appoggiati tutti lungo il crinale della montagna che in quel punto stranamente crea un pianoro; altra cosa strana è che non tutti gli alberi di questo pianoro sono stati strappati, ma solamente alcuni (quelli che davano noia). Adesso lì (come si vede dalle foto) sono rimasti delle grandi aperture circolari verso il cielo che fanno pensare… In principio ero scettico e pensavo fosse stata una tromba d’aria, ma poi dopo un sopralluogo sul posto ho capito che non poteva essere perché il sito è dentro al bosco e tutto intorno vi sono altri alberi che non sono stati toccati. Escluderei anche la mano dell’uomo (posso garantire avendo molte conoscenze nel settore che non c’è macchinario che riesca a sbarbare dalle radici 28 faggi senza lasciare tracce). Un altro particolare che mi ha fatto insospettire è questo: la notizia di questi alberi è venuta fuori solamente adesso, ma il giorno dopo che era avvenuto il fatto il luogo era presidiato dall’esercito (che ci fa l’esercito con degli alberi sradicati?), che non faceva assolutamente entrare nel bosco. Addirittura i primi due giorni la strada adiacente (300 metri di distanza) è rimasta chiusa, inoltre in questi giorni abbiamo assistito (noi abitanti del paese) ad un insolito via vai di aerei ed elicotteri a bassa quota scendere dalla montagna. La faccenda è stata trattata anche da alcuni giornali locali (dei quali vi ho inviato un articolo) ed in paese non si parla d’altro. La mia domanda è questa: è possibile che si tratti di un crop circle fatto negli alberi invece che in un campo? Gli alberi hanno iniziato a tagliarli in questi giorni utilizzando delle seghe elettriche, non so però chi prenderà la legna; so solo che ci sta lavorando un’azienda che ha in gestione queste cose qui nella zona, gli alberi sono stati sradicati dal terreno con tutte le radici attaccate (per farti capire 40 50 cm di lunghezza delle barbe, di diametro dai 2-3 cm ciascuna). Oggi sempre sullo stesso giornale è stato pubblicato un’altro articolo su questo fatto che avalla la tesi dell’ufo, anche perché sono venuti degli ufologi da Arezzo. Comunque rimane il fatto che gli alberi si trovavano tutti rivolti verso la cima della montagna (cosa davvero incredibile se si pensa che secondo alcune testimonianze erano esattamente allineati). Inoltre, oggi alcuni miei amici sono tornati nella zona ed hanno trovato un punto dove fare delle foto dall’alto; hanno detto che la cosa è sconvolgente. Domani sperando nel bel tempo spero di fare altre foto (spero anche un video dove si capirà meglio la situazione del luogo). Per quanto riguarda la diffusione della notizia, dalle nostre parti la stampa è sempre stata restia a diffondere notizie di qualsiasi genere, siamo un po’ “isolati” in un certo senso sotto questo punto di vista.” Daniele Sensi (01 giugno 2006)