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ESOTERISMO E MAGIA, FANTASMI, PARANORMALE, SOPRANNATURALE

TRATTATO DI PARAPSICOLOGIA

a cura di Daniele Cipriani INTRODUZIONE La parapsicologia è quella branza della scienza che studia i Fenomeni Psi. “Psi” è la XXXII lettera dell’alfabeto greco e della prima lettera della parola Psiche. Il termine è ben accetto perché è più semplice trovare consenso su una parola che su di una sigla; ad esempio le parole “meta”psichico, “para”normale,”sopra”normale si richiamano comunemente alla magia o all’occultismo, branche che non corrispondono allo studio parapsicologico. Si usa dire, ed è accertato in quasi tutte le branche del sapere, che un uomo può venire a conoscenza di informazioni a lui ignote solo tramite l’uso dei 5 sensi: Vista, udito, olfatto, gusto e tatto; talvolta tramite la logica. L’uomo non può venire a conoscenza di un fatto, logicamente e/o statisticamente imprevedibile, prima che lo stesso sia avvenuto. Affinché si possa quindi sviluppare una teoria sui fenomeni Psi si dovranno ricercare vie di interazione tra gli esseri viventi e l’ambiente. FENOMENI PSI I fenomeni Psi si dividono in fenomeni psicognitivi e psicinetici. I primi sono frutto di un interazione per ora ignota tra l’uomo e l’ambiente che porta all’acquisizione di una conoscenza o informazione. Comprendono la Telepatia, la Chiaroveggenza e la Precognizione. I fenomeni Psicinetici sono frutto di un interazione per ora ignota tra l’uomo e l’ambiente che portano a produrre un azione sul mondo esterno, e sono costituiti dai Fenomeni Pk e Psicocinetici. Passiamo ora alla definizione dei primi tre fenomeni sopraindicati. TELEPATIA È quel fenomeno psicognitivo per cui si ipotizza che un uomo possa acquisire una conoscenza interagendo con la mente di un altro uomo per vie ancora sconosciute. CHIAROVEGGENZA È quel fenomeno psicognitivo per cui si ipotizza che un uomo possa acquisire una conoscenza interagendo con il mondo fisico a lui esterno per vie ancora sconosciute. PRECOGNIZIONE È quel fenomeno psicognitivo per cui un uomo acquisisce una conoscenza di un avvenimento che deve ancora accadere e che è logicamente e statisticamente imprevedibile. La precognizione, affinché si consideri davvero avvenuta grazie all’intervento di un fenomeno psi, bisogna che soddisfi tali requisiti: ­ I fatti devono essere comunicati per iscritto prima dell’avverarsi della precognizione; ­ I fatti debbono esser descritti minuziosamente con particolari che escludano coincidenze fortuite o interpretazioni di comodo o logiche; ­ La loro realizzazione non deve dipendere da chi esegue la precognizione; Un caso particolarissimo è la retrocognizione o Psicometria; fenomeno che implica che il soggetto o paragnosta, messo a contatto con un oggetto, ne racconti la storia (ovviamente per avallare la sopracitata teoria si ha bisogno di un oggetto del quale il paragnosta non sia venuto a conoscenza della storia tramite fonti reperibili a qualsivoglia persona). LA PSI, PRINCIPIO UNIFICATORE Telepatia, chiaroveggenza e precognizione sono tre manifestazioni del Bios (essere vivente), ossia capacità ancora ignote per le quali l’essere vivente stesso viene a contatto con eventi oggettivi e soggettivi del passato, del presente e del futuro acquisendone conoscenza. Anche al di fuori del limite dello spazio. Passiamo ora alla definizione dei rimanenti fenomeni: PK e Psicocinetici. PSICOCINESI È quel fenomeno per cui l’uomo può interagire con l’ambiente che lo circonda per vie ancora sconosciute (agendo a livelli Microscopici), da non confondere con la TELEPATIA che può agire anche a livelli Macroscopici. Un esempio di Psicocinesi spontanea è il POLTEGAIST. Viene chiamato anche sindrome RSPK (Recurrent Spontaneus Psychokynesis). Si tratta di un fenomeno legato alla presenza di una persona, per cui, in un certo ambiente, gli oggetti inizino a muoversi senza essere toccati. È doveroso distinguere i fenomeni in 3 classi, ove la prima rientra negli studi parapsicologici mentre le altre due, seppur associate da qualche scettico ignorante alla parapsicologia, non ne rientrano affatto. Prima Classe Esperienze fuori da corpo O.B.E. (Out of Body experience): Presuppongono l’esistenza di un corpo sottile o astrale capace di staccarsi dal corpo fisico e di proiettarsi anche in luoghi lontani. Fenomeni olfattivi,acustici e termici: Compaiono soprattutto durante le sedute medianiche, la loro denominazione è sufficiente a far capire di cosa si tratta. Psicofonia (o Metafonia): Si tratta di registrazioni su nastro di voci di origine sconosciuta dette anche “Voci dall’aldilà”. Materializzazioni e Smaterializzazzioni: Si verificano prevalentemente durante le sedute medianiche. Consistono nell’apparizione e scomparsa di parti del corpo o tutto il corpo intero del medium, talvolta anche di vegetali. (Anche chiamata “telepastia”). Apporti ed Asporti: Si identifica con questo termine la comparsa o scomparsa in un ambiente di norma chiuso di qualcosa che prima non c’era o rispettivamente c’era. Bilocazione ed Obe: Nella bilocazione a differenza del viaggio in astrale la persona proiettata fuori dal corpo viene percepita materialmente da altre persone distanti e potrebbe anche essere rivelata da strumentazione adatta. Levitazione (Modificazione di Peso): Si indica con il sopraccitato termine il sollevarsi in aria di un oggetto o di una persona contro le leggi di gravità finora conosciute. Ectoplastia: Termine che indica una sostanza amorfa e luminosa che fuoriesce dagli orifizi del medium durante una seduta medianica assumendo forme varie. Voce Diretta: Il fenomeno si verifica con voci più o meno chiare che provengono da parti della stanza ove è in attuazione una seduta medianica (in passato è famoso l’uso delle trombe di cartone attaccate ai muri). Pittura Diretta: La creazione di disegni senza l’uso di pennelli o strumenti allo scopo disegnati. Scrittura Diretta: il fenomeno avviene quando una penna, un gesso, una matita iniziano a scrivere senza essere toccate. Musica Diretta: Suono di strumenti senza che gli stessi vengano toccati. Xenoglossia: Il fenomeno si manifesta quando in trance il soggetto parla lingue a lui sconosciute, è uno dei fenomeni più sconvolgenti tra i fenomeni Psi. Azione su crescita di semi e piante: Molte piante crescono più o meno velocemente in posti o zone differenti e secondo molti è proprio l’azione dell’imporre le mani vicino alla pianta in ausilio alla volontà di farla crescere che fa sì che avvenga tale crescita (Bio-Psicocinesi). Seconda Classe (non rientrano del tutto nel campo parapsicologico). Fachirismo: Fenomeno per cui, persone, attraverso pratiche di concentrazione ed esercizi spirituali, raggiungono il dominio del proprio corpo restando inermi a dolori, digiuni, fatica e trafiggendosi o dormendo su letti di chiodi. Mummificazione (Carne, Uova,Oggetti): Fenomeno per cui certe sostanze soggette a putrefazione o decomposizione al contrario non subiscono i normali processi di deterioramento. Visione Dermoottica: Si tratta della capacità che hanno in paricolare dei bambini di leggere lettere o addirittura frasi o ancora distinguere colori tramite l’uso di polpastrelli, palmi, naso, orecchie o lobi. Incombustibilità: Fenomeno per il quale persone riescono ad entrare in contatto con forti fonti di calore rimanendone illesi. Terza Classe (Si trovano fenomeni con campi di ricerca a se stanti). Qui è sufficiente l’elenco ricordando che a dispetto di molti giornalisti o pseudo-scienziati questi fenomeni non hanno nulla a che fare con la parapsicologia. Astrologia, Alchimia, Magia, Demonologia, Possessione Diabolica, Stigmate, Yoga, Ipnotismo, Personalità alternanti. DANIELE CIPRIANI

PARANORMALE, SOPRANNATURALE

IL SEGRETO DELLE PIANTE

Il mondo del mistero da sempre affascina l’uomo. Fin dalla notte dei tempi ha sempre desiderato dare una spiegazione razionale a ciò che di razionale aveva ben poco. Nel XX secolo la caccia al mistero con tutte le sue sfaccettature ha attirato un pubblico di appassionati e di curiosi sempre maggiore con centinaia di libri e di riviste dedicati a queste tematiche. Parlare del mistero non si concentra soltanto sul dato antropocentrico in sé quanto piuttosto sui meccanismi “ignoti” della natura. Cosa provoca determinati fenomeni atmosferici? Perché si parla di universi paralleli? Come sono nati realmente la vita e l’universo? Gli animali hanno qualche particolare percezione che li guida durante la vita? Venne il turno dei vegetali come protagonisti del mistero e del mondo del paranormale, un caso decisamente singolare anche se decisamente poco conosciuto. Sebbene la teoria che i vegetali, le piante avessero qualche barlume di coscienza ci giunge già da Aristotele e soprattutto dall’Oriente come proiezione della vita e dell’universo (il concetto di giardino zen) è solo negli anni sessanta del XX secolo che si scopre come le piante hanno una percezione sottile e possono reagire con l’ambiente circostante tramite segnali. Nel 1966 un certo Backster dell’FBI newyorkese, massimo esperto all’epoca della macchina della verità, decise di applicare gli elettrodi dell’oggetto alla pianta presente nel suo ufficio, la Dracaena massangeana, per vedere cosa sarebbe successo nel momento in cui uno stimolo esterno avesse investito la pianta. Versando qualche goccia d’acqua sulle foglie notò come il galvanometro della macchina registrò un segnale. Non c’era dubbio la pianta aveva reagito allo stimolo esterno e se ciò era possibile allora significava che le piante avevano qualche sorta di personalità e quindi che fossero in un certo senso animate anche se non nel senso ortodosso del termine. Il fenomeno sorprese l’agente in questione incredulo di fronte all’evento a dir poco straordinario. Si spinse più in là e decise di vedere cosa sarebbe successo nel momento in cui sulla piante si fosse riversato un altro stimolo esterno questa volta negativo. La scelta cadde sulla bruciatura delle foglie; non fece neanche in tempo a tornare dall’altra stanza con i fiammiferi nelle mano che subito la pianta reagì di nuovo. Lo stimolo esterno non era stato ancora prodotto, come era possibile pertanto che questa avesse reagito? Backster ne dedusse che la pianta oltre ad avere una percezione che la portasse a rispondere a un fattore esterno avesse qualche capacità di leggere nel pensiero delle persone. Non c’era dubbio il campo della botanica si stava rivoluzionando e ulteriori esperimenti confermarono quanto Backster con quel semplice gesto quotidiano, il dare l’acqua alla pianta, sospettava. L’agente dell’Fbi fece del proprio ufficio un vero e proprio laboratorio di sperimentazione avanzata scoprendo come le piante fossero sensibili a qualsiasi gesto loro fatto sia negativo sia positivo. Non solo erano sensibili a questi gesti ma con ulteriori esperimenti si scoprì come le piante (senza escludere frutti commestibili) erano sensibili a tanti fenomeni fisici quali elettromagnetismo, fenomeni atmosferici, corrente elettrica e numerosi altri. Era l’interazione umana tuttavia che interessava di più, infatti le piante erano capaci di entrare in simbiosi con gli esseri umani e addirittura di leggerli nel pensiero, capacità non certo secondarie per esseri considerati fino a poco tempo prima come animati. Le piante furono usate anche per le stesse indagini dell’Fbi; infatti sospettando di un delitto compiuto in un certo luogo dove era situata una pianta si decise di applicarle gli elettrodi sperando così di incastrare uno dei tanti sospettati facendoli entrare a turno nel locale dove era proprio situato il vegetale. Con stupore la pianta reagì di fronte al reale colpevole segno quindi di una percezione abile nonché di una notevole capacità di memorizzare gli avvenimenti accaduti nel passato. Come possiamo spiegare tutti questi fenomeni, si saranno domandati stupiti gli scienziati? In effetti aspettarsi cotanto da esseri animati era qualche cosa di sicuramente straordinario e inimmaginabile. E’ da pensare tuttavia che gli scienziati scoprirono semplicemente quello che da millenni esisteva in natura ovvero una personalità quanto mai intrigante ed evoluta del mondo vegetale. Quanto detto potrebbe spiegare certi fenomeni osservati dai botanici come le piante carnivore con i loro abili trucchi per catturare gli insetti nonché le strategie delle piante rampicanti per trovare spazio dove collocarsi senza dimenticare l’elaborata tecnica della fotosintesi clorofiliana. Le piante hanno una personalità e sono persone, giungono a dire Peter Tompkins e Christopher Bird nel loro La vita segreta delle piante, libro che ha lanciato l’argomento della possibile percezione delle piante con tutte le sfaccettature scoperte in alcuni anni con elaborati esperimenti. Una tale capacità di reagire con gli uomini spiegherebbe il perché dell’esistenza di tante percezioni positive sull’animo umano che possono accadere tanto come in una gita in campagna quanto nelle meditazioni trascendentali che spesso, come anche nel passato e come fece Siddharta, prendono piede nei boschi. Se ci rivolgiamo correttamente alle piante, basandoci sugli esperimenti fatti, possiamo trarne percezioni positive come l’effetto benessere che avvertiamo quando siamo a contatto con la natura, se ci rivolgiamo negativamente le piante lo mostreranno; come la caduta delle foglie dei Bonsai giapponesi a seguito, come ci dicono numerosi orientali, di una trascuratezza da parte dell’uomo. Piante sempre più umane e sempre più vive quindi capaci di entrare in contatto per vie indirette con gli umani il che spiegherebbe anche perché nella magia se ne faccia massicciamente uso dove ogni pianta e ogni erba ha la sua proprietà benefica per un individuo. Le piante possono comunicare con l’universo e con esseri di altri mondi? E’ la domanda che si posero alcuni scienziati californiani alcuni anni dopo la scoperta delle percezione delle piante. Il Dott. George Lawrence dell’Ecola Institute di San Bernardino sulla scia di quanto stava succedendo a New York, durante un esperimento sulle piante del deserto californiano, avvertì come queste ultime erano capaci di captare segnali dall’universo persino meglio di quanto comuni radar potessero fare. Il fatto che ci fossero segnali da parti dell’universo non solo poneva la probabilità che ci fossero altri esseri là fuori ma che le piante avessero una maggiore capacità di comunicare con loro. Le piante quindi mostravano una capacità reattiva e comunicativa molto al di là di quanto fino a pochi decenni prima si sospettava. Echi di presunti esperimenti sulle piante con risultati entusiasmanti ci giungono anche dal passato, esattamente dal Medio Oriente. In alcune tradizioni arabe si parla infatti di alberi a più teste, il che rimanda non solo a precisi processi di ingegneria genetica ma che queste ebbero risultati eccellenti anche sulle piante. Che gli antichi abbiano capito ben prima di Backster le proprietà delle piante? Gli Egizi sembrano essere andati oltre, si nota infatti in un disegno egizio una quercia (o almeno qualche cosa che gli somiglia) allattare un uomo adulto (anche se il fatto potrebbe essere preso per via simbolica). Viene tanto da sospettare che gli Egizi, le cui capacità scientifiche sembrano essere state molto avanzate, abbiano trovato un mezzo per rendere addirittura le piante animate e quindi capaci di reagire con le persone più di quanto non facciano oggi per via indiretta. Vige la teoria infatti, tuttavia in alcuni tratti fantascientifica, che in un antico passato possa essere esistita una civiltà di piante animate e che su altri pianeti si possa essere sviluppata una sorta di regno di piante vive con capacità ancora maggiori di quelle terrestri. Astrobiologi ed esobiologi hanno posto la condizione infatti che in qualche pianeta lontano si possa sviluppare una civiltà di piante con caratteristiche e percezioni diverse influenzate dall’ambiente e dall’atmosfera. Benché non ci siano ancora prove dell’esistenza di una flora extraterrestre non è escluso che simili forme di vita stiamo prendendo vita o prenderanno vita in un futuro. Una natura sempre più viva quindi che alla volte ci sembra dire quello che sente e quello che vorremmo noi facessimo per lei. Se le piante sono vive anche tutto il mondo lo è, ci dicono i sostenitori della teoria Gaia, iniziata da un certo James Lovelock, che vuole la terra come un automa con tanto di coscienza e sensibile al continuo inquinamento da parte dell’uomo che distrugge, senza rendersene conto, i cicli che stanno alla base e quindi gli stessi ecosistemi, dove la fitomassa ovvero la biomassa vegetale, gioca un ruolo importante. La natura, secondo la teoria Gaia, reagirebbe a queste ferite provocando inondazioni, maremoti, cicloni e tutti i disastri naturali che caratterizzano la nostra esistenza. Soltanto una teoria pseudo ambientalista? Non diremmo, poiché se è stato ampiamente dimostrato che le piante hanno una percezione anche la natura di cui le piante fanno parte ne possiede una e così il mondo che contiene la natura. Nonostante le numerose politiche ambientali, l’utilizzo di fonti di energia alternativa ,la costruzione di case ecologiche e l’avvento della bioarchitettura, l’uomo continua ad inquinare e a distruggere la natura senza rendersi conto che questa è viva e che sembra quasi gridare come le piante le cui foglie vengono strappate o come un bonsai a cui non si dà retta. Impariamo pertanto a rispettare la natura e a creare un ambiente confortevole in cui vivere poiché come abbiamo imparato le piante e la natura possono regalarci favolose sensazioni. Noi esseri umani dobbiamo imparare a capirle e a canalizzare quanto meglio possiamo queste energie, così da avere una vita migliore, in armonia con la natura e con lo stesso universo. PASQUALE ARCIUOLO Bibliografia: Peter Tompkins e Christopher Bird, Vita segrete delle piante, Net; Pérez de la Hiz Carmen, Potere segreto delle piante, Hobby and Work; Francé, Raoul Heinrich, Germs of Mind in plants, Charles H.Kerr & Co., Chicago 1972; Arditti,Joseph and Arnold Dunn, Experiment Plant Physiology: Experiments in Cellular and Plant Physiology, Rinehart & Winston, New York, 1969; Darwin, Charles R., The power of movement in Plants, Da capo Press, New York, 1966; De la Warr, George, Do plants feel emotions? 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Le mucche sono anche più predisposte a riunirsi nella stalla quando suona della musica. Negli ambienti e laboratori scientifici vengono spesso osservati i risultati di esperimenti compiuti su piante e animali, quando gli effettiContinue reading

FANTASMI, SOPRANNATURALE

I FENOMENI PARANORMALI

Cosa sono i fenomeni paranormali? Secondo la scienza, paranormale è tutto quello che non è spiegabile con leggi fisiche e\o matematiche. Viviamo in un mondo materialistico, aggrappato sempre più alla materialità che ci circonda; questo anche nel mondo scientifico, in cui regna sovrana la mentalità che se un fenomeno non è spiegabile, non ha ragione di essere studiato, né tantomeno di esistere. Storicamente parlando, la cultura umana, delle civiltà e delle razze, ha passato periodi ben delineati riguardo questo frangente: si è passati, in altre parole, da una mentalità prettamente religiosa o simil-religiosa, che regnava sino a pochi secoli fa, ad una concezione dell’essere più materiale che deve rispondere a leggi naturali di concezione razionale. Da uomo di scienza, quale mi ritengo, so che il metodo scientifico, è uno strumento indispensabile per la ricerca della verità dei fenomeni (naturali e non), ma allo stesso tempo è doveroso condannare l’atteggiamento di repulsione che si è instaurato intorno alle varie comunità scientifiche, verso il “non conosciuto”. Alla domanda: “come si fa ad essere un genio?” A. Einstein ha risposto candidamente che bisogna pensare al di fuori dei normali canoni, bisogna porsi delle domande prettamente assurde, per poi trovarne soluzione. Su questo punto è basata l’idea di una ricerca della verità a 360°; basti pensare che prima della scoperta dei Rx, neanche se ne immaginava una possibile esistenza, in quanto non essendo visibili ad occhio nudo, non sarebbero dovuti esistere. Invece erano, e sono lì… Sul finire dell’ottocento, un gruppo di scienziati e filosofi del tempo, iniziò a studiare il paranormale come fenomeno esistente, in una visione materialistica. Nel 1890 circa, raggiunsero una fama talmente alta, da essere chiamati “Società per la ricerca psichica”. Pur dichiarandosi scettici, non esitarono ad indagare su fenomeni di poltergeist e apparizioni di fantasmi, proponendo oltremodo un possibile punto di incontro tra scienza e paranormale. La ricerca proposta dalla Società fu abbandonata poco dopo, sia per l’accumularsi di frodi e inganni, sia per convinzione che i fenomeni studiati erano derivazione della psiche umana o, nel migliore dei casi, da personaggi senza scrupoli. La religione, il mistero della morte, le apparizioni dei fantasmi, ecc… possono trovare soluzione solo in un meticoloso studio, nel quale devono essere lasciate aperte tutte le possibili porte, in modo da non creare da una parte quell’accanimento religioso quasi fondamentalista, né dall’altra, un mero scetticismo scientifico. Personalmente, mi trovo in un contrasto tra il possibile fenomeno e l’oggettività razionale dello stesso, al quale raffronto tutto il mio sapere scientifico in un’ottimistica visione generale, che mira a darne una spiegazione, sicuramente in primis fondata sulla scienza, seppur non bandendo come inesistente uno o più fenomeni apparentemente non spiegabili. Studi effettuati sul fenomeno della Rabdomanzia, per esempio, hanno dimostrato una possibile spiegazione che è legata al campo elettro magnetico che genera l’acqua in movimento (per chi non lo sapesse, il rabdomante è colui che trova l’acqua nel sottosuolo con la forcina di legno). La spiegazione della riuscita della ricerca è legata alla percezione, magari inconscia, del CeM generato dal corso d’acqua sotterraneo; è risaputo, infatti, che gli esseri umani, come gli animali, sono sensibili a questa forma d’energia. Il che fa supporre che non ci sarebbe niente di sbagliato nel pensare che tra qualche tempo saremo in grado di spiegare altri tipi di fenomeni potenzialmente inspiegabili, ai quali la scienza tuttora, più che non spiegarli, non li reputa oggetto di studio. Un altro esempio che potrebbe calzare a pennello è quello delle apparizioni di spettri… senza scatenare polemiche, vorrei porre l’attenzione sullo studio delle leggi fisiche relative all’energia; essa non si crea né si distrugge, ma si trasforma! L’attività cellulare trasforma in energia per il nutrimento della cellula stessa. L’uomo, partendo da tale presupposto, risulta essere una centrale energetica che come un enorme radiatore irradia muri, tessuti, persone stesse, che gli sono accanto in un continuo gioco di energie… ora, nell’atto della morte, questa energia si libera. In soggetti notevolmente sensibili, il tessuto celebrale potrebbe funzionare come una puntina di un giradischi, leggendo l’energia immagazzinata, precedentemente irradiata. Per questo, i “sensitivi” percepiscono la presenza di spettri, maggiormente nei luoghi in cui essi sono vissuti (logicamente da vivi). L’energia rimarrebbe impregnata e compattata negli oggetti d’uso comune del defunto, disperdendosi lentamente. Quest’ultima frase spiegherebbe oltremodo il perché, nelle sedute spiritiche, è più “facile” entrare in contatto con chi è morto relativamente da poco, rispetto a chi lo è, magari da secoli! L’energia di quest’ultimi è più dispersa! Logicamente si sta tentando di inquadrare il fenomeno in modo diverso, togliendo, mio malgrado, tutte le possibili patologie celebrali e non, che potrebbero dar luogo a visioni mistiche (alterazioni del lobo frontale, in specialmodo le apparizioni divine). Concludendo questo mio piccolo elaborato, è d’obbligo affermare che uomo, scienza e fenomeni paranormali, sono legati assieme indissolubilmente, e come tali vanno inquadrati in un’ottica che tenti di rilevarne le verità e non di discriminarli o esaltarli in una visione prettamente religiosa, né tantomeno di non affermarne l’esistenza. La verità è nel mezzo! dott. Marco Garbati

CULTURA GENERALE

IL MISTERO

“Mistero”: cosa occulta, arcana, incomprensibile alla ragione umana. Gli elementi, gli aspetti di una cosa che non appaiono chiari. Per l’appunto, un mistero è un qualcosa di non chiaro alla ragione umana. Ma quanto importa all’uomo fare chiarezza? Magari nulla? Ne dubito. Da sempre, l’uomo ha avuto necessità di fare chiarezza, ovunque e in ogni caso. La chiarezza sta alla base della cultura, e della realtà. Ovvero, della cultura reale, scientifica, empirica, in linea col pensiero degli umanisti e dei dotti che almeno dal ‘500 iniziarono ad indagare con metodo scientifico i misteri della nostra Terra. Perché con metodo scientifico? Esistono altri metodi (vi chiederete voi)? Certo. Già nel medioevo si indagava la natura delle cose terrene (e non), ma per lo più ci si rifaceva al pensiero dei filosofi greci del passato, mutuato o non dai dotti arabi e spagnoli. Fino al XIII la Spagna era ancora musulmana. È normale che dotti di origine araba siano venuti in contatto con uomini di cultura europea in senso stretto. Questi dotti musulmani portarono in occidente, dall’oriente e dalla Grecia, in particolare, una cultura nuova per gli uomini del medioevo europeo. Portarono nuove tecnologie, scritti in lingua araba e originali in lingua greca. D’altronde, ogni volta che si ha l’incontro tra culture diverse, si ha quasi sempre uno scambio culturale reciproco, la storia ce lo insegna. Basti pensare alla cultura della Grecia arcaica, frutto dell’incontro con il vicino oriente. Oppure ciò che accadde nell’impero romano, unione di popoli molto diversi tra loro. E soprattutto, ciò che accadde dall’incontro tra Roma e i barbari, dal III secolo d.C., da cui poi si originò la civiltà moderna. Ma ci potrebbero essere numerosi altri esempi. Dall’incontro tra filosofi arabi (quali Averroè o Avicenna) e filosofi europei, specialmente francesi e italiani, prese vita la Scolastica, ovvero la scuola dei filosofi medievali del XIII secolo, soprattutto gravitante attorno a Parigi, che imbastirono un proprio sistema filosofico ispirandosi agli scritti di Aristotele, ovvero, alla traduzione araba dei suoi scritti, per questo, tale pensiero fu detto anche “averroismo”, dal nome occidentalizzato del filosofo arabo Abn-al-Rashid, detto appunto Averroè. E l’Aristotelismo, rimase in vigore, come “religione” ufficiale dei dotti dell’epoca, almeno fino al ‘600. Questi, instaurarono una sorta di conservatorismo scientifico, che non voleva sentire ragione. Ciò che aveva detto Aristotele, naturalmente adattato alla religione cristiana, era sacrosanto. Una sacrosanta verità che nessuno poteva permettersi di mettere in dubbio, a meno che non volesse pagare sulla sua pelle tale affronto. Infatti, all’epoca, esisteva l’inquisizione, una sorta di spietata giustizia “divina”, gestita dai domenicani, uno degli ordini mendicanti neo-creati dal papato nel XIII secolo. E con l’inquisizione non si scherzava. O dicevi quello che volevano sentirsi dire, o venivi messo al rogo, affinché le tue carni trovassero la giusta purificazione. Certo, metodi coercitivi di imporre false verità. E dire che, in effetti, non è mai stata abolita! La “Santa Inquisizione” formalmente è ancora in vigore, ma i tempi sono cambiati (per fortuna) e il papa non avrebbe più il coraggio di mandare al rogo chi non la pensa come lui, anche perché sicuramente, si tratterebbe di un numero elevatissimo di persone. Nel medioevo il cristianesimo occupava un posto di primo piano nella società. Oggigiorno, sono molte le persone che si definiscono cristiane, o cattoliche, ma di fatto, pochi rispettano alla lettera i dogmi della chiesa. Frutto delle rivolte del passato, del liberalismo, dei mutamenti sociali del XX secolo, del ’68, dei tempi… Col Rinascimento, l’uomo (per l’appunto) rinasce. In tutte le sue forme. Artistiche e culturali. Da allora, l’uomo ha iniziato a guardare il mondo con altri occhi, e col dubbio che l’aristotelismo potesse non essere una verità assoluta. Furono uomini come Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, Newton e Copernico, che condussero per mano l’umanità verso l’empirismo e verso l’illuminismo, l’età della ragione. Empirismo è un termine che indica un concetto simile a quello descritto dal termine scienza. Basarsi su un procedimento empirico, non significa altro che basarsi su prove, fatti, su qualcosa di sperimentabile empiricamente, cioè concretamente. La scienza è tale quando deriva dalla realtà, cioè quando è frutto di esperimenti concreti. Con l’età della ragione, l’uomo capì che non poteva più affidarsi ciecamente agli scritti di Aristotele e simili, ma se voleva indagare la natura del suo pianeta, doveva fare da sé. Magari poteva prendere spunto dagli scritti degli antichi, ma il suo compito maggiore divenne verificare empiricamente ciò che era scritto da secoli. Ora, poteva. L’uomo del XVI secolo incomincia ad avere i mezzi necessari per analizzare e sperimentare tali affermazioni. Così, di esperimento in esperimento, nel corso degli anni, si arrivò a formulare una nuova concezione scientifica dell’umano essere. Basata su prove, fatti reali, non più su ipotesi fantasiose. Nel corso di molti secoli, l’uomo si è impegnato affinché ogni mistero della Terra venisse risolto, e ancor oggi continua questa indagine, magari aiutato dalla tecnologia, dal computer e da altre tecniche avanzate di ricerca, come il carbonio 14, la fotografia aerea e satellitare, o magari con l’aiuto di più discipline insieme (cosa difficile ancora agli inizi del ‘900). Oggigiorno, si tende a colmare definitivamente le distanze presenti tra i diversi campi scientifici, tra le diverse discipline. Perché tutto questo? Perché l’uomo ha sete di conoscenza. E, ad una conoscenza totale ci si può arrivare solo svelando ogni mistero dell’umanità. Molti direbbero “impossibile!”. Può essere, ma io non do mai niente per scontato. Penso che il genio umano ci abbia sorpreso così numerose volte, che ormai potrebbe anche essere possibile sperare un giorno di arrivare ad avere una sapienza universale, magari non domani, magari in centinaia d’anni. Dire il contrario equivale ad affermare l’incapacità umana, cosa che non dovrebbe mai essere fatta. Solo indagando i misteri della Terra, l’uomo arriverà a questa sapienza universale e così facendo, farà in modo, che lo sforzo di tutto il genio del passato non venga mai dimenticato nell’oblio del tempo e dello spazio.