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PARANORMALE, PERSONAGGI MISTERIOSI, PSICOLOGIA E PARAPSICOLOGIA, SOPRANNATURALE

Cronovisione

La cronovisione è la possibilità di aprire una finestra sul nostro passato. Non si tratta di viaggiare fisicamente nel tempo, ma solo di visionare, come se vedessimo la televisione, il flusso del tempo. Tale macchina sarebbe il cronovisore, capace di ricevere suoni ed immagini di una determinata epoca. Il primo a parlarne fu il monaco veneziano Padre Ermetti, negli anni ’70 del XX secolo. Egli, disse, di aver inventato un cronovisore e di aver già visionato certi capitoli del nostro passato. Ne parlò nuovamente qualche anno dopo, nel 1987 al Congresso di Riva del Garda. In tale occasione, il monaco spiegò al pubblico il principio sul quale si basa il funzionamento del cronovisore. Secondo questo principio, ciascuno di noi, via via che passano i minuti, i giorni e gli anni, lascia dietro di sé una scia energetica visiva e sonora, e lo stesso accadrebbe per tutte le altre cose materiali, animate e non. Questa energia, una volta emessa, non si distrugge mai più, piuttosto si trasforma e vaga nell’etere. Quindi il cronovisore sarebbe capace di percepire tale energia per poi riconvertirla su un apposito monitor, permettendoci così di rivedere il nostro passato. Inoltre c’è chi pensa che il cronovisore possa visualizzare non solo gli eventi passati, ma anche quelli futuri, partendo dal presupposto che la storia è già stata scritta. Nostradamus, il celebre medico e “profeta” del XVI secolo potrebbe essere stato in possesso di una di queste macchine. Egli, in una lettera a suo figlio Cesare, parla, tra le altre cose, di una “grande pista incisa”, che secondo alcuni potrebbe alludere alla banda magnetica presente nell’atmosfera di cui si è già parlato, o magari alla pellicola di un film storico finito, chissà come, nel passato. Anche questo, della cronovisione, è un mistero che aspetta ancora di essere svelato. Dott. Giorgio Pastore Fonte: Umberto Cordier, Guida ai luoghi misteriosi d’Italia, Piemme Pocket. Giorgio Pastore

PERSONAGGI MISTERIOSI

NOSTRADAMUS

Michel de Notredame, detto anche Nostradamus, nacque il 14 dicembre 1503, visse 62 anni, 6 mesi e 17 giorni. Morì a Salon nell’anno 1566. Era medico e astrologo, ma di certo i suoi poteri non gli derivarono solo da questi studi. Sembra infatti che si trattasse di una dote atavica della sua famiglia. Suo nonno, Pietro di Nostra Donna, anch’egli medico e astrologo, discendeva dalla tribù ebrea di Isscar. Questa tribù si impossessò dei documenti rinvenuti nelle camere di iniziazione egizie, di tutte le formule geometriche, cosmologiche e algebriche usate in seguito nella Torah e nella costruzione del tempio di Solomone. Questo sapere, dopo la diaspora si tramandò fino ad arrivare nelle mani di Nostradamus. Daltronde, come si legge anche nella Bibbia, i discendenti di Isscar avevano una speciale dote di preveggenza. Nostradamus, profondo conoscitore della natura e di tutte le sue forme, conosceva anche il greco, il latino e l’ebraico, tutte conoscenze tramandategli da suo padre che a sua volta le aveva apprese dal proprio, conoscenze che gli furono di grande utilità negli anni della peste bubbonica e che lo misero in rivalità con i suoi stessi docenti universitari. Conobbe Paracelso e viaggiò per tutta Europa, forse spinto dalla voglia di venire a contatto con altri studiosi. Nel 1546 fu richiamato in Provenza dove nel frattempo si era nuovamente abbattuto il flagello della peste. Nel 1548 si recò in Italia e, lungo il cammino, incontrò un gruppo di frati davanti ai quali si prosternò. Questi gli chiesero il perché di tale azione e lui rispose: “È così che bisogna salutare colui che risiederà sul trono di San Pietro”. In effetti, tra quei frati vi era il futuro pontefice Sisto V, ma come poteva saperlo lui? Da quel momento, le profezie del veggente non ebbero fine e culminarono nelle sue “Centurie”, i suoi libri profetici dal linguaggio oscuro che ancora oggi non finiscono di incantare e incuriosire chi li legge. Ma come faceva Nostradamus a predire il futuro così esattamente? C’è chi pensa che egli fosse stato in possesso di un libro di storia arrivato nella sua epoca dal futuro. Altri pensano che egli stesso fosse stato un crononauta arrivato nel XVI secolo da un’altra epoca futura e che poi non fosse più riuscito a ritornare a casa. Ancora oggi ci sono studiosi per cui Nostradamus rappresenta l’oggetto di studi della loro vita.