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PSICOLOGIA E PARAPSICOLOGIA

ISTRUZIONI PER VIVERE MEGLIO

Molte volte è difficile vivere in questo mondo, soprattutto perché sono gli altri che ci rendono questo mondo così complicato. Spetta a noi vivere nel miglior dei modi, superando ogni difficoltà e ostacolo. Molte volte mi è capitato di aiutare persone a superare certi momenti difficili o certi problemi di carattere emotivo e psicologico. Proprio per questo ho deciso di mettere qui per iscritto certi rimedi, utili a persone con problemi simili perché potrebbe non sembrar così, ma sono davvero tante. Sono tante le persone che vivono male, soffrono, rischiano la pazzia, e non hanno la volontà, il tempo, il coraggio di chiedere aiuto. Anche perché molte volte non si sa a chi rivolgersi. Spero che questi scritti possano aiutare altre persone, come già è successo in passato.   SE GLI ALTRI TI ASSILLANO Se gli altri ti assillano con mille discorsi diversi, ascoltali e prendi da loro solo ciò che vuoi. Non tutto il male viene per nuocere ed i consigli delle persone, così come le critiche, devono essere sempre ben accetti. Non puoi comandare loro di azzittirsi, perché è libertà di ognuno di noi poter dire quello che vuole, solamente la loro parola non deve poterti condizionare. Tu sei una persona a te stante ed hai una tua testa, delle tue idee che devi rispettare. Le persone attorno a te possono proporti diverse vie, ma sarai tu a scegliere quella che ti sembra più adatta alla situazione. Anzi, i consigli sono la prova che ci sono persone che ti hanno a cuore e che vorrebbero aiutarti. È la dimostrazione che sei amato/a da loro. Per cui, non sentirti assillato/a solo perché c’è qualcuno che dice cosa devi fare. Come ho già detto, la loro voce è da prendere come un consiglio, non come un comando. Decidi tu per te stesso/a. Cerca di trarre un utile anche dall’inutile. Se sei costretto/a ad ascoltare discorsi inutili, fai finta di sentire, annuisci, di solo “sì” e lascia perdere, ma non dare pareri su ciò che ti hanno detto. Dì solo “non so…”, “può darsi”. Saprai tu che non sei d’accordo. Invece, se t’interessa controbattere, magari per difendere una persona, non avere mai paura di farlo. Insomma, mettiti in gioco solo quando ne vale davvero la pena, perché è inutile assecondare discorsi futili o senza una logica. Ricorda che hai sempre cose più importanti da fare. Se ti trovi in mezzo ad una discussione particolarmente noiosa, dì che hai fretta di andartene, che hai una cosa urgente da fare, come andare in casa per spegnere il gas o perché aspetti una telefonata importante, etc. Purtroppo, è una cattiva abitudine della gente quella di farsi gli affari degli altri e dover per forza interferire, come se volessero sempre mostrarsi come gentili, disponibili, perfetti. In realtà, nella maggior parte dei casi è solo ipocrisia. È un loro modo di sentirsi utili alla società, o di redimere i loro peccati (in una società dove il cristianesimo fa sentire tutti peccatori). Pensano magari, in buona fede, di fare del bene, ma non capiscono che possono spesso ottenere l’effetto opposto. Tale ipocrisia non serve. A volte, le persone si mostrano disponibili solo perché è usanza delle persone civili “rendersi disponibili”, per non sembrare sgarbati, ma una cosa è da ricordare sempre. Ciò che dicono è da prendere così, come dicevo prima, solo come consiglio, possibilità. Nessuno potrà mai veramente sapere quello che tu hai dentro, per cui, l’unica persona che dovrai veramente ascoltare è solo una: te stessa.   “Nosce te ipsum” (CONOSCI TE STESSO) Prima di conoscere gli altri, bisogna conoscere se stessi. Molte volte ci si dimentica di questo particolare e si pretende di poter vivere bene, ma non è così. Chi non conosce se stesso, è incompleto e vive di conseguenza una vita incompleta. Come si fa a conoscere se stessi? È molto semplice. Prima di tutto, è importante guardarsi spesso allo specchio. Può sembrare una sciocchezza o un eccesso di vanità, ma non è così. Abbiamo un volto che è unico e dobbiamo conoscerlo perfettamente per poterlo utilizzare. Spesso, per mancanza di personalità, ci dimentichiamo qual è il nostro volto e agiamo nella vita sentendoci qualcun’altro, magari un attore cinematografico (questa cosa capita molto spesso nei minuti successivi la visione di un film). Ma ciò è sbagliato. Perché voler essere qualcun altro quando siamo già qualcuno? Forse perché vogliamo esserlo, vogliamo essere qualcuno di diverso, che non possiamo (inevitabilmente) essere, qualcuno migliore (a nostro avviso). Ma non c’è persona migliore di noi stessi ed il nostro volto non ha nulla che non va, perché è il nostro ed è unico. Dobbiamo accettarlo ed amarlo. Possiamo migliorarlo se vogliamo, ma non cambiarlo. E quando ci sentiamo qualcun altro, assumiamo le espressioni facciali della persona che vorremmo essere o meglio, pensiamo sia così, ma non lo sarà mai, perché ogni volto ha le sue espressioni caratteristiche e mettere le espressioni di un altro viso sul nostro è uguale a metterci le scarpe di qualcun altro. Non sono le nostre e ci possono andare bene, ma spesso ci vanno larghe o strette. Accade questo quando ci sentiamo un’altra persona: risultiamo strani, perché le espressioni degli altri, sono loro caratteristiche e può essere che non si adattino al nostro viso. Invece, dobbiamo concentrarci su ciò che vediamo nello specchio e studiare il nostro volto, lavorarci sopra. Siamo un entità completa, che non deve invidiare niente a nessuno. Abbiamo tutto quello che hanno gli altri e ci deve bastare. Non deve sussistere nessuna invidia. Non importa se gli altri sono più alti, più magri, più belli (secondo una nostra opinione, perché la bellezza non esiste, è una caratteristica soggettiva). Dobbiamo imparare ad accettare ed amare il nostro corpo, anche perché se ci consideriamo brutti o non come vorremmo essere, rischiamo di diventarlo davvero. Il nostro corpo è lo specchio di ciò che abbiamo dentro. Se ci deprimiamo e ci trascuriamo, il nostro corpo ne risente e può divenire proprio come non vorremmo che diventasse. Invece, una persona che si accetta e si piace, per forza di cose, è una bella persona e piacerà anche agli altri. Una persona felice trasmette felicità, una persona che si sente bella irradia bellezza, così come una persona depressa deprime chi le sta intorno. Impariamo a vivere bene, a volerci bene ed accettare la nostra identità, il nostro corpo ed il nostro essere una persona completa. Il nostro corpo ha sempre bisogno di sentirsi amato. Quanto tempo gli dedichiamo invece? Pensateci un attimo e rispondetevi da soli, ma senza guardarvi: che mani avete? Sono di palmo quadrato o rettangolare? Non sapete rispondere? Forse perché le avete sempre viste e mai osservate. C’è differenza tra i due termini. E quanti nei avete sul petto? Ne avete? Chissà! Sembrano sciocchezze, ma magari conoscete meglio il corpo di un’altra persona che il vostro. Vi sembra normale? Di certo non lo è. E qui, ritorniamo all’inizio: conosci te stesso prima di conoscere gli altri. Dovete prendervi del tempo per stare soli con voi stessi, osservarvi, capirvi, per sentire il vostro respiro. Vi è mai capitato di sentire il vostro respiro? E la vostra voce? Che voce avete? Avete mai provato a parlare a voi stessi davanti ad uno specchio? Non è una cosa da pazzi, se non l’avete mai fatto è ora di provare. Prendetevi dei momenti che siano solo vostri. È ora di imparare a convivere con voi stessi, è ora di ritornare ad essere una persona.   RISPETTA TE STESSO Sei a tavola e stai per cenare con tutta la famiglia. Magari, capita anche di rado. Squilla il telefono, ti alzi, rispondi: è un tuo amico che vuole parlarti. Inizi a dialogare con lui. Finita la telefonata ritorni a tavola e scopri che gli altri non ti hanno aspettato e hanno già finito. D’altronde sei rimasto al telefono un quarto d’ora, venti minuti e non potevi pretendere che il loro piatto si raffreddasse. La festa che ti eri tanto immaginato/a è finita. Rimani così solo davanti al tuo piatto. Qual è la soluzione? Semplice. Devi rispettarti. Ci sono certi momenti della giornata che devono divenire per te sacri. Ad esempio il pranzo e la cena. Devi fare sempre quello che ti fa felice. Se ti andava di parlare col tuo amico più che stare a tavola con la tua famiglia, allora va bene. Ma è una tua scelta. Calcola che con l’amico ci puoi parlare sempre, la famiglia a tavola invece non c’è sempre, almeno nella maggior parte dei casi. Questo è solo un esempio. L’importante è fare le scelte giuste, quelle che ti fanno felice. Può capitare anche il contrario: sei a tavola, squilla il telefono, tuo padre o tua madre si alza da tavola, va a rispondere e rimane lì tanto tempo. La festa è rovinata lo stesso. Ma non deve essere così. I momenti sacri devono essere rispettati, ma l’importante è che siate sempre coscienti che gli altri possono fare ciò che vogliono, ma ciò non dovrà interessarvi; l’importante è che voi troviate la vostra felicità solo dentro voi stessi, affidandovi solo a voi stessi. Perché, nel mondo, incontrerete spesso persone che si comporteranno in un modo che potrà disturbarvi, ma anche persone che agiranno in linea col vostro essere. Il mondo è grande. Non dobbiamo aspettarci che tutti debbano per forza pensarla come noi. L’agire degli altri, non deve scalfirci.   ABBATTERE GLI STEREOTIPI Premetto che, molto spesso, la gente viene sopraffatta da problemi che, in realtà, non esistono. Problemi legati, in questo caso, al proprio aspetto fisico. Dobbiamo imparare a capire una cosa fondamentale: un conto è il corpo, corruttibile, passeggero, e un conto è l’anima, immortale, eterna, rappresentante il nostro vero “io”. Pur sapendo ciò, molto spesso si soffre lo stesso a causa di problemi “materiali”, o meglio, per ciò che sembrano tali. La società odierna impone certi canoni sbagliati. Ogni giorno si vedono in televisione belle ragazze (all’apparenza perfette) che ti dicono: “butta via il grasso di troppo, diventa come me”, “via alla cellulite!”, “diventa come me…”; ma tutto ciò è sbagliato. Perché noi non dovremmo mai seguire la moda, divenendo uguali a tutti gli altri. Se si andrà avanti così, un giorno si avrà un mondo di persone tutte simili. E il nostro “io”? Dove lo mettiamo? Come si suol dire, il mondo è bello proprio perché è vario. Non dobbiamo cercare di essere uguali ad un’altra persona, perché noi stessi siamo perfetti così come siamo, e per questo dobbiamo imparare ad apprezzarci e conoscerci meglio. Accettarci. D’altronde, nessuno può giudicare il suo corpo in modo obiettivo, perché ognuno lo vede deformato, e se uno ha un difetto, anche se lavora per farselo passare, spendendo ore ed ore di tempo, e milioni di Euro, questo difetto lo vedrà sempre, perché esso sta nella propria testa e solo qui. Da qui, ad esempio, certe malattie più che altro psicologiche, come l’anoressia, in cui ad esempio, anche se una persona si vede grassa e dimagrisce fino ai limiti umani, si vedrà sempre grassa. Ci sono persone che, pur pesando 40 kg, si vedono grasse ed invidiano altre persone magre, anche se, in realtà, sono più grasse di loro. Un anoressico infatti guarisce solo quando si convince di voler guarire, quando si rende conto da sé che effettivamente è troppo magro, che qualcosa non va bene. Ecco perché, di solito, la guarigione inizia quando si è toccato il limite massimo raggiungibile, quando cioè si incomincia a svenire e ad avere conseguenze a livello fisico (perdita capelli, perdita del mestruo, o quando si incomincia a vedere nascere intorno a sé l’angoscia, nei propri cari… etc.). Ma perché si deve arrivare a tanto? Cos’è che ci porta a questi livelli? Proprio i canoni di bellezza che ci impongono i mass media e la società. Canoni, come dicevo prima, sbagliati, in quanto la bellezza è soggettiva. Se si cominciasse a vedere una persona bella per come è, e non perché è magra, si abbatterebbe lo stereotipo della magrezza. È inutile desiderare di essere un’altra persona oContinue reading