STORIE VERE DI FANTASMI

IL FANTASMA DI AZZURRINA (Montebello, Rn)
IL MISTERO DI BALLECHIN HOUSE (Scozia)
IL FANTASMA DEL CASTELLO DI LANDRIANO (Pv)
LA TORRE DI BARADELLO
I FANTASMI DEL PARCO BORROMEO (Cesano Maderno, Mi)
IL CASTELLO DI VEZIO A VARENNA (Co)
FANTASMI D'ITALIA
LA DAMA BIANCA AUTOSTOPPISTA 
LE BARE SPOSTATE
FANTASMI DEL SALENTO
IL DECAPITATO DI CREMA (Cr)
LA CASTELLANA FANTASMA

I FANTASMI DEL PARCO BORROMEO ARESE (MILANO)

        Sono state due foto che ci hanno spinto ad andare al parco di Villa Borromeo a Cesano Maderno, in provincia di Milano. Due foto inviateci in busta chiusa con mittente anonimo, in cui si vedevano strane sfere luminose... fantasmi? (Per vedere le foto, vai alla fotogallery). All'interno della busta gialla, un biglietto sul quale c'era scritto solamente: "le abbiamo scattate sotto il tempio del fauno, fatene buon uso." Giunti sul posto, abbiamo constatato che le foto potevano essere state scattate davvero sotto il tempietto del fauno, all'interno di un pozzo sotterraneo, cui entrata sta appunto ai piedi di un inquietante satiro. Ma lì, non si poteva scendere, così ci siamo fermati a fare rilevamenti in superficie e, proprio in prossimità di quel pozzo, abbiamo rilevato forti anomalie col galvanometro.  

Lo strumento in questione rivela passaggi di "energie" da alcune zone ad altre, ma ciò non dovrebbe avvenire in normali condizioni. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che in tale pozzo, nel '600, i conti Borromeo gettavano i corpi di fanciulle (alcune ancora vive, altre già morte) che venivano "usate" per ravvivare festini ed orge dai caratteri esoterici/alchemici che avvenivano nei sotterranei del parco, "luogo magico" dove natura e cultura, scienza e poesia interagivano armoniosamente garantendo simultaneamente la riscoperta del mondo classico e la percezione nuova, ambigua e misteriosa di quello moderno, progettato da Giulio Arese agli inizi del ‘600 per celebrare i fasti della propria stirpe. Non si sa di preciso cosa facessero Bartolomeo III Arese (1610-1674) ed i suoi discendenti in quei sotterranei, ma possiamo immaginarlo. Infatti, abbiamo altri casi simili a questo che possono essere presi come paragone. In Ungheria, la contessa Erzsébeth Bathory, nel '700, usava fare bagni rigeneratrici nel sangue delle sue damigelle, che lei stessa si divertiva a torturare nei sotterranei dei suoi castelli. 

Ci furono numerosi processi, in seguito alla scomparsa di numerose ragazze, e la contessa venne condannata alla reclusione forzata a vita. Ma conosciamo altri casi simili al suo. Infatti, in quel periodo, era forte la credenza che il sangue fosse rigeneratore di vita, che  potesse donare i caratteri vitali e la forza del "donatore" o addirittura la vita eterna a chi l'avesse bevuto. Evidentemente, anche i conti Borromeo credevano lo stesso, così organizzavano orge rituali nei sotterranei del loro palazzo (annesso al parco) in onore di Pan. Non sappiamo cosa, l’ampiezza delle conoscenze linguistiche, l’enciclopedismo, l’amore per la cultura ebraica, l’inquietudine religiosa, le tensioni pampsichiste, abbiano potuto suggerire ai conti di quel periodo. Tuttavia, le sfere luminose di quelle foto rimangono un mistero. potrebbero essere le anime in pena di quelle giovani fanciulle sacrificate dai Borromeo?

Giorgio Pastore

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IL MISTERO DI BALLECHIN HOUSE

        Avete mai sentito parlare di Ballechin House? Bene, allora vi mostrerò tutti i lati più misteriosi di questa cittadina nel Pertshire in Scozia. Era il 1876 quando vi morì il Magg. Steward, credente nell’Aldilà e con la passione morbosa per i cani. Pensate che ne curava ben 14, tra cui spiccava un bellissimo Black Spaniel, a lui molto caro. I familiari e parenti presero in possesso la magione ed uccisero a bastonate i cani. Questo efferato gesto diede inizio ad eventi misteriosi… Un nipote del maggiore si era trasferito con la moglie nell’abitazione. I primi giorni tutto sembrava tranquillo, poi incominciarono ad avvertire rumori, passi, ed anche urla strazianti svanire nel vuoto. Si ipotizzò fossero animali notturni, persone al lavoro, o solo suggestione. Passata la notte, il giorno seguente i coniugi s’interrogarono su che cosa potesse essere stato a produrre quei rumori. La notte seguente si risentirono rumori di catene, urla ed anche un forte odore di pelo canino! forze misteriose facevano cadere scrivanie, sedie, sbattere porte e finestre. I coniugi, spaventati a morte, l’indomani lasciarono l’abitazione stregata, ed erano passati solamente dieci giorni dal loro arrivo. Il famoso Marchese Bute, importante membro della Società per la Ricerca Psichica, sentendo queste notizie dalla gente del posto, affittò la casa per scrutare tutti i suoi arcani misteri. Cosa fece? Organizzò una festa ed invitò persone ignare degli fatti accaduti in quella casa. I fenomeni non si fecero aspettare: dopo le 23:30 un’invitata incominciò a sentire un forte odore di pelo canino nel corridoio. Alcune luci iniziarono ad accendersi e spegnersi, si udirono ringhi e le solita urla gelide venire dal vuoto… tanto paurose che fecero scappare alcuni invitati. I più coraggiosi stettero tutta la notte nell’abitazione. Si racconta che si erano materializzate alcune apparizioni di mani che tenevano un crocifisso, cuccioli di cane e zampe che penzolavano nel vuoto, per non parlare dell’apparizione più suggestiva e, nello stesso tempo, più agghiacciante: proprio un grosso Black Spaniel! L’ultima apparizione di quella lunga notte risale alle 04:30 del mattino, quando si vide una suora piangere nel cortile della casa (una suora era stata la sorella del Maggiore, morta 16 anni prima). Questa storia seminò molto scalpore ed anche tanta paura tra la gente del paese e resta tuttora negli annali della parapsicologia come una delle storie più importanti e suggestive.  

Fabio L.

LA TORRE DI BARADELLO (CO)

           Il castello di Baradello sorge su un alto promontorio dal quale è possibile godere di una bella panoramica della sottostante città di Como. Venne fatto erigere nel 1158 da Federico Barbarossa su una precedente fortificazione altomedievale. Qui, morì prigioniero il 16 agosto del 1278 Napo Torriani, capo di parte Guelfa. Come è scritto sulla targa illustrativa all’entrata, venne rafforzato e sopraelevato fra il 1426 ed il 1436 per poter servire anche in quel periodo. Nel 1527 venne smantellato dagli Spagnoli. Nel 1903 vennero eseguiti i primi restauri della torre e interventi definitivi vennero eseguiti sulle strutture esterne dal 1971 al 1985. Interessante e ricco di fascino, il castello di Baradello è una di quelle molte testimonianze che l’Imperatore Federico I lasciò sul suolo italico durante le estenuanti lotte che lo videro impegnato numerosi anni contro i comuni, i quali cercavano una loro indipendenza dal Sacro Romano Impero. Interessante, e inquietante allo stesso tempo, è la cripta della torre, nel quale è stata allestita una stanza di torture, come doveva essere stata nel medioevo, quando l’inquisizione era l’incubo di quelli che venivano additati come maghi e streghe, o semplicemente personaggi politici “scomodi”.

Nel 1233 si insedia a Como l’ordine dei Domenicani, che sarà l’anima dell’Inquisizione. Questo è il periodo della lotta tra Guelfi e Ghibellini, tra Torrioni e Visconti. A Como le lotte civili iniziano formalmente nel 1250, quando i Rusca scacciano i Vittani, che però nel corso dello stesso anno passano al contrattacco. Nel 1277 viene combattuta la famosa battaglia di Desio. I capi guelfi sono sconfitti. Il più celebre di loro, Napo Torriani, finisce appeso in gabbia al Baradello, dove muore dopo diciannove mesi di prigionia, nel 1278. Chissà che il suo fantasma non aleggi ancora agonizzante tra le mura della torre… Nel 1287 sotto tortura Rogerio Damiano confessa un complotto per eliminare l'arcivescovo. Così come accadde a lui, molti altri vennero torturati e uccisi nella torre, ma il loro ricordo si è perso nei meandri della storia.

Giorgio Pastore

FANTASMA AUTOSTOPPISTA

         Esistono molti casi di fantasmi autostoppisti. Questo in particolare riguarda il fantasma di una dama bianca della cittadina francese di Montpellier, che sarebbe stato visto ripetutamente da automobilisti nel maggio del 1981. La "dama" veniva vista fare l'autostop sul ciglio della strada, gli automobilisti, ignari, la facevano salire a bordo. Il fantasma dava consigli utili e metteva in guardia riguardo le insidie delle strade percorse, poi, all'improvviso, senza dire una parola, e senza che gli automobilisti se ne accorgessero, svaniva nel nulla. A quel punto, e solo allora, ci si rendeva conto che non si era trattato di un essere vivente, ma di uno spettro.

Giorgio Pastore

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