WILLIAM SHAKESPEARE?
ERA ITALIANO

William Shakespeare, da sempre considerato uno dei padri della letteratura inglese, potrebbe essere stato un italiano. Questa è la strabiliante scoperta del professore siciliano Martino Iuvara, descritta nel suo libro Shakespeare era italiano. L'autore di Romeo e Giulietta e di Amleto infatti sarebbe nato il 23 aprile 1564 a Messina, e non a Stratford, come si è sempre creduto. Innumerevoli le prove a sostegno di questa tesi.

Michelangelo Agnolo Florio. Sarebbe questo il vero autore delle opere che resero famoso il nome di William Shakespeare. Come si spiega ciò? Innanzitutto, consideriamo il periodo in cui visse: il Cinquecento, il secolo d'oro, un periodo difficile, in cui era molto attiva la Controriforma, quel movimento ecclesiastico sorto in seguito alla Riforma di Lutero, iniziata nei primi decenni del secolo. Il 1564 è anche l'anno in cui si conclude il sofferto Concilio di Trento, iniziato nel 1545 proprio con lo scopo di risolvere la questione del contrasto tra Cattolici e Protestanti. Tuttavia, tale concilio non fece altro che aggravare ancor di più la situazione. Tant'è che molti protestanti saranno costretti a fuggire dall'italia per recarsi in altre nazioni. Questo fu il destino di Michelangelo Florio, un autore siciliano di opere teatrali, allora poco conosciuto. Egli ad esempio scrisse Troppu trafficu pì nnenti. Alcuni anni dopo, guarda caso, comparve in Inghilterra Much ado about nothing (Molto rumore per nulla), una commedia ambientata a Messina e attribuita a William Shakespeare. Prima coincidenza, se così possiamo chiamarla.

Michelangelo Florio, di religione calvinista, fu costretto a fuggire dalla sua Messina per scampare alla persecuzione religiosa messa in atto dalla Chiesa. Così, partì e visse ad Atene, Francia, Spagna, passò dalle isole Eolie, da Venezia, "ove pare che un suo vicino di casa, moro, uccidesse per gelosia la propria moglie"; da Verona, dove apprese della sfortunata storia d'amore impossibile tra due innamorati; passò anche dalla Danimarca e giunse così in Inghilterra, che da pochi anni aveva abbracciato la fede protestante, l'anglicanesimo, di ispirazione calvinista. Da lì a poco, vennero alla luce alcune commedie e tragedie teatrali attribuite sempre a un misterioso autore di nome Shakespeare. In particolare, l'Otello, storia di un moro che per gelosia uccide sua moglie, Romeo e Giulietta, nel quale si narra l'amore impossibile di due innamorati, e l'Amleto, ambientata in Danimarca. Si tratta ancora di coincidenze?

La madre di Michelangelo Florio si chiamava Guglielma Crollalanza, un particolare apparentemente irrilevante, ma essenziale, come vedremo tra poco.

Florio, uomo di grande cultura, fuggì in Inghilterra. Lì venne ospitato da un parente della madre, un certo John, il quale anni prima aveva cambiato il proprio cognome, inglesizzandolo. Analizziamo il suo cognome: Crollalanza. Il significato dello stesso è "scrolla" "lancia", ovvero, "shake" "speare". John Shakespeare, oste in una locanda, aveva da poco perso il suo terzo figlio William. Michelangelo glielo ricordava tanto. Per questo, John iniziò a prenderlo in simpatia e a chiamarlo William. Così, nacque la leggenda di William Shakespeare. Si tratta di ulteriori coincidenze? Non può essere, a questo punto.

Il calvinista Michelangelo Florio non esisteva più. Al suo posto era nato lo Shakespeare autore teatrale che noi tutti oggi conosciamo. Ciò spiegherebbe molte cose. Infatti, gli storici di letteratura inglese si sono sempre chiesti come facesse Shakespeare a conoscere così bene l'Italia e la lingua di questa nazione, nonché molti altri elementi culturali apparentemente inspiegabili. "Shakesperare aveva un vocabolario ricchissimo. Oggi un cittadino inglese istruito raramente utilizza nella conversazione più di 4000 vocaboli. John Milton, poeta inglese del XVII secolo, ne usò circa 8000 nelle sue opere, ma una fonte autorevole ne attribuisce a Shakespeare ben 21.000, cosa giustificabile se fosse stato un italiano immigrato". Inoltre, Florio, per la realizzazione delle sue opere ,sarebbe stato aiutato anche dallo scrittore e filosofo inglese Francis Bacon, nonché da altri autori di quello stesso periodo. Tant'è che alcuni studiosi ancora oggi sostengono che dietro al nome di Shakespeare possa celarsi non una sola persona ma un gruppo di scrittori di quel periodo. Comunque sia, tutti gli storici di letteratura inglese sono concordi nel ritenere alquanto nebulosa la biografia di William Shakespeare.

Non esistono manoscritti autografi di Shakespeare, perché forse tutti gli originali erano nelle mani della famiglia Florio, la quale non avrebbe potuto giustificarne il possesso, per non finire nelle mani dell'inquisizione. Una prova di questa tesi la si potrebbe trovare nella biblioteca reale inglese. Martino Iuvara, autore del libro Shakespeare era italiano, scrisse alla regina Elisabetta II e al primo ministro britannico Tony Blair chiedendo loro il permesso di visionare tale archivio e venire a capo di questo mistero una volta per tutte, per amore della storia e della cultura letteraria, ma non ricevette mai alcuna risposta.

Verona. Casa di Giulietta.

Evidentemente, gli inglesi hanno il timore che uno dei più grandi autori inglesi, se non il maggiore, possa scoprirsi italiano. Sarebbe davvero imbarazzante per loro, ma sarebbe giusto e doveroso portare a termine questa ricerca, a prescindere da potenziali ideali nazionalisti, per amore della verità.

Dott. GIORGIO PASTORE

Fonti:

Martino Iuvara, Shakespeare era italiano, Kromatografia, Ispica (RG).

http://www.editorialeagora.it/rw/allegati/1.pdf

http://www.shakespeare.it/lettura/tiporicerca.asp?pid=1076&catid=259

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