LA CAMERA DELLE MERAVIGLIE
DI MANFREDO SETTALA
E LE ALTRE WUNDERKAMMERN

          Tra il '500 ed il '600 era diffusa, in tutta l'Europa, la moda, da parte di ricchi aristocratici, di creare delle wunderkammern, ovvero delle "camere delle meraviglie", dei musei privati dove poter raccogliere oggetti "meravigliosi" provenienti da tutto il mondo, con lo scopo di incuriosire, sbalordire, meravigliare i propri ospiti o visitatori del museo. Non si trattava di raccolte di carattere scientifici, ma prettamente estetico. Gli oggetti esposti erano divisi in Naturalia, cioè oggetti esotici e bizzarri, e in Artificialia, artefatti e oggetti artistici, manifestazioni della capacità modificatrice dell’uomo sulla natura. A Milano, era famosa la "camera delle meraviglie" di Manfredo Settala, in cui era possibile ammirare oggetti davvero curiosi, come il diavolo meccanico (qui a fianco) che, muovendosi da sé, incuteva terrore nei visitatori; oppure giganteschi coccodrilli imbalsamati appesi al soffitto; numerosi semi di piante molto rare; oggetti mai visti dagli occidentali e provenienti dall'Africa o dalle Americhe. Erano anche presenti oggetti creati con il solo scopo di incutere interesse e meraviglia, come i corni di unicorno, che però erano soltanto zanne di animali semi-sconosciuti in quei tempi; ed altri oggetti simili, tratti dal repertorio mitologico e fantastico. altri tipici esempi di Wunderkammern italiane furono la collezione del marchese Ferdinando Cospi, di Ferrante Imperato a Napoli, di Francesco Calzolari a Verona, di Lodovico Moscardo a Padova e del gesuita Athanasius Kircher a Roma. Nel '700 la moda di collezionare oggetti proseguì, ma con l'avvento del classicismo, dell'illuminismo e delle scienze esatte, s'iniziò a fare sempre meno caso all'oggetto che stupiva, per soffermarsi invece sull'oggetto di valore scientifico. Molti degli oggetti di queste wunderkammern confluirono poi nei musei di scienze naturali.

Giorgio Pastore