IL CASO UFOLOGICO
DI SAN VICO

Siamo nel 1952 in un paesino della provincia di Lucca che si chiama San Pietro a Vico. Il protagonista della vicenda è un agricoltore di 53 anni di nome Carlo Rossi. Un giorno egli si reca a pescare sulla riva del fiume Serchio come molte altre volte. Ma succede qualcosa di totalmente inaspettato, Carlo vede un bagliore proveniente da una parte del fiume non lontana, allora si arrampica sull’argine per andare a vedere di cosa si tratta e ne rimane scioccato. Un disco nero in mezzo al fiume levitava a pochi metri dall’acqua; egli ricorda che nel mezzo al disco c’era una torretta trasparente come una stanza da cui proveniva un bagliore che si diffondeva per tutto il disco e sopra tre eliche. Improvvisamente dall’oblò della torretta esce una figura che sembra umana con una specie di scafandro in testa e comincia a guardarsi intorno; la figura riesce ad avvistare Carlo Rossi e con un braccio comincia ad indicarlo. Il testimone fugge spaventato mentre un raggio viene sparato nella sua direzione colpendolo e dandogli una scossa paralizzandolo. Il testimone riesce in seguito a vedere l’ufo prendere quota e sparire alla velocità della luce. Molti giorni dopo il testimone viene avvicinato da una strana persona che cerca di estorcergli informazioni sull’accaduto offrendogli pure una strana sigaretta. Ad un certo punto Carlo si mette la sigaretta in tasca ma lo strano individuo gliela prende di mano e la getta nel fiume. Carlo Rossi denuncia il fatto ma nessuno alla fine compie delle vere indagini su quanto è successo; molti avvistamenti negli anni a seguire vengono resi pubblici in quel piccolo paesino.

FABRIZIO GHERARDI

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