IL
CASO ROSWELL
(per gentile concessione di www.ufoitalia.net
di Alfredo Lissoni - Tratto da “Gli UFO e la CIA”)


Dal Giornale di Sicilia del 24 giugno 1990: "STEVEN SPIELBERG VA A CACCIA DI UFO".
E.T. non era un caso. Negli
extraterrestri Spielberg ci crede davvero e lo ha dimostrato in questi giorni in
modo molto concreto: con un assegno di centomila dollari, qualcosa come 130
milioni di lire. Li ha versati nelle casse della Planetary Society,
l'associazione il cui fine sociale è
quello di scoprire altre intelligenze nell'universo. L'associazione vuole
costruire un gigantesco ricevitore radio nel Massachussetts in grado di
scandagliare lo spazio alla ricerca di segni di vita intelligente...".
Domanda:
perché Spielberg finanzia i
progetti di ricerca radiostellare?
Risposta:
perché crede negli alieni. Come ha
dimostrato con le pellicole Incontri ravvicinati del terzo tipo,
realizzata con la consulenza
dell'ufologo Hynek, e con il fortunatissimo E.T.
Inoltre Spielberg è egli stesso un ufologo convinto.
Altra
domanda: a che pro versa soldi agli enti spaziali, ai quali il Congresso ha
tagliato i fondi inspiegabilmente e misteriosamente nel 1994? Che ne ottiene in
cambio?
Risposta:
leggetevi i giornali.
Dal
Corriere della Sera del 2 febbraio 1994: "SPIELBERG: SONO VERI I MIEI NUOVI
E.T.
Sembra che Steven Spielberg abbia messo le mani su un
clamoroso filmato dove si vedono i cadaveri di quattro marziani veri
accanto ai rottami di un disco volante schiantato a terra. Il regista
vorrebbe utilizzare le scioccanti immagini per un nuovo film. "Sono un
ufologo appassionato e per anni ho saputo dell'esistenza di quel filmato segreto".
Le riprese furono effettuate su ordine del Pentagono e sono state viste da un
ristretto gruppo di generali ed alti funzionari del governo USA. Il misterioso
disco volante si sarebbe schiantato a terra il 2 luglio 1947 nel deserto del
Nuovo Messico. Un cine-operatore militare, Nicholas Van Poppen, avrebbe ripreso
i cadaveri degli esseri venuti dallo spazio... Per la sua prossima opera il
celebre regista avrebbe scelto il titolo di Majic
12, un codice usato dalla Casa Bianca
per le investigazioni ufologiche...".
Finanziando
i progetti a latere della Nasa Spielberg si sarebbe dunque guadagnato un filmato
ultra top secret? La notizia, data da
un giornale semiscandalistico americano, non è mai stata confermata dallo
stesso Spielberg (anzi, la società del regista l'ha smentita e qualcuno ha
asserito che si è trattato di un falso scoop organizzato dal cronista inglese
Carl Nagaitis). Ma potrebbe esserci un fondo di verità in tutto ciò. Potrebbe
anche darsi che Spielberg abbia effettivamente questo filmato -che indubbiamente
deve esistere- e che prima o poi decida di mostrarlo in pubblico.
Naturalmente
se ciò avverrà, gli scettici ne contesteranno immediatamente l'autenticità.
Chi è in grado di far rivivere realisticamente i dinosauri può anche fare
cadere (nella pellicola) un disco volante...
E
ancora una volta il governo americano ne approfitterà per fare calare una cappa
di silenzio attorno agli UFO...
Erano circa le ore 22 del 2 luglio 1947. Il ferramenta
Dan Wilmot e la moglie sedevano sotto il portico di casa, a South Penn Street,
Roswell, Nuovo Messico. Improvvisamente, un enorme oggetto proveniente da
sud-est, luminoso "come due piatti rovesciati e posti uno contro
l'altro“, sfrecciò in cielo. Il misterioso ordigno sembrava brillare di luce
propria, interna. I coniugi Wilmot lo videro dirigersi verso la città di Corona
"ad altissima velocità".
7
luglio.
Lydia Sleppy, della stazione radio KOAT di Albuquerque, ricevette la telefonata
di un cronista amico, Johnny McBoyle di Radio KSWS di Roswell. L'uomo,
particolarmente eccitato, le disse che un disco volante si era schiantato
qualche giorno prima nel campo di un allevatore. La notizia era ufficiale e non
si trattava di uno scherzo. L'UFO, "un grosso catino rovesciato", era
stato trascinato con un trattore al riparo da occhi indiscreti all'interno di un
capannone per il bestiame. L'intera zona era stata recintata e l'accesso vietato
ai civili. Inoltre, circolavano voci su presunti esseri che sarebbero stati
trovati vicino all'oggetto volante. Mentre Lydia si preparava a diramare la
notizia con la telescrivente, proprio da quest'ultima uscì un messaggio
anonimo. "Attenzione Albuquerque. Non trasmettete. Ripeto, non trasmettete".
Terrorizzata, la donna ubbidì e la notizia venne censurata.
Ma
sarebbe stata pubblicata dal giornale
Roswell Daily Record e ripresa immediatamente da tanti altri, dal Chronicles
al Times sino al Corriere
della Sera in Italia, una volta confermata dall'Aviazione.
La
notizia così impostata si sarebbe rivelata esatta solo parzialmente. Nel campo
dell'allevatore, Bill McBrazel, sarebbero stati trovati soltanto tanti frammenti
simili alla plastica. Il disco volante si sarebbe schiantato oltre, vicino
Corona, nella piana di S. Agostino. E sarebbe stato visto da alcuni testimoni.
I
militari del 509 Bomb Group dell'aereoporto di Roswell avrebbero ispezionato il
campo di Brazel, avrebbero raccolto tutti i frammenti ed interrogato Bill, sua
moglie e lo sceriffo George Wilcox, il primo pubblico ufficiale
avvertito da Brazel.
Quest'ultimo
aveva ricordato come, qualche ora prima, c'era stato un violento temporale
durante il quale si era udito un sordo fragore che si era avvertito
distintamente in tutta la zona. Gli avieri, comandati dal maggiore Jesse Marcel,
ora defunto, confiscarono i rottami per spedirli con un aereo da trasporto al
"quartier generale di grado più elevato", la base aerea di Forth
Worth.
8
luglio.
Ben lungi dall'immaginare le conseguenze del proprio operato, il tenente Walter
Haut, addetto all'informazione presso la base di Roswell, rilasciava un
comunicato stampa all'Associated Press. "Le numerose voci riguardanti il
disco volante sono diventate una realtà ieri quando l'ufficio informazione del
509 Bomb Group, Ottava Air Force del campo di aviazione militare di Roswell, ha
avuto la fortuna di impadronirsi di un disco, grazie alla collaborazione di un
allevatore locale e dell'ufficio dello sceriffo di Chaves County. L'oggetto
volante è precipitato vicino ad una fattoria presso Roswell la scorsa
settimana. L'allevatore, non disponendo di un telefono, ha sistemato il disco in
un magazzino, finché non è stato in grado di prendere contatto con l'ufficio
dello sceriffo il quale, a sua volta, ha informato il maggiore Jesse A. Marcel
del servizio informazioni del 509 Bomb Group. L'Air Force è passata
immediatamente all'azione e il disco è stato rimosso dal magazzino
dell'allevatore; quindi esaminato nell'aereoporto militare di Roswell e,infine,
inviato dal maggiore Marcel al quartier generale".
Al
lettore non sarà sfuggito che la base di Roswell parlasse di disco, e non di
frammenti. Probabilmente perché Haut aveva fuso assieme due diversi episodi, il
recupero dei frammenti nel ranch McBrazel ed il ritrovamento del disco a S.
Agostino. Il che non contribuisce certo a sbrogliare questa intricata matassa.
Appena
uscito il dispaccio stampa Judd Roberts, all'epoca direttore di Radio KFLG, si
preparò a leggere il comunicato quando, all'improvviso, una minacciosa
telefonata lo invitò a non divulgare nulla, pena il ritiro della licenza di
trasmissione. Segno che qualcuno, nelle
alte sfere, non condivideva la politica dei bombardieri di Roswell. E la censura
colpì anche Walter Haut. Il generale di brigata Roger Ramey della base di Fort
Worth ricevette una protesta formale dal tenente generale Hoyt Vandemberg,
vicecapo dell'Air Force, che lo mise al corrente della situazione, lamentandosi
per la leggerezza di Haut e del suo superiore, il colonnello Blanchard,
colpevoli di non aver mantenuto il segreto sul prezioso ritrovamento. Ramey, a
sua volta, richiamò all'ordine Blanchard, ordinando il trasporto dei rottami
alla base di Wright Field con un aereo B-29, ai comandi del quale si trovava il
pilota Oliver Anderson. Ma tutto ciò non era ancora sufficiente. Occorreva
depistare anche la stampa che, dopo il primo comunicato, stava diventando troppo
curiosa.
I
giornalisti vennero convocati e radunati tutti in una sala e venne mostrato loro
un pallone-sonda semidistrutto. Il misterioso UFO, dunque, era in realtà
soltanto un pallone meteorologico. Altro che disco volante! Walter Haut subì
probabilmente un procedimento disciplinare oltre ad essere pubblicamente
sbugiardato con l'accusa di aver montato la vicenda per "attirare un po' di
turismo a Roswell", località che si trova in pieno deserto! Via radio,
Ramey dichiarò che "all'esercito non risultava l'esistenza dei cosiddetti
UFO. Almeno, non lì". E, naturalmente, non venne fatto nessun accenno ai
misteriosi cadaveri extraterrestri.
Quarant'anni dopo, gli ambienti ufologici americani
vennero messi in subbuglio da un produttore televisivo, Jaime Shandera, che
dichiarò di aver ricevuto nel dicembre 1984, per posta, un plico anonimo
contenente documenti militari segreti, ripresi su microfilm che rivelavano
l'esistenza di un gruppo investigativo super segreto, a livello governativo,
denominato Majestic-12.
Majestic
12 sarebbe stato composto da dodici esperti tra cui figurava Donald Menzel, il
superscettico astronomo di Harvard, e Hoyt Vandemberg, vicecapo dell'Air Force,
lo stesso che aveva ordinato il trasferimento dei rottami del disco volante di
Roswell.
Ovviamente,
non potevano mancare nella commissione alcuni membri della CIA. Questo gruppo
segretissimo (la cui esistenza è stata quindi svelata dopo ben quarant'anni)
riferiva direttamente ed esclusivamente al presidente degli Stati Uniti, che non
ne era membro effettivo ma sovrintendente, sebbene i dodici avessero la
tendenza a scavalcarlo per agire autonomamente.
Poiché
però nulla confermava l’autenticità del documento ricevuto da Shandera, gli
ufologi statunitensi decisero di riaprire il dossier su Roswell, sino ad allora
basato soltanto su voci non meglio confermate e romanzate, per appurare se
effettivamente, nel 1947, il governo americano avesse ordito un watergate
alieno.
Nel
1988 la televisione statunitense, durante il programma UFO
cover up -Live, mandò in onda una
serie di testimonianze bomba. Un invecchiato Walter Haut dichiarava: "Mi
dissero di preparare un comunicato con le notizie che mi avevano fornito per
telefono, ovvero che era stato trovato un disco volante, e di renderlo pubblico
personalmente per i vari notiziari che allora venivano trasmessi a Roswell. Ed
è quello che ho fatto...". Anche Judd Roberts, direttore nel 1947 di Radio
KFLG, testimoniò durante quella trasmissione televisiva. "Una persona
piuttosto cordiale, probabilmente dell'ufficio di Clynton Anderson, mi chiamò
da Washington e mi disse: «Sappiamo che siete in possesso di alcune notizie e
volevamo mettervi a conoscenza del fatto che se volete trasmettere qualcosa su
questo argomento, cosa che NON deve essere fatta, la vostra licenza correrà
qualche pericolo. Quindi, vi consigliamo di NON farlo. Quando dico pericolo,
intendo dire nel giro di tre giorni...».
Robert
Shirkey fu uno degli ufficiali che fu testimone del trasferimento dei rottami
alieni: "Dalla porta principale i soldati attraversarono il corridoio,
verso la scaletta per salire sull'aereo. Erano quelli che portavano i pezzi del
disco volante precipitato - oggi lo chiamano UFO - e io li vidi per un attimo.
Il colonnello Blanchard si era fermato sulla porta dell'ufficio del poliziotto.
Gli andai incontro e gli dissi: «Colonnello,
si sposti, voglio vedere anch'io». Ma non si poteva vedere. Dalla Difesa
giunsero i primi inviti alla riservatezza, effettuati attraverso le disposizioni
e i depistaggi del generale di brigata Du Bose di Fort Worth che dichiarò senza
mezzi termini: L’abbiamo fatto per sviare e soddisfare la curiosità della
stampa".
Sappho
Anderson, moglie del defunto Oliver, il pilota che trasportò i resti del disco,
ha affermato: "Mio marito seppe la notizia e mi disse: «Scommetto che lo
metteranno su tutti i giornali. Ne sono sicuro. Voglio che tu legga
quest'articolo [il dispaccio stampa di Walter Haut, n.d.A.] perché è una
storia vera. E lo posso dire visto che sono stato io a portare i rottami
dell'UFO a Dayton, nell'Ohio...»".
E,
come sembra, proprio a causa del cosiddetto caso
Roswell, venne creato il Majestic 12. Direttamente coinvolto in questa
commissione fu l'allora presidente Truman, messo al corrente della situazione da
un apposito memorandum. Da quando, nel 1987, Shandera ha reso noti i documenti
top secret, i ricercatori di mezzo mondo si sono dati da fare per stabilire la
veridicità di quanto veniva riportato in essi. Il francese Jean Sider, per
verificarne l'autenticità, ha analizzato
i caratteri della macchina da scrivere servita per redigere i documenti in
questione. Da questi esami lo studioso francese ha potuto stabilire che i
documenti erano stati dattiloscritti con una macchina da scrivere Remington
Underwood, tipo pica, estremamente diffusa all'epoca. Roger Wescott, professore
di linguistica alla Drew University, il 7 aprile dell' '88 ha dichiarato che i
documenti sono autentici e sono stati scritti dall'ammiraglio Roscoe
Hillenkoetter. Il sociologo Roberto Pinotti si è invece recato a Roswell
assieme al giornalista spagnolo Javier Sierra e al cileno Antonio Huneeus per
parlare con Walter Haut. Costui, gentilissimo, ha confermato la propria
versione: "Non amo le perifrasi. Se vuole la mia opinione, eccola.
L'oggetto caduto a Roswell veniva dallo spazio. É inutile nascondersi dietro un
dito. Io direttamente non ho visto nulla, ma ho parlato con chi ha visto tutto.
E le posso dire che Jesse Marcel e Sheridan Cavitt, gli ufficiali del servizio
informazioni che furono coinvolti nella vicenda, erano persone serie. Marcel,
morto nel 1986, mi disse a chiare lettere che il silenzio ed il segreto furono
imposti dalla ragion di Stato. Ma non è possibile negare la realtà di certi
fatti...".
Ma
l'analisi dei documenti doveva fornire altre sorprese. In uno di questi,
un'autopsia redatta dal dottor Bronk il 30 novembre 1947 sui corpi degli alieni
rinvenuti nel disco, finalmente citati, si affermava che le creature trovate
erano umane solo in apparenza, poiché «i processi biologici ed evolutivi
responsabili de loro sviluppo erano ben diversi da quelli dell'homo sapiens».
I
documenti MJ-12 hanno scatenato una violenta polemica, nel 1987, fra gli ufologi
americani, polemica poi rimbalzata
in Europa, fra sostenitori e detrattori.
Questo
è dovuto principalmente al fatto che gli stampati di Moore e Shandera siano
stati ricavati da un microfilm, per di più ricevuto anonimamente. Impossibile
quindi analizzare la carta dell'epoca. In più Moore, forse per accreditare il
materiale, ha ricoperto gli stampati di diciture
(top secret, eyes
only) ottenute con un kit di timbri fai-da-te, nel tentativo di dar l'idea
di un documento più o meno classificato. Altro dubbio sull'autenticità è
stato sollevato dall'analisi della lettera di accompagnamento al memo, ove la
firma di Truman parrebbe esser stata in realtà fotocopiata e ridotta da una
lettera realmente esistente, scritta a Vannevar Bush il primo ottobre 1947, che
nulla aveva però a che fare con gli UFO.
Ma
il vero enigma resta il misterioso mittente. Chi era e cosa voleva? Si trattava
di uno 007 pentito che cercava di far filtrare all'esterno delle informazioni
fondamentali ed importantissime, o di un depistatore (debunker)
che intendeva creare sconcerto (come è effettivamente avvenuto) negli ambienti
ufologici internazionali? A complicare il tutto ci si è messo lo stesso Moore
che, messo pubblicamente alle strette da alcuni partecipanti al convegno
ufologico di Las Vegas del luglio 1989, ha confessato di aver collaborato in
passato con i servizi segreti per disinformare
i colleghi ufologi. Moore avrebbe passato false informazioni, in cambio di
documenti autentici da non divulgare. Una delle vittime illustri
di questa cospirazione sarebbe stato lo scienziato Paul Bennewitz.
Una
volta confessato questo insolito coinvolgimento, la credibilità di Moore è
stata distrutta. E quando abbiamo cercato di saperne di più da due noti
studiosi d'oltreoceano, Linda Howe e Stanton Friedman, abbiamo ricevuto solo
risposte evasive. «Moore era veramente un agente del discredito?», abbiamo
chiesto alla Howe. Risposta: «No comment!». La stessa domanda l'abbiamo girata
a Friedman, che di Moore è molto amico. «Non penso proprio», ci ha risposto
elusivamente il nostro. Agente del discredito conscio o inconscio, Moore ha
comunque inquinato l'ambiente ufologico, soprattutto grazie alle perle
fatte rivelare da due pretesi agenti segreti, dai nomi in codice di Falcon
e Condor. Che Moore presentò durante
una seguitissima trasmissione televisiva, intorbidendo ulteriormente le acque.
É per questo che noi, prescindendo dall'autenticità o meno degli stampati MJ,
abbiamo voluto puntare le nostre indagini non sul testo dei documenti, ma sul
contenuto, sui membri che del MJ-12 avrebbero fatto parte. E, con enorme
sorpresa, abbiamo scoperto che i dodici superesperti erano effettivamente e
segretamente collegati per le vie più disparate: si erano conosciuti a scuola o
in guerra, avevano lavorato assieme per i servizi segreti o per le Forze Armate,
avevano ricoperto assieme incarichi governativi. In altre parole, si conoscevano
e molto da vicino. E pertanto avrebbero potuto benissimo far parte di una
commissione supersegreta ed ultraselettiva.
Quest'ipotesi,
col tempo, si trasformò in una certezza.
In
un primo momento le nostre ricerche si erano appuntate nell'ambito della ricerca
spaziale e ufologica. Fu un errore. I Majestic non vi comparivano se non
marginalmente. Solo quando, casualmente e grazie alla collaborazione dell'Unites
States Information Services americano, indirizzammo
le nostre indagini nell'ambito della ricerca atomica e della guerra
nucleare, li avremmo ritrovati. Tutti. E tutti assieme!
E
ne avremmo trovati anche altri. Come il noto insabbiatore
Edward Condon, che nel '69 avrebbe liquidato gli UFO
chiudendo il Project Blue Book. Lo
stesso che, tre mesi prima del verdetto ufficiale della sua commissione, aveva
dichiarato: "Si può ritenere certo che nessuna intelligenza aliena ha la
minima possibilità di visitare la Terra nei prossimi diecimila anni!" (E
questo come si fa a stabilirlo?).
Ebbene,
questo ricercatore così oltranzista era stato uno dei fisici distintisi durante
il Progetto Manhattan, la realizzazione della bomba atomica! Ed era stato a capo
di un'équipe di scienziati ribellatasi al Governo allorché questo aveva deciso
di reclutare i tecnici nazisti per la ricerca aerospaziale.
Una
volta messe assieme queste e molte altre informazioni, Majestic 12 cominciava ad
assumere una propria fisionomia. Avremmo scoperto, col tempo, chi ne aveva fatto
effettivamente parte e con che ruolo, e avremmo ricostruito le varie tappe ed
evoluzioni di questo ente supersegreto, ripetutamente chiuso e rifondato con
altri nomi ed altri membri. E avremmo scoperto che, occasionalmente, la stampa
avrebbe avuto sentore dell'esistenza di questo gruppo. Come il noto settimanale
americano Newsweek che, il 22 giugno
del 1964, ne avrebbe svelato l'esistenza, con il nome di
«Gruppo Speciale 54/12, così
denominato dall'anno in cui è stato istituito e dal numero dei suoi componenti;
classificato finora come ausiliario del Consiglio di Sicurezza Nazionale, è
specificatamente incaricato dal presidente di dirigere operazioni speciali.
Detto in termini concreti, non è possibile pensare a personalità più
importanti di quelle che compongono il 54/12...».
Ma vediamo adesso, pubblicato per la
prima volta in Italia, il testo
integrale dei documenti MJ. Partendo dalla lettera d'accompagnamento di Truman a
Forrestal, inseguito utilizzata come introduzione al memo per Eisenhower,
unitamente al carteggio riassuntivo sui veri fatti di Roswell.
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
TOP
SECRET - STRETTAMENTE RISERVATO
Casa
Bianca - Washington
24
settembre 1947
MEMORANDUM PER IL SEGRETARIO
Caro
Segretario Forrestal,
come dalla nostra recente
conversazione su questo argomento, con questo mezzo Lei è autorizzato a
procedere con la dovuta celerità e discrezione circa il Suo impegno. In futuro
ci si riferirà a proposito di tale materia solo come Operazione Majestic-12.
Continua a starmi a cuore il fatto
che ogni futura considerazione relativa all'ultima disposizione su questa
materia resti solamente nell'ambito dell'Ufficio del Presidente seguendo le
appropriate discussioni con Lei, il dottor Bush e il direttore della CIA.
Harry
Truman
TOP
SECRET - STRETTAMENTE RISERVATO
===================================
MAJESTIC - 12
RIASSUNTO
DEL DOCUMENTO: OPERAZIONE MAJESTIC 12 PREPARATO PER IL PRESIDENTE ELETTO DWIGHT
D. EISENHOWER (STRETTAMENTE RISERVATO).
18
NOVEMBRE 1952.
Attenzione:
Questo è un [ ... ] documento che contiene informazioni essenziali
comportamentali sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. (Strettamente
riservato) [ ... ] il materiale contenuto è strettamente limitato ai possessori
del Majestic 12 a titolo chiarificatore. Qualsiasi riproduzione dello scritto o
la trascrizione meccanica delle note è rigorosamente proibita.
TOP
SECRET MAJIC
T52
- EXEMPT (E)
COPIA
DI UNO.
Operazione
MJ-12
è una ricerca di sviluppo top secret/operazione di intelligence. Unico diretto
responsabile è il presidente degli Stati Uniti.
Le
operazioni del progetto sono sotto il controllo del gruppo MJ-12 (Majic-12),
stabilite tramite speciali ordini esecutivi classificati dal presidente Truman
il 24 settembre 1947 sotto raccomandazione del dottor Vannevar Bush e del
segretario James Forrestal (vedi all. A).
I
membri del gruppo MJ-12 furono designati come segue:
|
Amm.
Roscoe H. Hillenkoetter Dott.
Vannevar Bush Segr.
James V. Forrestal Gen.
Nathan F. Twining Gen
Hoy S. Vandenberg Dott.
Detlev Bronk
|
Dott.
Jerome Hunsaker Sig.
Sidney Souers Sig.
Gordon Gray Dott.
Donald Menzel Gen.
Robert M. Montague Dott.
Lloyd V. Berkner
|
|
===================================================================================================
ROSWELL, I CORPI DI 4 EXTRATERRESTRI
La morte del segretario Forrestal il 22 maggio 1949 creò
una lacuna che venne colmata il 1° agosto 1950, data in cui il generale Walter
B. Smith fu nominato sostituto permanente.
Il
24 giugno 1947 un pilota civile che volava sopra Cascade Mountains nello stato
di Washington osservò nove oggetti volanti a forma di disco che viaggiavano in
formazione a grande velocità. Sebbene questo non fosse il primo avvistamento
conosciuto di tali oggetti, fu il primo a ricevere grandissima attenzione da
parte del pubblico.
Migliaia
di rapporti di avvistamenti di oggetti analoghi seguirono. Molti di questi
provenivano da fonti militari e civili altamente credibili. Questi rapporti
erano il risultato di sforzi indipendenti di molti elementi militari per
accertare la natura e lo scopo di questi oggetti, nell'interesse della difesa
nazionale.
Una
rilevante quantità di testimoni venne intervistata e ci furono molti tentativi
falliti di utilizzare gli aerei per intercettare i dischi segnalati in volo.
La
reazione pubblica sfociò a volte quasi nell'isteria.
Nonostante
questi sforzi, si apprese ben poco sugli oggetti fino a che un contadino locale
raccontò che ne era caduto uno in una lontana regione del Nuovo Messico,
situata approssimativamente a 75 miglia a nordovest della base militare di
Roswell (ora Walker Field).
Il 7 luglio 1947 iniziò un'operazione segreta per
assicurare l'esclusiva del ritrovamento agli studi scientifici. Durante il corso
di questa operazione si scoprì che quattro umanoidi (uman
like) erano stati apparentemente
espulsi dalla navicella alcuni istanti prima che questa esplodesse. Gli umanoidi
erano caduti a circa due miglia ad est dal luogo dell'impatto. Erano tutti morti
e malamente decomposti dall'azione dei predatori e dall'esposizione degli agenti
atmosferici, durante un periodo di circa una settimana trascorso prima del loro
ritrovamento. Una speciale squadra scientifica si prese l'incarico di rimuovere
questi corpi per studiarli (vedi all. C.). La carcassa della navicella fu
anch'essa rimossa da molti punti della zona (vedi all. B.). Testimoni civili e
militari in quest'area furono interrogati e vennero approntate nuove versioni
della storia, ovvero che l'oggetto precipitato era, in realtà, un pallone
meteorologico sfuggito al controllo.
Una
ricerca analitica segreta fu organizzata dal generale Twining e dal dottor Bush
che agivano sotto diretto ordine del presidente.
Risultò
in un consesso preliminare che il disco era più verosimilmente un ricognitore a
corto raggio. Questa conclusione si basava sulle dimensioni della navicella e
sull'apparente mancanza di materiale identificabile (vedi all. D).
Un'analoga
analisi venne effettuata dal dottor Bronk sui quattro occupanti morti.
L'azzardata conclusione di questi esami (30 novembre 1947) fu che sebbene queste
creature fossero umanoidi in apparenza, i processi biologici ed evolutivi
responsabili del loro sviluppo erano ben diversi da quelli osservati o postulati
per l'homo sapiens.
La
squadra del dottor Bronk aveva proposto il termine di Entità Biologiche
extraterrestri o EBE, che venne adottato come termine convenzionale di
riferimento per queste creature finché non si fosse trovata una definizione più
appropriata.
Quando
fu virtualmente certo che queste navicelle non erano state costruite da nessun
paese della Terra, vennero effettuate speculazioni su quale potesse essere il
loro luogo d'origine e in quale modo potessero arrivare sul nostro pianeta.
Marte fu e rimane una plausibile possibilità, sebbene alcuni scienziati come il
dottor Menzel ritenessero più verosimile che ci si trovasse di fronte ad esseri
provenienti da un altro sistema solare.
Numerosi
esempi di una forma di scrittura furono ritrovati nel relitto. Sforzi per
decifrarla sono rimasti largamente senza successo. (vedi all. E). Ugualmente
vani sono stati gli sforzi per determinare il tipo di propulsione o la natura o
il metodo di trasmissione della fonte di potenza prodotta. Ricerche di questo
tipo sono state complicate dalla totale assenza di ali riconoscibili, propulsori,
jet o altri metodi convenzionali di propulsione e guida, così come una totale
assenza di intelaiatura metallica, tubi di scarico o componenti elettrici noti
(vedi all. F).
|
Sembra
che l'unità propulsiva sia andata completamente distrutta nell'esplosione che
causò l'incidente. Fu necessario avere il più alto numero di dati aggiuntivi su questa navicella, sulle sue prestazioni e sullo scopo della loro missione utili per l'organizzazione conosciuta come U.S. Air Force Progetto Sign nel dicembre 1947. Allo scopo di riservare un saldo legame tra Sign e MJ-12 ci si limitò a due unità per la divisione con l'Intelligence Air Material Command, il cui ruolo fu quello di passare un certo tipo di informazioni. Attraverso i canali Sign si sviluppò il Progetto Grudge nel dicembre 1948. L'operazione era stata condotta con il nome in codice Blue Book, tramite i legami con l'ufficiale dell'Air Force a capo del progetto. |
![]() |
UN ALTRO UFO PRECIPITATO IN TEXAS
Il 6 dicembre 1950 un secondo oggetto, probabilmente di
origine simile si schiantò a grande velocità presso F. L. Indio-Guerrero, nel
Texas. Aveva costeggiato il suolo messicano dopo avere effettuato una lunga
traiettoria attraverso l'atmosfera.
Immediatamente
una squadra di ricerca arrivò sul posto. Ciò che rimase dell'oggetto era quasi
completamente incenerito. Tutto il materiale che poteva essere raccolto fu
trasportato dall'AEC a Sandia, nel Nuovo Messico, per essere attentamente
studiato.
Le
implicazioni per la sicurezza nazionale sono d'importanza continua in quanto i
motivi e le intenzioni finali di questi visitatori rimangono completamente
sconosciuti. In più, un significativo aumento nell'attività di sorveglianza di
queste navicelle, iniziata a maggio e continuata sino all'autunno di quest'anno,
ha causato la considerevole preoccupazione che nuovi sviluppi possano essere
imminenti. É per questo motivo, come pure per le ovvie considerazioni
internazionali e tecnologiche e la necessità ultima di evitare il panico
generale a tutti i costi, che il gruppo MJ-12 è convinto che l'imposizione di
ordini sul più stretto riserbo debbano continuare con la nuova amministrazione.
Allo stesso tempo il piano di contingenza MJ-1949--048/78 (Top secret.
Strettamente riservato) dovrebbe essere costantemente pronto in caso di necessità,
qualora serva dare annuncio pubblico di quanto sopra presentato (vedi all. G).
====================================
Avete memorizzato bene i nomi ed i
fatti del memo? Se la risposta è no, allora fatelo, perché ritroveremo spesso
alcuni di questi personaggi (soprattutto Menzel, Twining, Forrestal, Berkner,
Bush e Vandemberg) nel corso della nostra inchiesta. Che si arricchisce col
passare dei giorni.
L'affare
Roswell, infatti, sembra non avere mai fine. Kevin Randle, serissimo
investigatore autore del volume UFO
crash at Roswell, ha terminato un
altro libro-inchiesta, The UFO
casebook. Randle ha rintracciato altri testimoni, soprattutto fra i pochi, una
mezza dozzina, che hanno effettivamente visto degli alieni accanto al disco
precipitato a Corona. Uno di questi, ci informa Randle, era un certo Barney
Barnett ora defunto. Gli altri erano i non meglio identificati membri
di una spedizione archeologica, arrivati nella piana di San Augustin. «Ma
le persone più importanti», precisa il nostro, «sono i testimoni civili e
militari, non gli archeologi». In base a queste nuove testimonianze, gli alieni
di Roswell non sarebbero stati dei grigi (come
vengono chiamati in America) dagli occhi a mandorla e con la cornea
completamente nera, ma «delle creature dalla testa color cenere e con tratti
umani» (1), come l’essere dell’autopsia di cui parleremo più avanti. Per
la maggior parte, gli umanoidi sono stati descritti
come piccole creature molto leggere, con
una struttura ossea quasi simile a quella degli uccelli.
"Posso
provare grazie a dei documenti militari che vi fu una seconda investigazione
UFO, esterna al Blue Book, che venne classificata", sostiene il nostro.
Segnalando la procedura militare
AFR-200-2, che specifica che tutti i rapporti UFO devono esser inoltrati
al 4602 squadrone dell'Intelligence dell'Aereonautica a Fort Belvoir,
Virginia. "Mi è stato detto che ci sono vari tipi di indagini in atto a
Fort Belvoir, dove ha sede l'agenzia responsabile", continua Randle.
"E se essi decidono che la segnalazione, per varie ragioni, non deve andare
al Project Blue Book, questa non ci va...E non sappiamo che tipo di disposizioni
essi utilizzino all'interno del 4602...".
Il problema degli UFO-crash,
gli UFO precipitati, ha coinvolto molti ufologi e scatenato dibattiti e
controversie che compaiono tuttora in moltissime pubblicazioni specializzate. I
ricercatori Roberto Pinotti e Gianfranco Neri, sulla scia di analoghi studi
portati avanti da Leonard Stringfield, Salvador Freixedo ed altri, hanno messo
assieme una lista di crash, 40 dei
quali in America, più o meno verificati. "In effetti, a tutt'oggi, si è
parlato di una settantina di casi su presunti rottami UFO“, ha
dichiarato Pinotti. Naturalmente non tutti questi casi, decisamente troppi, sono
veri. Molti di essi provengono da voci
non confermate in ambienti militari, come un crash
del 1948 raccontato ai coniugi Lorenzen dell'APRO da un aviere, nel 1952. Il crash
sarebbe avvenuto nel solito Nuovo Messico. Ove, oltre a casi verificatisi a
Roswell, Aztec e Laredo, ne troviamo altri a Los Alamos nel '49, Farmington e
Laredo nel '50, in località imprecisata nel '64, a Cili nel '74. Altri casi
avrebbero interessato il Nevada, l'Ohio, L'Arizona, L'Alabama, il New Jersey e
persino lo stato di New York. Sempre nella sua lista Pinotti, che numera ben 47
episodi (alcuni con più dischi), cita anche casi europei, (Germania, Svezia,
Polonia, Francia), africani (SudAfrica, Sudan, Ciad, Marocco) e sudamericani
(Bolivia, Brasile). É chiaro che si ha a che fare con TROPPI crash,
decisamente troppi. Due, addirittura, come ha fatto notare il ricercatore Jerome
Cark, nel secolo scorso, a Kalamazoo nel Michigan nel 1897 ed un altro, nella
stessa data, e persino nello stesso giorno (il 17 aprile) ad Aurora, in Texas.
Lo
stesso Pinotti ha commentato: "Già nel 1950 il giornalista Frank Scully
aveva parlato di dischi volanti precipitati nel Nuovo Messico. Ma la storia non
convinse nessuno. Adesso però il discorso è ben diverso. Il controverso
documento Majestic 12, menzionante fra l'altro l'incidente di Roswell, in
proposito dice dunque la verità? Molto sembrerebbe confermarlo, nonostante
tutto. Esso non sarebbe stato comunque isolato, secondo tale fonte... Da più
parti, ultimamente, si parla di incidenti del genere in altri paesi ove gli USA,
allertati, sarebbero prontamente intervenuti". Questo è in linea con una rete
mondiale informativa voluta dalla CIA nel '77 e che più avanti scopriremo;
e, sebbene la maggior parte di queste storie siano solo dei falsi fatti
circolare a bell'apposta per confondere le idee, come conclude anche Pinotti
"esiste davvero in USA una task force preposta specificamente e
segretamente al recupero di UFO, nel senso più lato dato a tale sigla,
precipitati in tutto il mondo. Esisterebbe un Project
Moon Dust ed una specifica Operation Blue Fly in diretto riferimento a
queste operazioni di immediato recupero in tutti i continenti, come comprovato
da vari documenti acquisiti attraverso il FOIA, sicuramente ed indiscutibilmente
autentici".
Note:
1. "Roswell revisited" di Vicki Cooper in UFO, vol. 9 n. 2 1994
