LA CHIESA DEL PALMAR DE TROYA
Dall’Andalusia al mondo intero

        Tutto ebbe inizio nel mese di marzo del 1968, in un paese della provincia di Siviglia chiamato El Palmar de Troya. In una grotta chiamata “La Alcaparrosa”, Ana García, Josefa Guzmán, Rafaela Gordo y Ana Aguilera, quattro bambini di età compresa tra 11 e 13 anni intenti a raccogliere fiori videro una figura femminile che riconobbero come la Vergine. La notizia si propagò per tutti i paesi vicini e il luogo divenne presto sede di un pellegrinaggio di fedeli accorsi per venerare il luogo scelto dalla Madonna, che venne contrassegnato con una croce di timo. Le apparizioni continuarono periodicamente, mentre la Chiesa di Roma si rifiutò di dare una visione ufficiale: le figure dei bambini, però, vennero lentamente affiancate ed eclissate da quelle di visionari adulti, come Pepe Cayetano, Rosario Arenillas, José Manzano, Antonio Anillos, María Luisa Vila, che affermarono di aver ricevuto, oltre alle visioni, messaggi celesti e particolari doni come la xenoglossia e la comparsa delle stigmate. 
Ma la figura più importante fu quella del ventitreenne Clemente Domínguez, un contabile di Siviglia che visitò per la prima volta la grotta il 15 agosto 1969 assieme al suo collega Manuel Alonso Corral; da quel momento il giovane Clemente fu “prescelto” dalle “potenze celesti” e ricevette le apparizioni della Vergine e di Padre Pio, dal quale ereditò le stigmate il 13 aprile 1970. Furono le prime di una serie di ferite più o meno sospette (il 25 marzo 1973 dal suo costato sarebbero usciti 16 litri di sangue) che il giovane ricevette sino all’anno 1976. I restanti visionari riconobbero immediatamente il carisma di Clemente. L’amico Manuel Alonso sfruttò la situazione ed iniziò ad ottenere profitto dalla situazione, diffondendo in ogni luogo i messaggi che Clemente ricevette dalla Vergine e le foto delle sue ferite sanguinanti. I due vennero licenziati dal loro posto di lavoro e poterono dedicarsi a tempo pieno alla missione che il Cielo aveva loro assegnato. I messaggi di Clemente continuarono periodicamente. Ciò che li caratterizzò non furono i consueti contenuti apocalittici, ma quelli più politici, a sostegno della dittatura franchista. Il giorno 30 settembre 1975, infatti, Dio si sarebbe espresso a favore del dittatore: “Il Papa sostiene Franco perché Franco sostiene Cristo. Quando Franco morirà il comunismo entrerà in Spagna e distruggerà il Sacro Tabernacolo. Che svergognati quei vescovi spagnoli che si scagliano contro Franco, quando Franco è il difensore dei vescovi. Fortunata la Spagna, che è stata di nuovo governata da un Santo”. Immagini e messaggi di un radicalismo integralista tanto religioso quanto politico. 

La Chiesa ufficiale mantenne il suo silenzio sino al 18 maggio 1970, giorno in cui il parroco di Guadalema de los Quinteros D. José Mª Juárez Moreno si fece portavoce dei messaggi dell’arcivescovo di Siviglia, che proibirono qualsiasi forma di celebrazione religiosa nei pressi dei luoghi della presunta apparizione e condannarono quella che venne definita come “isteria collettiva di tipo superstizioso”, esortando tutti i fedeli a seguire i dettami della vera fede. I messaggi però non hanno effetto ed al Palmar continuano le celebrazioni di riti religiosi e i pellegrinaggi di diversi fedeli, attirati dall’acqua che scaturisce nelle vicinanze e che secondo le istruzioni di Clemente sarebbe benedetta. Le voci di popolo erano continuamente alimentate dalle testimonianze di presunte guarigioni di malati ed infermi accorsi ai luoghi sacri. Inoltre, la località fu testimone di altri avvenimenti anomali, quali strane sfere luminose apparse nel cielo assieme ad avvenimenti astrali particolari, come la presunta “danza solare” che avvenne nell’agosto del 1969. 

Nonostante questi avvenimenti sovrannaturali la Chiesa continuò nella sua fermezza, mentre i luoghi dell’apparizione ricevettero la visita di diversi cattolici e sacerdoti integralisti che rifiutavano i dettami del recente Concilio Vaticano Secondo. Il giorno 15 marzo 1972 l’Arcivescovo di Siviglia emise il primo comunicato ufficiale, avvertendo i religiosi e i sacerdoti accorsi al posto riguardo alle pene canoniche in cui sarebbero incorsi se avessero continuato le loro pratiche. 
Le minacce, però, non toccarono minimamente Clemente e Alonso: i due continuarono con i loro progetti, riunendo denaro sufficiente all’acquisto della grotta e di diversi immobili nella località del Palmar. Poco dopo iniziarono i viaggi di evangelizzazione in Europa, America del Sud, Canada e Stati Uniti, che fruttarono grandi benefici economici, procurando beni ed offerte da quelle associazioni che condividevano gli stessi ideali anticomunisti ed antiprogressisti dei due visionari, la cui opera si espanse presto lungo tutti i punti cardinali.
Il 6 marzo 1973 la Madonna ordinò a Clemente di preparare in quei luoghi la nuova chiesa, che avrebbe preparato l’umanità alla seconda venuta di Gesù. Due anni più tardi venne fondato l’ordine dei Carmelitani del Volto Santo e vennero consacrati, per investitura del controverso arcivescovo vietnamita Martín Ngô-Dinh Thuc, cinque vescovi, tra cui Clemente Domínguez e Manuel Alonso, e diversi sacerdoti. L’atto fece reagire in maniera definitiva la Chiesa ufficiale, che il 14 gennaio 1976 sospese e poi scomunicò Dinh Thuc e le cariche da lui consacrate. Tuttavia Clemente e i suoi seguaci continuarono la loro attività, e la chiesa palmariana si riempì di vescovi e sacerdoti autoconsacrati. Il giorno 29 maggio dello stesso anno un altro fatto miracoloso caratterizzò la vita di Clemente: un incidente automobilistico che potrebbe costargli la vita lo lasciò illeso, salvo fargli perdere completamente l’uso della vista.
L’ordine Palmariano crebbe a passi giganti e le donazioni seguirono copiose, tanto che Clemente raggranellò un a somma di denaro sufficiente per erigere nel luogo dell’apparizione una fastosa basilica nella quale ubicare la sede del nuovo Vaticano. Alla morte di Papa Paolo VI, Clemente si autoproclamò Papa con il nome di Gregorio XVII, conosciuto anche come “La gloria dell’Olivo”, forse per far coincidere la sua figura con quella descritta nella profezia di Malachia. Dall’alto della sua carica, organizzò il Santo Concilio Palmariano nell’ottobre del 1980, scomunicando Papa Giovanni Paolo II e canonizzando personaggi come Francisco Franco, Primo de Rivera e altri nomi legati al regime spagnolo. Cominciarono anche le prime defezioni di sacerdoti novelli che accusarono la eccessiva durezza, la malnutrizione durante il loro noviziato e le contraddizioni della organizzazione piramidale della chiesa. Gli scandali della chiesa Palmariana vennero alla luce nel momento in cui diversi carmelitani accusarono le alte cariche di azioni come minacce, vessazione, pratiche sadomasochiste ed abusi sessuali. Nonostante ciò la chiesa Palmariana chiese ed ottenne di essere iscritta nel Registro delle Associazioni Religiose del Ministero degli Interni spagnolo, con il nome di Chiesa Cristiana Palmariana.
Durante gli anni 90, a causa della cattiva condotta di papa Gregorio accusato di immoralità, la chiesa Palmariana conosce momenti bui; nel 1997 Gregorio chiede perdono per i suoi eccessi riguardo alle bevande e a questioni inerenti la castità. La congregazione vede anche il nascere di una divisione interna, uno scisma cui capo è padre Isacco Maria del Santo Volto e della Santissima Trinità, che nel 2000 viene scomunicato da Gregorio, assieme ad altri 17 vescovi e 7 suore, accusate di aver fondato la congregazione ribelle chiamata “La tribù”. Nonostante le entrate diminuiscano a causa delle azioni del sedicente papa, l’ordine riesce a sopravvivere ed i seguaci di Gregorio XVII, autoproclamatosi il Noè Apocalittico, si preparano per la battaglia contro le forze infernali, obbedendo ciecamente al proprio leader. Perché, come affermato dal santo padre Palmariano il giorno 14 luglio 2000 “fuori dalla vera chiesa di Cristo, la Palmariana, non ci sarà salvezza”. Il giorno 18 novembre dello stesso anno, Gregorio rinuncia al miracolo del recupero della vista in cambio della grazia della castità perpetua. Il 21 marzo 2005, a Utrera, paese della provincia di Siviglia, Gregorio XVII muore. Il suo fido successore, Manuel Alonso Corral, viene proclamato papa con il nome di Pietro II: la sua prima azione è quella di iniziare il processo di canonizzazione del suo predecessore. 

Riccardo Pelucchi