OAK ISLAND
E IL POZZO DEL TESORO

La nostra storia inizia nel medioevo, più precisamente nel XIV secolo, quando Henry Sinclair, principe delle Orcadi si spinse con le sue navi dalla Scozia verso ovest, scoprendo terre fino ad allora sconosciute. Con lui forse viaggiavano dei cavalieri custodi di un segreto. Erano Templari sopravvissuti alla persecuzione che il re di Francia, Filippo il Bello, mise in pratica contro di loro agli inizi del secolo, dal 1307 al 1314. Poco prima che scattasse la grande operazione coordinata dal re di Francia, alcune navi salparono dal porto francese di La Rochelle, di proprietà templare, per dirigersi chissà dove. Alcune di queste navi se non tutte giunsero in Scozia. Qui i Templari vennero accolti e aiutati a nascondersi e il loro segreto rimase inviolato. Di quale segreto si trattava nessuno lo seppe mai. Si parla di un tesoro che essi dovettero trovare a Gerusalemme, sotto il Tempio di Re Salomone, ma di preciso non sappiamo che forma avesse: oro, argento, documenti, un pericoloso segreto... Alcuni studiosi credono che questo tesoro, qualsiasi cosa fosse, sia stato portato lontano, in Scozia. E forse, quando anche lì non fu più al sicuro, si decise di portarlo altrove. Qui inizia la storia di Oak Island. Infatti, le navi di Henry Sinclair giunsero in Terranova, nell'attuale Canada, all'incirca un secolo prima di Colombo. Ma se ciò fu possibile, probabilmente lo si deve alle mappe di cui il principe delle Orcadi era in possesso, mappe tracciate più o meno cinquecento anni prima dai Vichinghi. Questa è storia. Una storia confermata dall'archeologia. I coniugi Ingstad trascorsero buona parte della loro vita in quelle terre e trovarono prove concreta della presenza dei vichinghi in America molti anni prima dell'esploratore genovese. Nel 1961 scoprirono infatti i resti di un villaggio vichingo a Anse aux Meadows nel Newfoundland. Quindi, Henry Sinclair sapeva bene dove andava. Forse, fu lui a scegliere di portare in Terranova il tesoro dei Templari. Lì, sarebbe stato al sicuro, almeno fino ai nostri giorni. Sono ormai molti anni che avventurieri in cerca di ricchezza e fama si calano all'interno del famigerato pozzo del tesoro di Oak Island nella speranza di trovare qualcosa, ma puntualmente falliscono. Questo avviene perché il tesoro, ammesso che ce ne sia davvero uno, è davvero ben protetto. Chi lo sotterrò studiò il modo di renderlo inaccessibile ai più, mediante un sistema di canalizzazione sotterraneo che causa l'allagamento del pozzo e quindi, rende impossibile uno scavo. I canali attingono acqua direttamente dal mare, che si trova nelle vicinanze. Si è tentato di drenare il pozzo, si sono escogitati i metodi più geniali per poter accedere alle profondità di questo, ma mai nessuno è riuscito in questa impresa.

L'isola è privata e per recarvisi occorre il permesso del proprietario. Il pozzo venne scoperto casualmente nel 1795 dal sedicenne Daniel MacGinnis. Insieme a degli amici iniziò a scavare, ma dovette desistere giunto a una profondità di 10 metri. In seguito, lo scavo venne continuato dalla Onslow Company, che toccò la soglia dei 27,43 metri, ma non era ancora sufficiente. A questa profondità venne rinvenuta una pietra sulla quale erano incisi degli strani simboli. Secondo chi la tradusse, quaranta piedi più in profondità vi sarebbe un tesoro di due milioni di sterline. La compagnia abbandonò anch'essa lo scavo perché non riuscì a risolvere il problema dell'acqua che continuava a inondare il pozzo. Negli anni sessanta del XIX secolo iniziarono a morire i cercatori di questo tesoro maledetto. In tutto, nel corso degli anni, ne moriranno 6. Perfino il presidente statunitense Franklin Roosevelt si improvvisò cercatore di tesori e passò del tempo a Oak Island, ma nemmeno lui ebbe successo. Nel frattempo vennero trovate delle monete. Ciò accrebbe la speranza di trovare un vero tesoro. Negli anni sessanta del XX secolo il Gruppo Triton acquistò l'isola, ma i soci non riuscirono ad accordarsi e nel 2005 furono costretti a vendere parte di questa a 7 milioni di euro. Ancora oggi, gli scavi sono ancora in corso. Alcuni ricercatori e scrittori non credono alla teoria che i Templari possano aver nascosto lì i loro segreti, pensano invece che nelle profondità del pozzo possa trovarsi ben altro tesoro: quello di qualche pirata; i gioielli di Maria Antonietta; la verità sull'identità e sulle opere di Shakespeare. Tuttavia, nessuno per il momento conosce la verità.

Dott. Giorgio Pastore

Fonti:

Giorgio Pastore, La ricerca della Pietra filosofale, Eremon Edizioni, 2009;
William F. Mann, Il segreto dei cavalieri templari, Newton & Compton Editori, 2005;
Jacques de Mahieu, I Templari in America, Edizioni Piemme, Casale Monferrato - AL, 1998;
http://en.wikipedia.org/wiki/Oak_Island

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