PAPUA NUOVA GUINEA
MISTERI DI UNA TERRA ARCAICA


(Sopra: disegno di Giorgio Pastore. Guerriero indigeno con maschera rituale e dita artificiali.)

        Ci si chiede ancora come mai, oggigiorno, esistano popoli fermi ad uno stato paleolitico, quando buona parte della popolazione mondiale vive nella tecnologia e affronta viaggi spaziali. Una di queste civiltà è quella di Papua Nuova Guinea, i Paupasiani. Grazie all’instaurazione di rapporti con i colonizzatori bianchi penetrati in quella regione più di quattro secoli fa molti hanno conosciuto i benefici della civiltà, ma la maggior parte della popolazione, e ancora di più di chi abita le aree più nascoste della giungla, è costituita da nuclei i cui riti, arcaici e affascinanti, si riferiscono ad un lontano passato, arcaico e misterioso. Ricordiamo a chi legge che alcune tribù sono state avvicinate solo di recente, con cautela e gradualmente, dato che uomini, donne e bambini, in alcuni casi, vedevano l'uomo bianco per la prima volta. Sembravano impauriti alla vista di uno specchio o dell’altra attrezzatura di ricerca: potrebbe essere accaduta a noi stessi la medesima cosa secoli e secoli fa, quando civiltà avanzate, che si presume non fossero autoctone, fondatrici di potenti imperi sulla Terra, fecero visita ad altre meno progredite. 

Discutendo quindi della Nuova Guinea non possiamo fare a meno di dire che strani riti e leggende ancora più misteriose potrebbero ispirarsi ad eventi dimenticati, come ad esempio visite da parte di esseri più progrediti, ma alcuni studiosi ipotizzano incontri tra indigeni ed extraterrestri. Anche le popolazioni dell’Amazzonia durante i loro riti indossano maschere con volti mostruosi e si cospargono di penne imitando il volo degli uccelli accompagnati dai ritmi tribali. C’è chi vuole vedere in questa rievocazione con volti mostruosi o il ricordo di astronauti preistorici o semplicemente di uomini con becchi d’uccelli e ali, che fecero loro visita e portarono la civiltà. In questo caso il rapporto che si instaurò tra questi signori celesti, forse provenienti da altri pianeti, forse già residenti sulla Terra da numerosi secoli, e i Papua fu talmente profondo che ancora oggi le case sono modellate a forma di astronavi, le stesse con le quali giunsero questi esseri. Alcune hanno forma di mezza luna, accanto a delle altre dalla forma di fauci di coccodrillo. Gli indigeni, non capendo di cosa si trattasse, realizzarono le loro abitazioni sulla base di quel che ricordavano di aver visto. Non soltanto esseri con becchi, ali e corpi da uomo, ma anche probabilmente giganti ebbero a che fare con loro. Vi sarebbero delle testimonianze.

Il ritrovamento di Dolmen e Menhir così connessi col culto dei giganti da risultare una cosa sola; si pensa per esempio che i Menhir siano giganti tramutatisi in pietra in seguito all’attacco di altri esseri simili, ma più cattivi. La leggenda può farci sospettare che ad Atlantide vi fossero dei giganti (che poi erano alti circa due metri) provenienti da altri mondi, dal colorito chiaro, che lottarono con altri giganti decisi a contendersi l’Impero. Tuttavia, in Nuova Guinea troviamo altri racconti: i dolmen in questo caso rappresenterebbero le tavole sulle quali i giganti della Nuova Guinea si sarebbero nutriti. Scomparsi questi signori, gli indigeni avrebbero continuati ad innalzarli, pare per una sorta di timore nei loro confronti. Non si sa se la leggenda abbia un fondamento reale, tuttavia il mito dei giganti è planetario è fa veramente sospettare che questi esseri, in un tempo imprecisato abbiano dominato sulla Terra. Infine, potremmo prendere ad esempio la giungla neoguineana, come del resto la giungla americana, quella indiana e quella africana, dove strade lastricate, templi abbandonati, splendidi palazzi ricchi di colmi tesori, mura, bassorilievi e strutture architettoniche scolpite con un preciso stile sono stati già rinvenuti in passato e altri se ne troveranno in futuro. Segni di un passato troppo lontano nel tempo per essere ricordato. Resti archeologici che potrebbero essere ciò che rimane di quella evoluta civiltà planetaria più volte ipotizzata. Ma non lo possiamo sapere. E nei riti degli indigeni ora sopravvive il ricordo di quel mondo dimenticato... nelle lor maschere grottesche, nelle loro lunghe dita artificiali, nelle loro danze rituali, nelle loro case dalla forma così strana. Le leggende, confuse e arcaiche, pongono davvero molti dubbi sui segreti dei Paupasiani, tanto arcaici quanto sapienti e riservati. 

PASQUALE ARCIUOLO

Bibliografia:

Wilfred N. Beaver, "Unexplored New Guinea";
Cheesman Evelyn, "Six-legged Snakes in New Guinea";
Cochrane Glynn, "Big Men and Culto Cargo";
Firth Raymond, "Art and Life in New Guinea";
Corrado Ruggeri "Il canto delle lucciole. Viaggio in Nuova Guinea tra cannibali e adoratori di spiriti" - Milano, Feltrinelli;
Pierre Chaunu, "La conquista e l’esplorazione dei nuovi mondi", Mursia;
Margaret Mead "Growing up in New Guinea, A comparative study of Primitive Education", Dell Publishing Company;