LE ENIGMATICHE LINEE DI NAZCA

        Chi produsse in un epoca remota i complicati disegni che arabescano la pampa che si estende fra le città di Palpa e Nazca, in Perù meridionale? Formate con un procedimento molto semplice, cioè spostando le pietre più scure e lasciando come sottofondo la terra più chiara, le linee si estendono su una superficie di 10.000 ettari e, cosa più strana, sono “capibili” solo dall’alto. Dal basso non hanno alcun significato, sembrano per lo più lunghe strade che non portano a niente, ma basta alzarsi di un centinaio di metri per capire di cosa si tratta. Sono disegni di animali, alberi e simboli geometrici, dal significato ancora oscuro. Il primo che li studiò fu l’americano Paul Kosok, inviato in Perù nel 1939 dalla Long Island University di New York inizialmente per studiare il sistema di irrigazione ideato dagli antichi peruviani e ancora in uso lungo le coste, sistema di perfetta tecnica idraulica. 

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Pianta dei disegni (clicca per ingrandire)

      Trovandosi sulle linee il 22 di giugno, giorno che coincide col solstizio d’inverno nell’emisfero sud, capì subito che le linee dovevano essere una sorta di gigantesco “atlante astronomico del mondo”. Fu quest’archeologo che fece le prime foto della piana e che rivelò per primo al mondo l’esistenza di tale mistero. Un’altra importante personalità che si dedicò al mistero di Nazca fu la matematica tedesca Maria Reiche, la quale studiò le linee per buona parte della sua vita, dal 1940 fino alla sua morte, avvenuta pochi anni fa. Secondo la studiosa, le linee avevano un preciso significato astronomico, astrologico, infatti, per lei, le figure rappresentavano delle costellazioni.
Alcuni studiosi e clipeologi pensavano che tali linee fossero piste d’atterraggio per astronavi aliene, che fecero visita agli antichi popoli della terra, in questo caso del Perù. Oramai, tale ipotesi non è più tanto presa in considerazione, ma c’è ancora qualcuno che la dà buona. Di fatto, ogni ipotesi è buona, finché non sapremo la verità sulle enigmatiche linee di Nazca.

Giorgio Pastore

Per saperne di più:

Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Edizioni