UN MONDO PERDUTO
NELL’OCEANO PACIFICO

Quale civiltà si insediò millenni e millenni or sono nell’Oceano Pacifico? Da più di cento anni, da quando Churchward iniziò le sue ricerche, l’uomo ha continuato a cercare nel passato le prove dell’esistenza di una antica civiltà in queste zone. Tra leggende e misteriosi quanto imponenti tesori archeologici arriviamo alla constatazione che qualche mondo ormai scomparso debba essersi sviluppato e poi, in seguito a cause ignote, scomparve lasciando stupore e disorientamento nello studioso moderno. Risolvere il problema della presenza di una civiltà significa da un lato analizzare le fonti archeologiche e dall'altro le fonti scritte e orali. Iniziamo con il famoso isolotto di Nan Mandol.

Trattasi di un piccolissimo isolotto a largo dell’isola di Pohnpei a sua volta facente parte delle isole Caroline (insieme di isole della Micronesia). Misteriose strutture si ergerebbero su questo paradiso di terra la cui origine è molto enigmatica. Nessuna fonte ci dice della civiltà che si prese la briga di innalzarle: abbiamo soltanto un pugno di leggende che ci raccontano di avvenimenti a dir poco sconvolgenti. L’Archeologia ha seguito da tempo le ricerche su Nan Mandol, infatti, inizialmente le strutture furono individuate da navigatori portoghesi che si trovavano nella zona ed ebbero modo di trovarle sia sopra la terra sia sott'acqua. Per secoli furono dimenticate ed ignorate fino a quando una flotta giapponese, lì di passaggio, durante la guerra del Pacifico poté individuare strani piatti e misteriose colonne immerse lì sotto. Finita la Seconda Guerra Mondiale, spedizioni archeologiche si sono date da fare per chiarire il mistero di questi monumenti la cui origine al giorno d’oggi rimane enigmatica.
Come abbiamo detto non esiste una documentazione che ci parla della civiltà che visse in queste città abbandonate e i reperti di per sé non ci dicono nulla sul loro passato. Un pugno di leggende quindi misteriose ed enigmatiche ci portano ancora una volta verso un passato che non conosciamo. Iniziamo riproponendo la nota leggenda dell’isola di Ponphei:

“Un giorno molto lontano giunsero a Ponape, su strane barche luccicanti, alcuni stranieri bianchi. Essi non parlavano la nostra lingua, ma avevano con sé genti della nostra razza, con le quali ci potevamo intendere, anche se il loro idioma era alquanto diverso ed anche se da tempo avevano adottato i costumi degli stranieri. Questi ultimi narravano bellissime favole d’una terra che si sarebbe estesa la dove è il mare, e d’edifici meravigliosi e di uomini e di donne felici. I nuovi venuti ci insegnarono strane opere di magia e così sorsero sull’oceano nuove isole; e le nostre navi volavano sulle onde, e nessun nemico, per quanto forte ed armato, poté abbattere le nostre fortezze. Ma un giorno venne una grande tempesta e compì quanto gli avversari non erano riusciti a compiere. Le superbe costruzioni vennero spazzate via nel giro di poche ore, molte isole che un tempo rallegravano il mare con i loro fiori ed i canti dei loro abitanti sprofondarono negli abissi. Gli stranieri sopravvissuti c’incitarono a riprendere il lavoro, ma i nostri conterranei erano troppo pigri e trascurarono le esortazioni dei maestri, giungendo a cacciarli. Così il popolo delle stelle decadde e il fratello non conobbe più il fratello”.

Questa è una delle prime leggende che ricordiamo intorno a Nan Mandol ma come deve essere interpretata? Si parla di stranieri bianchi arrivare dal nulla e creare un impero formato da città magnifiche e tecnologicamente avanzate. Vuole forse alludere a uno dei tanti sbarchi di alieni in un antico passato? Essi avrebbero dato vita a diversi nuclei culturali ormai scomparsi. Non possiamo saperlo con precisione ma certo che quando si parla di misteriosi resti archeologici nell’Oceano Pacifico si fa riferimento immediatamente al mondo di Mu: un antico impero antidiluviano "scoperto" da Churchward a seguito di diversi anni di ricerche. Vuole forse la leggenda alludere alla creazione dell’antico impero da lui ipotizzato? Ricerche ci hanno portato a supporre che la leggenda e i resti archeologici dimoranti vogliano alludere in realtà alla creazione di un secondo impero di Mu da parte dei suoi antichi abitanti. In un certo senso Nan Mandol può essere allacciata alla teoria secondo la quale a seguito della scomparsa di antichi mondi avanzati le sue genti fondarono importanti colonie nel resto del mondo. Poi, in seguito all’imbarbarimento dei suoi abitanti, scomparvero. La leggenda citata sopra confermerebbe questa teoria. Tuttavia confermerebbe anche quella secondo il quale effettivamente ci fu un mondo antico abitato da una razza estinta.
La documentazione orale non finisce e le genti locali ci raccontano ancora una volta dell’arrivo di misteriose persone che costruirono questo regno che è Nan Mandol. Stando alle leggenda si parla di uomini straordinari giungere dal nulla. Questi, ci fanno capire le fonti, furono testimoni dell'incontro con una qualche civiltà avanzata sulla Terra. Quanto detto si allaccerebbe alla teoria che vuole uno sbarco di presunti cosmonauti extraterrestri a seguito dello sgretolamento di quella presunta o di quelle presunte civiltà antidiluviane messe su a loro volta da genti di altri mondi. Tornando alla leggenda vediamo cosa ci dice in proposito:

“Si narra, infatti, che la madre di un drago abbia scavato i canali che collegano gli isolotti attorno a Pohnpei, con il suo soffio. Ella sputò nel mare e le piccole isole emersero; i canali rappresentano le tracce di quei “soffi”. Olosipe e Olosape, invece, furono dotati di straordinari poteri. “Convocarono tutte le pietre perché da sole giungessero a formare imponenti costruzioni. Queste udirono la chiamata magica e vi diedero ascolto, raggiungendo i due fratelli. Mediante opere magiche questi ordinarono a ognuno dei grandi blocchi di occupare il suo posto. Così venne eretta Nan Madol”.

Chi era questa misteriosa madre? Una viaggiatrice spaziale capostipite di una razza misteriosa, quale i rettiliani? Chi erano poi Olosipe e Olosape? Come nella prima leggenda citata questi sarebbero stati viaggiatori spaziali che giunti sulla Terra in seguito allo sgretolamento di un antico impero avrebbero dato via a nuove colonie. La leggenda non finisce qua e vediamo cosa ci dice ancora: “Secondo la leggenda Olosipe e Olosape erano saggi e santi incredibilmente intelligenti, architetti, costruttori, ingegneri, ma soprattutto dotati di straordinari poteri magici. Entrambi giunsero dal cielo, da una nuvola, con l’intenzione di trovare un basamento per la costruzione di una città-santuario consacrata a un dio protettore della Terra e del mare. Essi costruirono e abbandonarono quattro capitali a Pohnpei, la prima a Sokhes, nella zona nordoccidentale dell’isola; poi Net, U e, infine, Madolenihmw. Dopo aver stabilito tale culto, Olosipe e Olosape, posarono la mano ancora su Pohnpei e costruirono la città di Nan Madol, o Sounhleng, “la barriera del cielo”.

Essi salirono sulla cima più alta da dove videro nelle acque sconfinate dell’oceano una città sommersa e lì, proprio nel luogo in cui si dice che videro alcune luci sotto l’acqua, eressero una città simmetrica a quella sommersa. In accordo con la tradizione di questa leggenda sotto Nan Madol giace Khanimweiso, la “città di nessuno”.
È chiaro che furono probabilmente viaggiatori astrali che decisero, come forse fecero numerose razze, di fondare colonie sulla Terra in una antico passato. Quello che ci sorprende è come mai non si ha traccia di questi presunti sbarchi? Perchè certi enigmi e certi fatti storici sono stati celati all’uomo? Ancora più sorprendente è il fatto che la leggenda ci suggerisca che una città misteriosa si nascondeva sotto i fluttui. I due santi citati furono i testimoni della scomparsa di antichi imperi antidiluviani? È molto probabile, ma non capiamo come in un medesimo luogo possano coesistere due diverse leggende che ci raccontano della fondazione di luoghi molto simili: forse questi fatti leggendari avvennero a distanza di secoli gli uni dagli altri? In entrambi i casi videro protagonisti uomini straordinari che fondarono luoghi molto simili tra di loro. Sia come sia, è chiaro che ci fu qualche presenza di esseri avanzati di altri mondi che si diedero da fare per costruire fiorenti colonie di perduta memoria. Parlare di Nan Mandol tuttavia è parlare soltanto di un piccolo rompicapo archeologico che dimora nell’Oceano Pacifico. Infatti per tutto il continente sono stati ritrovati misteriosi megaliti e strutture di cui non si sa chi fu l’artefice.

Ad esempio a sud delle isole Cook esattamente a Mangaia sono state ritrovate rovine molto simili a quelle di Pasqua. Si parla poi di Tonga Tabu dove vi sarebbe un'arca di pietra lunga 170 tonnellate, a Kuki nelle Hawaii vi sarebbero altre misteriose rovine; nell’isola di Navigator vi sarebbe un'enorme piattaforma rossa, e nelle isole Marianne vi sarebbero colonne a cono tronco. Sono forse cimiteri archeologici di quell'antico impero di Mu? Testimonianze archeologiche vi sono, non escludendo quelle ritrovate sott’acqua, e forse l’antico impero dovette esistere veramente. A chi possiamo attribuire questo stupendo e antico impero? All’arrivo di una generosa genealogia di uomini dalla pelle chiara, secondo le leggende. Non sappiamo ancora se la popolazione che vi risedette ebbe questo aspetto visto che leggende del sud-est asiatico e leggende australiane ci dicono di antichi imperi in queste precise zone abitate da razze rettiliane. Dove sta la verità a questo punto? Prima di cercare di rispondere a questa domanda è bene chiedersi cosa ancora nasconde l’Oceano Pacifico. A quanto pare, tesori archeologici sembrano venire a galla e questo da diversi anni, nonostante il silenzio che spesso si erge di fronte a queste scoperte.

Infatti nel 1938 i fratelli americani Bruce e Sheridan Fahrestack rientrarono a New York dopo una spedizione durata due anni nell’Oceano Pacifico. Ebbero modo di imbattersi, a Manua Levu (nelle Fiji), in un monolite di 40 tonnellate recante misteriosi simboli sconosciuti. Nessuno all’epoca ebbe modo di capire di cosa si trattasse ma molto sbrigativamente si disse che facessero parte di quell ’ipotetico mondo di Mu.

Citiamo poi il caso del barone D’Espiard de Cologne che nell’ Oceania statunitense, esattamente a Tinian, si imbatté in qualcosa di straordinario. Vediamo cosa ci dice:
"L’isola è letteralmente disseminata di pilastri e di formazioni a piramide aventi per base un quadrato, che non possono essere mai servite ad edificare qualcosa (...). Questi pilastri sono fatti di sabbia e di materiale diverso accumulato, compresso, sormontato da un emisfero con la parte piatte volta in alta (...). A Rimatala (isole Cubai) sono state trovati resti d’alte colonne: una di esse misura ancora 20 metri ed è posta sopra un edificio di cui non esistono che scarse vestigia. Su tutte le cime di Rapa, più a sud-est, misurante appena una trentina di chilometri di circonferenza, si scorgono i ruderi di castelli ciclopici…”

Ancora l'ennesimo esempio di misteriosi resti archeologici di cui non conosciamo l’origine. Cosa successe davvero tanti secoli fa in questo angolo di paradiso?
L’unico che sembra dirci qualcosa di diverso a riguardo sembra proprio il nostro Churchward :il noto colonnello britannico che per primo ipotizzò l'esistenza di un continente perduto in queste zone. Come inizia la storia di James Churchward? In India nel 1868 mentre distribuiva alla popolazione locale gli aiuti che l’impero britannico versava, ebbe modo di entrare in contatto con alcuni sacerdoti locali che gli mostrarono dei bassorilievi con delle scritture antichissime che tradotte rivelavano l’antica storia del continente di Mu. Il monaco gli rivelò che esistevano tavolette nei sotterranei dei templi che descrivevano un antichissimo popolo, nominato Naacall, che portò nell’antica Asia la cultura e la scienza. Essi, stando sempre alle traduzioni, vennero da un mondo scomparso. Il colonnello britannico, lasciato il servizio militare, si mise alla ricerca delle tracce, in tutto il mondo, che potessero confermare la presenza di questa antica civiltà. Dopo anni ne emerse un quadro a dir poco sconvolgente e secondo molti, a seguito delle ricerche di Churchward, la storia forse ha seguito un percorso diverso da come noi lo immaginiamo. L’ex colonnello viaggiò in diverse parti del mondo e raccolse dati sensazionali soprattutto inseguito al suo incontro con il geologo statunitense Niven che scoprì misteriose tavolette contenti tracce di un antica civiltà. È possibile che la cultura di Mu si sia diffusa anche negli antichi stati che avrebbero ospitato le civiltà precolombiane. Infatti, si dice che l’antico Messico sia stato popolato da un'antica razza di uomini bianchi, diretti antenati dei Maya. Nel Perù si racconta di misteriose sette città molto antiche che trovano corrispondenza con le sette città sacre dell’impero di Rama. Sono forse potenti imperi fondati da superstiti di Mu? Qualcuno ha pensato che i dati e quindi le teorie del colonnello non fossero corrette, visto l’eccessivo entusiasmo, ma in seguito ad approfondite ricerche si è detto che le tavole esistono davvero e altri esperti ne
hanno stabilito l’autenticità. Quindi, una civiltà sorta nell’Oceano Pacifico ebbe modo di irradiarsi per tutto il mondo.

Prove abbondanti ci sono in entrambi i casi. Sta a noi stabilire se credere o meno in questo tipo di Archeologia. Churchward ci dice che questo impero terminò 12.000 anni fa circa e i numerosi atolli che compongono questo continente non sarebbero che i resti geologici di un'antica isola che ospitò una razza molto antica. Sembrano molto interessanti le prove sparse un po’ per tutto il mondo che ci raccontano dell’arrivo di antiche genti evolute da una terra magnifica. Abbiamo accennato della presenza di antichi ed elaborati insediamenti nel centro sud America, possiamo pensare alle antiche e misteriose città degli Stati Uniti come baluardi degli antichi imperi? Misteriose città abbandonate e simboli così simili a quelli dell’Oceano Pacifico trovati sui mounds nordamericani ci fanno pensare a una massiccia migrazione di genti da antichi e perduti mondi verso le Americhe.

Un'altra civiltà interessante sembra essere quella della Cina. Le antiche cronache qui trovate narrano di misteriosi e potenti imperatori provenienti dal nulla: furono forse gli abitanti dell’antico mondo di Mu che lì si istaurarono altre dinastie celesti? Le fonti ci dicono che provenivano da altri pianeti su nubi lucenti: se ammettiamo un'origine extraplanetaria degli abitanti di Mu e se ammettiamo che nel loro soggiorno terreno continuarono ad usare la tecnologia è possibile che gli dei cinesi che giungono su nubi di fuoco fossero i nostri generosi abitanti di Mu. Stando a Churchward, questa orda di genti sarebbe confluita anche nel Mediterraneo fondando le civiltà classiche, come quella degli Etruschi.

Curioso notare come tracce vi siano anche in India dove appunto si parla della razza degli Ariani, gente di pelle chiara che usò avanzata tecnologia per distruggere antiche civiltà. Stiamo parlando delle famose Vimana e dei testi indiani che ci raccontano di avanzati dei dediti all’uso di supermoderne armi da guerra. Sebbene ci sia sfasatura cronologica ed archeologica (poiché non si capisce se le civiltà distrutte fossero già colonie di Mu dedite all’uso di tecnologia) è chiaro che l’India ebbe sicuramente influenze da parte di mondi antidiluviani che al giorno d’oggi paiono essere più una realtà che una fantasia.

Si narra poi della presenza di antiche città fondate da coloni antichi sulle vie dell’Asia Centrale, di cui si è perduta memoria: ancora abitanti di Mu? È possibile, e quindi possiamo vedere in queste colonizzazioni delle tappe che, nei secoli, avrebbero portato l’antica civiltà di Mu per tutto il mondo. Simboli comuni tra civiltà distanti migliaia di chilometri le une dalle altre farebbero pensare a un comune fattore che dominò in tempi antichi e che vide in Mu l’origine di ogni cosa. Chi erano tuttavia queste genti che abitavano l’antico mondo asiatico? Churchward ci parla di genti dai capelli biondi e dagli occhi di azzurri; si trattava di persone molto avanzate per quanto scienza e spiritualità ma sappiamo veramente qualcosa di loro? Ci è sconosciuto il loro carattere, la loro forma di governo e numerosi aspetti sociali. Possiamo poi attribuire loro un origine extraplanetaria? In parole povere, gli antichi abitanti di Mu furono astronauti extraterrestri dall’aspetto scandinavo che fondarono un potente impero sulla Terra, che poi si sgretolò? È possibile che qualcosa del genere possa essere avvenuto realmente. Alcuni vogliono che le numerose colonie fondate fossero create nel massimo splendore di questa civiltà, che avrebbe avuto come capitale una piccola città trovata tra le dune del Gobi, chiamata Ughiur e risalente a circa 18.000 anni fa. Sia quel che sia, è chiaro che qualche civiltà dovette esistere nel remoto Pacifico, testimoniata come abbiamo detto all’inizio da misteriose strutture archeologiche di cui rimane poca memoria. Numerose leggende del folklore polinesiano, melanesiano, paupasiano etc. ci raccontano di antichi imperi scomparsi e di antiche genti. Il sunto di queste leggende ci viene dato da un certo Serge Hutin:

"Presso i Malgasci troviamo le antiche tradizioni riferite alle leggendaria città di Cernè, nell’Oceano Indiano. Anche gli Oceanici hanno conservato il ricordo d’un grande diluvio, in conseguenza del quale i morti avrebbero trovato soggiorno “in fondo alle acque, là dove dormono gli Dei bianchi”. Tutte le leggende delle Hawaii, delle Nuove Ebridi, della Nuova Zelanda, parlano d’una razza di uomini con la pelle chiara e i capelli biondi, che avrebbero preceduto i primi navigatori polinesiani. Una tradizione pasquana ci dice come Hotu Matua il Grande, leggendario legislatore dell’isola dalle statue giganti, sarebbe venuto da un regno vicino, sommerso da un immane cataclisma. Altre leggende narrano come gli stessi polinesiani siano originari di un continente oggi in gran parte affondato. Fra le pitture rupestri dei Bosciamani dell’Africa australe, infine, troviamo opere che indubbiamente non sono loro, ma eseguite da un popolo di navigatori molto civilizzato, venuto dalla Melanesia o dall’Indocina".

Queste leggende provengono tutte quante dall’Oceano Pacifico e ci raccontano quindi di uomini dai capelli biondi sparsi per le terre delle aree australi. Le tracce più evidenti sembrano esserci in Nuova Zelanda, dove leggende locali ci raccontano della presenza di antiche tribù e misteriose mura di ignota origine sembrano ergersi in quei luoghi. Le leggende vogliono forse alludere a quella antica razza di Mu che si sparse per il mondo? Forse queste leggende raccontano soltanto una parte delle migrazioni degli antichi signori di quel mondo perduto.

Per quale ragione questa antica e misteriosa società scomparì? Quando si parla di mondi antidiluviani si dice che fossero costituiti da esseri di altri mondi in possesso di armi nucleari o di strani poteri che, se usati negativamente, avrebbero portato alla loro stessa distruzione. Oppure si ricorre all’idea di antiche catastrofi naturali che avrebbero portato numerosi popoli ad estinguersi. Non sappiamo quali furono le reali cause che portarono alla fine di queste civiltà, ma una tavoletta ritrovata in Tibet da Churchward sembrerebbe chiarire questo enigma:

"Quando la stella Bal cadde là dove ora non c’è che mare, le sette città tremarono con le loro porte e i loro templi. Scoppiò una grande vampata e le strade si riempirono di fumo denso. Gli uomini tremarono di paura e una grande moltitudine si riparò nei templi e nel palazzo del re. Il re disse: -Forse non l’avevo annunciato?- e gli uomini e le donne vestiti con abiti preziosi e adornati con preziosi gioielli lo implorarono e lo pregarono: -Salvaci, Ra-Mu!- Ma il re predisse loro che sarebbero morti con i loro schiavi e loro figlie e che dalle loro ceneri sarebbe sorta una nuova razza umana."

Questo antico manoscritto tibetano ci racconta quindi della fine di un antica civiltà? Sembra proprio di sì, e il Tibet, secondo ricerche approfondite, sarebbe stato il luogo dove gli abitanti di Mu insediarono una fiorente colonia che poi perì nella dimenticanza, vista la sua scomparsa dovuta a nuovi cataclismi che si sarebbero abbattuti sulla Terra.

Resta da chiarire la funzione di Nan Mandol e delle sue leggende. È chiaro che vogliono alludere all’arrivo di genti cosmiche: ma forse furono gli stessi abitanti del pianeta da cui sarebbero potute arrivare le genti di Mu? Non lo possiamo affermare ma questo ultimo dato ci fa capire come il nostro passato sia stato diverso da come lo conosciamo. Forse fu influenzato da popoli di altri mondi che per secoli soggiornarono sul nostro pianeta. Possiamo credere a questa realtà oppure si tratta soltanto di un inganno? Testimonianze nel mondo ci parlano di antiche civiltà e di antiche colonie non originarie di queste terre che portarono la cultura all’uomo primitivo.

“Da un misterioso pianeta una razza di uomini dall’aspetto biondo si mosse con astronavi avanzate verso il pianeta Terra decidendo di costruirvi un solido impero che sarebbe durato diversi millenni. Immaginiamo un tipico uomo scandinavo vestito secondo la moda greca o mediorientale in possesso delle più avanzate armi spaziali a bordo di astronavi avanzate. Questo uomo sarebbe potuto vivere in città dal gusto egiziano o greco romano come le elaborate strutture archeologiche dell’Oceano Pacifico ci farebbero credere. Spostiamo questo uomo con la sua città in un paradiso naturale quale l’Oceano Pacifico e avremo il mondo di Mu. Ecco allora sorgere sugli antichi atolli paradisiaci avanzate città dove a bordo di avanzati veicoli si sarebbero spostati gli antichi e biondi signori di Mu, controllando che il loro impero andasse avanti. Città meravigliose, di cui oggi rimarrebbero solo poche strutture, costellavano questo fantastico paradiso dove persone belle e felici conducevano una vita invidiosa. Dopo secoli di splendore, cataclismi posero fine a questo regno ed ecco gli antichi e nobili signori di Mu muoversi verso il mondo allora conosciuto fondando colonie avanzate ovunque. Furono la razza che diede vita a tutte le cultura antiche. Da Oriente ad Occidente, da Settentrione a Meridione, i nobili signori di Mu crearono nuove ed avanzate città che fecero rivivere l’antica età dell’oro. Nuovi cataclismi o attacchi di altri esseri cosmici, forse le sette razze rettiliane che crearono nuovi regni, posero fine a questa seconda età dell’oro e si persero le tracce di questa antica razza che fu la madre di tutte le culture”.

Questa è una delle tante teorie che spiega come forse andarono davvero le cose. È chiaro che ancora numerose ricerche ci attendono sulle vie perdute dell’Oceano Pacifico e sulle vie perdute di tutti i luoghi del mondo poiché le tracce di questa antica e perduta cultura sono presenti ovunque. Magari forse anche fuori casa nostra un tempo scorrevano le strade di quell’antico impero mondiale di Mu. Tracce di questo antico mondo risiederebbero ovunque. Sta soltanto a noi cercarle e capire come effettivamente andarono le cose.

PASQUALE ARCIUOLO

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