I FIGLI DEL SAHARA

Con un tintolo accattivante quanto misterioso esploriamo una delle zone più affascinanti del pianeta: il deserto del Sahara.

Meta di avventurieri, di scrittori e di romantici questo deserto ha esercitato sempre un forte potere sulla mente degli uomini come se qualcosa di misterioso circondasse le enormi dune che compongono questo luogo. La fantasia nel corso del tempo si è sbizzarrita e si è visto il silenzioso deserto come teatro di antiche civiltà perdute, di miti che vogliono gli dèi provenienti dal profondo spazio, e di tante altre cose misteriose.
Abbiamo già detto numerose volte come questo luogo potrebbe aver ospitato quella civiltà planetaria barbaramente spazzata via dalla furia dei cataclismi. Sebbene sia una teoria un po' insolita le pitture rupestri ci mostrano come questo luogo fosse geologicamente molto diverso da come lo è ora, dal punto di vista biologico e etnologico. Le stesse illustrano come questo mondo perduto fosse in contatto ora con giganti, ora con esseri non umani. In tal modo, danno adito alla teoria di una civiltà avanzata del deserto del Sahara.

Secondo molti studiosi 11.000 anni fa il deserto ospitava una natura rigogliosa, acque limpide e una fauna che oggi si può trovare soltanto nell'Africa Subshariana o nelle più sperdute giungle del continente nero; il tutto abbellito da un enorme e grandioso lago che ha detta di numerosi idrologi esisterebbe ancora, a diversi metri sotto le dune del deserto.

I gruppi che vi vivevano qui, la cui origine è incerta, crearono una grande civiltà che, secondo alcuni studiosi, entrò in contatto con esseri di altri mondi, sbarcati per caso in quelle zone.

Le pitture rupestri, come vediamo qui a fianco, ci mostrarono chiaramente esseri che sembrano portare scafandri spaziali. Questi personaggi indosserebbero abiti simili a tute spaziali. Che siano giunti nel Sahara preistorico esseri di altri mondi, capaci di istruire gruppi di indigeni tanto da indirizzarli verso un elaborata civiltà? Una civiltà distrutta poi da un diluvio universale che fece di questo paradiso uno sterile deserto? Dovremmo pensare che le oasi che raramente si incontrano in questi luoghi siano in realtà i resti di quel paesaggio da cartolina? Tutto può essere.

Da dove provenivano gli abitanti dell'antico Sahara? Alcuni studiosi li immaginano ultimi discendenti delle genti di Atlantide che, rifugiatisi in queste zone in seguito al primo dei quattro diluvi universali, si imbarbarirono a tal punto da scordare tutto la loro sacra scienza. Molto probabilmente, potremmo immaginare, lo sbarco di esseri di altri mondi fu più che necessario e forse utile per rinfrescare la memoria agli ex Atlantidei sul loro antico sapere.

Potrebbero essere antenati degli Egizi, i quali, incontrandosi con altri gruppi provenienti dall'Indonesia, avrebbero dato vita a un'elaborata civiltà. Da quegli stessi antenati gli Egizi appresero le loro magia, la loro scienza.

Ma forse non tutti si imbarbarirono, poiché il mistero che circonda la civiltà Nok, quella dei Kush e del Grande Zimbawe, senza escludere le cittadelle perdute nella Savana e nella Giungla, troverebbe spiegazione soltanto immaginando un ipotetico rapporto tra le genti di origine Atlantidee trapiantati in Africa e gli antichi indigeni.

Dopo il diluvio si imbarbarirono a tal punto da scordare tutta le tecnologia, tutto il sapere appreso, tornando a una forma di espressione artistica tipicamente preistorica.
Forse, esseri di altri mondi istruirono queste genti, con lo scopo di condurli verso una nuova civiltà. Se così fosse, acquisterebbero senso le meravigliose pitture rupestri ritraenti esseri giganteschi (ndr. come il grande dio Marte) o capaci di volteggiare nell'aria. Dischi sospesi da terra e altri anacronismi.

Gli indigeni, incapaci di comprendere la vera natura dei loro dèi, rappresentarono quel che videro adattandolo al loro modo di vedere il mondo, con una sorprendente ingenuità.
Gli Atlantidei, o comunque questi portavoce di una civiltà più evoluta, scelsero questo paradiso per coltivarci le loro scienze sacre. Purtroppo un cataclisma, il secondo a questo punto, distrusse tutto e ogni cosa divenne polvere. Sopravissero in pochi, insieme all'orda indoeuropea proveniente dall'Asia (ma forse originaria di Mu). La stessa che nel frattempo aveva già distrutto le civiltà di Harappa e Mohenjo Dara con le famose Vimana e con bombe nucleari, fondato la civiltà Tibetana, Khmer e Mongola e, infine, aveva disseminato il mondo di piramidi.

Forse, furono proprio questi Indoeuropei ad attraversare l'Oceano indiano fino a risalire la penisola Araba, unendosi culturalmente agli indigeni africani, fondando la civiltà Egizia. Una civiltà avanzata, con grandi poteri, grandi segreti e grandi macchine! Purtroppo questa è solo fantascienza, almeno per ora.
Non possiamo sapere se le cose andarono veramente così o meno. Sicuramente qualcosa in questo luogo, come del resto in qualsiasi altro luogo del mondo, è avvenuta. Uno scambio culturale, un'evoluzione artistica limitata solo ad alcune zone del deserto. Non possiamo capirne ancora le cause, gli esiti. Qualsiasi teoria tende a scontrarsi con i pochi dati archeologici e storici in nostro possesso. Il deserto del Sahara con la sua vastità silenziosa continua ancora a conservare i tesori e le meraviglie delle antiche genti misteriose; un Universo immenso e sorprendente celato dal tempo e dalla solitudine.

>> CRONOLOGIA DELL'ARTE SAHARIANA <<

PREISTORIA

Bubalus antico: dal 10.000 al 7000 A.C.
__Rappresentazioni di corpi con teste senza lineamenti.

Teste rotonde: dal 7000 A .C. al 6000 A.C.
__In questo periodo le figure acquistano colori, talvolta rappresentati come animali (*).

STORIA

Bovidiano: dal 6000 al 1500 A.C.
__ Rappresentazione di animali, pecore, buoi e scene di vita quotidiana.

Cavallino: dal 1500 al 400 A.C.
__Rappresentazioni di cavalli introdotti dagli Hyksos, lo stile è naturalistico e le forme sono più schematiche.

Camelino: dal 400 A.C. fino a oggi.
__In quest'epoca la fauna si estingue (scompare il cavallo e subentra il cammello (originario dell'Oriente), più una serie di altri animali. L'arte di questo periodo è schematica, rozza.

* = Secondo i fautori delle teorie spaziali, il periodo delle teste rotonde sarebbe l'epoca degli sbarchi di visitatori da altri mondi (più precisamente le teste rotonde sarebbero primitive rappresentazioni di caschi spaziali).

PASQUALE ARCIUOLO
(Con la collaborazione di Giorgio Pastore, che ringrazio vivamente)

Bibliografia:

Frank Joseph, Survivors of Atlantis - Their Impact on World Culture
Cino Boccazzi, Pagine di pietra
Cino Boccazzi, Città perdute del deserto
Beatrice e Mario Rumi, Sahara diecimila anni di storia
Laureano Pietro, Sahara: giardino sconosciuto, Giunti editore
Peter Kolosimo, Astronavi sulla Preistoria e Terra senza tempo, Sugarco editore
Erik von Daniken, Enigmi dal Passato, Sugarco editore

Non hai trovato quello che cercavi? Trovalo su Google!

Google