MISTERI DI GHIACCIO
GIGANTI IN GROELANDIA

L'ARTICO DEI GIGANTI

L’Archeologia ci racconta ogni giorno di luoghi abitati da antiche civiltà di perduta memoria. Fino a pochi anni fa si riteneva che queste civiltà fossero sorte in aree specifiche, quelle indicate dai classici itinerari archeologici mondiali. Indagando a fondo scopriamo però che aree situate fuori dai classici circuiti storici hanno dato, nel passato, il via a nuclei culturali sofisticati, che, sebbene poco conosciuti, rappresentano, viste almeno nel loro caso, qualcosa di molto particolare ed importante. Una di queste aree è la Groenlandia, un'antica terra ai confini del mondo.

È conosciuta per essere la terra degli Eschimesi e per aver ospitato i primi insediamenti vichinghi in aree extraeuropee. A seguito di importanti ricerche archeologiche si è fatto retrocedere la sua storia al 2500 a.C. quando protagonista era il cosiddetto gruppo Saqqaq. A seguirla una fitta schiera di culture, situate ovunque in quella zona dell'Artico, di cui la più interessante ed enigmatica sembra essere la cultura del Dorset, sviluppatasi nella Groenlandia meridionale dal VII a.C. al II sec. d.C.

Cosa sappiamo della cultura Dorset? Cosa possiede da essere più interessante di altre? Stando alle cronache dei primi Eschimesi che vi si insediarono, le genti Dorset erano uomini di taglia colossale ma in possesso di una tecnologia piuttosto elementare. Questa mancanza fu un punto a favore per gli Eschimesi tanto che fu facile per loro liberarsi di questi antichi abitanti nonostante la loro mole. Preso possesso di questa nuova terra, gli ultimi rappresentanti dei Dorset scomparvero dalla Groenlandia. Chi erano quindi questi individui di statura elevata? Forse rappresentati di un'antica razza che viveva da tempi memorabili in Groenlandia? Possiamo tentare di svelare l’enigma allacciandoci a due teorie, la prima delle quali vuole ipotetici abitanti di Atlantide, descritti spesso come esseri giganteschi, rifugiarsi in queste terre; e la seconda quella che vuole l’esistenza di un regno nel lontano Nord Europa abitato da un'antica razza di superuomini dall’aspetto scandinavo, gli Iperborei, popolo osannato e cercato dal Terzo Reich in quanto depositario non solo di quella perfezione di razza tanto cercata da Hitler ma anche di quella conoscenza tecnologia che faceva gola al regime tedesco. Combinando le teorie possiamo pensare che presunti abitanti di un potente mondo antidiluviano abbiano riparato nel Polo Nord creando così una continuazione della loro cultura. La Groenlandia potrebbe essere stata benissimo una delle tante provincie di un ben più vasto regno situato da qualche parte nel estremo nord del mondo. I Dorset furono i discendenti degli antichi Atlantidei, che a un certo punto della loro permanenza terrestre conobbero la decadenza e le barbarie. Sebbene queste siano solo ipotesi è possibile pensare che effettivamente un regno fatato possa essere esistito nel Polo Nord, credenza dettata non solo dalle numerose leggende che circolano ma anche per il ritrovamento, secondo alcuni, di presunti resti archeologici nei mari artici abilmente confusi con i numerosi iceberg vaganti. Un impero risalente a migliaia di secoli fa nel Polo Nord? Alta probabilità quindi dettata anche dal fatto che gli alieni abbiano potuto impiantare basi in queste zone risalenti a chissà quanti secoli fa, le stesse da dove forse partirono i presunti "uccelli metallici", minuziosamente descritti nei racconti Inuit, che trasportarono fitte schiere di queste genti in altre parti del mondo. Inoltre gli Eschimesi ci raccontano di come in un mitico tempo, quando tutto era buio, dentro le case era possibile avere la luce continua. Utilizzando tutti i dati a nostra disposizione possiamo pensare che in un mondo in fase di decadimento, vuoi per presunte guerre nucleari vuoi per problemi ambientali, antichi popoli, divenuti barbari per via del loro soggiorno sulla terra, ripararono nel Polo Nord ricreando in parte il loro impero di cui la Groenlandia sarebbe stata una parte; naturalmente parecchie zone si erano spopolate ed era necessario un ripopolamento importando il prodotto umano. Fitte schiere di genti asiatiche furono con forza portate sui veicoli degli esseri antichi (uccelli metallici) in quelle terre e, insediatesi, poterono godere di quel benessere tecnologico mentre il mondo era ancora in una fase di assestamento (il racconto dell'uso di luce elettrica nelle case è emblematico a tal fine). Dopo secoli, quando il nord del mondo era diventato completamento loro territorio, gli ultimi superstiti, ridotti di nuovo in decadenza da chissà quali altri problemi, appunto i Dorset, furono scacciati via estinguendo per sempre un'antichissima e potentissima razza proveniente da chissà dove. Cosa successe tra le fredde terre artiche? Vissero forse antichi dei che tentarono di ricreare il loro potere in zone occulte al mondo o masse di ignari genti umani sottoposte al giogo di esseri di altri mondi? I miti del mondo antico permangono con i loro enigmi e sta solo a noi interpretarli e capirli correttamente.


ANTICHE CIVILTÀ DELLA GROENLANDIA

Cultura Saqqaq XXV –IX sec. A. C. Groenlandia Meridionale
Cultura Indipendenza I XXIV – XIV A .C. Groenlandia Settentrionale
Cultura Indipendenza II VIII –I A .C. Estrema Groenlandia Settentrionale
Cultura Dorset VII A .C. al II sec. D.C. Groenlandia Meridionale

ANTARTIDE, PARADISO DI GHIACCIO

Quali misteri nasconde il continente antartico? Sembra che questo, scoperto nel 1818, serbi gelosi segreti ancora oggi da svelare. I primi misteri provengono da probabili avvistamenti di esseri extraterrestri che entrarono in contatto con i biologi che lavoravano presso le basi di ricerca scientifica. Alcuni di essi asseriscono di aver incontrato durante una tempesta di neve esseri ovali. Nessuno ha mai capito cosa effettivamente videro ma è possibile ipotizzare che esseri extraterrestri ancora oggi vivano in basi segrete nelle terre antartiche. È possibile che l’Antartide in tempi antichi fosse la base di appoggio per l’insediamento di razze aliene o antidiluviane, e che lo sia tuttora. Il fatto che il capitano Byrd trovò ed entrò in contatto con una di esse agli inizi del Novecento potrebbe esserne una conferma. In molti hanno pensato che gli antichi Atlantidei a seguito della perdita del loro mondo siano potuti emigrare nelle terre polari fondando un nuovo impero. Alcuni aviatori, durante alcune ricognizioni, asserirono di aver visto mura o colonne sotto i ghiacci: sono forse i resti di queste antiche civiltà antidiluviane, oppure furono create da altre razze aliene? Tutto è possibile e possiamo anche ipotizzare l'arrivo in queste terre, che un tempo erano verdeggianti e vivibili, di civiltà terrestri di navigatori. A conferma di ciò, la presenza di antiche mappe che non dovrebbero esistere, perché mostrano l'Antartide privo di ghiacci, così com'era 10.500 anni fa. Ricordiamo la carta di Piri reis, per esempio. Strano, visto che questa terra, già coperta dai ghiaccia, fu scoperta solo nel 1818.


Foto satellitare del continente antartico.

Chi disegnò tali mappe? Antiche civiltà che conoscevano il volo oppure esseri di altri mondi? Si tratta forse delle stesse razze antidiluviane che abitarono poi la Terra? Più in alto riportiamo come sempio la carta di Oronteus Finaeus del 1532, nella quale vediamo chiaramente l'Antartide privo di ghiacci. Molti scienziati si danno da fare per carpirne i segreti. Auguriamoci quanto prima di ottenere delle risposte.

PASQUALE ARCIUOLO

La foto della carta di Oronteus Finaeus è stata tratta da http://xoomer.alice.it/dicuoghi/Piri_Reis/Finaeus.htm

Bibliografia:

F. Surdich, Miscellanea di Storia delle esplorazioni;
M. Marchiori, Groenlandia: tradizione, storia e cambiamento culturale delle popolazioni eschimesi, Genova, Tilgher 1978;
Kendrick, Thomas Downing. A History of the Vikings. New York: C. Scribner’s Sons, 1930;
Jean Mabire, Thule Il sole ritrovato degli iperborei, Età dell'Acquario Edizioni;
Alleau Renè, Le origini occulte del Nazismo, Edizioni Mediterranee;
Pierluigi Tombetti, I grandi misteri del nazismo, Sugarco Edizioni;
Bâl Gangâdhar Tilak, The Arctic Home in the Vedas;
Anikó Steiner, Sciamanesimo e folclore, Edizioni all'insegna del Veltro, Parma 1980.

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