I MISTERI DELLA MENTE UMANA

CERVELLO: IL PIÙ GRANDE DEI MISTERI ILLUSIONI OTTICHE

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IL CERVELLO

        La mente umana. Cosa sappiamo di essa? Ancora veramente poco, eppure in questi ultimi decenni la medicina ha fatto passi da gigante. Tra i molti misteri di questo sito, non poteva mancare una parte dedicata alla nostra mente. Il nostro cervello, formato da due emisferi (destro e sinistro). Questa teoria è opera di Roger Sperry, neurobiologo che sin dal 1950 aveva indagato sulle scimmie, e di Philip Vogel, un neurochirurgo. La sensorialità e la motricità dell'organismo dipendono dalla attività delle cellule site nelle particolari circonvoluzioni, opposte ai territori organici da loro dipendenti. In tal modo la parte destra del corpo è sotto il controllo dell'emisfero sinistro, mentre la parte sinistra del corpo è prevalentemente sotto il controllo dell'emisfero destro [Enrico Marabini, "Introduzione alla parapsicologia"].

L'emisfero SINISTRO si occupa di:

- Pensiero analitico;

- Logica;

- Funzioni verbali e matematiche.

 

L'emisfero DESTRO invece ha funzione:

- di orientamento nello spazio;

- di lavoro d'arte, abilità musicali e abilità manuali in genere;

- di immagine del corpo;

- di identificazione dei volti umani.

        Ora, il difficile da comprendere, è: come può, una massa di materia fisica (il cervello), essere il centro di un intero organismo? In fondo, è solo materia, come lo è il legno, come lo sono i metalli e la sabbia del mare. Come può, il cervello, essere il centro neurologico del nostro essere, pur essendo solo materia? Che differenza c'è tra l'organico e l'inorganico? Qualsiasi dottore potrebbe cercare di rispondere a queste domande, ma ci sono domande a cui, nemmeno uno studioso preparato, potrebbe mai rispondere. Sarebbe come rispondere alla domanda: cos'è l'uomo? Chi siamo noi? Chi ci ha creato? Perché mi sembra inconcepibile che una tale perfezione possa essersi creata da sola, solo dalla natura, in millenni di evoluzione umana. Siamo troppo complicati per "esserci fatti da soli". Tutto nel nostro corpo avviene secondo una logica precisa. Ogni centimetro del nostro organismo è funzionale allo stesso, e niente è in esso casuale. Quello che poi mi chiedo è: il cervello è solo materia? L'anima esiste? Coincidono?

Anche qui possiamo azzardare delle ipotesi:

- Il cervello è la sede della coscienza umana. Non esiste un'anima. quando il cervello muore, noi cessiamo d'esistere. questo è ciò che pensavano gli Epicurei, i più odiati dei filosofi dell'antichità.

- Il cervello è il mezzo che permette all'anima di esprimersi. In tal caso, l'anima sarebbe una specie di energia vitale che, alla morte fisica del cervello, può trasmigrare in un altro corpo, perché, come sappiamo tutti, l'energia in natura può solo trasformarsi, ma non annullarsi. Ciò spiegherebbe la reincarnazione.

        Ma allora, ammettendo valida quest'ultima ipotesi, si spiegherebbe la differenza sostanziale tra un uomo ed un animale. Entrambi hanno il cervello, ma uno si comporta in un modo e l'altro in un altro. E la grandezza non conta. Ci sono animali (come gli elefanti) cui la massa cerebrale è nettamente superiore a quella umana, eppure non sono paragonabili per intelligenza all'uomo. La grandezza non conta. Lo dimostra anche un altro fatto. Con il TAC, indagando su due ragazzi affetti di idroencefalia fin dalla nascita, è emersa la constatazione che si può giungere ad una riduzione della massa nervosa fino al 95 % (quindi ne rimane solo il 5 %). I due ragazzi non manifestavano alcun deficit nella loro intelligenza, anzi, uno di essi era un brillantissimo studente di fisica, con un quoziente intellettivo pari a 126 (tenendo conto che in media il QI di una persona è 100, e 120 è indice di eccellenza) [Marabini]. Se quindi, la grandezza non conta, cos'è che fa la differenza tra un cervello umano e animale? Forse l'anima? Ammettendo che gli animali non abbiano un anima (cosa comunque strana a pensarsi), ciò spiegherebbe una cosa: la differenza tra istinto animale e razionalità umana. In tal senso, la razionalità umana coinciderebbe con la coscienza, con l'anima. Se un uomo perde in qualsiasi modo la sua anima, ritorna allo stato animale, istintivo, primitivo, come nel caso di persone affette da malattie cerebrali. Ci sono persone che vivono come vegetali, in seguito a traumi o malattie. Queste potrebbero aver "perduto" la loro anima ed essere quindi ritornate ad uno stato primitivo, animale. Sentono ancora, in molti casi, certi stimoli, al dolore, alla fame, all'amore. Proprio come li sentirebbero degli animali. Ma se si tratta di chiedere loro di più, non ci riescono. Allora, potrebbe essere questa la chiave dell'enigma? Potrebbe essere che noi uomini siamo così diversi dagli "altri animali" perché possediamo, al contrario delle bestie, l'anima? Potrebbe essere. Ma allora, da dove arriva quest'anima? E perché solo l'uomo ne è provvisto. E qui potremmo ricollegarci ad un discorso di tipo clipeologico. L'uomo potrebbe realmente essere frutto di un esperimento "alieno". In tal caso, noi saremmo un incrocio tra gli esseri primitivi presenti sulla Terra in età remota ed esseri alieni provenienti da un altro pianeta. Questa anima che tanto ci chiediamo cosa possa essere, potrebbe essere parte di loro, un pizzico "divino" donatoci da loro. Oppure, addirittura, potrebbe anche essere che "noi siamo loro". Esseri alieni molto evoluti avrebbero conquistato la Terra molti millenni or sono semplicemente "entrando" negli esseri primitivi presenti sul nostro mondo in quei tempi, esseri compatibili con il loro "essere" più degli altri animali presenti. Noi non ce ne potremmo rendere conto, ma questa energia che chiamiamo anima, potrebbe essere la loro energia vitale, che ora sopravvive in noi e alla nostra morte fisica trasmigra in un altro essere vivente, in un altro uomo, per continuare a vivere per sempre. Certo, sono solo ipotesi ma, a mio avviso, molto affascinanti. Per avere più informazioni a riguardo, andate nella sezione "Clipeologia".

Certo, il mistero rimane. Cos'è la mente umana? Difficile rispondere a questo quesito.

A destra:

Gatti dipinti nell'arco di quindici anni dal pittore schizofrenico Louis Wain. Il progressivo dissolvimento dell'immagine, fino ad una decorazione ad arabeschi confusa con lo sfondo, testimonia la lenta sgretolazione dell'equilibrio psichico. La serie di questi gatti rivela un mondo lontano dalla nostra realtà, un mondo la cui esemplificazione più viva possiamo forse trovare nel sogno. Ciò è una testimonianza di come i disturbi psichici possano rivelarsi anche nella produzione artistica.

 

 

A sinistra, alcune espressioni figurative di arte psicopatologica.

Il paziente, durante le crisi della sua malattia, riflette nelle immagini pittoriche il suo particolare stato d'animo, adeguando la realtà a questo. Le espressioni figurative degli psicopatici hanno una grande importanza clinica. questi quadri sono stati eseguiti da pazienti in ospedali psichiatrici.

 

Notiamo quasi un ritorno ad un'espressione artistica di carattere "infantile", una sorta di regresso artistico. Come se, perdendo la "ragione", emergano anche contemporaneamente i caratteri più istintivi "animaleschi", sempre presenti nell'uomo ma, in condizioni normali, sopraffatti dalla razionalità e dall'ingegno (caratteri tipici dell'essere umano).

Giorgio Pastore

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