LA METEOSENSITIVITÀ

 
1 - CHI È IL METEOSENSITIVO 4 - DISTRUTTORI DI NUVOLE
2 - INTERVISTA AD AKEEM 5 - METEREOPATIA
3 - NIKOLA TESLA  
 

 

1 - IL METEOSENSITIVO

        Chi è il meteosensitivo? Colui in grado di mutare il tempo atmosferico attraverso i poteri della sua mente. So che può sembrare un discorso assurdo, ma dobbiamo anche essere consci del fatto che la nostra mente ci nasconde ancora moltissimi segreti. Se è vero che l'uomo è un tutt'uno con l'intero universo ed è parte della natura, non potrebbe sembrarci così strano il fatto che egli possa cambiare il tempo atmosferico, muovere le nuvole, soltanto col pensiero, con la sua forza di volontà, consciamente o inconsciamente. Già alcuni sciamani del nord America possedevano, secondo la tradizione, questo potere. Secondo le antiche credende dei Nativi americani, chiunque sognava Wakinyan, gli Uccelli del Tuono, diventava automaticamente un Heyhoka, un "sognatore del tuono", uomo dal potere immenso, capace di attuare guarigioni miracolose e, appunto, di cambiare il tempo atmosferico, quando occorresse, come ad esempio durante la Danza del Sole, nel caso fosse in arrivo la pioggia. Oppure, al contrario, era capace di far piovere attraverso la cosiddetta "Danza della Pioggia". Non sappiamo quanto di vero ci possa essere in tali leggende, ma forse un fondo di verità c'è.

Infatti, ancora oggi esisterebbero degli Heyhoka "spontanei", inconsapevoli del loro potere. Uno di questi, che chiameremo Akeem, ci ha contattati per cercare di chiarire assieme a noi tale mistero, sperando inoltre di trovare altri meteosensitivi simili a lui.

Molto spesso si sente parlare di Meteopatia. Questa non è altro che la "malattia" di quelle persone troppo sensibili ai cambiamenti atmosferici. Meteopata è anche il nostro Akeem, ma lui non subisce solamente gli effetti del clima sfavorevole, in quanto riesce a mutarlo solo con la sua volontà, quindi potrebbe definirsi meteosensitivo. Ovviamente, ancora non si hanno delle certezze a tale riguardo, in quanto il caso è ancora in corso e si sono potute dare risposte solo parzialmente, ma merita sicuramente di essere studiato e approfondito.

Nel nostro passato, gli dei dell'Olimpo erano capaci di tale potere, di dominare i venti, le tempeste, di far piovere o di far spuntare il sole. Nel medioevo invece, tale dono era diventato proprio delle streghe e dei maghi. Nel 1590 Agnes Sampson, processata per stregoneria, affermò di aver scatenato una tempesta con lo scopo di uccidere il futuro sovrano Giacomo I d'Inghilterra (che allora era ancora re di Scozia). La nave del re se la vide davvero brutta, ma riuscì a rimanere a galla. Il re interrogò personalmente la strega, che rivelò, tra l'altro, alcune cose che solo lo stesso sovrano poteva sapere. Cosicché non si ebbero più dubbi sulla colpevolezza della strega, che infatti fu arsa viva insieme al capo della congrega, John Fian, e ad altri traditori.

DISTRUTTORI DI NUVOLE

        Nel 1895, il francese Louis Alphonse Cahagnet dichiarò di essere capace, concentrandosi, di distruggere qualsiasi nuvola, solo con la forza del pensiero. Ma la cosa strana e che non era l’unico ad esserne capace, infatti, a lui, presto si unirono altri suoi amici. Concentrandosi insieme su alcune nuvole, riuscirono a dividerle, aggregarle e perfino farle svanire dal cielo. A loro, si ispirò il neozelandese Rolf Alexander, a metà XX secolo. Diede molte dimostrazione del suo “potere” distruttore, che egli stesso chiamava “realismo creativo”. Tali teorie incuriosirono altre persone. Pochi anni dopo se ne interessò Denys Parsons della S.P.R. (Society for Psychical Research) e R.S. Scorer, metereologo dell’Imperial College di Londra. Questi, tuttavia, giustificò la cosa affermando che quel tipo di nubi interessate dal caso in questione scomparivano indipendentemente e comunque, nel giro di 15-20 minuti dalla loro formazione, per cui non si trattava di poteri paranormali, ma solo di coincidenza e suggestione. Molti ancora oggi si cimentano nella “distruzione di nubi” ed alcuni sostengono di esserne capaci in soli 90 secondi, quindi molto meno del tempo calcolato da Scorer. Ancora non si hanno certezze sul fenomeno.

Bibliografia:
“Mistero & Realtà”
Reader’s Digest edizioni - 1997

Metereopatia

        Il soggetto meteorosensibile è quella persona che, per fattori costituzionali o acquisiti, ha una particolare labilità a contrarre la meteoropatia, patologia stimolata dalle variazioni climatiche. La sintomatologia meteoropatica, scatenata dai cambiamenti bruschi delle condizioni del tempo, ha una insorgenza acuta, una frequente anticipazione (nel senso che l'individuo interessato incomincia a soffrire prima che si realizzino i mutamenti climatici), e una rapida attenuazione o scomparsa con il cessare della condizione scatenante o con il subentrare di una condizione ambientale opposta. Posso dire, però, che a tutt'oggi non si hanno sicuri elementi che permettano di identificare una particolare personalità con la meteorolabilità. Il malato in genere è meteorosensibile, possono esserlo sia l'anziano che il bambino, e le condizioni stressanti determinano una predisposizione a questo tipo di sofferenza. Intensi e soprattutto bruschi squilibri atmosferici possono esplicare un'azione aggressiva nell'organismo umano, al punto da provocare in soggetti predisposti uno shock meteorologico. Le più note meteoropatie sono le ANEMOPATIE , come la sindrome dello scirocco, la sindrome del vento dell'est, la sindrome del Fhon, la sindrome del vento del sud e la sindrome del vento del deserto ; le SINDROMI DEI PERIODI TEMPORALESCHI, e le SINDROMI DEL FRONTE CICLONICO. Si parla poi di SINDROME METEOROPATICA SECONDARIA quando si configura un aggravamento acuto di malattie croniche infiammatorie o degenerative, come conseguenza di bruschi cambiamenti del clima: faccio riferimento alle crisi di difficoltà respiratoria negli asmatici e alle coliche epatiche o renali nei calcolotici.

Ogni organo o apparato che sia già cronicamente ammalato può essere bersaglio di manifestazioni meteoropatiche. In un substrato organico labile, il meccanismo di autoregolazione non è sempre in grado di fronteggiare il brusco variare delle condizioni ambientali e la gravità degli eventi patologici che ne scaturiscono è variabile: da un semplice stato di malessere generale a morte improvvisa. In modo particolare  sono colpiti il SISTEMA NERVOSO, L'APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO E L'APPARATO RESPIRATORIO. Nel soggetto sano, in genere, alcune ore prima della comparsa dei mutamenti climatici possono presentarsi irrequietezza, irritabilità, insonnia, abnorme reattività a modesti stimoli esterni; con il sopraggiungere dello stress meteorologico si accusa debolezza, apatia, depressione o iperattività. I soggetti già malati peggiorano. La fase PRODROMICA, che si manifesta ore o giorni prima della perturbazione atmosferica, è causata dall'aumento degli ioni positivi nell'aria e si caratterizza per una serie di alterazioni funzionali respiratorie e per uno stato di ipereccitabilità neuropsichica.

La fase della SOFFERENZA VERA E PROPRIA si configura con uno stato di indebolimento, abbassamento della pressione arteriosa e , generalmente, depressione neuropsichica. I cambiamenti di temperatura, di pressione barometrica o del tasso di umidità possono essere all'origine della malattia. Nella fase della sindrome vera e propria si osserva una diminuita escrezione urinaria di catecolamine, come l'adrenalina e la noradrenalina, che sta a significare una insufficienza corticosurrenale, quindi una ridotta capacità di rispondere agli stress. Ancora, il soggetto meteoropatico può riferire cefalea, edemi, palpitazioni, vampate di calore, brividi, aumento della  sudorazione, manifestazioni allergiche, sordità parziale, disturbi provocati dalla luce, aumento della quantità di urina prodotta, difficoltà nel movimento, difficoltà alla concentrazione, stato confusionale, debolezza generale e astenia muscolare, dovute anche alla tendenza all' ipoglicemia, cioè alla riduzione del tasso di zuccheri nel sangue. 

Giovanni Boscolo

Aprile 2001

http://www.aldozecca.net/generale/metereopatia.htm