METAFONIA
(COMUNICARE CON l'ALDILÀ)

La Metafonia è la tecnica
impiegata da alcune persone per poter comunicare, tramite apparecchi
audio-video, con l'aldilà.
Sono sempre più le persone che si interessano a questa nuova disciplina, e sono
sempre più i risultati sconvolgenti.
| METAFONIA: metodologia |
MARCELLO
BACCI, il pionere della Psicofonia |

Strumenti occorrenti:
1- una radio che riceva sulle onde corte, che come simbolo
porti la sigla sw, fm (modulazione di frequenza) o mw (onde medie), oppure...
2- un registratore da tavolo o portatile, con possibilità di riavvolgere il nastro e risentire.
La comunicazione può avvenire in questo modo:
Nel caso si usi una radio, si deve cercare una frequenza occupata, in cui vi è una o più voci che discorrono. A questo punto ci si deve spostare sulla frequenza più vicina, ma in cui non vi sono voci alcune, solo un rumore di fondo. A questo punto si deve solo aspettare. Se una qualche entità vorrà comunicare con voi, potrà usare la forza sonora dell'emittente vicina, creando un testo vocale ex novo. Per questo è utile rimanere vicino ad un'emittente, altrimenti l'entità non potrebbe avere il mezzo vocale necessario alla comunicazione.
Nel caso si usi un registratore, bisogna registrare in ambienti in cui vi è solo silenzio, o meglio, rumore di fondo naturale. Quindi, all'aperto in un bosco va bene, ad esempio, oppure in casa, se siete soli. Non aspettatevi di ottenere risultati da subito. Bisogna essere pazienti e fare molti tentativi prima di poter ottenere qualcosa, e non è nemmeno detto che li otteniate. Infatti, conta molto la natura del soggetto che si cimenta in questi esperimenti, in quanto sarebbe meglio essere un minimo "sensitivi". Più si è lontani da quest'ambito, più si è razionalisti e scettici, minore sarà la possibilità che possiate avere successo.
Giorgio Pastore

MARCELLO BACCI, PIONIERE DELLA METAFONIA
MARCELLO BACCI - gli inizi della ricerca
| Marcello Bacci
( nato a Grosseto nel 1927, è un pioniere nel campo della Metafonia, ndr) inizia le sue ricerche nel mondo del paranormale all'inizio degli anni '60
passando attraverso una vasta gamma di metodologie. Dopo alcuni anni di sperimentazione con il
magnetofono la ricerca si è andata focalizzando nella ricezione di Voci paranormali tramite un
apparecchio radio-ricevente a valvole. L'uso di un apparecchio radio come strumento idoneo alla ricezione delle Voci paranormali fu suggerito dalle Voci stesse che Bacci registrava su magnetofono. I contatti radio avvengono oggi con particolari e ben precise modalità subordinate alla presenza di Marcello Bacci, elemento medianico catalizzatore di energie misteriose "che non sono di ordine scientifico, ma di altro ordine", come hanno precisato le Voci stesse. Tentativi di stabilire il contatto in assenza di Bacci hanno dato sempre esito negativo, confermando il ruolo medianico dello sperimentatore. |
![]() |
|
Marcello Bacci e la radio oggetto dell'esperimento, |
MARCELLO BACCI - la sperimentazione
L'esperimento si svolge con semplici ed ormai consuetudinarie modalità: Bacci sintonizza la
radio su una frequenza a onde corte, cercando una banda silenziosa senza alcuna trasmissione;
dopo un'attesa che può essere molto breve o protrarsi anche per più di mezzora, la portante
subisce una modifica, si attenuano e spariscono i rumori di fondo e subentra nella sintonia un
caratteristico segnale acustico. Potremo paragonarlo ad un vortice di vento in avvicinamento,
che viene ripetuto varie volte a brevi intervalli. Dopo i segnali la sintonia risulta silenziosa ed eliminati i rumori di fondo le Voci
paranormali iniziano a parlare instaurando un vero e proprio dialogo, intervallato da pause
durante le quali gli sperimentatori o le persone presenti come ospiti possono interloquire e
porre domande. I contatti hanno mediamente una durata di circa 25/30 minuti ma si sono registrati interventi
protrattisi per circa un'ora. I dialoghi si concludono spesso con cori solenni che talvolta sembrano emergere da una
lontananza che progressivamente va amplificandosi, suscitando negli ascoltatori una sorta di
rapimento emozionale, difficile da tradurre in parole, come spesso si può constatare ascoltando
i commenti delle persone presenti all’esperimento.
MARCELLO BACCI - caratteristiche delle voci
Le Voci, per timbro, consistenza fonica e soprattutto per il contenuto emozionale e di pensiero
appartengono a individualità molto diverse fra loro; alcuni degli interlocutori si qualificano
come Entità spirituali o maestri, mantenendo la propria identità anonima, mentre altre Entità,
fino dai primi tempi della sperimentazione, si sono presentate con un nome proprio.
Cordula e stata la prima Voce che ha reso inequivocabili i contatti, chiamando per nome gli
sperimentatori Marcello Bacci e Luciano Capitani ed esprimendosi in "poliglottismo" proprio per
escludere il sospetto che potesse trattarsi di intercettazioni di trasmissioni radiofoniche
umane. Nel corso degli anni successivi una Voce che si esprimeva in russo, con grande disappunto di
tutti i componenti del gruppo che non conoscono questa lingua, in considerazione delle
sollecitazioni ad esprimersi in una lingua comprensibile, accondiscese a tradurre in italiano
il proprio pensiero e si qualificò con il proprio nome, Gregorio, fornendo anche alcune notizie
circa la sua passata vita terrena come monaco cristiano vissuto nel VI secolo.
MARCELLO BACCI - il messaggio nella transcomunicazione
Le Voci hanno ripetutamente ribadito che il contatto avviene e deve essere mirato ad alleviare
la sofferenza delle persone colpite dalla morte di un congiunto profondamente amato e fin
dall'inizio della sperimentazione di Bacci almeno un terzo della durata degli interventi e
stato dedicato a favorire l'incontro fra "vivi e morti", anche se spesso ci è stato detto che
le parti sono invertite, cioè chi ci parla dice di essere "vivo più che mai" e che noi siamo
"morti", nel senso che siamo oppressi e limitati dalla materia. Questa fase del contatto è resa inequivocabile da un metodo molto incisivo e convincente:
alcuni degli ospiti, anche coloro che partecipano per la prima volta, vengono chiamati dalla
Voce della radio per nome e talvolta anche col cognome per richiamarne l’attenzione: viene
quindi introdotto il congiunto dando conferma della sua presenza proprio lì alla radio e viene
favorito un dialogo diretto. Si avverte in questi interventi una forte carica emozionale ed emerge la determinazione
primaria di farsi riconoscere e di tranquillizzare: il defunto si presenta insistentemente con
il proprio nome, afferma la propria sopravvivenza e spesso dichiara la propria sorpresa di
ritrovarsi vivo immerso in una luce sfolgorante; talvolta la Voce si esprime con il timbro e le
caratteristiche foniche della voce umana, che, riconosciuta, suscita profonda e sconvolgente
emozione nei genitori. Uno degli elementi straordinari della transcomunicazione è appunto la riconoscibilità di alcune
voci: come quella di Federico Jurgenson, e come ho già rilevato, quella di alcuni dei defunti,
che Bacci e gli sperimentatori non hanno mai conosciuto, ma che i congiunti confermano essere
uguale alla voce terrena.
Gabriella Ghibaudo