MAPPE MISTERIOSE

        Una materia che mi ha sempre appassionato è lo studio di mappe e disegni che, in tempi antichi così come in quelli moderni, indicano la giusta via. In particolare mi è sempre apparso strano è misterioso il come gli antichi riuscissero a rappresentare confini e posti in tre dimensioni, su un foglio bidimensionale.

Nel 1966 uno studioso, tal Charles Hapgood, pubblicò un libro che fece scalpore dal titolo “Map of the Ancient sea King”, in particolare perché, secondo il professore, la nascita della civiltà “moderna” (cioè fatta da individui stanziali, con capacità culturali, etc.) sarebbe da anticipare non di meno che di 12000 anni! Secondo lo studioso, esisteva una civiltà avanzata che si sviluppava quando gran parte dell’umanità era composta da cacciatori non stanziali. Questa affermazione non era campata in aria, logico risultato di studi applicati a mappe antiche, in particolare dei “portolani”(dall’antico porto a porto: trattasi di mappe utilizzate dai navigatori per individuare rotte e porti).

        La storia comincia con un cartografo di nome M.I. Walter nel 1956, il quale venne a contatto con una mappa antica, pervenuta da un porto in Turchia, in una città di cui si ignora il nome. La mappa era datata 919 del calendario mussulmano, che corrisponde a circa il 1512 D.C. di quello cristiano. Questa rappresentava il territorio africano, compreso Marocco e Costa D’avorio, ma, cosa strana, anche il Sud America (non del tutto ancora scoperto in quell’epoca). La posizione di quest’ultima è in perfetta latitudine e longitudine, con confini perfettamente delineati (anche il versante ovest). A stimolare la curiosità dello studioso era il fatto che in questa mappa appariva anche una catena montuosa sita in pieno Oceano Atlantico, la dorsale atlantica (che è sita nelle profondità marine… ed a quel tempo sicuramente non esistevano i sonar!). Altra peculiarità degna di nota sono i confini dell’Antartide (continente scoperto solo nel 1800) i quali si presentavano precisissimi e reali, ed in più, come se non ci fossero i ghiacciai! Cosa alquanto strana, visto che per trovare questo continente privo di ghiacci bisognerebbe risalire a migliaia di anni fa.

Altre mappe, sicuramente meno precise, presentano simili arcani. Alcune di esse, per esempio, rappresentano l’isola di Cuba, ancor prima della scoperta dell’America; oppure isole che ora non ci sono più; ed ancora, rappresentazioni del Polo Nord in maniera eccepibile! Dunque l’idea di Hapgood era semplice ed intuitiva: si tratta di una perfetta copiatura di mappe già esistenti (in particolare, il fatto che gli errori presenti sulle mappe sono tipicamente da associare a continui piccoli errori di copiatura, portatisi dietro uno dopo l’altro). Quindi, ancor prima che l’uomo solcasse i mari, già esisteva una civiltà (che i più associano ad Atlantide) che disponeva di tecniche e strumenti talmente avanzati da poter disegnare mappe perfette dei continenti e profondità terrestri; in un’era storica in cui l’Antartide non era ancora in stato di glaciazione! La particolarità della ricerca di Hapgood stimolò anche un grandissimo scienziato, A. Einstein, tanto che egli appose la sua firma sul manoscritto, commentandolo positivamente.

Dott. Garbati Marco

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