IL MISTERIOSO
MANOSCRITTO VOYNICH

        Un mistero molto vicino al luogo in cui abito è, sicuramente, il manoscritto Voynich. Si tratta di un piccolo libro di circa 200 pagine, scritto e decorato da disegni a tutt’oggi ancora non decifrati. Fu ritrovato in un’abbazia sita a Frascati (collegio di villa Mondragone) da un antiquario statunitense che acquistò dei testi antichi, sfuggiti all’inquisizione del 1870! 

Il manoscritto è circa 22x16 cm, spesso 4, per un totale di 102 fogli, ergo, 204 pagine; alcune delle quali ripiegate su di loro più volte. Dei 250.000 caratteri, le parole sono 4182, di queste 1284 si ripetono, 308 appaiono otto volte, 184 quindici e 23 circa cento volte. La particolare descrizione sopra citata è stata detratta dopo innumerevoli tentativi da parte di studiosi, incapaci di capire il codice con cui è stato scritto! Proprio questo è il mistero, non si riesce né a capire la lingua, né a codificarne un’eventuale nuovo gergo! Innumerevoli sono le illustrazioni che non si rapportano né al regno animale, né al vegetale o al minerale; danno l’idea di fiori, organi umani e costellazioni, tanto che l’unico lavoro in cui si è potuto classificare il testo è quello di dividerlo in sezioni; botanica, medicina\biologia, astrologia. In particolare, la sezione “botanica” comprende disegni di bulbi di piante (alcuni botanici avrebbero individuato un girasole) e tuberi; la sezione biologia, invece, comprende disegni di nudità femminili gravide, alcune che escono da un pozzo od una torba colma di liquido. Dopo la sezione biologia si trova un primo foglio ripiegato sei volte nel quale sono disegnati nove medaglioni che contengono stelle simili a cellule umane (impossibile scoprirle a quel tempo). così la sezione astrologia che individua costellazioni non  esistenti, almeno, dal nostro punto di vista. Appena tornato a New York, Michael Voynich (da qui il nome del testo) iniziò a studiarlo con una cerchia di esperti  di tutto rispetto: lo storico dell’arte Panofsky, il botanico O’Neil, etc., senza però cavarne un ragno dal buco! 
Il vero problema, oltre alla decifrazione del testo, era quello di datarlo; il girasole, ipotizzato dal biologo, lo daterebbe a dopo la scoperta dell'America. Successivamente, la sorpresa di  trovare all’interno di un doppio fondo nella copertina anteriore una lettera indirizzata da Joannes Marcus Marci ad Athanasius Kircher retrodatò il reperto a prima del 19 agosto 1665. Questa lettera accompagnava il manoscritto spedito al Kircher, che viveva a Roma, per una decifrazione; dato che lui era l’esperto poliglotta del tempo. Il manoscritto restò nell’ufficio di Kircher, sino a quando un equipe di esperti “moderni” non lo analizzarono e scoprirono con gli ultravioletti una firma cancellata in seconda copertina: “Jacobi Tepenece”, di Praga. Da qui in poi, le peripezie di questa opera si alternarono. Alla morte di Voynich, il testo passò alla moglie che lo lasciò in eredità ad una amica di famiglia che, a sua volta, lo vendette all’asta. Il Sig. Kraus, nuovo possessore del manoscritto, cercò di rivenderlo, ma alla fine lo donò alla Rare Book and Manuscript della Yale University, dove a ancora oggi è conservato. Alcuni scienziati ripresero lo studio. Nel tentativo di datare più esattamente il testo, i botanici delimitarono in altri disegni piante ed ortaggi di origine americana, ma storici dell’arte costatarono che il copricapo di quello che sembrerebbe il segno zodiacale del sagittario è in stile fiorentino antecedente il 1400. Ad ogni modo, la Seconda Guerra Mondiale arrestò gli studi sul misterioso libro, ed è solo dopo il 1980 che si riprese attivamente l'indagine; a tutt’oggi, luminari di grafologia hanno evidenziato altri punti di vista, costatando che il testo è scritto senza indugi, e senza errori né cancellazioni (cosa alquanto difficile nello scrivere più di 200 pp.), e che le illustrazioni sono fatte di fretta, come se l’autore dovesse confezionarlo in meno tempo possibile. In più, si è recentemente scoperto che la grafia in alcune pagine è di un’altra mano, come se gli autori fossero stati due e si alternavano nello scrivere.

In definitiva, il Voynich resta ancora il libro più misterioso di tutti. Molti sospettano un’influenza extraterrestre, o come si sta sempre più credendo, trattasi di un testo falso senza significato, scritto solo per ingannare il signorotto del tempo (ricordo che si parla di un periodo storico altamente influenzato dalle arti magiche e alchemiche), anche perché è altresì costante la ripetizione delle pseudo parole che normalmente, in un testo non avrebbero significato.

dott. GARBATI MARCO

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