IL MOSTRO DI LOCHNESS

        Dal 1963, anno del primo avvistamento del mostro da parte di due pescatori, Mr. Mac Intyre e Mr. Campvell, il turismo intorno al lago si è notevolmente incrementato. Circondato da scoscese montagne, il lago di Lochness, in Scozia, è un lago di acque oscure e torbide dove, nelle profondità, potrebbe davvero nascondersi un mostro. Magari un dinosauro (forse un Plesiosauro) che, proprio per via delle montagne intorno al lago (che possono aver agito da barriera protettiva contro i climi aspri) è riuscito a sopravvivere fino ai giorni nostri. Nessie, così è stato battezzato il mostro del lago di Lochness, è timido e si fa vedere di rado, ma dal 1963 molti dicono di averlo visto. Sarà vero?

Giorgio Pastore

NESSIE, IL MOSTRO DI LOCHNESS
(di Marco Lorenzo Bizzarri)

AVVISTAMENTI

- Il primo avvistamento risale al 565 d.C., quando, dopo aver assistito all’uccisione di un uomo, San Colombano ordinò ad un mostro di andarsene.

- Il fatto rimase inosservato fino al 22 luglio 1933, quando i coniugi Spider videro un essere col collo lungo attraversargli la strada mentre stavano costeggiando il lago con la loro auto.

- Un “incontro ravvicinato” lo ebbe un studente di medicina, A. Grant, mentre tornava in motocicletta a casa in una notte di luna piena. 

“La creatura misurava circa sei metri con zampe simili a pinne ed un lunghissimo collo!” Affermò il ragazzo nel 1934.

- Una delle prime fotografie, ed anche una delle più celebri rappresentante Nessie, venne scattata da R. K. Wilson nel 1934. Questa foto ha ingannato tutti, infatti, lo stesso autore rivelò sul punto di morte che si trattava di un falso.

- Nel 1952, il lago venne scelto come teatro di un'esibizione di motoscafi ad alta cilindrata. John Cobb, pilota del Crusader, perse la vita in un incidente. Tra il pubblico girò la voce che Nessie fosse emersa all'improvviso proprio sulla traiettoria di Cobb, provocando l'esplosione della barca.

- Un’altra famosissima foto (in basso a destra) raffigura le tre ipotetiche gobbe del mostro. La foto venne scattata nel 1951 da L. Stuart.

STUDI PER SCOPRIRE LA VERITÀ

- Nel 1962 fu fondato il Loch Ness Investigation Bureau, che consisteva la perlustrazione del lago con le più moderne macchine fotografiche, tuttavia, per la mancanza di fondi e per non aver fotografato nulla, l’ufficio venne chiuso nel 1972.
Lo stesso anno, grazie a sonar e macchine fotografiche, si riuscì ad ottenere su una foto  una pinna del presunto mostro; si notava inoltre la presenza di due “cose” nell’acqua.

- Nel 1975, il lago venne perlustrato da apparecchi molto moderni. Le fotografie non sembravano mostrare nulla, tranne una che sembrava mostrare un collo lungo, un corpo roseo e due corna sulla testa.

Nell’ottobre del ’78, venti barche munite di sonar perlustrarono il lago segnalando tre grossi oggetti mobili a 180 metri di profondità.

TEORIE

        Si pensa che il mostro sia una lumaca gigante o una foca smisurata, ma la teoria più accreditata è quella che si tratti di un plesiosauro, un dinosauro che si pensava estinto da 70 milioni di anni.
Qualunque essere sia, credo che anche se tutti noi volessimo sapere la verità, il fatto che il mostro resti un simpatico essere tramutato in peluche di tutti i tipi, ma soprattutto un mistero irrisolto ci affascina e ci affascinerà ancora per molto!

GLI AMICI DI NESSIE

        Due terzi della crosta terrestre è coperta d’acqua e la maggior parte è inesplorata, quindi, non è possibile che in acque profonde possano vivere esseri sconosciuti?
Non penserete quindi che Nessie sia l’unico essere sconosciuto al mondo! 
Ecco riportate qui altre testimonianze di avvistamenti di esseri sconosciuti:

- Il lago di Champlain che si estende per 160 Km dal Canada al Vermut fino allo Stato di New York ospiti un mostro chiamato Champ. È stato visto più volte e la sua descrizione somiglia a quella di Nessie, il mostro di Loch Ness. Nel 1980, la città di Port Henry, sul lago di Champlain, proibì di infastidire in qualsiasi modo Champ.

- Era il 1861 quando l’equipaggio di una nave mercantile francese vide un’ enorme creatura marina. Alcuni marinai riuscirono ad arpionare il mostro, ma si liberò lasciando sul ponte un grosso pezzo di coda. La creatura, molto probabilmente, era un calamaro gigante, aveva un corpo grosso e gelatinoso, lungo circa 5 m e otto lunghi tentacoli.

- Fu in un giorno di agosto del 1817, nel porto di Massachusettes. Quel giorno molte persone videro un gigante serpente di mare lungo una dozzina di metri. La creatura aveva pelle nerastra a parte petto e collo bianchi, il corpo era del diametro di un grande barile. Il mostro si muoveva alla velocità di circa 50 km/h.

- Nel 1980, un giornale cinese riportò la notizia che una creatura simile ad un dinosauro era stata vista nel lago di Wenbu, nel Tibet. Sembra che l’immane creatura divorasse in un solo boccone uno yak mentre brucava sulla sponda del lago.

- Nel 1977, un peschereccio giapponese trovò nelle proprie reti i resti di un animale che sembrava un plesiosauro, dinosauro che si pensava estinto da 70 milioni di anni. Questa, è solo una supposizione, infatti, a causa di un insopportabile mal odore che emanava il corpo, i resti vennero rigettati in mare. Furono però raccolti campioni di pelle, ma erano troppo decomposti per essere studiati. Il corpo pesava circa 1800 chili ed era lungo quasi 10 metri. Si era impigliato nelle reti ad una profondità di 270 m.

Questi, sono solo cinque esempi, ma se fate una ricerca approfondita troverete altri numerosi casi.

IL KRAKEN

Anche la scienza ormai non può negare l’esistenza del Kraken, il pesce –diavolo o calamaro gigante: si tratta di una creatura abissale in grado di raggiungere i 12 m di lunghezza. Molti “incontri ravvicinati” di pericolosità mortale con questi esseri hanno spinto gli scienziati ad accelerare le ricerche su queste creature che si vanno facendo sempre più pericolose, mentre alcuni di quei mostri sono stati segnalati anche in Sicilia…

I resti di quattro sconosciuti mostri marini che si sono arenati su una spiaggia del Cile meridionale nel corso del 2003 ha riportato l’attenzione generale l’enigma dei mostri di mare.
Kraken: il nome può sembrare di origini antiche, ed infatti è così, proprio così queste creature venivano chiamate nelle leggende dei secoli scorsi, ovvero dei calamari giganti resi popolari anche dal cinema con film come “Il mostro dei mari” o “Tentacoli”.

Questi Kraken sono però molto difficili da incontrare dato che vivono nel mare a profondità…abissali! Purtroppo, o per fame o peraltro, quando si spingono in superficie diventano molto pericolosi. Tra il 1600 e il 1800 circolavano molti racconti di marinai che sostenevano che quelle creature erano capaci di distruggere navi con i loro tentacoli e di trascinarla sott’acqua: a lungo si è creduto che si trattasse di fantasie ma un fatto recentemente accaduto ha convinto tutti che non si trattò solo di “leggende”. 

- Nel 2003 una barca a vela da regata di 23 metri venne afferrata e bloccata improvvisamente mentre viaggiava a 35 Km/h, nell’Atlantico da enormi e lunghissimi tentacoli rosa di un calamaro gigantesco che ha lasciato la presa solo dopo aver tentato di trascinare a fondo lo scafo. 

Altri casi del genere si sono verificati col passare del tempo:

- 2 novembre 1878, tre pescatori si trovano in barca, non molto lontani dalla costa quando avvistarono una cosa voluminosa che scambiarono per un relitto. Viaggiarono in quella direzione e videro che si trattava di un cefalopode. Aveva occhi vitrei e agitava ancora tentacoli e cappuccio essendosi arenato per la bassa marea. La agganciarono con un rampino e lo legarono attorno ad un albero, l’essere si dibatte ma col abbassarsi della bassa marea morì.

- Luglio 1734, Hans Egede, un missionario norvegese, scorse nel mare qualche cosa di incredibile già quando la sua barca era in vista della sua destinazione nello Stretto di Davis. Ecco cosa scrisse nel suo diario di bordo: “Verso l’ora sesta apparve nel mare un essere assai terribile, si erse tanto in alto sopra il mare che la sua testa superò il castello di prua. Aveva un muso lungo e affilato e soffiava un getto d’acqua come una balena. Aveva grandi pinne allargate e il corpo era ricoperto da una pelle dura, che era molto rugosa e irregolare; inoltre, la parte posteriore aveva la forma di un serpente. Quando si rituffò nell’acqua, prese la direzione opposta e così facendo alzò la coda sopra l’acqua: questa era distante dal corpo per tutta la larghezza della nave…”

Bene, con queste testimonianze concludo questo capitolo con la convinzione che nell’acqua, qualche cosa di sconosciuto c’è ancora e ci resterà per un po’.

“Non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua e conoscer i caratteri ne’ quali è scritto.”
[Galileo Galilei]

MARCO LORENZO BIZZARRI