KYLA MOYL

Il mistero e il paranormale sono sempre stati fonte di ispirazione
per molti.
Studiosi, scienziati e paranormalisti, hanno da sempre investito molto tempo
nella ricerca della verità, che ogni volta appare più sfuggente
che mai. Da detta ricerca, trovano ispirazione testi, trattati e canzoni, che
tentano di spiegare i più arcani misteri dell’esistenza umana...
Questa breve prefazione, per introdurre un gruppo rock-metal che trae ispirazione
da uno dei più affascinanti misteri del nostro tempo… ed anche
quello passato: “il piccolo Popolo”.
Le fate, sono esseri semplici, fatti d’amore verso la natura, spontanee
nella visione del mondo. Il loro compito è quello di proteggere il creato,
in un’intima armonia con gli altri essere della foresta. Come potrebbe
essere la visione dell’uomo da un punto di vista di una fata?
L’ho chiesto ai Kyla Moyl, un gruppo musicale emergente, che prende spunto
proprio dalla cultura irlandese riguardante il piccolo popolo e tutte le leggende
a esso connesse.
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Passiamo subito all’INTERVISTA:
Come è iniziata la passione per il canto?
Innanzittutto..ciao a tutti!
La mia passione non ha un vero e proprio inizio..fin da piccolissima cantavo
di continuo..come sentivo una musica..o una canzone..Poi crescendo ho cominciato
a focalizzare sempre di più l’importanza di quell’istinto..
Qualcuno ti ha ispirato, o cmq è stato parte importante per
il tuo processo formativo musicale?
Tutti i generi che ho cantato e le mie varie evoluzioni
sono state sempre accompagnate da un incontro particolare o da qualcuno che
mi portava ispirazione in quel momento.
Quali sono state le tue esperienze più significative?
Andando indietro con il tempo, il primo concorso importante
è stato ‘Reginetta della canzone’, concorso di musica leggera
italiana con brani inediti. Arrivai 4° nazionale. Poi l’esperienza
con i Kyla Moyl a S.Benedetto del Tronto la scorsa estate. Palco fantastico.
Qual è l’esperienza che ti ha più gratificato?
La prima registrazione in studio con i Kyla Moyl.
Come “vedi” il mondo della musica?
Dipende di quale ambiente parliamo. L’ambiente della
musica leggera italiana è davvero ormai troppo corrotto e superficiale,
a mio parere.
Mentre se cominciamo a parlare di rock e metal (underground) ancora si riesce
a respirare un pò d’aria pulita.
Cosa pensi sia necessario,in termini di qualità e\o capacità
personali, nella formazione di un/a cantante?
Secondo me occorre avere una mente molto aperta ad ogni
genere musicale, essere sempre pronti a misurarsi con situazioni diverse. Sicuramente
occorre del talento naturale e un pò d’insegnamento. Ma quello
dipende dal genere che si vuole perseguire.
Cantante si nasce o si diventa?
Secondo me si nasce.
Come hai conosciuto i componenti del gruppo?
Ho conosciuto Andrej (chitarrista) tramite una rivista
di annunci musicali. Per fortuna abitando vicino abbiamo avviato immediatamente
il progetto ‘Kyla Moyl’. Successivamente sono subentrati gli altri
componenti. Dalla prima formazione cmq siamo rimasti io, Andrej e Claudio (tastierista).
Come è il rapporto con i membri del gruppo?
Il nostro rapporto oltre che musicale è anche di
amicizia. E questa è la componente che ti permette di lavorare con molta
serenità.
Cosa provate durante la realizzazione di un brano? Come nasce una
canzone?
Di solito una canzone può nascere in diversi modi,
ma prevalentemente uno di noi porta un’idea... si va in studio... e si
comincia ad improvvisare su quell’idea... e poi vediamo cosa esce fuori!
Che tipo di musica proponete?
La nostra musica è un insieme di quello che siamo
ognuno di noi. Rock, gothic, metal, progressive...
Ok, ora entriamo nel merito dell’argomento..Cosa pensi del paranormale?
Fin da piccola ero molto affascinata da ciò che
non si poteva spiegare. Alieni, Angeli, Spiriti... Non ho certezze... ma delle
sensazioni che ho sempre provato nel corso della mia vita... e che ho anche
ultimamente... mi fanno pensare che qualcosa c’è.
Sei mai stata in “contatto” con qualche fenomeno paranormale?
Non ho mai avuto un ‘contatto’ vero e proprio
con fenomeni paranormali... ma mi sono capitati episodi di sensazioni avute
che mi hanno fatto pensare al paranormale.
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Come hai conosciuto il Centro Ricerche Operativo sul Paranormale?
Tramite un carissimo amico che ci lavora e che ringrazio.
Ora è bene capire, studiando le loro biografie, chi sono questi ragazzi dotati di notevole talento artistico.
Articolo e intervista di Morpheus15
Foto di Luca Garagiola
BIOGRAFIA
VOCE: Angela Di Vincenzo
Ho inziato a cantare all’età di 15 anni. Attraverso 10 anni di
esperienza, cantando ogni genere mi capitasse, ho lavorato ricercando e scoprendo
dentro di me la mia vera natura..e come avrei potuto usare il canto per trasmettere
le mie sensazioni e i miei sentimenti. Nell’Aprile 2003 ho iniziato un
meraviglioso viaggio nei Dunwich. Un demo. Tanti bei ricordi, tanti insegnamenti,
riflessioni che mi hanno portata a curiosare sul ‘piccolo popolo’.
Ho iniziato a leggere libri al riguardo e mi sono innamoata della loro innocenza
e spontaneità. Da lì, un bellissimo viaggio in Irlanda a contatto
con la natura e la sensazione che mi circondassero le fate.Un viaggio interiore
che al mio ritorno a Roma mi ha permesso di focalizzare il mio unico obiettivo..ciò
che ora sono i Kyla Moyl.
CHITARRE: Andrej Surace
Strumento: Chitarra
Equipaggiamento: Hamer guitars
Godin guitars
Peavey classic series
Pro-co products
Storia: Inizia a suonare la chitarra all’età di 14 anni, dopo 1
anno da autodidatta prosegue lo studio al ciac music school fino al 2° anno.
Nel 1992 forma i Disfigured sulla scia del death scandinavo per poi passare
nei Seed of Hate nel 1994 (crossover) e infine negli Aedi nel 1995. Nel 1997
entra nei Nash (rock-progressive) per poi riformare gli Aedi nel 1998. Nel 2000
firma un contratto di produzione con la PA records per poi formare nel 2004
i Kyla Moyl
TASTIERE: Claudio Grosso
Strumento: Pianoforte Kurzweill
Synth: Korg Triton
Storia: Ha iniziato a suonare il pianoforte all'eta' di 10 anni,studiando musica
classica privatamente da un noto concertista e professore di conservatorio di
Frosinone "Tonino Majorani". Alla fine degli anni ' 80 ha scoperto
il mondo della musica leggera italiana,del rock,del jazz e della musica progressive,
dedicandosi alla composizione di musica propria ed avvicinandosi tra l'altro
allo studio delle tastiere elettroniche. Dal 1984 al 1986 si
èesibito in una serie di concerti classici in varie citta' d'italia con
brani di Duvernoy e anche jazzistici di Stuart Rabinowitsh collaborando alla
composizione di brani originali insieme ai professori di orchestra in occasione
anche dei saggi finali. Dal 1990 si diletta con vari gruppi musicali di genere
fusion, pop, heavy metal tra cui i "Surprise" suonando nei locali
romani come Horus, Classico ed in varie manifestazioni musicali.
DICONO DI LORO:
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Anche il resto della proposta dei nostri è di pregevole fattura,
sia dal punto di vista lirico (bellissima la metafora della margherita in “Foolish
Daisy”) che musicale, con un Andrej Surace che con la sua chitarra riesce
ad “addomesticare” le diverse tendenze musicali proposte dal gruppo
senza sbavature ma, anzi, con notevole gusto anche e soprattutto nelle parti
acustiche (ascoltare “Down of Crisis” per credere). Andando a dare
uno sguardo alle canzoni non posso non fare i complimenti ai Kyla per pezzi
come “Foolish Daisy” e “Reena”, mix delicati di molteplici
emozioni, tutte filtrate da un velo di malinconica rimembranza. Davvero toccanti,
nonché climax sia musicale che vocale del demo.
Passando invece agli inevitabili difetti che un primo lavoro presenta, non posso
fare a meno di notare che, come spesso accade nei demo, la sezione ritmica è
un po’ penalizzata, risultando a tratti troppo piatta e quasi isolata
dal resto del sound; altra piccola critica la devo muovere proprio ad Angela
Di Vincenzo, perfetta come personalità a mood generale ma che deve ancora
“registrare” alcuni cambi di tonalità che possono sembrare
forzati a volte. In ogni caso queste critiche sono peccati veniali che con l’esperienza
e una presa di coscienza dei propri mezzi sicuramente possono essere smussati.
In definitiva i Kyla Moyl non sono un gruppo che stupisce per chissà
quale fantascientifica trovata, ma semplicemente hanno trovato la loro alchimia
per emozionare, e quest’alchimia funziona. Complimenti e in bocca al lupo.
Tracklist: 1. Down of Crisis |
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Biografia di Shea
Foto di Luca Garagiola