INTERVISTA ON–LINE
SUL TEMA
"CROP CIRCLES"

Cropfiles.it ha intervistato alcune organizzazioni e personalità tra le più qualificate in Italia, ponendo loro alcuni quesiti sul tema "cerchi nel grano", allo scopo di migliorare la qualità delle informazioni a beneficio degli utenti. Quella che segue è una brevissima presentazione degli intervistati, cui fanno seguito le risposte incrociate. Cliccando sul nome si aprirà invece il testo integrale dell’intervista individuale. Gli intervistati – finora - sono:

Malini Roberto 
Autore di vari scritti in tema di ufologia, membro della direzione del sito ufoitalia.net

Pastore Giorgio 
Presidente del Centro Operativo Ricerche sul Paranormale (C.R.O.P.).

Forgione Adriano
Direttore delle riviste “Hera” e “Graal”, scrittore di libri in tema e noto ricercatore del settore.

Francesco Grassi
Ingegnere Elettronico (Università di Pavia), membro del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo
delle Affermazioni sul Paranormale), studioso del paranormale. Info su: www.francescograssi.com 

Barucci Andrea 
Responsabile scientifico del Gruppo Accademico Ufologico Scandicci (G.A.U.S.).

Farinacci Tiziano 
Libero ricercatore, ideatore e gestore del sito italianresearch.it

Panizza Stefano 
Membro della direzione del CentroStudiFortiani, collaboratore del Centro Ufologico Nazionale

Pederzoli Luciano 
Ingegnere e collaboratore del Gruppo Stargate Toscana. (G.S.T.)

Nigi Alberto 
Scrittore, membro del gruppo Stargate Toscana (G.S.T.) e collaboratore del sito sentistoria.com

Maria Morganti & Luciano Gasparini 
Rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell’Associazione socio-culturale "La Corona" .

INTERVISTA

Ci racconti brevemente: cosa l’ha portata ad interessarsi di crop circles e di ufologia e/o paranormale?

Malini: Ho iniziato a dedicarmi allo studio dei fenomeni aerei dopo aver osservato un oggetto volante non identificato nel cielo di Milano, il 6 giugno 1983. Si tratta di un caso ben conosciuto, che ebbe decine di testimoni, ma che sfugge ancora a una spiegazione soddisfacente, come molti altri casi L'osservazione diretta di quell'evento mi spinse a cercare di comprendere un fenomeno che è studiato da decenni […] L'attività mia e dei miei collaboratori nel settore della ricerca dei fenomeni aerei anomali contribuisce a raccogliere dati, testimonianze, documenti e a fornire, insieme ad altri studiosi razionali, risposte nei casi di natura convenzionale, che superano il 90%. Più che al paranormale, direi di essere interessato agli aspetti metafisici dell'esistenza, all'influenza del macro sul microcosmo, alla sincronicità e alle potenzialità del pensiero e dello spirito.

Pastore: Fin dall’infanzia ho sempre avuto un’indescrivibile passione per il mistero, gli ufo, i mostri, l’archeologia misteriosa e le riflessioni sullo spazio-tempo (il fenomeno dei crop circles è relativamente nuovo; dieci anni fa, non lo conoscevo). In due occasioni, mi è anche capitato inoltre di poter assistere ad un avvistamento ufo. La prima volta ero un bambino e mi accadde di vedere da vicino un ufo, in compagnia di mio fratello. Ancora oggi ricordiamo lo stesso episodio abbastanza chiaramente. Nel secondo caso, ero in compagnia di un amico appassionato di astronomia e capitò di filmare un ufo dal balcone di casa sua. Credo che questi episodi abbiano contribuito anch’essi al mio interessamento per queste tematiche.

Forgione: Il mio è un interesse che risale all’infanzia. Ho sempre sentito come reale la presenza di un mondo diverso dal nostro. I cerchi nel grano sono entrati nella mia vita nel 1993, durante i miei primi passi come giornalista investigativo professionista. All’epoca mi interessavo specificamente di UFO e di conseguenza la tematica crop circles ne faceva parte. Solo alcuni anni dopo elaborai la mia visione del fenomeno in chiave esotericopsichica, slegata dal fenomeno UFO come lo conosciamo in Italia, che è invece più aderente alla chiave "extraterrestrialista".

Grassi: Fin dall’infanzia sono sempre stato attratto dal mistero e da quei fenomeni che vengono presentati come paranormali. Ho seguito l’ufologia durante l’adolescenza ma questi interessi sono rimasti più o meno latenti fino a quando nel 1997 ho deciso di collaborare attivamente con il CICAP. Francamente non so spiegare razionalmente perché io abbia deciso di dedicarmi allo studio dei crop circles, mi hanno affascinato e ho iniziato il mio percorso di studio.

Barucci: Sono sempre stato appassionato di scienza e di misteri in generale, è per questo che sono diventato un fisico.

Farinacci: Il fascino […]. Mi ha iniziato a tale ambito l’ idea che tra le righe del nostro quotidiano si possa celare una realtà visibile a pochi […] In un primo momento l’idea di trovarmi di fronte ad un IR3 mi portò ad approfondire l’argomento con letture saltuarie. Successivamente appresi i fenomeni affluenti dell’Ufologia […]

Panizza: E' difficile dirlo perché la passione esiste da sempre. Ad esempio il primo libro che ho letto da bambino raccontava di un certo "fantasma formaggino", e ricordo che mi piacque moltissimo. Non so se è stato questo ad influenzare le mie scelte future o, viceversa, se la mia attrazione è stata indirizzata verso tale libro per una mia non troppo latente curiosità verso determinate cose. Poi, negli anni, l'interesse si è maggiormente articolato, spaziando in ambiti diversi, ma comunque indirettamente correlati, come l'astronomia e l'archeologia. Credo che la motivazione più profonda sia, comunque, da ricercare nel desiderio di andare al di là delle apparenze e di capire l'intima natura delle cose.

Pederzoli: […] è stato uno zio paterno di elevatissima cultura [… che] pur essendo Monsignor […] teologo ed avvocato della Sacra Rota, evidentemente non era molto condizionato dal modo di pensare tradizionale della Chiesa, tanto da avviarmi sulla strada della scienza e mettermi a conoscenza […] delle sue interessanti esperienze con un dotatissimo medium […] Inoltre questo zio, come in altra occasione uno zio materno, era stato testimone di avvistamenti di ufo. […] Ho iniziato da allora ad interessarmi sia all’ufologia che al paranormale: ho letto tutto ciò che era disponibile, ho svolto indagini ed infine sono entrato nella cerchia di coloro che si occupano a livello professionale di quegli argomenti, ai quali il tema dei cerchi nel grano è strettamente connesso.

Nigi: Si tratta di una questione di indole. Fin da piccolissimo (appena ho avuto un barlume di autocoscienza) sono stato istintivamente attratto dal fascino dell’ignoto e dell’inconsueto. La mia mente è per sua natura "alternativa", nel senso che stenta a condividere i modelli culturali comunemente diffusi. […] La questione dei Crop Circles è un aspetto della dimensione del mistero che attira la mia attenzione e si integra con tutto un complesso quadro di ricerca che sta portando avanti l’Associazione "Stargate". Nel mio libro "Hoye- Lu. Un mistero fra le stelle" […] racconto come fin dalla nascita un individuo particolare può entrare in contatto con altre "dimensioni".

Morganti & Gasparini: Sono dei campi totalmente vasti e disuguali gli uno dagli altri, ed in ogni uno c’è una forza che li accomuna sviluppando fonti di pensiero.

Se dovesse definire cosa è un "crop circle" con poche semplici parole, cosa direbbe?

Malini: I cerchi nel grano sono opere d'arte che possono essere inserite nel genere denominato"Land Art". E' una forma d'arte monumentale ed effimera nata in Inghilterra quasi trent'anni fa, grazie all'intuizione di due paesaggisti inglesi: Doug Bower e Dave Chorley. Gli artisti di oggi, i "Circlemakers", hanno raffinato la tecnica del "Plank Walking" (che consiste nel piegare le spighe seguendo un tracciato e spingendo una tavola di legno legata a un piede, durante una "passeggiata creativa") e creano crop circle sempre più sofisticati. In alcuni casi, lavorano su commissione e allora "firmano" le loro opere, che possono essere ammirate nel sito www.circlemakers.org. Doug Bower affermò che lui e Chorley volevano regalare al mondo attraverso i cerchi nel grano "l'emozione dell'atterraggio di dischi volanti". I disegni alla base dei crop circles, studiati a tavolino anche avvalendosi del computer, sono spesso ispirati all'alchimia, all'esoterismo, all'immaginario delle antiche culture, alla simbologia.

Pastore: Un crop circle è un disegno realizzato in una determinata coltivazione, piegando al suolo le piante o le spighe. Inizialmente, il termine "crop circle" era appropriato, in quanto lo stesso termine, tradotto dall’inglese, significa "cerchio nella coltivazione". In effetti, in principio si trattava proprio di semplici cerchi. In seguito, col passare degli anni, la qualità dei disegni è migliorata, e sono stati rinvenuti nei campi di grano, di mais e di altre colture diverse veri e propri pittogrammi, alcuni molto elaborati. Basti pensare all’opera più maestosa, il pittogramma comparso a Milk Hill, in Inghilterra, nel 2001. Formato da 409 cerchi su un’area di 90.000 mq. Quindi, potremmo parlare di una serie di crop circles, piuttosto che di uno solo.

Forgione: L’espressione energetica di una mente universale, il prodotto "quantico" di unmondo energeticamente, "vibrazionalmente", più elevato del nostro.

Grassi: La traduzione letterale è "cerchio nelle coltivazioni". L’accezione originaria indicava una zona di vegetazione dalla forma circolare in cui le spighe si presentano appiattite al suolo tipicamente in senso spiraliforme.

Barucci: Un disegno creato in un campo.

Farinacci: Quasi nella totalità dei casi credo che un "Crop Circle" sia una forma d’Arte contemporanea, riprodotta su campi di grano (cereali, colza…) ed effettuata attraverso la piegatura in senso orario o anti-orario delle spighe al fine di ottenere dei pittogrammi rappresentanti le più disparate forme e simbologie.

Panizza: Si tratta di una figura, dalle forme più diverse, che si crea, in modi non ancora ben definiti e per finalità sconosciute, essenzialmente, ma non solo, nei campi di frumento, grazie alla piegatura degli steli delle piantine.

Pederzoli: Direi che senz’altro si tratta di un messaggio da decifrare. Non essendo generalmente la decifrazione semplice, evidentemente il messaggio si rivolge ad un limitato numero di persone capaci di affrontare tale compito e secondo me occorrono specialisti di varie discipline che cooperino per ottenere una decifrazione completa.

Nigi: Quelli autentici […] rappresentano forme "archetipiche" elaborate appositamente per parlare direttamente all’inconscio tramite un linguaggio universale. Si tratta di un complesso di messaggi metalinguistici indirizzati all’umanità per rivelare il segreto fondamentale relativo alla creazione del mondo e soprattutto dell’uomo. Qui per "rivelare" intendo "ri-velare", ovvero "velare due volte". Mi pare chiaro che comunicare un segreto attraverso codici criptati sia un modo per nascondere la risposta. […]Tali messaggi sono di tipo esoterico e cioè non per tutti. Sembrano infatti indirizzati solo a coloro che siano in grado di capirne la chiave. La loro natura dunque è selettiva e il loro obiettivo mirato. Dai nostri studi condotti su vari campi dello scibile […] abbiamo dedotto che il messaggio fondamentale riguarda il DNA. Nel mio libro "Tecno-archetipi e civiltà. Saggio sulla filosofia antropologica del linguaggio universale" […] viene chiaramente spiegato come il concetto di "archetipo", sulla base delle straordinarie intuizioni dell’ing. Mario Pincherle, può andare ben oltre rispetto alle definizioni della psicologia ufficiale.

Morganti & Gasparini: Un crop circle è una "forma" di civiltà e di altri mondi che comunica attraverso il proprio pittogramma, simbolo o anagramma.

In Italia sembra esserci stato un boom nel ritrovamento di cerchi, a partire dal 2003. Secondo lei a cosa è dovuto?

Malini: In Italia ci sono diversi giovani circlemakers e in alcuni casi il nostro Paese ha ospitato artisti tedeschi, olandesi e anche inglesi. Il fenomeno suscita grande interesse e Ufoitalia, con i suoi articoli dedicati al circlemaking e ai suoi maestri, ha rappresentato una base teorica per gli artisti del grano, quando muovevano i primi passi. Abbiamo anche offerto ad alcuni di loro consigli per evitare di infrangere la legge.. […] Due circlemakers italiani, i cui nomi di battaglia sono "Diablo" e "Jack Moon", hanno avuto l'onore di conoscere alcuni dei più esperti circlemakers inglesi e di esercitarsi con loro.

Pastore: In questi ultimi anni, la gente si è avvicinata maggiormente al fenomeno. Potrebbe essere questa la causa del boom. Mi spiego meglio: credo che di cerchi nel grano ve ne fossero anche prima del 2003, ma molto spesso passavano inosservati, proprio perché il fenomeno non era trattato a dovere. In questi anni, tramite la stampa, la televisione e le conferenze degli esperti, gli Italiani hanno potuto avvicinarsi maggiormente a questo mistero e, di conseguenza, si è potuta notare la comparsa di numerosi pittogrammi. A tal proposito, è interessante notare come il fenomeno interessi maggiormente i centro/nord Italia, guardacaso, le zone più informate riguardo lo stesso.

Forgione: Era inevitabile che avvenisse. Per chi studia da anni sul campo il fenomeno in tutti i suoi aspetti e non si limita a leggere qualche articolo per poi definirsi "esperto" (e ce ne sono tanti) è oramai palese un legame tra il fenomeno e la mente umana. Più aumenta la consapevolezza della gente nei confronti del fenomeno, maggiormente questo si struttura in senso quantitativo e qualitativo. La mia collega inglese Karen Alexander ha provato che esiste un aspetto psichico del fenomeno, insomma un legame con la "mente collettiva" e con la mente del singolo. Anche io posso testimoniare la realtà di questo aspetto. E’ chiaro che, come avvenuto per tutti gli altri paesi (si pensi all’Inghilterra o alla Germania), questo dapprima si manifesta con forme semplici, per poi pian piano giungere a figure più complesse. E’ come se il fenomeno stesso agisse per incrementare le potenzialità energetiche del luogo, al fine di "maturare" nel corso degli anni. E’ un altro indice dell’esistenza di una forma d’intelligenza energetica dietro il fenomeno.

Grassi: Ci sono diverse cause che contribuiscono a far nascere dei "circlemaker" in una particolare regione geografica. E’ veramente arduo riassumere in poche righe quelle che sono le conclusioni della mia conferenza che richiede un’esposizione di circa 90 minuti. Quello che posso comunque dire è che uno dei fattori determinanti è legato alla popolarità mediatica del fenomeno; quanto più si parla di crop circles, quante più trasmissioni televisive dedicano spazio al fenomeno, quanti più siti internet nascono intorno ai cerchi, allora di conseguenza si vengono a creare delle comunità di "believers" sempre più numerose e a seguire nascono naturalmente anche i "circlemakers". Con la parola "circlemaker" intendo qualsiasi persona che crei una qualsiasi formazione, indipendentemente dal suo grado di abilità e indipendentemente dalle proprie motivazioni. Effettivamente il 2003 è stato l’anno zero dei cerchi nel grano in Italia.

Barucci: Alla moda che si è scatenata per questo tipo di fenomeni.

Farinacci: Il 2001 fu un anno importante per chi (come me) seguiva ogni anno, da marzo/aprile a settembre/ottobre, il "comparire" di queste splendide e a volte enormi rappresentazioni estetiche […] Nell’anno successivo, il 15 agosto del 2002, nell’Hampshire, ci troviamo davanti all’apparizione di un Crop Circle rappresentante nientemeno che un "grigio" […] Tre mesi dopo sarebbe uscito il film Signs con Mel Gibson. "1+1=2". Ed ecco che alla luce di una conseguente maggior pubblicizzazione (anche in Italia) del fenomeno con toni oltretutto più masticabili e riconoscibili, nell’anno successivo (2003), i Cerchi iniziano a fioccare anche nel nostro paese, seppur con una comprensibilmente acerba qualità esecutiva. Causa la loro riconferma con le stesse caratteristiche anche in questi ultimi due anni, credo si possa brindare ormai al "battesimo" (più o meno ironico) di gruppi di "circle maker’s" anche nel nostro paese.

Panizza: Credo, purtroppo, che il merito, o meglio la colpa, sia da imputare a "legioni" di falsari indigeni che, facendo tesoro dell'esperienza di colleghi d'oltremanica ed opportunamente istruiti da qualcuno che vuole inquinare la genuinità del fenomeno, hanno cominciato la loro opera vandalica anche da noi. Tale pensiero si giustifica nel riscontrare che la stragrande maggioranza delle formazioni sono artefatte.

Pederzoli: Mi sembra che il "boom" sia coinciso con il momento in cui la necessità di depistaggio dell’opinione pubblica era massima: nel 2001, infatti, era apparso un Crop Circle a Chilbolton, in Gran Bretagna, che a mio avviso conteneva un messaggio fondamentale (consultare, in proposito, il lavoro "LEZIONI DAI CAMPI DI GRANO", nel sito www.sentistoria.org). Dopo di allora i cerchi nel grano fasulli sono aumentati a dismisura, sia in numero sia in qualità, anche al di fuori dei luoghi tradizionali, Italia compresa: questo fa notizia, ma i messaggi che contengono sono credibili?

Nigi: Bisogna fare attenzione ai falsi che prolificano a dismisura e dunque alterano le statistiche. Per riconoscere un Crop falso da uno vero è sufficiente adottare la chiave di lettura del simbolismo. Se la simbologia non è archetipica, cioè non si fonda sulla comunicazione inconscia, si tratta sicuramente di un falso. Inoltre un falso manca di coerenza comunicativa in rapporto con la complessità degli altri ed esula dallo schema della loro rappresentazione globale. Il fenomeno si sta diffondendo in tutto il mondo. Se in Italia il fenomeno si riferisce a Crops autentici ciò significa che gli "autori" hanno interesse a stimolare e coinvolgere studiosi italiani, ossia qualcuno che ci possa capire veramente qualcosa. […]

Morganti & Gasparini: […] Mi fu rivelato da una rivelazione cosmica, essendo contattata con creature di mondi lontani. L’aumento dei cerchi nel grano è un ulteriore tentativo di queste "creature" di portare un dialogo, fra i cittadini del Cosmo, e sempre da loro ho appreso che queste simbologie saranno sempre di meno mentre appariranno più avvistamenti. Quelli visibili saranno formati in situazioni non accessibili all’uomo, oppure collocati in posti estremi, facendo riconsiderare che non tutto è un artificioso inganno. […]

Quali ritiene che siano in Italia i casi più interessanti di crop circles (e perché)?

Malini: Desio e Sabaudia 2004, ma ormai i crop circles italiani degni di nota sono almeno una decina. Il mio preferito è comunque il crop circle realizzato vicino a Milano (e a casa mia) da sei virtuosi del circlemaking inglese. E' l'agroglifo creato l'anno scorso per la campagna Nike "Power to your feet": un'impronta di piede nudo lunga 85 metri!

Pastore: Ricordo il crop circle comparso a Desio (Mi) il 4 luglio del 2004. Un caso interessante. Ho avuto la possibilità di studiarlo personalmente e di rilevarne le anomalie. Ad esempio, è stata riscontrata una variazione sostanziale del campo magnetico terrestre. Se normalmente possiamo misurare un elettromagnetismo di massimo 2 microtesla, in questo caso abbiamo riscontrato un bel 6,7 microtesla e, la cosa strana, proprio nel centro della figura! Inoltre, abbiamo raccolto numerose testimonianze relative ad avvistamenti ufo e strani fenomeni nei due giorni precedenti e successivi alla comparsa del pittogramma. Interessanti anche i crop circles comparsi nelle Marche nel 2004 e nel 2005.

Forgione: Non mi esprimo mai sui casi che non studio di persona. Farò quindi riferimento agli eventi che ho studiato "sul campo" in Italia. Pertanto posso dire che a mio parere di grande interesse è l’intera sequenza di apparizioni a Montegranaro nel 2003, corredata anche dall’apparizione e ripresa fotografica di sfere di luce. Così come la "cinquina" di Montegranaro del giugno 2005, nella quale oltre ad un pittogramma bello e autentico, ho potuto filmare e fotografare delle sfere di luce in connessione alla formazione. Va menzionata anche la splendida formazione di Sabaudia del giugno 2004 con le sue spighe intrecciate e i coleotteri disidratati.

Grassi: Un paio di mesi fa avrei forse risposto diversamente, ma alla luce dei fatti un caso che oggi ritengo veramente interessante è quello di Monteu da Po dello scorso anno (2005). Quella formazione pur non essendo paragonabile a quelle odierne inglesi e pur non ritenendola personalmente bella, è stata però oggettivamente una delle più complesse apparse in Italia nella scorsa stagione. La ritengo interessante perché dal mese di Dicembre è ufficialmente noto che quella è una formazione sicuramente realizzata da uomini. La certificazione si trova qui: http://www.circlevault.org/ Questa è l’immagine che era stata divulgata in maniera criptata prima della realizzazione: http://www.circlevault.org/files/20050708_01_decrypted.gif 

Barucci: Ho avuto modo di osservare di persona tutti quelli toscani e nessuno ha niente di interessante. Infatti ad un esame attento nessuna delle "anomalie" inglesi risulta presente e la formazione è ben interpretabile come creazione umana o naturale.

Farinacci: Mah… Nessuno dei Cerchi italiani mi ha conquistato particolarmente e su nessuno dei nostrani pittogrammi mi sento di abbracciare l’ipotesi non terrena. Al contrario, è piuttosto nota in molti casi l’origine umana dei Cerchi.

Panizza: La mia è una risposta necessariamente di parte. Infatti ritengo particolarmente significative le formazioni apparse nella mia provincia, e cioè Parma, perché sono state da me, e dal collega Cristian Vitali, attentamente studiate in prima persona. Al di là di questa valutazione soggettiva credo che il pittogramma di Panocchia 2004, pur essendo da più parti correttamente valutato come un "falso", abbia avuto delle significative ed impreviste manifestazioni collaterali. Mi riferisco, ad esempio, alla presenza di insetti morti, al malessere delle persone al suo interno, a luci nel campo ed oggetti in cielo fotografati ed al malfunzionamento dei telefoni cellulari. E questo potrebbe significare almeno due cose: una sovrapposizione, non si sa quanto casuale, di diversi fenomeni, ed una ridefinizione di quali caratteristiche possano far considerare una origine non convenzionale del pittogramma.

Pederzoli: […] non si può esprimere un giudizio fondato senza un approfondito e disincantato esame di tutti i casi. A partire dal 2002 la qualità dei falsi cerchi nel grano ha infatti subito un forte incremento: secondo me il massimo esempio è rappresentato dal Crop Circle apparso a Crabwood Farm House, vicino a Winchester, Hampshire (GB), il 15 agosto 2002 (quello con il "Grigio" che tiene nella mano sinistra una specie di Compact Disk). […] In sintesi: secondo me se un cerchio nel grano, dopo attento esame, ci insegna qualcosa che prima non sapevamo, è BUONO ed UTILE, mentre se non ci dice nulla di nuovo potrebbe anche essere BUONO, ma è INUTILE. Siccome siamo alluvionati dai falsi cerchi nel grano prodotti per depistarci, tanto vale rischiare si scartarne parecchi BUONI, ma eliminare tutti i FALSI, considerando BUONI solo quelli che, almeno, fanno avanzare i nostro sapere.

Nigi: Recentemente, qualcuno ha pensato di imbrogliarci con dei Crops falsi nel pisano, in modo da poterci screditare. Ovviamente non ci siamo cascati. Da quando abbiamo scoperto il segreto dei Crops, non ho più seguito con attenzione la casistica relativa e la cronaca attuale, dando per scontato che ormai la faccenda sia "chiara" e dunque da parte nostra conclusa. […] La nostra risposta si trova nell’articolo del professor Corrado Malanga "Interpretazione archetipica dei crop-circles" che può essere visionato visitando il sito www.sentistoria.com.

Morganti & Gasparini: Noi riteniamo che siamo degni di una nota di riflessione tutti quei crop circles, all’interno dei quali siano state trovate ed evidenziate delle "anomalie" elettromagnetiche, che rappresentano una prova inconfutabile della "creazione" non umana, e quindi associata a qualche intelligenza al di fuori del nostro sistema terrestre (come ad esempio la piegatura e l’allungamento dei nodi delle spighe di grano).

Le teorie sull’origine dei cerchi nel grano sembrano essere schematicamente quattro.

1- Quella che chiameremo "naturale" (in tutte le sue diverse formulazioni, da Terence G. Meaden a "Gaia il pianeta vivente") in cui comunque gli agenti atmosferici e naturali, come l’acqua, il suono, il vento solare, il magnetismo terrestre ecc, giocano un ruolo determinante;

2- Quella ufologica (opera di intelligenze aliene; BOL, ecc);

3- Quella umana (come forma di land art o invece opera di "burloni");

4- Quella di organizzazioni governative, militari o strutture scientifiche o di intelligence che effettuano degli esperimenti con strumentazioni avanzate. Si sente vicino a una di queste ipotesi (se sì, quale e perché) o ha una sua idea originale in proposito?

Malini: La numero 3. Nella sezione specifica del portale ufoitalia.net spiego come nascono i cerchi nel grano e come lavorano i più valenti artisti internazionali […]

Pastore: Potrebbero essere valide tutte e quattro queste ipotesi, perché no? Alcuni crop circles sono sicuramente opera dell’uomo. Ma altri, mi viene difficile pensarlo. Basti pensare a Milk Hill, nel 2001, già accennato in precedenza. Oppure ad altri casi simili e allo stesso modo complessi. In questi casi, potremmo supporre il coinvolgimento di militari, ma anche di alieni, perché no? Invece, ritengo meno attendibile l’ipotesi "naturale", ma è una mia opinione e potrei anche sbagliarmi, non conoscendo come stanno realmente le cose.

Forgione: La mia teoria, che espongo nel mio saggio "Scienza, mistica e alchimia dei cerchi nel grano" riunifica un po’ tutte queste ipotesi. I cerchi nel grano sono a mio parere l’espressione dell’operato di un "esecutivo" di intelligenze puramente energetiche, poste a mediazione tra il livello di realtà umana e quello "divino". Non parlo di angeli ma della realtà di mondi paralleli e "vibrazionalmente" più elevati del nostro da cui queste intelligenze di pura coscienza provengono e che operano nella natura in quanto esse fanno parte della natura. Nella mia visione non si tratterebbe di alieni ma di "entità".

Grassi: La mia posizione è molto chiara e nota, i crop circles sono realizzati da uomini che mettono in campo le proprie abilità. Ancora una volta, non si può condensare in poche righe quella che è la storia dei cerchi, nati con l'intenzione di Doug Bower e Dave Chorley di fornire allo spettatore l'emozione di trovarsi di fronte alla prova dell'atterraggio di un UFO inteso come un'astronave aliena e diventati poi vera e propria espressione di una nuova forma d'arte anonima, un pò come i graffiti. La differenza fra i cerchi e i graffiti è però enorme: i cerchi forniscono allo spettatore un luogo "magico" in cui sentirsi parte integrante di un mistero e in cui entrare per vivere un'esperienza con tutti i sensi, unica, irripetibile. I cerchi sono dei "templi temporanei" in cui chiunque può entrare e celebrare il proprio culto, i graffiti no. Il vero mistero del fenomeno, a mio parere, è piuttosto costituito dalle motivazioni che spingono i circlemakers a creare le formazioni. Al momento sto lavorando alla trascrizione e alla sottotitolazione di un DVD contenente delle interviste a circlemakers inglesi. Le interviste sono veramente illuminanti e mostrano che qualsiasi forma di burla ( hoax) è ben lontana dai loro obiettivi. Si scoprono dei lati veramente inconsueti e inaspettati del circlemaking; sarà un documento veramente sorprendente per chi vorrà approfondire maggiormente l’argomento.

Barucci: Molte formazioni sono naturali e sono dovute al vento (dust devil), altre sono di origine umana (landart o burloni). Solamente su alcune formazioni inglesi resta il dubbio ed in quel caso sarei portato a credere alle BOL, sebbene un mio studio riveli l’impossibilità per la semplice pressione di radiazione di piegare le spighe.

Farinacci: […] ci sono prove inconfutabili che la stragrande quantità dei Cerchi nel grano, che ogni anno compaiono in ogni parte del mondo, sia opera di "circle maker’s", i quali hanno affinato sempre con maggior piglio le proprie capacità. Lo dimostra il fatto che nel giro di pochi anni la qualità dei Cerchi nel grano (soprattutto in Inghilterra) ha raggiunto un tale livello da poter considerare quella dei Crop Circle un’Arte dei nostri tempi. Con quanto detto attribuisco all’ipotesi "umana" dell’origine del fenomeno una percentuale altissima… ma non la totalità. Ad oggi, infatti, ritengo ci siano ancora delle "anomalie" su cui non è stata fatta chiarezza: specifici Cerchi che hanno ammaliato gli occhi e la fantasia per la loro bellezza e al tempo stesso per la loro complessità e temporale impossibilità di effettuazione per l’uomo. Mi riferisco a quei rari casi in cui all’interno dei cerchi viene rilevata un "effettiva" mutazione delle spighe nonché una morìa di insetti. In tali casi, infatti, trovo che la quarta ipotesi formulata sia da prendere in considerazione, sebbene non saprei sotto quale scopo inserirla. Con ciò non intendo eliminare l’ipotesi "ufologia" come potenziale origine del fenomeno. Anzi, determinate documentazioni relative alle BOL, viste e riprese nel loro aggirarsi al di sopra dei cerchi dopo la loro comparsa, sono ancora oggi un nodo non sciolto, ma credo non sia ancora comprovata l’attinenza tra le BOL e un’ idea di vita extraterrestre […]

Panizza: Io credo che tutte le spiegazioni siano valide, nel senso che, a seconda dei casi, valga una piuttosto che un altra. Esiste anche una 5° ipotesi che vede la Terra come un organismo vivente che sta cercando di comunicarci qualcosa o, secondo alcuni, di autocurarsi per guarire dai mali infiniti che noi umani gli stiamo infliggendo. L'ipotesi è interessante ma difficilmente dimostrabile. Ritornando alle sopraccitate soluzioni è evidente che l'unica veramente non convenzionale, e che io condivido, sia quella aliena. Sulle motivazioni che stanno alla base di tale comportamento esogeno credo che sia molto difficile esprimere un parere corretto, perché troppo condizionato dalla naturale tendenza che abbiamo di uniformare il tutto al nostro modo di pensare. Molti parlano di una loro forma di linguaggio, ma ciò che personalmente non mi convince sono i modi (troppo complessi, tanto è vero che non abbiamo ancora capito nulla) ed i tempi (decisamente lunghi senza delle significative variazioni nel tema).

Pederzoli: Sicuramente mi sento lontano dalla prima, perché è come affermare che l’uomo è un prodotto del caso, come tentano di fare i Darwiniani fondamentalisti: è una tesi razionalmente insostenibile. Le altre tre, caso per caso, possono essere valide singolarmente oppure in combinazione 2+4. Quest’ultima è la tesi che sostengo, insieme al gruppo StarGate Toscana, per il Crop Circle del Grigio col disco, il quale appare realizzato con tecnologia "aliena", ma con progettazione umana, naturalmente con lo zampino dei militari.

Nigi: Direi che tutte le risposte proposte potrebbero essere giuste o nessuna di esse. Tutto dipende dal tipo di crops. La mia opinione in proposito è che se un crop è autentico esso sia comunque frutto di intelligenza "aliena". Intendo la parola "alieno" nel senso più largo del termine, ben al di là di ciò che riguarda semplicemente UFO e EBE. "Alieno" si riferisce (anche etimologicamente) a qualcosa di "altro" di "estraneo" di "diverso" rispetto a ciò che riteniamo consueto, insomma qualcosa che possa essere riferibile ad un "altrove" indeterminato.

Morganti & Gasparini: Essendo la Terra un pianeta vivente (ed è la nostra opinione che esistano altri magnetismi che si intersecano con le sue energie, sulle quali ancora poco si sa), in vari periodi-stagioni il pianeta stesso viene visitato da altre intelligenze; quindi crediamo che queste manifestazioni si possano ricondurre alla tematica ufologia.

Quale è la sua opinione sui casi anomali, sui fairy circles, sui cerchi ritrovati sul ghiaccio, sulla neve, nell’acqua?

Malini: I "cerchi delle fate" sono una micopatia causata da alcuni funghi: Coprinus, Clitocybe, Lepiota, Marasmius e Psalliota. In primavera formano anelli o archi di colore verde scuro, separati da una striscia d'erba morta in cui è presente una rete di ife fungine, che possono raggiungere 40 cm di profondità. Le ife provocano la morte dell'erba, bloccando l'approvvigionamento d'acqua ed elementi nutritivi. I cerchi nell'acqua, sul ghiaccio, sulla neve e sulla sabbia vanno valutati uno per uno. Alcuni cerchi nel ghiaccio che ho visto in fotografia mi sembrano piuttosto semplici da tracciare manualmente.

Pastore: In molti, pensano che i crop circles compaiano solamente nelle coltivazioni. In verità, ne sono comparsi anche sul ghiaccio, sull’asfalto e perfino tra gli alberi! Nel 1994, Petr Novak ne documentò uno di raggio 10 metri in Cecoslovacchia. E nel 1998, alcuni pini vennero trovati piegati a 90° verso il suolo su 150 acri, a Butte, in Montana. Ciò, a mio avviso, significa che chi realizza i crop circles può realizzarli ovunque, e non solo nelle coltivazioni. In questi casi, escluderei l’intervento di circlemakers umani. Chi riesce a piegare i tronchi degli alberi allo stesso modo di spighe di grano dispone certamente di un’energia molto potente e, aggiungerei, ancora sconosciuta.

Forgione: Sono fenomeni di grande interesse, ma credo che, per la maggior parte, nulla abbiano a che fare con i cerchi nel grano. In ogni caso si inseriscono in quel contesto di fenomenologie di confine che stanno "comunicando" non solo l’esistenza di una dimensione differente dalla nostra, ma anche che questa sta per rendersi palese, in linea con le profezie di ogni antica civilizzazione.

Grassi: Il voler infilare tutte queste cose nello stesso calderone mostra, a mio avviso, una grave carenza metodologica nell’approccio alla ricerca. I fairy circles sono tipicamente formazioni circolari nell’erba che si evidenziano a causa di una differente colorazione della vegetazione. Sono causati da funghi.

Barucci: Non ci sono dati e quindi preferisco non rispondere.

Farinacci: Ipotizzando, com’è stato fatto, che l’origine del fenomeno sia da ricercare all’interno dell’operato di strutture scientifiche e militari, credo che lo stesso processo effettuato per la creazione di un Cerchio su di un campo di grano possa essere attuato magari in altre location e magari con semplici modifiche di impostazione.

Panizza: Credo che siano altre sfumature di uno stesso problema, nel senso che le giustificazioni possano essere le medesime. Rimane da comprendere come mai, però, queste soluzioni siano marginali rispetto a quelle che prediligono le formazioni cerealicole.

Pederzoli: Sembrano essere semplici varianti sul medesimo tema ed andrebbero studiati a fondo senza pregiudizi con lo stesso metodo proposto per i cerchi nel grano.

Nigi: Non li considero casi anomali, bensì altre possibili versioni dello stesso fenomeno per le quali vale la stessa regola per la definizione dell’autenticità. Se le forme rispondono ai criteri che ho già menzionato, allora possono essere presi in seria considerazione, altrimenti, secondo me, non ne vale la pena. C’è da dire però che certi esemplari, dal punto di vista tecnico, possono essere più facilmente realizzabili rispetto ai cerchi nel grano e pertanto potrebbero essere opera di autori non necessariamente "alieni".

Morganti & Gasparini: Una delle nostre opinioni è che questi esseri cercano di manifestare in qualsiasi stato del terreno la loro espressione, che per noi non ha limiti nei suoi "movimenti".

Poche settimane fa è stato ritrovato un bellissimo e complesso disegno su una spiaggia, presso Byron Bay (alcune fotografie sono su: http://www.cropfiles.it/special/strangecircles.html). Cosa ne pensa?

Malini: E' una formazione non difficile da tracciare con un minimo di attrezzatura. I cerchi nei campi di cereali e soprattutto quelli nel mais sono di ben altra difficoltà.

Pastore: Credo sia un disegno molto ben fatto. Non saprei dire se si tratta di un’opera dell’uomo o meno, non avendolo studiato personalmente. Però, ripeto, è fatto davvero bene.

Forgione: Autentico a prima vista. Ripeto, non mi esprimo su ciò che non indago in prima persona, però mi chiedo come si possa realizzare una meraviglia del genere senza lasciare tracce sulla sabbia.

Grassi: Si chiamano "sand circles" e vengono ovviamente realizzati da uomini. Qui c’è il video di una realizzazione su sabbia: http://www.phidelity.com/circles/outward2.mov Qui altri link: http://www.phidelity.com/cms2/index.php?option=com_content&task=view&id=40&Itemid=85 http://circles.orcon.net.nz/indexc.html http://www.jimdenevan.com/ 

Barucci: A occhio si giudica male.

Farinacci: Penso che sia accattivante. Tuttavia non ho avuto modo di apprendere alcuna caratteristica tecnica a riguardo […]

Panizza: La formazione è particolarmente accattivante, ma da semplici fotografie è difficile dare un giudizio competente. L'idea comunque è che eventuali falsari avrebbero potuto avere il compito facilitato dal materiale (la sabbia) sul quale plasmare la formazione, per la possibilità di correggere eventuali imperfezioni e cancellare le tracce del loro passaggio.

Pederzoli: L’ho visto e mi è parso molto interessante, tuttavia, riprendendo il discorso esposto in precedenza, per studiare a fondo un cerchio nel grano secondo me occorrono specialisti di varie discipline e molto tempo. Solo dopo un attento e prolungato studio si può decidere se il cerchio nel grano dice qualcosa di nuovo ed è quindi da archiviare tra i BUONI. I "Crop" sono così numerosi che anche se solamente il 10% di essi ci rivelasse, una volta decifrato (ammesso di esserne capaci) qualcosa di nuovo, mettendo insieme le nuove scoperte ce ne sarebbe sempre a sufficienza per scrivere interi nuovi libri di testo.

Nigi: Anche qui valgono le stesse considerazioni già esposte sopra. Inoltre c’è da dire che enti come il CICAP, pagati per smentire di tutto e per raccontare fesserie ancora più incredibili degli stessi fenomeni "paranormali" esaminati, potrebbero aver creato apposta dei falsi per dimostrare che si tratta di una bufala e quindi per riscuotere maggiori consensi dal pubblico.

Morganti & Gasparini: Come accennato nella risposta alla precedente domanda, qualsiasi sostanza (o terreno) è per i creatori oggetto di comunicazione, per sensibilizzare l’essere umano […]

Quale è la sua opinione sulle "Balls of Light" (BOL)? Anche alla luce delle indagini di Haseloff, ritiene che ci sia – o possa esserci – un qualche legame tra cerchi nel grano e Balls of Light? E tra queste e le "luci di Hessdalen"?

Malini: No, non vedo legami fra cerchi nel grano e Balls of Light. Conosco però un artista del grano attivo nei Paesi Bassi che ha realizzato performance luminose dopo aver tracciato alcuni crop circles: giochi di luce che non sono passati inosservati. I "puristi" del circlemaking ritengono che tali esperienze inquinino la purezza essenziale dei pittogrammi, ma vi sono Circlemakers che non rinunciano all'aspetto "burlesco" di questa forma d'arte.

Pastore: Molti pensano che le BOL siano gli artefici dei crop circles. Si tratterebbe di sfere comandate a distanza da chissà chi, capaci di realizzare i disegni nelle coltivazioni. Altri pensano che le BOL stesse siano delle "menti" aliene autonome. Altri ancora non vogliono trovare alcun nesso tra BOL e crop circles. Io non ho mai visto sfere di luce dal vivo, ma sembrerebbero molti i testimoni i quali si sono trovati ad assistere a questo fenomeno. Secondo queste fonti, sarebbero state viste spesso in prossimità di pittogrammi appena comparsi. A mio avviso, ammettendone la reale esistenza, potremmo ritenerle un fenomeno di natura extraterrestre, dato che l’uomo non è ancora in grado di generare simili cose, almeno non ufficialmente.

Forgione: Assolutamente sì. Ne parlo anche nel mio libro. Le sfere di luce sono i veicolatori delle in-formazioni energetiche modulate che creano le simbologie al suolo. Le testimonianze affidabili parlano chiaro, le analisi di Haselhoff parlano chiaro, le tracce presenti nelle formazioni parlano chiaro, gli stessi luoghi interessati dal fenomeno, da sempre teatro di fenomeni luminosi di questo tipo, parlano chiaro. Circa il legame con Hessdalen reputo che vi sia una correlazione.

Grassi: Le "Balls of Light" sono tecnicamente UFO, cioè " Unidentified Flying Objects". Non ho alcun problema a recepire che si possa essere testimoni di un fenomeno visivo anomalo e nel contempo che non si riesca però a darne una spiegazione. In base alle prove presentate fino ad oggi ho però dei forti dubbi sul fatto che ci possa essere un legame fra BOLs e crop circles e fra BOLs e "luci di Hessdalen". Relativamente alla pubblicazione di Haselhoff, spero siate a conoscenza del fatto che esiste questa pubblicazione a firma di Grassi, Cocheo, Russo: http://www.cicap.org/crops/jse_19_2_159-170_2005.pdf Il nostro articolo mostra che gli argomenti contenuti nell’articolo di Haselhoff e in quelli di Levengood e Levengood&Talbott non hanno alcuna consistenza. L’articolo è linkato dallo Speciale sui crop circles: http://www.cicap.org/crops/ 

Barucci: Le luci di Hessdalen sono sicuramente un interessante fenomeno fisico, confinamento di plasma e cose del genere. Le BOL, se esistono davvero, potrebbero essere qualcosa di simile.

Farinacci: […] Non escludo per partito preso questa eventualità che ritengo essere la più affascinante che mente umana potrebbe presagire. Non mancano documentazioni interessanti sulle BOL ed il buon Haseloff ne è portatore sano.[…] Nel contempo, però, abbiamo un certo numero di immagini fotografiche e video da valutare e altrettante "prove" del debunking messo in atto a discredito di questa ipotesi (filmato di Oliver’s Castle compreso) […] ritengo che il fenomeno delle BOL, crop circle o no, sia il più interessante ed il più attendibile per documentazione espressa nel tempo e in questa valutazione mi sento di comprendere le stesse luci di Hessdalen", sebbene queste presentino una "ripetitività" assente invece nel fenomeno più generale delle BOL.

Panizza: L'idea dell'ingegnere olandese è particolarmente convincente perchè si basa su dati scientifici. Anzi, credo che questo sia uno dei pochi punti fermi nella ricerca. Molto correttamente, Haselhoff, da vero scienziato, non si sbilancia su speculazioni non comprovabili, sul "perché" avvenga il fenomeno, ma si pronuncia solamente sul "come". In senso lato ci può essere un collegamento tra le luci che appaiono sui cerchi nel grano e quelle che si vedono ad Hessdalen, nel senso che si tratta, comunque, di apparenze luminose ed inspiegabili. Ma le diverse conseguenze che sembrano produrre, considerando almeno le più eclatanti, e cioè pittogrammi in un caso, evoluzioni aeree ad ampio raggio e con cambiamenti di stato e colore nel secondo, suggeriscono che non vi sia una diretta correlazione fra i due fenomeni.

Pederzoli: Ho studiato ciò che Haseloff ha scritto sulle "Balls of Light" (BOL) e mi sembra molto valido; anch’io sono convinto che ci sia una stretta connessione con i cerchi nel grano. Per inciso mi sembra che egli abbia fatto osservazioni molto sensate anche riguardo al tema dei cosiddetti "ORBS", sui quali è in corso di preparazione un lavoro che vedrà la luce fra poco. Sono convinto che quella di Haseloff non sia TUTTA la spiegazione, ma mi sembra UNA PARTE IMPORTANTE della spiegazione. Non potrei, tuttavia, affermare con altrettanta sicurezza che si tratti dello stesso fenomeno segnalato ad Hessdalen: l’apparenza spesso inganna e non è detto che due cose dalla forma simile abbiano la medesima origine.

Nigi: Credo che ciò possa essere possibile. Personalmente mi sono occupato della interpretazione delle forme e non degli aspetti tecnici sulla loro formazione. Questi aspetti sono stati presi in considerazione da studiosi di Stargate competenti in materia. Alla fine abbiamo ipotizzato che la tecnica di certe composizioni possa basarsi sull’emissione di microonde. Pertanto, le palle di luce potrebbero certamente essere collegate al fenomeno  in questo senso.

Morganti & Gasparini: Il nostro punto di vista è che i cerchi nel grano sono stati sviluppati da creature appartenenti a mondi diversi, civiltà con una consapevolezza più elevata. Le Sfere di Luce sono una forma per non creare dubbi, esse sono diverse l’una dalle altre con un contenuto di energia che ancora non si conosce, e sono guidate da una intelligenza. Per noi ogni piccola sfera è un documentare espressioni già vissute, risvegliare la coscienza umana.

Cosa pensa dell’argomento "mosche morte" ritrovate su alcune spighe, e perché in alcuni casi le spighe risultano cotte o bruciate all’altezza del primo nodo?

Malini: Francesco Grassi e altri studiosi hanno spiegato questo aspetto in modo soddisfacente. Attorno ai cerchi nel grano sono fiorite e fioriscono leggende e convinzioni di ogni genere. Un circlemaker inglese della vecchia guardia ha detto recentemente che non finisce mai di stupirsi dei fenomeni "soprannaturali" che sedicenti esperti ed appassionati rilevano nelle sue opere.

Pastore: Ammettendo come valida l’ipotesi che questi pittogrammi siano creati mediante emissione di energia dall’alto, potremmo ritenere plausibili eventuali bruciature degli steli ed il ritrovamento di insetti all’interno della formazione. In certi casi, sono state trovate mosche morte, col rostro ancora attaccato allo stelo, come se l’insetto fosse stato colto di sorpresa da una forte energia capace di fonderlo alla spiga sulla quale si era posato. In altri casi, si sono trovati insetti letteralmente esplosi ed i pezzi di questi sparsi un po’ ovunque. La cosa strana è che tale fenomeno è riscontrabile solamente all’interno delle formazioni. Da ciò, ne consegue che si tratti di un fenomeno direttamente collegato alla formazione dei cerchi nel grano, e non a sostanze nocive presenti in tutta la coltivazione, come sostengono alcuni.

Forgione: Lascio i funghi e le spore al CICAP. Si tratta invece del risultato dell’imposizione energetica ad alta temperatura tipica del fenomeno. Io stesso ho rilevato dei coleotteri completamente disidratati, cotti, vuoti al loro interno a causa dell’evaporazione dei liquidi e privi di zampe e ali perché disintegrate dal calore, all’interno della formazione di Sabaudia del 2004. Non c’è fungo o spora che possa fare ciò. Ho parlato anche con un professore universitario agronomo, di cui non faccio il nome in quanto non ne ho il consenso, per una consulenza. Sebbene scettico sul fenomeno, all’ipotesi spore si è concesso una fragorosa risata.

Grassi: Sulle mosche morte potete leggere i risultati delle mie indagini qui: http://www.cicap.org/crops/006.htm e altri miei approfondimenti qui: http://www.francescograssi.com/adv/2004_09_07.htm 

Barucci: Ho letto varie spiegazioni sulla questione: funghi, pesticida, calore da irraggiamento. Mon saprei cosa dire visto che non sono un entomologo ne un esperto delle malattie delle piante, tuttavia il fatto, se è vero, che le mosche morte sono solo all’interno della formazione ci deve far riflettere.

Farinacci: Innanzitutto il fenomeno andrebbe ricondotto al tipo di effetto riscontrato sugli insetti rinvenuti senza vita all’interno del cerchio. Rilevando presenze energetiche da "microonde", come spesso è accaduto, potremmo serenamente attribuire l’evento come figlio della stessa causa all’origine della creazione del Cerchio [..] Stesso discorso vale per il riscontro avuto sui nodi delle spighe. […] in determinati casi, quelli che non mi sento di annoverare nella causale "umana", una forza energetica interviene sul grano ed è alla base dell’origine del Crop Circle, ma le cause continuano ad oscillare tra una visione "tecnologica" e una visione "ufologica", a seconda dell’ "idea" individuale e… congeniale.

Panizza: La presenza di mosche e, più in generale, di insetti morti rilevati nei cerchi del grano è un indizio che può comprovare che qualcosa di strano è avvenuto. Questo, essenzialmente, per la loro strana apparenza: rostro conficcato nello stelo, assenza di ali e parziale bruciacchiatura del corpo. La cosa può trovare, allora, una giustificazione nella presenza di una fonte energetica particolarmente rilevante, che giustificherebbe pure la cottura a livello dei nodi delle spighe, avvalorando, di conseguenza, la teoria di Haselhoff.

Pederzoli: Se, come sembra molto probabile, i cerchi nel grano fossero prodotti da radiofrequenza o da qualcosa di simile, le mosche morte non sarebbero una sorpresa. Basta mettere una mosca ed un vasetto con qualche stelo d’erba nel forno a microonde e poi accenderlo a piena potenza quando la mosca si posa su di uno stelo: certamente essa morirà subito, si disidraterà ed è possibile che si incolli allo stelo. Io non ho mai fatto l’esperimento, ma, volendo, non è difficile realizzarlo. Anche la "cottura" delle spighe potrebbe essere provocata dalla stessa causa (le microonde). Una "cottura" localizzata all’altezza del primo nodo fa pensare ad un’applicazione di potenza localizzata in prossimità del suolo per un tempo più breve di quello richiesto dallo stelo per inclinare fino a quell’altezza la propria cima, così da far "cuocere" anche quest’ultima. Il problema è capire come venga realizzata la concentrazione di potenza in uno strato di altezza limitata e costante.

Nigi: Forse ciò accade proprio per quanto ho detto prima e cioè a causa dell’emissione di microonde. Non sono un tecnico e tanto meno mi intendo di microonde, ma credo di aver capito che il loro impatto sulla materia è differenziato. Lo si vede anche semplicemente adoperando un fornetto da cucina: alcuni oggetti si surriscaldano e altri rimangono quasi freddi. Per questo motivo terra, spighe, animali o altri oggetti potrebbero risentire in modo diverso di tale stimolazione.

Morganti & Gasparini: […] Qualche forma di energia a noi sconosciuta realizza con grande maestria e velocità tale simbologia in queste varie colture, producendo quindi alcune alterazioni dei campi elettromagnetici, e variazione di intensità di calore. Conseguentemente è più che plausibile il ritrovamento di queste piccole creature come se fossero mummificate, e di alcune piante bio-dinamicamente alterate.

Alcuni test di germinazione su delle spighe raccolte in alcuni cerchi nel grano, hanno prodotto risultati inaspettati, e cioè una crescita particolarmente elevata (fino a 5 volte quella naturale) o particolarmente scarsa. Cosa pensa dell’argomento "mutazione genetica" delle spighe?

Malini: Come affermato nella risposta precedente, Francesco Grassi e altri studiosi hanno spiegato questo aspetto in modo soddisfacente.

Pastore: In base agli esperimenti effettuati in laboratorio, si è arrivati a capire che: i semi raccolti all’interno di crop circles comparsi ad aprile/maggio (quando le spighe non erano ancora mature) hanno portato ad una crescita ridotta delle piante. Invece, i semi raccolti quando le spighe erano già mature, a luglio/agosto, hanno determinato una crescita maggiore, anche di cinque volte superiore alla media. Da ciò, possiamo giungere alla conclusione che le spighe, in alcuni casi, siano interessate da una mutazione genetica che può portare ad un miglioramento qualitativo della pianta. Ma sotto questo punto di vista, c’è ancora molto su cui indagare. Noi stessi siamo ancora all’oscuro riguardo agli effetti che le onde elettromagnetiche hanno sul nostro organismo.

Forgione: E’ una realtà dimostrata da alcuni esami di laboratorio. Non vedo perché smontarla solo perché non avviene sempre.

Grassi: Consiglio la lettura di questa pagina: http://www.margheritacampaniolo.it/CGSagronomia11.htm La pagina è tratta dal lavoro "Cum Grano Salis" di Margherita Campaniolo, disponibile su web qui: http://www.margheritacampaniolo.it/cumgranosalis.htm

Barucci: Servono dati concreti e uno studio statistico serio per cercare di trarre delle conclusioni. Più che sui test di germinazione io direi di concentrarci sulle analisi del suolo dove ci sono le formazioni. Vi ricordate delle "impronte" lasciate dai disegni a distanza di anni? Molto interessante, sembra che il suolo abbia subito in quel caso un’alterazione, se sia naturale o meno non lo so, comunque si dovrebbe approfondire la faccenda.

Farinacci: Penso che sia uno dei fenomeni legati all’ "anomalia" di quei cerchi inspiegabili […] E’ innegabile che la "mutazione genetica" lasci sconcertati, ma alla luce delle documentazioni mostrate rimane impossibile attribuire una causa ad una specifica "fonte".

Panizza: Credo che sia un forte indizio dell'origine non convenzionale del fenomeno ed una conseguenza dell'esposizione a forti campi energetici

Pederzoli: Non sono un esperto genetista, ma sembra evidente che la causa capace di produrre i cerchi nel grano è in grado di influire sui semi dal punto di vista genetico, il che fa pensare a radiofrequenza ionizzante (raggi X o raggi Gamma): un altro argomento a favore della tesi di Haseloff.

Nigi: Non sono competente in questo campo. […] Posso semplicemente immaginare che se si tratti di microonde, a seconda della loro natura potrebbero anche provocare mutazioni genetiche.

Morganti & Gasparini: Alcuni autorevoli ricercatori di fama mondiale hanno dato ampio spazio, con tantissimi dati, a questo fenomeno, offrendo così una conferma scientifica e dimostrando compiutamente che su queste piantine viene impressa una sollecitazione energetica, e che essa viene "trasmessa" durante la comparsa del crop circle. Di conseguenza si rilevano varie mutazioni: prima, durante e dopo la loro crescita.

Cosa sono i "capelli d’angelo"? Hanno a che fare con alcuni crop circles?

Malini: Nella maggior parte dei casi sono parti di ragnatela, polline di pioppo e di altri alberi, fibre tessili artificiali disperse accidentalmente da stabilimenti industriali.

Pastore: I capelli d’angelo sono dei filamenti biancastri rinvenuti più d’una volta in seguito ad avvistamenti Ufo. Secondo gli studi condotti da Giorgio Pattera, biologo del C.U.N. (Centro Ufologico Nazionale), non si tratterebbe di sostanze biologiche, organiche, ma sintetiche. Quindi, è da escludere l’ipotesi che possa trattarsi di tele di ragni, come è stato affermato più volte. Alcuni credono possa trattarsi del naturale effetto derivato dal passaggio di veicoli non convenzionali nell’atmosfera terrestre. Altri, associano questo fenomeno a quello delle scie chimiche. Francamente, non credo che si possa parlare di una connessione diretta tra cerchi nel grano e capelli d’angelo.

Forgione: Credo di no.

Grassi: Con il termine "capelli d’angelo", in gergo ufologico, si intendono in genere dei filamenti che cadono dal cielo la cui natura in alcuni casi rimane misteriosa. Soprattutto nel passato la caduta dei "capelli d’angelo" è stata associata dai testimoni all’avvistamento di UFO (nel senso proprio del termine). Che io sappia, fra i vari corto-circuiti logici proposti sui cerchi, questa correlazione non è mai stata avanzata da nessuno. Secondo me non c’è alcuna relazione.

Barucci: Con il termine "capelli d'angelo" sono indicati dei filamenti bianchi che sono stati osservati cadere al suolo durante alcuni avvistamenti di UFO. Non ci sono dati per legare I crop ad avvistamenti ufo.

Farinacci: I "capelli d’angelo" non sono nulla di tutto quello che è stato detto. La loro vera natura è ancora un mistero, ma ricondurla ad un’ attinenza con il fenomeno dei Crop Circle ritengo sia una forzatura […]

Panizza: Si tratta di materiale leggero, trasparente, scarsamente consistente e che tende al rapido dissolvimento. Occasionalmente, è stato visto cadere dal cielo e depositarsi sul terreno. Analisi effettuate hanno rilevato, poi, una importante componente silicea. Secondo alcuni verrebbero rilasciati da oggetti non identificati in rapido passaggio nel cielo, secondo altri si tratta di semplici ragnatele abbandonate da ragni volanti. Una connessione con i crop circles mi sembra, in ogni caso, marginale, non essendoci, al riguardo, una significativa letteratura.

Pederzoli: Sui capelli d’angelo so quello che sanno tutti coloro che si occupano di ufologia: a parte la loro composizione a base di Boro e Silicio, sulla quale non sto a dilungarmi perché è un argomento più adatto ad uno specialista di chimica, essi sono stati segnalati in tutto il mondo in concomitanza con avvistamenti di carattere ufologico. Ne risulta confermata l’associazione UFO-capelli d’angelo, mentre non ho notizia di una diffusa presenza di "capelli d’angelo" nei cerchi nel grano. Se ciò è avvenuto in alcuni casi, non mi pare corretto fare di ogni erba un fascio e creare un’automatica associazione ufocerchi nel grano, che non mi sembra sufficientemente provata; il fatto di non associarli automaticamente agli ufo non inficia, tuttavia, l’origine aliena dei cerchi nel grano.

Nigi: Per "capelli d’angelo" gli ufologi intendono la cosiddetta "bambagia silicea" (Boro, Silicio, Calcio e Magnesio a struttura macromolecolare filiforme) che talvolta cade sotto forma di fiocchetti di neve al passaggio di un UFO. Il fenomeno si ebbe a Firenze il 27 Ottobre 1954 proprio sullo stadio durante la partita Fiorentina-Pistoiese e anche durante le apparizioni di Fatima del 1917. Non sappiamo ancora dare una spiegazioni e esauriente a tale fenomeno, ma ci stiamo studiando […] Tuttavia se i "capelli d’angelo" hanno a che fare con i crops allora i crops hanno a che fare con gli UFO e le palle di luce hanno a che fare con i crops. Oppure si tratta di distinzioni ingannevoli se si pensa che alla radice di tutti questi fenomeni multiformi ci sia la stessa matrice remota.

Morganti & Gasparini: […] Quando la Terra ancora non esisteva, erano la sostanza di cui era trapuntato L’Universo, come una sorta di membrana. Poi scompariva come risucchiata. Con i tempi e cambiamenti cosmici questi "fili", se trovano le condizioni giuste (caldo, freddo, vibrazioni ecc), compaiono nei pianeti che assomigliano alla Terra, ed hanno corrispondenza con i grandi cambiamenti.

Cosa pensa della simbologia riprodotta in modo esemplare in alcuni crop circles?

Malini: Sono disegni straordinari, a volte di una complessità che toglie il fiato, a volte semplicissimi, ma sempre suggestivi. Non vi è dubbio che i crop circles nascano da uno studio attento della simbologia oltre che da un'incomparabile "magia" nell'esecuzione

Pastore: Si tratta di una simbologia basilare, propria della cultura degli antichi popoli della Terra. Sono stati rinvenuti simboli egizi, celtici, pseudo-sumeri, cabalistici/ebraici, etc. Sembrerebbe un miscuglio simbolico senza né capo, né coda. Ma tutto ciò acquisterebbe un certo senso se pensassimo ad un collegamento esoterico tra queste antiche civiltà. In effetti, si sa che gli Ebrei attinsero dalla cultura mesopotamica per la realizzazione delle Sacre Scritture e, a loro volta, Babilonesi, Assiri e Sumeri ebbero molto in comune con gli Egizi. Siamo pur sempre tutti quanti "cittadini del mondo". Questa è una visione universale che molto spesso ci sfugge, specialmente quando rimaniamo fermi ad una ristretta concezione geografica. Dovremmo iniziare a considerarci tutti fratelli, tutti abitanti della Terra, a prescindere dalla nostra nazionalità e cultura d’appartenenza.

Forgione: […] E’ un messaggio a carattere "trasmutativo". Solo a conferma di quanto dico, cito l’ultimo splendido agroglifo del 2005, lo scarabeo alato di East Field del 21 agosto. Un simbolo egizio, una divinità chiamata Kephre o Kheper, simbolo alchemico di grande importanza. Kheper è "colui che è venuto al mondo da solo" e associato al dio solare Ra. Nel Libro egizio dei Morti è scritto " Ecco che io mi tuffo nella materia primordiale e divengo Kheper, dio delle metamorfosi. Io germoglio mediante la forza primordiale". Kheper è il dio delle trasmutazioni, in quanto Egli fa nascere la vita dalla materia morta e inerme (lo sterco). Pertanto si può interpretare questa formazione come un invito rivolto all’uomo a cambiare alchemicamente sé stesso facendo nascere lo Spirito dalla materia in questo momento storico di trasformazione così importante. Infatti, l’apparizione di Kheper è interpretabile anche come la conferma della mutazione dell’energia solare (Kheper è Ra, ricordiamolo) e di conseguenza della "sintonizzazione" della Terra a questo nuovo stato energetico. Questi simboli stanno rappresentando una traccia, un percorso, veicolando e favorendo una trasformazione che è in corso da tempo e che non solo agisce sul pianeta ma sulla coscienza di tutti coloro che li osservano. Le leggi geometriche auree che sottintendono a queste architetture sono il linguaggio della Natura e, come tali, sono espressione del linguaggio divino. Pertanto, oltrepassando le barriere della mente razionale, agiscono direttamente sul subconscio e veicolano senza errori il loro codice vibrazionale-evolutivo, essendo esse stesse il prodotto di una frequenza. La fine del " Kali Yuga" è la chiusura di un vecchio modello vibrazionale, per l’ingresso a un nuovo stato energetico, e questo è quanto attualmente la fonte occulta dei cerchi nel grano ci sta comunicando attraverso la lingua simbolico-geometrica dei Saggi Maestri di ogni epoca.

Grassi: La cultura umana è fatta di simboli e i circlemakers si ispirano spesso a simbologia sacra, alchemica e di vario tipo.

Barucci: Alcune formazioni sono geometricamente interessanti per la loro complessità e per quello che rappresentano, tuttavia il discorso degli archetipi non mi convince fino in fondo.

Farinacci: Credo che la simbologia espressa dai Crop Circle presti il fianco a diverse e controverse interpretazioni. Da un lato c’è chi le prende come chiaro sintomo dell’umana appartenenza del fenomeno, riconoscendo questa simbologia come di nota fattura. Dall’altro, c’è invece chi, proprio per questo, presuppone una regia al di sopra delle coscienze che tenterebbe di indicare al genere umano […] un cammino da ricercare in quegli insegnamenti che fin dall’antichità hanno caratterizzato il percorso dell’uomo sul pianeta Terra. La mia opinione si riflette sicuramente più verso la prima corrente.

Panizza: Ciò che risulta evidente, ed interessante perché può essere una chiave di lettura, è la costante di una simbologia sacra ed esoterica. Però capirne il motivo significherebbe, alla fine, chiarire il mistero che sta alla base del fenomeno. Ma, come accennato precedentemente, le teorie proposte al riguardo mi sembrano semplici speculazioni.

Pederzoli: […] la simbologia è estremamente ricca ed esteticamente ed emotivamente impressionante, di valore archetipico, come sostiene il prof. Alberto Nigi, ma sono del parere che, dal punto di vista puramente analitico, in prima battuta non siano da prendere in considerazione i simboli a noi già noti, a meno che la loro associazione non sia tale da insegnarci quel "qualcosa di nuovo" che mi sembra essere l’unico mezzo per discriminare ciò che merita attenzione, sforzi e tempo da ciò che si può prendere in considerazione solo in seconda battuta. Può apparire un metodo troppo drastico, ma con poche forze e poco tempo a disposizione non ne vedo altri capaci di produrre effetti sicuri ed utili in tempi ragionevoli.

Nigi: Si tratta di messaggi in codice di tipo archetipico, indirizzati a chi sia in grado di intenderli ed interpretarli. Sembra una specie di quiz enigmistico, una caccia al tesoro. Forse qualcuno, da chissà dove, sta "giocando"… La posta in gioco è la conoscenza della "verità". Però, come dice sapientemente Gabriele Salvatores nel film Nirvana "La realtà non sopporta di essere guadata negli occhi…"

Morganti & Gasparini: È un linguaggio spirituale che riporta figurazioni dell’essere vissuto, remoto, presente e futuro.

Secondo alcuni le "Leylines" (linee sincroniche, o di forza) sono delle virtuali linee energetiche che avvolgerebbero il Pianeta, e lungo le quali è facile ritrovare siti archeologici e monumentali, nonché – a volte – dei crop circles. Accade realmente? Anche in Italia? Queste "Leys" hanno qualche fondamento empirico o si tratta di un argomento puramente filosoficoesoterico?

Malini: E' un'ipotesi affascinante, ma estrema. In alcuni casi i sacerdoti delle antiche civiltà ordinavano che santuari e luoghi di culto fossero edificati lungo linee e secondo geometrie ritenute sacre.

Pastore: Vennero teorizzate nel 1922 dall’inglese Alfred Watkins. Si tratterebbe di una griglia energetica che avvolgerebbe il nostro pianeta. Vi sarebbero linee principali e secondarie, a seconda dell’entità di variazione del campo magnetico terrestre. Si pensa che gli antichi conoscessero già tali energie. Questi, inoltre, capirono come fare per utilizzarle attraverso la pietra e la geometria. Costruirono importanti monumenti proprio su queste linee di forza, con la funzione di catalizzatori energetici. Le piramidi, Stonehenge, menhir e molti templi del mondo antico sarebbero serviti proprio a questo, così come oggigiorno i crop circles. Rilevamenti rabdomantici li fece Hartmann, rilevando l’esistenza di tale rete energetica. Ma studi scientifici smentirebbero tale teoria, in quanto, secondo le leggi fisiche di Maxwell, le linee non potrebbero incrociarsi tra loro.

Forgione: E’ un argomento scientifico e allo stesso tempo esoterico. Assolutamente vero,: cerchi nel grano e templi megalitici condividono lo stesso territorio, in quanto entrambi costruiti e realizzati sopra canali d’acqua sotterranei che danno luogo alle leylines. Troppo lungo spiegarne il perché, ma il perché esiste (per chi è interessato può leggere il mio libro). Anche in Italia, tutti i cerchi nel grano autentici si sono manifestati sopra falde acquifere e canali d’acqua sotterranei. Offro un suggerimento: si faccia riferimento a Masaru Emoto e ai suoi studi; ad Hans Jenny e alle sue scoperte di Cimatica.

Grassi: Non c’è alcuna evidenza dell’esistenza delle “Leylines”.

Farinacci: Credo che il voler riconoscere una reale attinenza tra le Leylines ed i Crop Circle significhi andare a considerare l’ipotesi "naturale" del fenomeno. Ho escluso in precedenza questa ipotesi perchè ritengo si possa collocare in un ambito di ricerca che comprende e valuta appunto aspetti "filosofico-esoterici", quegli aspetti che, per personali convinzioni, tendo a tenere fuori senza ripensamenti nell’analizzare qualsiasi tipo di fenomeno.

Panizza: Pur nella convinzione che la Terra sia circondata da una griglia energetica (magnetica o altro) credo che non sia facilmente dimostrabile una sovrapposizione fra essa e i pittogrammi. Questo perché non esiste una chiara ed inequivocabile mappatura di queste linee di forza. In altre parole non vi è certezza di dove passano e di dove si intersecano.

Pederzoli: Ci sono molti indizi a favore delle "Leylines", ma non mi risulta che siano stati costruiti apparati tecnologici per rilevarle. Se esse fossero in grado di produrre qualche sia pur minimo effetto fisico, quest’ultimo potrebbe essere sfruttato per eseguire studi più approfonditi. In campo paranormale questa linea di condotta sta portando ai primi risultati pratici (leggere il lavoro, di prossima pubblicazione, intitolato INTERAZIONE FISICA TRA FACOLTA' PSI ED AMBIENTE). Si tratta di ricercare interazioni con i dispositivi e gli apparati di cui possiamo disporre. Spesso l’interazione viene notata per caso, ma basta un minimo indizio per adottare una corretta direzione di ricerca. Occorrono apparati adatti, attenzione, perspicacia e tanti tentativi, ma, quando l’interazione viene notata e si riesce a riprodurla, in poco tempo l’incredibile diventa prima credibile, poi prevedibile ed infine utilizzabile, cioè normale e reale, non più filosofico od esoterico.

Nigi: Mi viene da pensare alla geobiologia (nodi di Hartmann), alla rabdomanzia e alla geomanzia dove scienza e para-scienza si fondono. Occorrerebbero precisi strumenti scientifici di rilevazione. Io credo che l’interpretazione filosofico-esoterica non possa disgiungersi da qualche fondamento empirico. Tutto ciò che esiste, malgrado le sue ineluttabili valenze ideali, deve comunque servire a qualcosa di pratico. […] Non credo agli "orpelli ornamentali". [...] Ogni oggetto ha una sua valenza tecnica. Quando le signore si adornano di gioielli, ad esempio di rubini, lo fanno perché sono convinte che l’oggetto impreziosisca chi lo porta, ma in realtà il rubino permette la realizzazione del raggio laser. Chi portasse al collo un processore del computer potrebbe farlo convinto di indossare un bel medaglione. Se diamo in mano a dei selvaggi i DVD dell’enciclopedia universale, magari quelli ci giocano a frisbee…[...] Da qui si può anche intuire perché gli antichi sacerdoti portavano addosso certi paramenti descritti nei testi sacri. Questi ed altri arcani ho cercato di spiegarli nel mio libro "Chi è veramente Dio? Folle avventura a caccia di bugie". […]

Morganti & Gasparini: Ci sono dei punti più energizzanti sulla Terra, e questo potrebbe facilitare lo svolgimento del pittogramma; ma, secondo noi, questi luoghi sconosciuti, vale a dire anche affollati, amalgamati con l’energia di ogni essere vivente, emanano e sviluppano un punto di forza, ed anche l’Italia ne è coinvolta.

E’ vero che all’interno di alcuni crop si è registrato, per diverse ore, un suono di circa 5,2 Hz? Che spiegazione ne da lei?

Malini: E' un altro dei "misteri" che nascono e si diffondono attorno al meraviglioso mondo dei crop circles.

Pastore: Ricollegandoci al discorso di prima, le leylines, ammettendone l’esistenza, sarebbero indice della presenza in quei punti di acqua sotterranea. Attraverso la cimatica è possibile vedere come sia possibile modificare la disposizione geometrica delle molecole in un liquido applicandovi una determinata frequenza sonora. Il suono di fondo presente nei crop circles, potrebbe essere il residuo dell’emanazione necessaria a dare una forma geometrica alla figura stessa presente nel campo. Ciò sarebbe possibile proprio grazie alla fonte d’acqua sotterranea. Se si studiassero i crop circles, cercando di capire se effettivamente vi siano sorgenti sotterranee sotto ad essi, si farebbero dei passi avanti nella ricerca in questo campo. Che io sappia, il sud dell’Inghilterra sarebbe proprio soggetto alla presenza di molte falde acquifere sotterranee.

Forgione: Sì, è vero. Ottima domanda. Credo sia dovuto al fatto che l’energia che viene indirizzata sul campo è chiaramente il prodotto di una vibrazione. Questa vibrazione viene percepita dall’acqua nel sottosuolo che (e questo è dimostrato) inizia a vibrare a livello molecolare in riposta a questa energia creando un suono a bassa frequenza non udibile dall’uomo ma percepibile dagli strumenti. Quello che si percepisce è la vibrazione dell’acqua al di sotto della formazione che, come una molla, pian piano perde lo slancio.

Grassi: È uno di quegli argomenti-leggenda che fanno parte del folklore cerchiologico.

Barucci: Dati presi da chi? Con che strumentazione? Con quali precauzioni? Taratura strumenti? Vicinanza sorgenti di interferenza? Rumore elettronico della strumentazione? Le misure o si fanno perbene oppure è bene astenersi dal farle.

Farinacci: […] credo sia eccessivo considerare tale anomalia come caratteristica anche semplicemente "occasionale" dei Cerchi. In più, quel che mi spinge a non prendere ancora in considerazione tale aspetto del fenomeno, oltre alla scarsità del materiale a supporto, è l’attendibilità [fragile] di questo materiale.

Panizza: In alcuni casi si è effettivamente registrato, e può anche essere che, laddove non se ne parli, tale mancanza sia imputabile, semplicemente, ad una carenza di strumentazione. La presenza di questa frequenza ritengo sia imputabile alla consueta presenza di un campo energetico.

Pederzoli: È noto che, mediante il suono, si possono riprodurre, sull’acqua, alcuni dei disegni dei cerchi nel grano e le molte relazioni che ho letto riguardo a suoni percepiti all’interno dei "Crop" rendono il fenomeno segnalato attendibile, tuttavia come ingegnere debbo dire che esse non contengono, purtroppo, dati tecnici sufficienti a consentire di sviluppare un metodo standard di sicura efficacia per rilevare l’effetto segnalato (ad esempio, per accertare se si tratta veramente di un suono e non di un effetto psichico, elettrico, magnetico,elettromagnetico o quant’altro, occorrerebbe utilizzare contemporaneamente, registrandone i segnali, microfoni basati su principi fisici diversi ed amplificati con circuiti strutturalmente differenti). Già è difficile riuscire ad essere sul posto subito dopo la formazione di un cerchio nel grano, ma quando ciò accade si dovrebbero utilizzare apparecchiature standard (dello stesso genere usato la prima volta che il fenomeno è stato rilevato), fino ad ottenere la conferma della riproducibilità del fenomeno stesso. Disponendo di questa certezza si potrebbero formulare ipotesi e sviluppare nuove apparecchiature le quali, affiancate a quelle standard, condurrebbero in breve ad una conoscenza sempre più approfondita del fenomeno.

Nigi: Sono tutte informazioni credibili. Noi di Stargate stiamo attualmente studiando le diverse frequenze sonore e siamo convinti che esse siano in grado di provocare fenomeni particolari a seconda delle frequenze. Tutto è in via di sperimentazione… Personalmente credo, malgrado questo non riguardi il mio campo specifico, che le onde sonore siano comunque strettamente legate alle onde elettromagnetiche e interagiscano con esse. Ritengo che si posa intervenire anche sulla gravità che a mio avviso non è una "forza" come comunemente si crede, ma una "condizione dimensionale".

Morganti & Gasparini: Non ci sentiamo in grado di dare valutazioni tecniche, non abbiamo né la capacita né la preparazione scientifica per poterlo fare, tuttavia dobbiamo dire che personalmente abbiamo messo piede in almeno due crop circles (che dal nostro punto di vista riteniamo autentici) in cui abbiamo potuto raccogliere delle spighe di campione. Queste spighe raccolte, che sono ancora in nostro possesso, risultano piegate in modo anomalo a ben 2 nodi della stessa piantina, fenomeno questo che la manualità dell’uomo e i vari agenti atmosferici non sarebbero in grado di fare; e dunque ciò che abbiamo vissuto energeticamente in questo campo, è stato qualcosa di molto particolare e interessante.

Quanti sono i casi irrisolti? Sono tali per insufficienza di informazioni o perché non riconducibili a fenomeni noti?

Malini: L'arte è per sua natura elusiva (e "aliena"!) come il genio. Non penso che vi sarà mai una "soluzione" per la totalità dei casi.

Pastore: Che io sappia, ogni caso di crop circle è "irrisolto". Perché non è stato mai possibile capirne la natura, a parte quei casi in cui sicuro artefice è stato l’uomo. Finora, l’unica cosa possibile è stata quella di raccogliere e classificare i vari attributi del fenomeno, cercando di venire a capo del mistero. Quindi, si è capito che, ad esempio, un elettromagnetismo superiore alla media, connesso ad altri elementi chiave come numerose testimonianze relative ad avvistamenti ufo nella stessa zona e nello stesso periodo di tempo, anomalie genetiche nelle piante e rinvenimento di polvere meteorica e piccole sfere di silicio, possono portarci a credere che il fenomeno non sia di natura convenzionale umana. Ma solo in questi casi. Tuttavia, siamo ben lontani dal "risolvere" il mistero.

Forgione: Impossibile rispondere a questa domanda. Tutto il fenomeno è "irrisolto".

Grassi: I casi misteriosi legati ai crop circles si creano a causa di diversi fattori. Uno fra i più importanti è la mancanza di capacità di indagine da parte delle stesse persone che si dichiarano “researcher” (vedi il mistero delle mosche morte). Altri meccanismi di distorsione dell’informazione dovuti al passaparola veloce e incontrollato fra i “believers” finiscono per cristallizzare e consacrare a “Mistero” fatti e notizie che non potranno essere mai verificate.

Barucci: Tutti i casi sono irrisolti, se avessimo un caso risolto non staremmo tanto a discutere.

Farinacci: […] Pochi rispetto al notevole numero di casi, ma tanti se consideriamo il mancato chiarimento dato all’origine del fenomeno. Insufficienza di informazioni? Molto spesso sì. Non riconducibili a fenomeni noti? Idem […]

Panizza: Penso che siano tantissimi, sia perché non sono stati adeguatamente indagati (spesso per mancanza di tempo o di strumentazione apposita), sia perché non esiste una chiara ed univoca interpretazione su cosa debba presentare una formazione per ritenersi "non convenzionale". Alcuni parlano di ripetitività del pittogramma (l'anno successivo, nello stesso campo), altri di allungamenti eccezionali dei nodi, altri ancora di particolari reazioni psicofisiche dell'organismo all'interno degli agroglifi, per non citare coloro che li ritengono tutti autentici. Pur essendo normale che ognuno abbia il suo modo di vedere le cose, credo che questa disomogeneità di vedute sia da imputare, soprattutto, all'incertezza sulla esattezza e veridicità dei dati raccolti (quali strumenti sono stati utilizzati? sono stati adoperati correttamente? le misurazioni erano precise? etc).

Pederzoli: Distinguerei tra "decifrazione" e "spiegazione": si può affermare che i cerchi nel grano completamente decifrati sono pochi, mentre nessuno di essi è stato veramente del tutto spiegato, cioè completamente compreso sia nel significato che nell’origine. Le informazioni necessarie per la decifrazione sono disponibili e sono rappresentate dalle immagini, solitamente di buona oppure ottima qualità, ma sono pochi i gruppi di studiosi qualificati che le studiano ed il tempo di decifrazione di ciascun "Crop" è inevitabilmente lungo.

Nigi: […] Ritengo che le informazioni ci siano, ma che in certi casi siano difficilmente interpretabili e relazionabili fra di loro. Quindi è anche vero che determinati casi non sono riconducibili a fenomeni noti e pertanto non viene applicata una metodologia idonea di analisi.

Morganti & Gasparini: Crediamo che l’informazione non sia sempre completa, o necessariamente corretta, quindi è abbastanza complesso determinare tutta una serie di dati per poter affermare una cosa piuttosto che un’altra; inoltre l’uomo sembra sempre più interessato a discutere della genuinità o meno dei crop circles, e sempre meno interessato a discutere quello che in realtà il fenomeno dei crop circles vuole dire nelle sue molteplici espressioni.

Quanto sono in grado di dirci, nell’esame di un cerchio nel grano, la scienza e le analisi al suolo?

Malini: Spesso si attribuiscono a una fantomatica "scienza" conclusioni che vengono tratte da appassionati di buona volontà. In Inghilterra qualcuno si è addirittura allarmato, chiedendosi: "Oddio! E se le 'radiazioni aliene' che formano i crop circles fossero dannose per noi consumatori?". Le analisi al suolo fanno parte del "folklore" che si crea intorno ai cerchi nel grano, come le "balls of light", le "mosche morte" e la "sensazione di pace" che le anime pure provano all'interno delle formazioni. Chi ne dubitasse può effettuare un esperimento, magari la prossima estate. Insieme ad alcuni amici, dopo un breve allenamento, provi a realizzare in segreto un cerchio nel grano, anche semplicissimo, purchè di dimensioni apprezzabili: almeno 10/15 metri di diametro. Bastano paletti, corde e assi di legno. Quindi segnali la formazione a un giornalista locale. Nell'arco di qualche giorno l'effetto domino sarà completo e le analisi "di rito" rileveranno le consuete "anomalie" all'interno del crop circle. Questo sì è "inspiegabile"!

Pastore: La scienza ci dà dei numeri, dei dati, delle risposte solo parziali. Ciò non ci permette di poter capire la natura del fenomeno. Le analisi possono dirci tanto, ma ancora rimane un grande punto interrogativo su questi dati raccolti.

Forgione: Solo se la formazione è autentica. In ogni caso non sempre è possibile trarre informazioni definitive. La scienza può risolvere solo il 40% del fenomeno. Il restante ha bisogno di un approccio multidisciplinare di geologia, fisica quantistica, antropologia, esoterismo e alchimia, simbolismo etc, etc.

Grassi: Molto poco. A mio avviso lo studio dei cerchi nel grano dovrebbe essere recepito dai sociologi e dagli antropologi, più che dai fisici, chimici, biologi, etc.

Barucci: La scienza ha un suo percorso, lungo, tortuoso e molte volte errato però è sicuramente il mezzo più potente che abbiamo. Purtroppo ad oggi nessuno ha fatto niente di tutto ciò. Sui cerchi vengono fatte attualmente solo delle misure inutili e le conclusioni che se ne traggono sono da barzelletta. Fare misurazioni di un certo tipo richiede tempo, soldi, una preparazione adeguata e non è detto che se ne tiri fuori qualcosa. Ho visto gente col geyger e con i rivelatori di campi, e nessuno si preoccupava di capire cosa lo strumento stava effettivamente leggendo.

Farinacci: […] siamo in grado di sapere tutto sulle informazioni tecniche di un Crop Circle. Il dubbio è dato dalla sensazione che il "tutto" attuale appartenga ancora ad un’era primitiva rispetto a quanto forse potrebbe esserci da sapere all’interno dei Cerchi "Autentici".

Panizza: Credo possano dirci tanto, perché ci permettono di distinguere, se usati correttamente ed onestamente, fra ciò che è normale e quanto invece può essere straordinario. Sarebbe doveroso parlare, però, riguardo le motivazioni professionali, umane e personali che spingono un ricercatore ad operare; ma il discorso, veramente molto importante, si farebbe lungo e complesso. Basti ricordare, in ogni caso, che l'idea che esista una ricerca pura e disinteressata, è solo una convinzione degli illusi e degli ingenui.

Pederzoli: […] sarebbe necessario disporre di alcuni gruppi d’intervento rapido dotati di apparecchiature portatili tutte uguali ed accuratamente selezionate, capaci di effettuare registrazioni digitali delle misure, così da poterle distribuire con facilità ai vari studiosi. Le apparecchiature delle quali dotare i gruppi d’intervento rapido andrebbero scelte dopo un’approfondita discussione con la partecipazione di molti di coloro che hanno già effettuato misure sul campo. L’analisi dei dati forniti da questi gruppi ed i risultati delle decifrazioni dovrebbero fornire indizi utili per identificare con certezza l’origine dei cerchi nel grano. In questo settore, nonostante i "Crop" esistano da lungo tempo, siamo ancora ai primordi, a causa della scarsa disponibilità di persone preparate e di attrezzature adatte, nonché di mezzi finanziari per le ricerche.

Nigi: Possono dire molte cose, ma dipende da chi ci sta lavorando, dai presupposti di partenza e dalle metodologie adottate. Se si tratta di "studiosi" al servizio della scienza ufficiale o appartenenti ad enti come CISCOP e CICAP, allora arrivederci e grazie. Si può dire nulla o tutto e il contrario di tutto: dipende da chi lo dice.

Morganti & Gasparini: Molto, peccato che i dubbi siano tanti, e che la confusione non porti a nessuna conclusione.

Perché, a suo avviso, non si riesce a scoprire definitivamente la verità sui cerchi nel grano?

Malini: Perchè è più appagante - per la mente e per lo spirito - cercare la verità piuttosto che rimpicciolirla, svilirla, ridurla all'evidenza. Perchè esiste l'universo? Perchè i pianeti ruotano attorno a stelle luminose e accolgono la vita? Perchè si piange, si ride, si ama, si passano notti intere a tracciare simboli antichi nei campi di grano? Perchè... è magico! E' meraviglioso! (E' umano!).

Pastore: Perché si tende spesso a sminuire l’importanza del fenomeno. La gente è accecata dalla concretezza della vita, pensa solo al denaro, al lavoro, a mille altri problemi, e dimentica che nel mondo accadono cose simili. Solo poche persone sanno che è doveroso interessarsi a tali tematiche, più legate al mondo dello spirito, secondo me, piuttosto che a quello del materialismo. Chi potrebbe davvero contribuire finanziariamente alla risoluzione del fenomeno, preferisce investire i propri soldi in attività più redditizie. Basterebbe poco per trovare delle risposte al mistero dei crop circles, se solo si volesse trovarle. Per non parlare di quei circlemakers del tutto umani, che creando crop circles "falsi" accanto a quelli "autentici" non fanno altro che rendere la vita difficile a quei seri ricercatori impegnati nella risoluzione del mistero.

Forgione: Chi ha detto che è impossibile? Sono stati fatti molti passi avanti dagli anni ’70 ad oggi. In ogni caso essendo un fenomeno basato su presupposti scientifici che la nostra scienza non considera o che abbiamo dimenticato, le cose sono più complicate. A mio parere bisogna aprire le porte alla scienza ermetica e all’esoterismo. Quei simboli sono presenti nelle tradizioni esoteriche di tutte le civiltà di ogni epoca e così vanno lette. Altrimenti si resta bloccati a metà.

Grassi: La risposta a questa domanda è contenuta un pò in tutte le mie risposte alle domande precedenti.

Barucci: Perché non si fanno studi concreti e perché a molti fa comodo tenere vivo il mito, hanno paura che se si scopre la verità non potranno più tenere conferenze sulle loro teorie assurde o vendere libri ancora più assurdi. Sui cerchi nel grano si fanno conferenze, si vendono riviste, dvd e quanto altro. Credo che a molti conviene tenere il mito piuttosto che rischiare di cercare la verità.

Farinacci: La "verità" è un qualcosa con cui, di questi tempi, evitiamo di confrontarci, più o meno consciamente, su ogni aspetto del quotidiano umano. […] non credo ci sia un volere dall’alto, volto a depistare e mantenere nel vago il fenomeno (tranne rari casi) semplicemente perché non ce n’è bisogno in quanto le divergenti considerazioni espresse da chi si muove all’interno della Ricerca sui Crop Circle sono talmente varie, così come i riscontri ottenuti, da provocare una tale varietà di opinioni da mantenere sempre il dibattito aperto e "congeniale" per tutti.

Panizza: Perché siamo di fronte ad un fenomeno unico ed eccezionale e quindi mancano dei parametri di riferimento. E' come se un uomo dell'antichità osservasse, ad esempio, un transistor. Non potrebbe mai capire di cosa si tratta perché assolutamente estraneo al suo mondo.

Pederzoli: Senza soldi le apparecchiature sono difficilmente reperibili e per di più sono poche le persone qualificate a rendersi disponibili, cosicché le ipotesi (spesso anche troppo fantasiose) si sprecano, ma i risultati concreti scarseggiano e le conoscenze concrete avanzano molto lentamente: è ciò che gli autori del "cover up" desiderano, per ritardare al massimo la scoperta della verità. Il "cover up", infatti, raggiunge la massima efficienza con la realizzazione e la pubblicizzazione di falsi cerchi nel grano, in modo da ridicolizzare i potenziali ricercatori e scoraggiare qualsiasi investimento di ricerca nel settore.

Nigi: La "verità" sui cerchi del grano, a mio avviso, è stata scoperta. Basta visitare il sito www.sentistoria.com e leggere i lavori del professor Corrado Malanga, dell’Ing. Luciano Pederzoli e così via. Forse noi potremmo apparire solo degli illusi presuntuosi, ma in realtà i nostri argomenti in proposito sono schiaccianti… Frutto di un lungo e duro lavoro interdisciplinare. Spesso la "verità" non si trova a causa della frammentazione e della settorialità delle ricerche disciplinari, ciascuna delle quali vede solo il proprio orticello e manca la visione globale. Noi abbiamo fatto uno sforzo "olistico".

Morganti & Gasparini: Nelle nostre ricerche non pensiamo di essere molto lontani da alcune verità, ma passo dopo passo si intuiscono e si comprendono il significato di talune figurazioni. Questo è stato scritto in un nostro libro che uscirà speriamo presto.

A prescindere da chi o cosa generi i crop circles: quale è a suo avviso il messaggio che si vuole divulgare?

Malini: Al principio, nell'era di Bower e Chorley, il fine dell'arte del grano era quello di creare una nuova mitologia; gli artisti di oggi si propongono di riportare l'attenzione della gente verso la sacralità del paesaggio, gli aspetti meravigliosi della relazione che unisce da tanto tempo l'uomo alla natura.

Pastore: I circlemakers "umani" vedono la cosa come una nuova forma di espressione artistica e, nel peggiore dei casi, intendono proprio mettere un bastone tra le ruote dei ricercatori "possibilisti". Mentre, quelli ritenuti autentici, secondo me, portano in sé stessi un messaggio subliminale rivolto all’umanità intera; un messaggio che non si può oscurare, in quanto è visibile a tutti: "esiste qualcos’altro, oltre al mondo visibile"; un mondo sottile, già visibile per alcune persone, ma dimenticato. Sempre presente, ma invisibile agli occhi della gente.

Forgione: Ho risposto sopra a questa domanda. E’ un messaggio a carattere "trasmutativo".

Grassi: Essendo gli autori vari e avendo (o meno) ciascuno delle finalità differenti, la domanda ha veramente poco senso.

Barucci: Pace, speranza, amore, amicizia...come faccio a saperlo? Non sappiamo neppure chi li fa? Credo che sia diverso il significato se li fa una civiltà ET, la " madre terra" o un gruppo di bischeri.

Farinacci: […] il messaggio ha sempre dato l’impressione di presagire, a mio avviso, la  necessità di ritornare ad una visione ideale e spirituale del percorso umano al fine di invertire la rotta intrapresa dall’umanità basata sul materialismo e sul possesso a tutti i costi […]

Panizza: Non riesco a farmi un'idea che mi convinca fino in fondo. La spiritualità del messaggio, di cui molti parlano, pur rispettandola, mi sembra molto, troppo, figlia dei tempi incerti e bui che stiamo vivendo.

Pederzoli: […] molti cerchi nel grano contengono un messaggio riconducibile alla struttura del nostro DNA: è come se qualcuno volesse consigliarci di studiare il DNA perché esso è per noi della massima importanza. Molti altri "Crop" contengono messaggi di natura matematico-geometrica e sembrano voler comunicare conoscenze di alto livello, forse per rendere più credibili i cerchi nel grano nel loro insieme. Sia pure con piccole varianti, i messaggi sembrano ripetersi più volte, probabilmente per evitare che il loro contenuto vada disperso a causa di qualche incidente imprevisto; inoltre la loro complessità aumenta con il tempo. Infine ci sono messaggi anomali, cioè non geometrici, come quelli di Chilbolton. Nel complesso appare ragionevole ritenere che si tratti di un tentativo di comunicazione aliena che, negli anni, è diventato sempre più complesso e sofisticato e si svolge su due livelli: un primo, più immediato, di tipo emotivo ed archetipico ed il secondo, volutamente più complicato e quindi riservato ad un pubblico molto più ristretto, di tipo tecnico. […]

Nigi: Il messaggio viene da fonti "aliene" ed è finalizzato ad una sorta di risveglio dell’umanità affinché essa tutta prenda finalmente atto delle sue origini, della sua vera storia, dei suoi giusti obiettivi e dei suoi destini. Il messaggio, per essere comprensibile a tutti, deve essere giocoforza espresso in un linguaggio metalinguistico e dunque archetipico: deve parlare ad un aspetto dell’uomo che sia veramente universale e tale "luogo" universale altro non è che l’inconscio ove si ritrova l’unica possibile collettività al di la di lingue, culture, tradizioni e differenze etniche.

Morganti & Gasparini: I crop circles hanno diversi messaggi e varie tipologie associate in varie etnie: il loro linguaggio principale è di pensare con il cuore, e tutto viene cifrato da una linea che contiene il tutto, un linguaggio universale, che è fonte di studio.

Cosa pensa dell’informazione su questo fenomeno? La ritiene obiettiva ed esauriente?

Malini: E' caotica, suggestiva, stupendamente confusa: quasi letteratura fantastica. Il "merito" di questo caos creativo è dei Circlemakers, che non tradiscono mai il progetto iniziale

Pastore: No. Ho notato che spesso si tende a tirare più acqua al proprio mulino, ed in altri casi si cerca proprio di oscurare questa realtà, omettendo informazioni utili oppure variandone il significato. Fondamentalmente, esistono due grandi classi di "ricercatori": i "possibilisti", che considerano possibili certe cose, difficili da accettare, e le studiano cercando delle risposte obiettive; e gli "scettici" ad oltranza, che non credono nemmeno se vedono. In mezzo, potremmo collocare gli "scettici sani", quelli che mettono le mani avanti, ma sono disposti a cambiare idea se è il caso. Con loro, il dialogo è sicuramente costruttivo. Alla fin dei conti, il dubbio è sempre salutare, perché mette alla prova le nostre convinzioni e ci spinge a cercare oltre le risposte che vogliamo. Quindi, potremmo suddividere ricercatori, studiosi, appassionati del fenomeno e giornalisti entro queste due o tre categorie.

Forgione: Assolutamente no. I mezzi di informazione di massa non sono adeguatamente informati quando parlano di questo fenomeno, e quando lo fanno creano solo danni. Con le mie pubblicazioni (AREA 51 ed HERA in particolare) tento di sopperire a questa lacuna.

Grassi: Francamente no. Ecco, forse è proprio questo uno dei motivi che mi ha spinto ad approfondire l’argomento e ad andare avanti: cercare concretamente di fornire un punto di vista alternativo alla miriade di libri e informazioni acritiche che sono state accumulate e prodotte in questi anni.

Barucci: L’informazione c’è ma purtroppo non è obiettiva. Da una parte c’è chi sta fondando una nuova religione sui crop circles, dall’altra c’è chi se ne frega al 100% e nega tutto a priori. In questo modo si va in pochi posti.

Farinacci: Esauriente [si]. Obiettiva: assolutamente no. Ma come pretendere che lo sia? L’informazione è, come in ogni altro ambito, strettamente legata agli interessi dei singoli […]

Panizza: Se ne sta parlando tantissimo, ma non sempre correttamente, né da parte dei detrattori assoluti che imputano sempre agli "artisti" dei campi i pittogrammi, né da parte dei ricercatori "alternativi" spesso un po' approssimativi (molte volte per causa di forza maggiore) nelle loro indagini. Per non parlare dei mezzi di informazione pronti a cavalcare, a seconda dei tempi e della convenienza, talvolta l'onda "scettica" talaltra quella "possibilista".

Pederzoli: […] oggi l’informazione è persino troppo abbondante su ogni argomento, però è necessario selezionarla, poiché in gran parte si tratta di spazzatura. Il risultato è che […] l’informazione corretta è disponibile solo per i pochi che hanno affrontato il lungo ed arduo percorso personale che porta all’aumento della conoscenza. È molto probabile che chi si fida del giudizio altrui seguendo il "principio di autorità" sia destinato a prendere delle grosse fregature ed è su questo punto debole che confidano coloro i quali, purtroppo con successo, vogliono depistare il grande pubblico. […]

Nigi: Dipende dalle fonti. Le fonti soggette al dominio del "potere" non solo non sono obiettive ed esaurienti, ma addirittura sono […] fuorvianti. Non si vuole "dall’alto", che l’umanità prenda finalmente coscienza di sé e si liberi della millenaria schiavitù cui è stata sottoposto e sotto cui soffre tuttora.

Morganti & Gasparini: In parte, secondo il nostro punto di vista, c’è ancora confusione.

Cosa pensa dei circlemakers italiani? Ne conosce o ne ha mai visto qualcuno all’opera?

Malini: La maggior parte di loro sono studenti, ragazzi giovanissimi che emulano i Circlemakers inglesi. Alcuni seguono una filosofia interessante e curano l'aspetto "filosofico" dei crop circles piuttosto che quello tecnico/artistico. Sono più "selvaggi" e "anarchici" rispetto ai loro colleghi inglesi, tedeschi, olandesi e canadesi. L'estate scorsa alcuni di loro hanno creato decine di cerchi vicino a casa mia, fra Cassina de' Pecchi, Cernusco sul Naviglio, Vimodrone e Segrate. Si trattava di formazioni improvvisate, irregolari, a volte neanche finite. Sono "monelli del grano".

Pastore: No, ma mi piacerebbe farlo. Tempo fa, un mio amico aveva anche promesso una certa somma di denaro a chiunque fosse stato capace di creare un crop circle identico ad uno dei più complessi, come ad esempio quello di Milk Hill, nelle stesse condizioni atmosferiche e di luce (o sarebbe meglio dire, di "buio"). Ma nessuno si è mai presentato. Di conseguenza, i casi son due: o questi circlemakers sono tutti messi bene, e non hanno bisogno di denaro; oppure, non sono realmente in grado di fare ciò che affermano di fare. Se così fosse, ci troveremmo di fronte a delle persone che vogliono oscurare la verità, seminando sul cammino della ricerca falsi indizi e portando la gente sempre più verso uno sterile materialismo, nemico dell’evoluzione.

Forgione: No comment! Sarei scortese.

Grassi: Tecnicamente devono ancora crescere, la qualità e la complessità delle formazioni italiane non è al momento paragonabile a quella inglese. Il circlemaking italiano non è ancora strutturato a livello “filosofico” come quello inglese, in Italia si fanno i cerchi soprattutto “per vedere l’effetto che fa” e magari anche per semplice burla. Ma tutto ciò e normale, ci vuole tempo prima che certe cose prendano forma, il circlemaking inglese è nato nel 1978, quello italiano nel 2003. Conosco sia circlemaker italiani che inglesi e li ho visti anche all’opera ;-)

Barucci: Penso che hanno ancora molto da imparare dai loro amici inglesi. Non conosco nessuno di loro e non ho mai visto nessuno all’opera.

Farinacci: Personalmente non ne conosco nessuno. Credo solo che abbiano ancora molto da apprendere, ma che non avendo alcuna scadenza possano cimentarsi con l’intento di perfezionare la tecnica, stando naturalmente bene attenti a non rischiare ripercussioni legali, accordandosi magari anticipatamente con i proprietari dei campi […]

Panizza: No, non ne conosco personalmente (anche se alcuni indizi portano a persone che ho potuto notare all'interno delle formazioni apparse a Parma) e non ne ho mai visto alcuno all'opera. Essi comunque violano la proprietà privata, la danneggiano e contribuiscono al diffondere notizie false e tendenziose. Senza dimenticare che ostacolano, incoscientemente, chi mette tempo e risorse, sacrificando spazio al lavoro e alla famiglia, per cercare di comprendere il fenomeno

Pederzoli: Non ne ho mai conosciuti né visti all’opera, ma evidentemente ci sono e stanno anche migliorando il proprio livello tecnico e realizzano cerchi nel grano di qualità di anno in anno migliore.

Nigi: […] Non ne conosco e non ne ho mai visti all’opera […]

Morganti & Gasparini: Sono dei geni, anche se fanno queste "bufalate": nel loro cuore hanno del buono e del bello, e realizzano espressioni pittoriche non di poco conto. Ci chiediamo però: perché non parlate, voi che avete queste genialità? Perché siete unici!

Ulteriori ed eventuali libere dichiarazioni…

Pastore: Vi ringrazio calorosamente per avermi concesso l’opportunità di rispondere a questa intervista e vi ricordo l’esistenza del C.R.O.P., Centro di Ricerche Operativo sul Paranormale (www.croponline.org), il quale si occupa di trovare delle risposte soddisfacenti ai molti misteri che ci circondano. Siamo sempre alla ricerca di validi collaboratori e sostenitori, perché crediamo nel lavoro di gruppo. Un saluto a tutti voi, a presto.

Forgione: Interagite direttamente con il fenomeno. E’ un dono che ci viene offerto da mondi che avevamo dimenticato. Sforzatevi di fare ricerca sui simboli, sui perché di questa comunicazione arcana. Perché entrare in "simbiosi" con queste simbologie, poterle leggere con razionalità e intuizione allo stesso tempo, aiuta la nostra parte più profonda a evolvere e costruire una umanità migliore. E’ questo l’obiettivo dei cerchi nel grano.

Grassi: È importante sottolineare e ricordare che il circlemaking è un’attività illegale se non concordata con il proprietario del campo. Personalmente invito chiunque decida di fare un crop circle a realizzarlo nella piena legalità. Non è moralmente corretto entrare nella proprietà altrui e causare dei danni alla coltivazione.

Panizza: Credo che il fenomeno "crop circle" abbia il vantaggio, rispetto ad altri "misteri", di essere tangibile e sotto gli occhi di tutti e, dunque, scientificamente studiabile. Però, ed è questa la cosa affascinante, rimane ugualmente elusivo, il che indica che siamo di fronte ad un qualcosa di veramente nuovo ed importante.

Pederzoli: Secondo me l’importante è capire e c’è chi vuole evitare con cura di fornirci questa possibilità. Purtroppo il tempo a disposizione è quello che è e quando ci si occupa di ricerche innovative, soprattutto se con scarsità di fondi, ne occorre molto. Per non disperdere inutilmente le energie conviene concentrarsi solo su pochi argomenti, sperando di riuscire a capire qualcosa riguardo ad essi e lasciando ad altri il compito di approfondire i temi per i quali non si dispone del tempo necessario. In particolare per lo studio dei cerchi nel grano auspico, pertanto, la costituzione di molti piccoli gruppi tra i quali suddividere l’analisi dei tanti "Crop" ed anche di un solo gruppo d’intervento rapido capace di creare un valido protocollo di ricerca sul campo e di fornire misure attendibili. Sarebbe un lavoro utile ed encomiabile.

www.cropfiles.it/special/intervista_incrociata_online.pdf 

Questa intervista è una esclusiva di Cropfiles.it.
E’ fatto divieto di utilizzarla, manipolarla, riprodurla o diffonderla in qualsiasi maniera