L’INCANTESIMO
DELLE PAROLE

Prendendo un qualsiasi dizionario della lingua italiana, la parola è l'espressione orale o scritta di un’informazione o di un concetto, ovvero la rappresentazione di una idea svolta a mezzo e nel presupposto di un riferimento convenzionale. La mia tesi è nel dimostrare come le parole influenzino la realtà; come esse non siano semplici suoni conformi alla società, ma pregnanti di quella scintilla che genera volontà e causalità!
Quello a cui mi riferisco è molto semplice: le parole determinano continuamente i nostri pensieri, le nostre azioni e quindi la nostra vita senza rendercene conto. Prendere consapevolezza di ciò è qualcosa di meraviglioso e importante. Non è da escludere che questa consapevolezza aleggiava nella mente dei popoli più antichi. Da ciò potrebbe scaturire la concezione che abbiamo di “magia”. Pronunciando la famosa formula ABRA KADABRA sicuramente non sbucheranno conigli dal cilindro, non svanirà tantomeno la Statua della Libertà; ma se facessimo attenzione a come le parole influiscono sul nostro inconscio, potremmo renderci conto davvero di come la parola sia magica. Nei secoli passati, oratori e persone dotte sono sempre state in bilico tra mistificazione, persuasione, malvagità e saggezza, raziocinio ed equilibrio. Nella metà del V secolo a.C. , ad Atene, si è sviluppata una corrente filosofica la qualche con abilità dialettiche e retoriche riescono a mettere in crisi la mente degli sventurati interlocutori che incontrano gli esponenti di tale scuola. Costoro sono i Sofisti che riescono addirittura a far partorire nuove ed opposte idee grazie ad una tecnica chiamata “maieutica”. Questi ragionamenti capziosi entrano nella mente debole, cioè non abituata al ragionamento cavilloso, di chi interagisce con i sofisti cambiandone le convinzioni e quindi modificando la realtà.
Come non citare Protagora, che con il suo “relativismo etico” sostiene che non esiste un bene assoluto e che ogni cosa possiede un aspetto positivo e negativo:

-La malattia è un male per il malato, ma un bene per il medico.

-La morte per chi muore è un male, ma per i becchini è un bene.

-Presso i Traci , il tatuaggio per le fanciulle è un ornamento; presso gli altri popoli, invece, il tatuaggio è una pena che si impone ai colpevoli.

Ma la pratica che più di tutte rivela la convinzione che le parole possano modificare la coscienza e determinano la realtà è l’uso dei mantra, di origine indiana. Essa consiste nel recitare ad alta voce una formula (di una o più sillabe, lettere o frasi), scritte generalmente in Sanscrito, che vengono ripetute per un certo numero di volte affinché si ottenga un determinato effetto a livello mentale, fisico ed energetico. Il termine deriva dalla combinazione delle parole sanscrite manas (mente) e trayati (liberare): si possono quindi considerare come suoni in grado di liberare la mente, innanzitutto dai pensieri e dalle cure che ogni giorno la affollano. Il loro uso varia a seconda delle scuole spirituali, ma sostanzialmente vengono utilizzati principalmente come amplificatori spirituali, parole e vibrazioni che inducono nei devoti una graduale concentrazione. I Mantra sono considerati “suoni vibrazionali” a causa della grande enfasi che si pone alla loro corretta pronuncia. Sono anche considerati “suoni archetipali”, quello che simbolizzano dipende dal contesto e dalla mente della persona che li ripete. Sono stati fatti studi sul simbolismo dei suoni che hanno dimostrato che i suoni delle vocali hanno un significato se siamo o no, di loro, consapevoli. Nonostante queste dimostrazioni, è giusto dire che ci sono persone le quali sostengono come la parola non sia altro che una sorte di codice “banale” che serve alla comunicazione tra In conclusione io sostengo che chi possiede la difficile arte oratoria, chi riesce a esporre i suoi pensieri in maniera interessante e comprensibile, ha il mondo in pugno. Abbiamo visto come il potere ammaliante delle parole era conosciuto fin dagli antichi greci, abbiamo visto come le vibrazioni delle parole sbloccano zone o livelli mentali attraverso la recita dei mantra. Questo mi conferma l’idea che molte parole non sono altro che formule magiche che noi esseri umani possiamo usare per modificare, ma soprattutto migliorare la nostra esistenza e di chi ci sta intorno. La magia non è creare del fuoco dalla mano, ma vedere il sorriso crescere sul viso delle persone, che attraverso le parole, possono vivere un altro giorno sereno e spensierato.

Sitografia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Parola
http://it.wikipedia.org/wiki/Mantra

Bibliografia:
N. Abbagnano, G. Fornero, Fare Filosofia. Autori, Testi, Laboratorio, Torino 1998, p.70

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