IL LUNGO VIAGGIO VERSO
L'IMMORTALITÀ

L’uomo ha sempre mostrato molta attenzione verso l’immortalità, sin dalla notte dei tempi. Questo probabilmente è dovuto alla paura della morte che caratterizza tutti gli esseri umani. Le storie che narrano dell’immortalità sono molte e ben distribuite nel tempo. Parlando dell’immortalità non si può fare a meno di citare il Sacro Graal. Secondo la leggenda il Sacro Graal è la coppa utilizzata da Gesù durante l’ultima cena e poi utilizzata da Giuseppe d’Arimatea per raccogliere il suo sangue durante la crocifissione. Chiunque beva da questo calice riceve l’immortalità e proprio per questo se finisse in mani sbagliate sarebbe pericoloso. In ragione di ciò il Graal è stato affidato all’ordine dei templari che lo custodirebbe da molto tempo. Moltissimi sono i luoghi dove si ipotizza sia stato nascosto e c’è chi pensa che possa trovarsi in Italia precisamente in Puglia presso Castel del Monte.

Spostiamo adesso il nostro sguardo verso un personaggio molto enigmatico legato ovviamente all’immortalità: Aasverus. Si narra che mentre Cristo camminava verso il luogo che sarebbe stato il teatro della sua crocifissione, fu interrotto da un uomo che lo fece cadere per terra aggiungendo a questo la frase "Cammina, cammina". Gesù rispose all’uomo "Io cammino, ma tu camminerai per sempre". L’uomo della storia è appunto Aasverus che da quel giorno divenne immortale e iniziò a vagare per il mondo. L’immortalità da egli vissuta è una maledizione in quanto lo porta a vedere molti lati negativi del mondo in cui vive e a soffrire per amore in quanto durante la sua lunga vita si innamorerà di molte donne e tutte moriranno inevitabilmente tra le sue braccia. La storia di questo personaggio ci porta a capire che l’immortalità, per quanto possa sembrare una benedizione, possa rivelarsi molto facilmente il contrario in quanto non rientra nella natura umana.

Un altro personaggio importante per la ricerca dell'immortalità è certamente il conte di Saint-Germain. Questo certamente non è il suo vero nome ma bensì il più conosciuto tra gli pseudonimi da lui utilizzati. Secondo l'occultista Eliphas Levi il conte di Saint-Germain sarebbe un italiano nato ad Asti nel 1698 da un relazione dalla regina di Spagna ormai vedova e l'Amirante di Castilla. Le ricchezze dei suoi genitori gli permisero di studiare molto e di farsi una cultura vasta e completa infatti si dice che conoscesse una grande varietà di lingue. Su di lui, il giudizio della gente, si è sempre diviso infatti c'è chi lo ritiene uno tra i più grandi impostori della storia mentre c'è chi lo ritiene il più grande alchimista di tutti i tempi. Di lui si sa anche che si cimentò in tutte le arti possibili infatti fu: scrittore, compositore, musicista, pittore e chim ico. Il nostro conte inoltre fu un convinto associato dei Rosa-Croce e ciò gli permise di di poter studiare approfonditamente l'alchimia e di venire a conoscenza della formula alchemica della pietra filosofale e della formula per trasformare il piombo in oro. Si dice, sopratutto, che il conte venne im possesso della formula dell'elisir di lunga vita sperimentandolo su se stesso con molto successo. La vita del conte di Saint Germain fu molto frenetica infatti passava da una corte all'altra viaggiando per tutta l'Europa ed in ogni corte che visitava diventava molto celebre. Inoltre amava stupire le persone che frequentava nelle corti con affermazioni davvero fuori dal comune, informazioni che successivamente venivano inevitabilmente confermate. Il mito sulla sua immortalità narra che il conte venne visto addirittura nel 1882 (ricordo che il conte nacque nel 1698) e per questo Napoleone III inizio ad indagare su di lui. Infatti, secondo le fonti storiche, il conte sarebbe morto nel 1784 ma la sua tomba venne trovata vuota e questo ovviamente non fece altro che incrementare il mito sulla sua immortalità. Ancora oggi c'è chi afferma che il conte di Saint Germain compaia a mezzogiorno di ogni natale sul pincio seduto su di una panchina ad attendere i suoi seguaci. Questa storia, al contrario di quella di Aasverus, sembra trasmettere una visione più positiva dell'immortalità. Questo però è vero solo in parte in quanto la storia traccia la figura di un uomo costretto a scappare da una corte all'altra senza pace e a volte è anche perseguitato. Comunque, al contrario di Aasverus, il conte di Sain Germain è immortale per scelta in quanto lui stesso ha creato e assunto l'elisir di lunga vita, e non è stato vittima di una maledizione.

Un personaggio sempre molto importante è Giuseppe Balsamo meglio conosciuto con lo pseudonimo di conte Alessandro di Cagliostro. Il conte di Saint-Germain e Cagliostro hanno molti elementi in comune, infatti, oltre oltre che essere entrambi immortali (secondo la leggenda), entrambi vagarono per le corti di tutta Europa e spesso furono costretti a scappare, erano entrambi massoni, entrambi erano alchimisti venuti a conoscenza delle formule più ambite, furono entrambi molto amati negli ambienti da loro frequentati ed ovviamente entrambi sono stati resi immortali dalle loro leggende.

Giuseppe Balsamo nacque a Palermo il 2 giugno 1743 dal mercante Pietro Balsamo e da Felicita Bracconieri. A causa della povertà della sua famiglia venne affidato al seminario di San Rocco a Palermo ed entrò successivamente come novizio presso il convento dei Fatebenefratelli di Caltagirone dove imparò alcune nozioni sulla chimica e sulla farmacologia. Si sposò nel 1768 e prima di questa data non si sa nulla sulla sua vita ma egli raccontava di aver vissuto in paesi sconosciuti e di essere stato alla Mecca dove apprese molti insegnamenti dai sacerdoti egizi. Egli stesso porterà un culto egizio in Italia di cui lui fu nominato "Gran Cofto" ed anche per questo motivo fu duramente perseguitato dalla Chiesa. Cagliostro, inoltre, venne ingiustamente incarcerato in quanto venne coinvolto nel complotto ai danni della regina Maria Antonietta. Però succesivamente venne dimostrata la sua estranietà ai fatti e fu scarcerato. Sia durante la prigionia che al momento della liberazione Cagliostro potè notare quanto era amato dalla gente, che manifestava per la sua liberazione e che esultò al momento della sua liberazione. Cagliostro guadagno la sua fama sopratutto perchè guariva pubblicamente i malati tramite l'utilizzo di vari elisir e del vino egizio. Anch'egli come Saint Germain affermò di essere immortale e prometteva spesso miracolose guarigioni. Questo gli costò spesso l'accusa di essere un impostore.

Comunque i suoi problemi più gravi derivavano certamente dall'inquisizione infatti fu arrestato, processato e condannato a morte dalla Chiesa. La pena di morte venne commutata con il carcere a vita in seguito alla rinuncia della dottrina professata. Dopo anni di carcere scontati in celle quasi prive di luce morì il 26 agosto 1795 in seguito ad un colpo apoplettico. La leggenda narra però che il conte di Cagliostro sia riuscito a fuggire dal carcere travestito da frate e in posseso della tanto bramata formula di eterna giovinezza e che ancora vaghi in mezzo ai vivi.

Un altro personaggio forse anche più misterioso dei precedenti è Fulcanelli. Di lui si sa veramente pochissimo. Si sa che fu un ignoto alchimista che pubblicò Il mistero delle cattedrali, in cui afferma che i simboli che si trovano nelle cattedrali gotiche erano dei codici precisi lasciati per comunicare qualcosa. Scrisse anche Le dimore filosofali, uno dei libri più importanti per l'alchimia moderna. Si narra anche che Fulcanelli ebbe un discepolo francese di nome Eugéne Canseliet il quale utilizzando gli insegnamenti dello stesso Fulcanelli trasformò in oro cento grammi di piombo. Inoltre lo stesso discepolo affermò di aver conosciuto il suo maestro all'età di ottant'anni e di averlo incontrato nuovamente dopo trent'anni constatando che aveva l'aspetto di un cinquantenne. Questo sembrerebbe provare che Fulcanelli venne in possesso della formula dell'elisir di lunga vita.

Ma i personaggi non sono affatto finiti. Incontriamo sul nostro lungo cammino verso l'immortalità anche un mistico spagnolo tale Ramon Lull. Egli era un convinto sostenitore del cristianesimo e per questo si dedicò a convertire i musulmani . Fino a quando non si innamorò follemente di una dama italiana, la quale avrebbe accettato il suo amore solo se egli gli avrebbe concesso il dono dell'immortalità. Ma Ramon non si fece intimidire dalla grande difficoltà del compito; abbandonò tutto e si mise a lavoro per cercare l'elisir di lunga vita. Dopo vari anni riuscì a creare il tanto bramato elisir e dopo averlo assunto per sé, corse dalla sua bella con una fiala del prezioso elisir per fargliene dono. Quando però giunse dalla donna trovò qualcosa che gli spezzò il cuore. La donna si spogliò e mostrò il suo corpo divorato dal cancro, la donna ormai non desiderava altro che morire. Così Ramon la accontentò abbandonandola al suo destino e prese a viaggiare per il mondo passando mille disavventure e morendo tante volte. Come quella volta che cercando di convertire dei musulmani venne lapidato e poi soccorso da dei passanti che, dopo averlo curato, lo portarono verso Palma de Majorca; solo in vista della costa Dio gli concesse il dono della morte come premio per le sue buone azioni. I personaggi di cui abbiamo parlato fino ad ora sono personaggi europei e quindi occidentali, quelli che seguiranno sono personaggi orientali, segno che l'immortalità ha colpito l'immaginario di tutti i popoli.

Uno di questi è Li Ching-Yuen noto come l'erbalista miracoloso. Quest'uomo nacque in Cina e morì nel 1933 all'età straordinaria oltre che impossibile da raggiungere per un essere umano di 197 anni. Wu Chung-chien, uno studioso dell'università di Minkuo, incuriosito dalla storia indaga su quest'uomo e ne scopre le tracce risalenti al 1677 anno in cui era nato. Il professore scoprì anche che il governo dell'impero cinese si era congratulato della sua veneranda età al compimento del 150° anno e poi del 200°. A chi gli chiedeva il segreto della sua longevità egli rispondeva: "Mantieni il tuo cuore calmo, siediti come una tartaruga, cammina arzillo come un piccione o dormi come un cane".

Il misterioso Oriente ha altri misteri. Uno di questi è sicuramente il personaggio noto con il nome di Babaji.
Babaji è secondo alcuni uno yogi immortale che vive sull'Himalaya, che ringiovanisce il suo corpo tramite una pratica yogica conosciuta a pochissimi che si chiama "Kaya Kalpa" e c'è chi è convinto che questo yogi ogni tanto si reincarni. L'esistenza di quest'uomo è stata resa nota al mondo da Paramahansa Yogonanda nel suo libro Autobiografia di uno yogi. Il Babaji è apparso per la prima volta nel 1970 in una grotta nel Paese di Hairakhan ed da allora ci sono molte persone che dicono di averlo visto o di essere in contatto con lui, e ci sono anche delle fotografia che sembrano confermare il tutto. Questo yogi è conosciuto e venerato anche io occidente ed il messaggio che egli tentava di trasmettere è "Verità, Semplicità, Amore".

La descrizione dei personaggi termina qui. Questa descrizione non pretende di trattare tutti i personaggi che hanno avuto a che fare con l'immortalità, ma vuole fornire una visione generale.

Ciò che invece seguirà è la tesi secondo la quale anche papi e cardinali della Curia Romana si interessarono all'elisir di lunga vita. Infatti essi non avversarono mai gli alchimisti ma si opposero solo alla falsificazione dell'oro. Inoltre molti personaggi vicini alla Chiesa ebbero modo di apprendere l'alchimia addirittura tra le mura Vaticane, come Arnoldo da Villanova, medico di Bonifacio VIII. A testimoniare con segni tangibili questo interesse da parte dei papi, abbiamo due importanti sedi del culto cristiano: la prima in Basilicata precisamente all'Abbazia di San Michele a Montescaglioso, la seconda all'interno del Duomo di Spoleto. In questi due luoghi cristiani è possibile osservare segni alchemici riconducibili all'elisir di lunga vita su muri ed affreschi. Partiamo dal primo luogo, Montescaglioso. Appena entrati possiamo osservare grandi pensatori come Pitagora, il quale viene dipinto mentre insegna matemematica e filosofia. Poi ad attirare lo sguardo ci sono figure di elfi danzanti, serpenti, uccelli ed animali inusuali. Incontriamo spesso il Re Mida che nella simbologia ermetica significa "una verità che non può essere svelata". Incontriamo anche la "virgo et mater" che rappresenta la trasposizione cristiana di Iside ed il figlio Horo, sembrerebbe trattarsi di una vergine nera. Anche l'affresco del "toro" che nell'alchimia rappresenta lo zolfo, il "corvo nero" che rappresenta la decomposizione, processo durante il quale si separerebbe il puro dall'impuro. La "zampa del leone" che regge il vaso alchemico, espressione del segno dell'oro, il fuoco segreto. Infatti la prima sostanza che serve per preparare l'elisir è chiamato "leone verde". Questi non sono che una parte dei simboli alchemici riportati. Spostandoci a Spoleto lo scenario non cambia, troviamo molti simboli visti a Montescaglioso ma vediamo anche altro. Qui troviamo l'affresco del "satiro che insegna", simbolo fortemente pagano. Ricordo che anche a Montescaglioso trovammo la figura di Pitagora nell'atto di insegnare, quindi le due cose sono riconducibili. Qui è presente anche la figura dell' Arcangelo Michele con la bilancia e la spada, oggetti legati al dio egizio Thot dal quale proverrebbero gli insegnamenti sull'alchimia. Inoltre vicino all'affresco che raffigura l'Arcangelo c'è un altro affresco che raffigura "l'ariete bianco", un altro importante simbolo alchemico. Comunque il simbolo ritenuto più importante come prova della ricerca alchemica sta proprio nell'affresco centrale che raffigura Cristo al centro, sul lato sinistro San Paolo con la spada e sul lato destro San Pietro con la chiave. Questo non reppresenta niente di speciale, o meglio così sembra. Infatti osservando bene si nota che gli oggetti in questione sarebbero stati messi in risalto rispetto ai santi stessi, inoltre lo stesso disegno realizzato allo stesso modo è riportato nel Le Livre Des figures Hieroglyphiques di Nicolas Flamel.

Tutto questo è sicuramente molto interessante ed andrebbe approfondito. Tutto ciò che è stato trattato fino ad ora fa parte di leggende che pur se arricchite da informazioni che provacono in molti intelligenti dubbi, non sono comunque accertate e non ci sono prove certe ed inequivocabili. Quindi ognuno di noi è libero di credere o meno oppure, più intelligentemente, può lasciare acceso in sé il fuoco del dubbio che infiamma tutti coloro che non amano escludere le cose a priori senza conoscerle e studiarle. Ciò che invece seguirà è la tesi scientifica nata dalla mente del discusso scienziato Aubrey de Grey, il quale sostiene di avere la ricetta per vivere mille anni. A chi lo accusa di "giocare a fare Dio" egli risponde che vivere mille anni non è immorale e che l'unico problema è invecchiare. Lo scienziato sostiene che per raggiungere questo risultato a dir poco straordinario ci vorrano almeno 25-30 anni. Per combattere l'invecchiamento, secondo lo scienziato, occorre trovare una cura per ognuno dei sette demoni che si oppongono al raggiungimento di questo risultato vale a dire: la degenerazione delle cellule, la moltiplicazione di cellule indesiderate, le mutazioni dei cromosomi, le mutazioni dei mitocondri, l'accumulo di altra "spazzatura" al loro esterno e le degenerazioni delle proteine. Quella che segue è l'intervista di Gabriele Beccaria allo scienziato in questione ed è tratta dal sito www.lastampa.it:

Professore, ogni voce dell’elenco equivale a un trattato di genetica e di biologia. Ma, in concreto, a che punto è nell’elaborazione delle contromisure? I suoi avversari dicono che il lavoro è ancora tutto da fare.
«In realtà siamo più vicini alle soluzioni di quanto si pensi. In particolare, siamo già alla fase dei test clinici sui topi per tre aree. Primo: la sostituzione delle cellule danneggiate con le staminali non è fantascienza, ma sta funzionando per diverse malattie, come il Parkinson. Secondo: si testano i primi vaccini con cui contrastare i depositi di amiloide al di fuori delle cellule. Terzo: ci sono esperimenti sulle proteine che garantiscono l’elasticità di tessuti specifici come quelli delle arterie. Mi sembra ragionevole che in 10 anni si arrivi alla soluzione dei sette problemi, anche se ci vorrà un po’ di fortuna e ci vorranno molti soldi».

Ecco l’altro problema: quanto dovrebbe costare il suo programma?
«Non molto, direi: 100 milioni di dollari all’anno per 10 anni nella fase delle cavie. Poi, quando si passerà ai test sull’uomo, decisamente di più: alcuni miliardi. Ecco perché passo molto del mio tempo a concedere interviste e a partecipare a convegni. Voglio coinvolgere le opinioni pubbliche e spingerle a fare pressione sui governi perché concedano i finanziamenti necessari».

Se anche ottenesse tutto questo denaro, quali sono le possibilità di successo? Risponda sinceramente.
«Io dico: 50-50. Se siamo sfortunati, invece, avremo bisogno di almeno 100 anni per vedere i risultati».

Lei è ottimista comunque. Ha immaginato la vita dei quasi immortali? Ce la racconta?
«Di sicuro non vedremo più persone vecchie, fragili, decrepite. E questo vorrà dire che non spenderemo più montagne di soldi per prolungare la vita di tanti anziani mala ti di qualche anno appena. E inoltre che tante persone in più contribuiranno al sistema del welfare, anziché bruciare risorse. La pensione, per esempio, non sarà più permanente, ma una scelta a tempo: ci si ritirerà e poi si tornerà sul mercato del lavoro con nuove competenze e obiettivi diversi. Naturalmente, visto il crollo del tasso di mortalità, dovremo pensare alle strategie per limitare quello di natalità. Altrimenti saremo perseguitati dalla sovrappopolazione».

Ma dal punto di vista medico? Saremo ridotti a pazienti permanenti, controllati e «riparati» in continuazione?
«All’inizio, certo, le terapie saranno complicate e prevederanno un insieme periodico di interventi genetici, trapianti di organi, vaccinazioni, ma poi, come avviene con tutte le nuove tecnologie, le procedure si semplificheranno e diventeranno anche più economiche, fino alla routine».

Ammettiamo che i sette tipi di terapia funzionino uno per uno. Ma ha pensato alle loro interazioni? Si tratta di un sistema integrato altamente sofisticato, dove nulla potrà andare storto.
«E’ chiaro che quando si affrontano i sistemi ci sono conseguenze multiple. Ma la mia filosofia non è quella di interferire con il metabolismo. Io punto a rimediare alle conseguenze dannose del metabolismo stesso. L’organismo, quindi, dovrà essere attentamente riparato e sottoposto a manutenzioni regolari, non riprogrammato. E’ lo stesso approccio che applichiamo alla casa o a un’auto d’epoca. No, non rida. Qui in Inghilterra ci sono molte auto "vintage" vecchie di un secolo: non erano state progettate per durare tanto, eppure l’amore dei loro proprietari e tutto il lavoro a cui sono sottoposte le mantiene in vita, perfette».

Lei conta molti «supporter», ma una parte del mondo accademico la critica pesantemente e, tra l’altro, l e contesta il suo background: lei nasce come "computer scientist" e la biologia è soltanto un interesse tardivo. Come replica?
«Che il mio training ingegneristico è un grandissimo vantaggio, perché mi ha permesso di pensare in modo innovativo. D’altra parte io ascolto tutte le obiezioni, perché alcune sono utili a chiarire il mio pensiero e i miei scopi. Ma sono convinto che alcuni di quelli che mi contestano non hanno capito fino in fondo il mio programma di "life extension" (l’estensione vitale)»

E’ vero che lei è solo e a Cambridge non ha una squadra?
«Adesso punto a creare una rete di collaborazione mondiale. A coordinarla è la mia fondazione - la Methuselah Foundation - che ha cominciato a ricevere donazioni e a distribuire finaziamenti. L’ultima elargizione in ordine di tempo è di tre mesi fa, quando l’imprenditore statunitense Peter Thiel, fondatore della società PayPal, ha staccato un maxi-assegno di 3.5 milioni di dollari».

Lei pensa davvero di riuscire a vivere un migliaio di anni?
«Come le ho detto, ho il 50% di possibilità di riuscirci, come tutti quelli della mia generazione».

Intanto si mantiene in forma?
«Sì, in ottima forma».

Ovviamente la prospettiva di vivere così a lungo attira la maggior parte delle persone. Ma dobbiamo anche, come dice lo stesso scienziato nell'intervista, limitare le nascite? Questa è una cosa che personalmente non condivido affatto, in quanto significherebbe inpedire a tante persone di nascere e di vivere la propria vita solo per consentire ad altri di viverne una così lunga. Inoltre questo, fortunatamente o sfortunatamente a seconda delle correnti di pensiero, è ancora un progetto che come si evince dall'intervista richiede ancora molto tempo e denaro, quindi è tutto ancora da vedere. Comunque ci aiuta a capire come l'idea dell'immortalità si sia evoluta negli anni e si sia spostata dall'alchimia alla medicina, dall'elisir alle cure mediche ma non si sia mai estinta. Il sogno di vivere per sempre è stato sempre presente nell'immaginario dell'uomo il quale si è sempre impegnato per renderlo realtà. Noi non sappiamo se qualcuno abbia mai raggiunto questo sogno ma è certo che ci saranno sempre persone che continueranno a lottare per raggiungere questo traguardo. Forse è destinato a rimanere un sogno per l'eternità oppure un giorno la vecchiaia sarà solo un racconto tramandato da padre in figlio e riportato sui libri di storia. Per sapere la verità non resta che aspettare.

Gianluca "Delios" Grieco

Fonti:

http://www.croponline.org/sacrograal.htm
http://www.croponline.org/aasverus.htm
http://www.daltramontoallalba.it/personaggi/saintgermain.htm
http://www.tanogabo.it/Cagliostro.htm
http://www.robertolapaglia.com/esofulc.htm
http://www.specchiomagico.net/magiamedievale4.htm
http://destino26.blogspot.com/2007/11/li-ching-yuen-lerablista-miracoloso.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Babaji
http://www.acam.it/montescaglioso.htm
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=38&ID_articolo=32&ID_sezione=243&sezione=News

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