HOMO SAURUS
UNA CASISTICA ANOMALA

Innanzitutto è doveroso precisare che il nome Homo Saurus è stato "coniato" dagli ufologi che si sono occupati del caso, in particolare il professor Sebastiano Di Gennaro, direttore dell’USAC, (Centro Accademico Studi Ufologici) da lui creato nel 1978 a Santa Maria Maddalena, ROVIGO, dove tutt’ora ha la sua sede fissa. Nel 1986 ha iniziato la sua ricerca che è durata quasi un ventennio durante la quale ha raccolto numerose testimonianze, reperti, calchi in gesso delle orme, eseguito analisi scientifiche e ambientali e indagini a tutto campo.

Per una maggiore chiarezza è bene ricostruire l'intera vicenda cronologicamente.
Il primo caso che porrà le basi dell’indagine avviene nell'estate del 1986, più precisamente il 13 agosto vicino al Canal Bianco nei pressi di Pincara in provincia di Rovigo.
L. B. e due suoi amici, che hanno preferito mantenere l'anonimato, si trovavano a parlare sul bordo di una strada di campagna, verso luna e mezza di notte intravidero dall'altra parte del canale una forte luce bianca che veniva emanata da un oggetto avente una forma semisferica nel fondo di un bosco non lontano.
Dopo qualche minuto la luce si spense e subito dopo i tre cominciarono ad udire strani rumori in avvicinamento, i testimoni spaventati salirono in auto e se ne andarono.
Durante il sopralluogo nel pioppeto lungo l’argine l’equipe dell’Usac ha trovato un varco trala fitta vegetazione ricavato spezzando rami e calpestando piante, inoltre dalle indagini compiute è venuto fuori che la madre di L.B., M. B. ha riferito di aver sentito qualcosa di anomalo nei pressi della sua abitazione qualche sera prima, ovvero la sera del 10 agosto intorno alle ore 23.
La signora era sola in casa quando ad un certo momento ha avvertito alcuni rumori al di fuori della sua abitazione, nonostante il televisore acceso, il rumore proveniva dal vigneto, la signora inoltre disse di aver avvertito una strana sensazione, come se fosse spiata.
Quest’ultima riferì inoltre di essere stata pervasa da una forte inquietudine, poi avvertì un rumore che definì simile ad un sibilo, chiuse le finestre e non fece più caso a ciò che stava accadendo.
In seguito ad un sopralluogo sono state scattate alcune fotografie del terreno, queste istantanee ritraggono orme, molto grandi e con tre dita fornite di unghie molto lunghe ed appuntite.
Dopo il primo caso di cui l'USAC si è occupato, ci sono stati ripetuti avvistamenti di oggetti luminosi, a Roncala è stato avvistato proprio uno di questi con sagome di figure umanoidi in movimento nel riverbero della fortissima fonte di luce.

Nello stesso luogo sono state rinvenute impronte di circa 28 x 10 cm, oltre alle impronte di piedi (in località Cà Bernarda, lungo il canal Bianco a pochi chilometri ad est di Pincara)sono state trovate delle depressioni circolari poste a vertice di un triangolo isoscele, di questo tipo di impronte ne sono state trovate due, l'una ad una distanza di un centinaio di metri dall'altra, probabilmente lasciate sul suolo in tempi differenti.

Contemporaneamente numerosissimi testimoni asseriscono di aver visto globi luminosi immergersi nel Canal Bianco o transitare soprattutto nel cielo di Roncala, anche alcuni collaboratori del centro sono stati testimoni di un simile evento in più di una occasione.
Il signor Renzo. Munari(la testimonianza dell’evento è apparsa in televisione durante la fiction Alex indagini su mondi segreti, del 1998), riferisce di aver visto un essere di carnagione scura mentre si trovava a pescare sulla riva del canale che poco prima aveva cominciato quasi a bollire, ovvero l'acqua aveva cominciato a vibrare in maniera simile ad un’ebollizione, quasi contemporaneamente il signor Munari fu attraversato da un intenso formicolio (che in quell’occasione si ripetè ben due volte)simile ad una scarica elettrica di basso voltaggio.
L'umanoide indossava una tuta con maniche lunghe di colore azzurro (in pieno agosto) aveva gli occhi chiari ed i tratti orientali, una carnagione scura apparentemente olivastra, nonostante fosse alto circa due metri, inoltre il signor Munari riferì che l'umanoide aveva dei capelli simili a plastica di un colore rosso arancio.
L'uomo fornì anche una prova, la lenza da pesca che nonostante fosse nuova, presentava due differenti colorazioni:
marrone scuro (il normale colore della lenza) e marrone chiaro solo ed unicamente nel tratto in cui era stata immersa nel canale al momento dell'ebollizione.
Pochissimi giorni dopo il testimone portò alcuni ricercatori del centro sul luogo dell'avvistamento dove notarono una carcassa in avanzato stato di decomposizione, si trattava di un cane che era scomparso qualche giorno prima, questo non era stato notato dal signor Munari nonostante fosse in un avanzato stato di decomposizione, forse troppo avanzato rispetto alla data della scomparsa, oltre a questa sono state trovate in seguito ossa di animali spolpate.
C’è da dire che dopo il presunto avvistamento il testimone ha cominciato ad accusare malesseri molto evidenti, molto simili a quelli causati ad una esposizione a radiazioni.
Indagini col contatore geiger hanno segnalato che i circa sette metri di lenza immersi nel canale di colore chiaro presentavano esigue tracce di radioattività, allo stesso modo sono stati effettuati rilevamenti lungo la l’impronta situata lungo la sponda del canale denotando ben 55 punti di radioattività.
Con il proseguire delle indagini, gli ufologi dell’USAC; in particolare il Dr. Sebastiano Di Gennaro, Stefano Baratella e Giovanni Mantovani trovano centinaia di impronte, le quali sono state fotografate e in alcuni casi sono stati eseguiti dei calchi (conservati presso al sede del centro insieme alla documentazione).
Nel 1988 il fenomeno aumenta di intensità ed oltre ai globi di luce che sfrecciano sopra i cieli della pianura padana, vengono rinvenute anche impronte di mani, che come le altre impronte sono di dimensioni anomale e probabilmente palmate.
La maggior parte dei rinvenimenti di impronte si colloca tra Il collettore padano ed il canal bianco, nel tratto in cui questi scorrono paralleli all’altezza di chiesa, sia più ad est dove si congiungono.
Molte altre impronte invece sono state rinvenute lungo gli argini del Po, soprattutto tra Polesella e Ro Ferrarese.
Contemporaneamente a questi rinvenimenti i pescatori del luogo cominciano a parlare di strani tonfi nei canali interessati dalle vicende, in alcuni casi sono apparsi "esseri mostruosi coperti di squame".
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Oltre a testimonianze dirette circolano nei paesi interessati numerose voci di avvistamenti effettuati da persone che non hanno voluto esporsi.
Secondo le descrizioni dei testimoni si tratta di esseri molto alti, oltre i due metri, di forma umanoide, snelli, con mani molto grandi dotate di 4 dita palmate, ai piedi 3 dita artigliate, cranio molto grande ed occhi rosso-arancio.
La colorazione appare verdastra ed il corpo è apparentemente coperto da squame.

Nel luglio del 1988 nelle località di Budrio e Villanova di Castenaso, (nei pessi di Bologna) i membri dell’usac Mantovani e Baratella vennero a sapere che durante un paio di notti si erano udite urla non umane quasi metalliche, secondo le affermazioni del barista G. M., le urla provenivano proprio da sopra i palazzi.
Dopo alcuni giorni altri testimoni riferirono a Baratella e Mantovani di aver anche visto, durante una delle due notti in cui si sono sentite le urla, un essere alato volteggiare sopra le case della cittadina.

Oltre alle impronte fu rinvenuta qualche tempo prima, anche una strana peluria bianca e nera che ricopriva una parte di terreno, questo sempre nei pressi di Budrio. A Stienta (ovest di ferrara lungo la riva nord del Po) vi fu uno strano caso di annegamento, la vittima una ragazza quattordicenne di nome Eleonora Rizzati, nel luogo in cui furono trovati gli indumenti della ragazza furono ritrovate anche le orme 38, 48 e 60 cm, oltre a molte unghiate nel terreno.

G. M., di Villamarzana ebbe un incontro con uno degli esseri e riferì di aver visto un umanoide coperto di scaglie con grandi occhi rossi che è uscito dal Canal Bianco a pochi metri da lui e poi si è di nuovo rituffato in acqua.
Sempre sul Canal Bianco, al pescatore M. B. di Pincara veniva tagliata la lenza ogni volta che egli la immergeva in acqua.
Giampietro Fiocchi(la testimonianza dell’evento è apparsa in televisione durante la fiction Alex indagini su mondi segreti, del 1998),mentre si trovava sulla riva del Po per pescare ha osservato uno di questi umanoidi uscire e poi rientrare in acqua.
Il testimone ha riferito che dopo pochi secondi dopo l’immersione, l’umanoide, è riemerso sulla riva opposta a circa trenta metri di distanza, lo descrive con un’andatura vagamente barcollante.
A Stienta G. B. ha visto uno degli umanoidi uscire dal Po e a quanto pare, anche un altro testimone (del quale non si conosce il nome) giura di aver visto un umanoide uscire da un campo di grano e dirigersi verso il Po.
Sempre nel luglio del’88 il signor G. R. chiamò l’USAC e Mantovani si recò ad Alberane di Ro perché l’uomo aveva riferito di aver udito più di una volta i cani del vicinato abbaiare con insistenza, forse allarmati da qualcosa.
I due, infatti, trovarono numerosissime orme nei pressi di un casale abbandonato.
Il 18 agosto 1988 fu trovata una macchia semicircolare di erba bruciata sulla riva del Po vicino a Ro ferrarese, tutt’intorno l’erba era calpestata in modo marcato, come se più animali ci avessero camminato sopra.
Tralasciando tutte le impronte rinvenute quasi giornalmente e tutti gli avvistamenti di globi luminosi che si immergono nelle acque, per via della straordinaria quantità di questi casi, uno degli episodi più importanti è stato quello del ritrovamento sulle rive del Po nel ferrarese,, in prossimità di Cologna, nel marzo dell’89 di una strana sostanza sostanza carnosa allo stato solido che giaceva al suolo sparsa per un centinaio di metri. L’aspetto dava l’idea di residui di un grosso rettile, inoltre non mostrava alcun segno di fermentazione in atto. Alcuni campioni della sostanza furono consegnati all’Istituto di Zoologia all’Università di Ferrara per essere analizzati. La risposta dei tecnici dell’Istituto, fu che il reperto non poteva essere tagliato col microtomo, (strumento che permette di tagliare a fettine sottilissime un prodotto organico) quindi non poteva essere sottoposto ad un’analisi microscopica a causa dell’origine sintetica del materiale.
Un risultato in particolare colpisce. Sottoponendo alcuni campioni della sostanza squamosa, ad alte temperature, si disidratava assumendo una colorazione verdastra. Sottoposta poi alla fiamma azzurra, esalava un forte odore di cheratina bruciata, la sostanza quindi sembrerebbe composta da polimeri e da una proteina, cosa alquanto strana, poiché i polimeri e la proteina sembrerebbero fusi intimamente tra di loro.
Tra le righe del documento pervenuto al prof. Di Gennaro ci sono dei punti estremamente interessanti:” Vi sono figurazioni che a prima vista sembrano essere scaglie a disposizione embricata, di forma Rettiliana. Ad un’analisi più accurata non esistono scaglie ma estroflessioni che ne simulano la forma”. In un altro punto si legge: “Il materiale sottoposto all’azione di un bunsen, carbonizza mandando un odore di cheratina bruciata. In stufa a 50° si disidrata diventando consistente ed assume una colorazione brunastra. Il materiale rimesso in acqua, diventa elastico, mantenendo la colorazione acquisita”.
BISHOP

Fonti utlizzate per l’articolo:

• Notiziario usac
• Area 51 n°24 settembre 2007, Lo stesso articolo è scaricabile presso il sito dell’usac http://www.usac.it/anomali/fenomeni_anomali.htm
http://www.usac.it/anomali/HOMO%20SAURUS.doc
• sito www.usac.it
• Il libro “HOMO SAURUS, una creatura aliena sta popolando il nostro mondo”, di Sebastiano di Gennaro, non è ancora distribuito nelle librerie, ma può essere richiesto alla Cartografica Edizioni di Ferrara, allo stesso autore e al catalogo Hera Books.
Le fotografie appartengono all’Usac, di conseguenza l’articolo è suscettibile ad eventuali modifiche qualora ne venga fatta opportunamente richiesta.

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