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L'HOMO ALAOUITE E
LA MUMMIA DELLE PEDRO MOUNTAINS

Sembra proprio un teschio umano, l'unica differenza è che questo è minuscolo: alto solamente 6,1 centimetri e largo 3,9. Si tratta di un piccolo teschio, ritenuto autentico e risalente a 360 milioni di anni fa, rinvenuto nel deserto di Tafilalet nel giugno 2005 dal professor Mohammed Zarouit, di nazionalità marocchina. Secondo lo studioso si tratterebbe del cranio fossile di una specie di homo vissuta in un periodo ancora per molti versi sconosciuto.

Infatti, 360 milioni di anni fa non esistevano nemmeno i dinosauri ancora. I grandi rettili avrebbero fatto la loro comparsa sulla Terra ben 100 milioni di anni più tardi, almeno secondo gli esiti degli studi della scienza paleontologica. Se ciò fosse vero, se effettivamente una simile specie di homo visse sulla Terra, potremmo supporne anche uno sviluppo, il quale avrebbe portato poi alla nascita dell'uomo come lo conosciamo, ovvero, degli antichi Australopithecus. Se effettivamente l'Homo alaouite (così è stata battezzata questa specie umana) è da collocarsi all'origine della nostra catena evolutiva, allora dovremmo supporre una certa continuazione culturale a partire da lui fino ad arrivare al moderno homo sapiens.

Di conseguenza, potremmo ritenere plausibili le pietre di Ica o le statuette di Acambaro, raffiguranti in entrambi i casi uomini e dinosauri insieme, una cosa ritenuta impossibile fino a oggi, visto che i primi Australopitechi si pensa siano comparsi sulla Terra circa 6 milioni di anni fa, 60 milioni di anni dopo l'estinzione di massa dei grandi rettili. Ma viene da chiederci: chi c'era prima degli Australopitechi? In effetti, l'Homo alaouite, viste le sue ridotte proporzioni, potrebbe collocarsi in un periodo precedente gli ominidi già conosciuti, come rappresentante di un'umanità primitica dimenticata, ma per logica possibile. Il piccolo cranio ritrovato in Marocco presenta 32 denti, rientrando così senza alcun dubbio nella specie umana. Se questo minuscolo reperto è effettivamente autentico, acquistano un senso certi reperti ritenuti dagli studiosi "anacronistici", i cosiddetti Ooparts, o "Oggetti fuori posto", che non dovrebbero esistere ma ci sono. Lenti molate e sfere metalliche conservate nel carbon fossile e risalenti a milioni di anni prima della comparsa dei primi ominidi conosciuti, ad esempio. Oppure, impronte di sandali conservate negli stessi strati di terreno datati al periodo giurassico. Chi camminava con i dinosauri? Gli scienziati hanno sempre negato la possibilità che una specie umanoide potesse già esistere anche solo 65 milioni di anni fa, figuriamoci nel Giurassico! Ma se consideriamo il cranio dell'Homo alaouite, allora potremmo rivedere questi Ooparts non più come imbarazzanti reperti da nascondere negli scantinati dei musei, bensì come prove dell'esistenza di una specie umana precedente a quelle già conosciute. Un'altra caratteristica interessante di questo teschio è la posizione del foro occipitale al di sotto dello stesso, il cui ci rivela un'altra importante informazione: l'Homo alaouite era bipede, camminava su due gambe, proprio come noi! A tal proposito sarà bene ricordare un altro ritrovamento simile. David Hatcher Childress ce ne parla nel suo libro Technology of the Gods (Le scoperte scientifiche delle antiche civiltà):

«Nell'ottobre del 1932, due cercatori d'oro stavano lavorando in un burrone, ai piedi delle Pedro Mountains [nel Wyoming], quando notarono qualcosa di "colorato" nella parete di roccia del burrone» (p. 90). I minatori fecero saltare la parete con la dinamite e scoprirono «una piccola cavità nel granito solido, larga appena 1,30 metri, alta 1,30 metri, profonda circa 4,60 metri. Quando il fumo dell'esplosione si fu dileguato e la polvere depositata, i minatori si abbassarono e guardarono nell'apertura: quello che videro li fece rimanere letteralmente senza fiato! Si ritrovarono faccia a faccia con una minuscola mummia di creatura umana! Appoggiata sui piedi, stava seduta su una piccola sporgenza con le gambe incrociate e le braccia chiuse in grembo. Era di colore marrone scuro, profonde rughe solcavano il suo volto che, per alcune sue caratteristiche, sembrava piuttosto quello di una scimmia (...). La mummia era incredibilmente piccola, alta non più di 36 centimetri! (...) Gli scienziati la esaminarono ai raggi X: era appena alta 36 cm e non pesava più di 350 gr. Le analisi dimostrarono senza ombra di dubbio che la mummia era stata una persona adulta e i biologi dichiararono che al momento del decesso aveva non più di 65 anni di età.

Inoltre, i raggi X rivelarono tutta una serie di denti, un cranio minuscolo, la spina dorsale integra, costole, gambe e braccia completamente formate. La mummia non era il risultato di una burla ben congeniata, ma un'entità biologica vera e propria con caratteristiche normali sebbene in miniatura (...). La mummia rimase in esposizione a Casper per molti anni per poi sparire facendo perdere le sue tracce, e tutt'oggi non si sa nulla di dove possa essere andata a finire» (pp. 91-92).

La mummia delle Pedro Mountains era forse quella di un altro rappresentante della misteriosa specie alaouite? Non possiamo dirlo con certezza, ma tutti i dati in nostro possesso potrebbero condurci in questa direzione. Solo il tempo potrà aiutaci a porre la parola "fine" a questo intrigante enigma.

Dott. Giorgio Pastore

Fonti:
http://www.rense.com/general69/homo.htm
www.esoterismo.net
D. H. CHILDRESS, Le scoperte scientifiche delle antiche civiltà, Newton & Compton editori, Roma 2003.

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