GIOVANNA D’ARCO
LA “PULZELLA” DI FRANCIA

"...La “Pulzella”di Francia, 
così venne chiamata dai suoi sostenitori,
riuscì insieme al suo esercito 
a distruggere le fortificazioni inglesi 
e a liberare Orlèans..."
"...Parigi è ancora in mano agli inglesi e
l’armata, con in testa Giovanna, 
riesce con un’impresa incredibile 
a riconquistarla in poche ore. 
Vince ogni sua battaglia 
senza mai ferire un solo uomo 
di sua mano..."

        È il 6 gennaio 1412 e nella famiglia D’Arc nasce una grande donna. Una tra le più grandi donne di cui abbia mai sentito parlare: Giovanna D’Arc. Fin dalla tenera età, nella piccola cresce la fede e la vocazione. La sua infanzia però non è delle più felici e spensierate, difatti il popolo francese sta subendo il supplizio dell’estenuante Guerra dei Cent’anni. La paura e la fame sono la cornice di tutto quel cupo periodo sul territorio francese. All’età di soli 13 anni Giovanna inizia il suo cammino che la porterà alla santificazione e soprattutto a diventare una vera eroina, a riempire il cuore dei francesi e degli uomini di tutto il mondo. Non si può rimanere impassibili davanti alle sue gesta eroiche. Davanti alla sua breve ma pur intensissima esistenza che segnò storicamente e moralmente in modo indelebile le vite di tutti i francesi, e non solo. Giovanna, comincia dunque a sentire delle “voci”. Queste “voci” le predicono che un giorno libererà la Francia dagl’invasori inglesi e, grazie a lei, Carlo VII, detto il “Delfino di Francia”, potrà finalmente sedersi sul trono. Lei è devota a queste presenze e decide di seguirne ogni direttiva. A 17 anni, le “voci” le comunicano che è arrivato il momento di agire, proprio mentre gli inglesi stanno bombardando Orlèans. Così Giovanna si presenta al Delfino riuscendo a conquistare la sua fiducia e quella del popolo. Lei, una giovane donna che per il popolo francese divenne santa già da quel giorno, parte in testa ad un esercito di 7.000 uomini per realizzare ciò che nelle pagine del suo destino era già scritto; per obbedire agli ordini che le “voci” le impartivano, senza timori, senza smarrimenti. Sicura nella sua fede. La “Pulzella”di Francia, così venne chiamata dai suoi sostenitori, riuscì insieme al suo esercito a distruggere le fortificazioni inglesi e a liberare Orlèans. Così conquista la piena fiducia dei suoi soldati e quella di tutti i francesi. Presto, l’esercito avrebbe combattuto non più per il futuro re, ma bensì per la giovane “Pulzella” che riempiva d’amore e di speranza i cuori di tutti quelli che la incontravano.La marcia continua e, con essa, le numerose vittorie dei francesi che rimangono praticamente illesi, lasciando poche speranze all’esercito nemico che spesso scappa abbandonando armi e viveri. È il 17 luglio del 1429, Giovanna ha soli 17 anni e, in breve tempo, ha quasi completamente liberato la Francia dai suoi invasori senza riportare grosse perdite nella sua armata, sempre seguendo alla lettera le istruzioni delle “voci”, e riesce dunque a far incoronare Carlo VII come re di Francia. Ma quest’ultimo, ottenuto il suo scopo, non è più propenso a sostenere ed aiutare la “Pulzella” nelle sue “divine” gesta. Parigi è ancora in mano agli inglesi e l’armata, con in testa Giovanna, riesce con un’impresa incredibile a riconquistarla in poche ore. Vince ogni sua battaglia senza mai ferire un solo uomo di sua mano, pur trovandosi nel bel mezzo degli scontri più barbarici. Ma proprio quando la vittoria diventa un sapore antico e familiare qualcosa cambia improvvisamente, radicalmente. I Borgognoni, alleati degli inglesi, il 23 maggio dello stesso anno, riescono a catturare Giovanna, scortata ormai da soli 400 uomini che non riescono a proteggerla durante un’imboscata che vede alleati Borgognoni ed Inglesi con il solo scopo di mettere a tacere quella giovinetta che tanto temono, sia da un punto di vista militare, sia da un punto di vista politico-religioso. Le sorti di Giovanna vengono scritte quello stesso giorno, mentre i Borgognoni la vendono al re inglese per diecimila ducati d’oro; una consistente somma di denaro; la somma con cui fu venduta la sua fede, il suo cuore puro e tutto ciò che Giovanna rappresentava e rappresenta ancora oggi, la tenacia, la forza di continuare a lottare per seguire il proprio scopo, il proprio credo, i propri ideali. Affrontare il pericolo e la morte a testa alta e portare nell’anima la certezza di morire per il giusto, per la pura soggettiva verità e certezza. Ma, a volte, per molte persone, le questioni politico-religiose hanno un valore assai più consistente. “Smonetizzabile” è la parola giusta. Mentre è chiaro il movente dei nemici politici, quello della chiesa è che la Pulzella vede Dio in ogni dove e, quindi, sminuisce il ruolo dell’istituzione ecclesiastica. Dunque, Giovanna è un pericolo, un pericolo reale, un pericolo che ha molto potere sul popolo, essendo da esso molto amata e stimata. Giovanna è un pericolo. Bisogna eliminarla. Questo è stato sentenziato. La nostra “Pulzella” viene condannata per eresia. Ci vogliono i migliori medici e le più alte cariche religiose del tempo per poter manovrare i suoi interminabili e numerosi interrogatori. E lei, diciassettenne, figlia di contadini ed analfabeta, riesce a tener testa ad ogni loro domanda, ad ognuno di loro, anche dopo giornate intere di estenuanti interrogatori. Giovanna dimostra di non essere una semplice ragazza, una semplice persona. Giovanna è speciale, nel significato più vero del termine. Purtroppo riescono comunque a condannarla. La sua punizione, il rogo. Era il 1431. Il popolo francese, sgomento davanti alla morte della loro salvatrice, la sentono gridare per ben sei volte il nome di Gesù Cristo prima si spirare avvolta dalle fiamme infernali accese dai suo carnefici. Così, finisce la vita di Giovanna D’Arc. Una vita che tutti noi non dovremmo dimenticare, resa ancor più toccante a causa delle ingiustizie subite e dal martirio del rogo. Papa Benedetto XV, nel 1920, ben cinquecento anni dopo la sua morte, decide di santificarla e per lei, perché il ricordo di Giovanna non si spenga mai, il governo dedica un giorno, e quel giorno è festa nazionale. Quel giorno è la festa della “Pulzella”, giovane contadina e analfabeta che liberò la Francia vincendo battaglie fisiche e psicologiche con grande sapienza e coraggio. Semplicemente seguendo il proprio cuore.

Arianrhod

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