GIAPPONE SOPRANNATURALE

        Spesso si dice che il Giappone non ha una storia veramente valida da essere documentata, oppure che non ha una storia da far invidia a quelle che possono essere le antiche civiltà del passato come quella greca, romana, egiziana, babilonese, cinese...
e da ciò anche l’idea che il riferimento a enigmi irrisolti o all’ipotetico passaggio di esseri extraterrestri in un antico periodo siano piuttosto scarsi.  Tutto questo in realtà non è vero poiché se scaviamo nella storia, nella cultura, nella politica più arcaica di questa nazione vediamo che ci sono tanti riferimenti degni di essere valutati e apprezzati, a volta del tutto originali, così come i misteri di questo isolato angolo di pianeta che sebbene non abbiano avuto la fama e la gloria di altri luoghi misteriosi dell’Asia come il Tibet, Agharti, la civiltà Khmer, la città di Khara Kota, non devono essere ignorati, ma anzi devono essere studiati, approfonditi e capiti.
Un primo studioso a spezzare una lancia a favore del paese del Sol Levante è stato l’ inglese Drake che con la sua opera "Spacemen in the Ancient East" asserisce che i primi coloni del Giappone erano esseri di razza bianca proveniente dall’ormai sommerso continente di Mu, i quali regnarono per circa 18.000 anni sugli Anui (una popolazione locale) antenati della stirpe Yamato, sfortunatamente estintisi col passare dei secoli. Come è di consuetudine nel mondo del mistero non possiamo dire con certezza se le ricerche e le ipotesi di Drake siano fondate o non, ma il ritrovamento di certe costruzioni antidiluviane a largo del mar della Cina (Yoganumi), così simili alle piramidi Americane o Egiziane confermerebbero i suoi studi. 

Non possiamo neppure dimenticare il ritrovamento di piramidi nel nord del Giappone e il riferimento a uomini biondi e con gli occhi azzurri, così presenti anche nelle tradizioni arcaiche di tutto il mondo conosciuto. Tutti questi dati sono a favore delle tesi dell’autore inglese. 
In ultimo, prima di addentrarci nel vero oggetto della nostra ricerca, ricordiamo il caso di Shukyo Mahikari il quale asserisce che Gesù non sarebbe stato crocifisso, sorte toccata a suo fratello, e che sia ritornato in Giappone, luogo dove aveva appreso tutta la conoscenza prima di giungere in Palestina. In Estremo Oriente si sarebbe sposato e avrebbe dato alla luce tre figli, morendo alla veneranda età di 118 anni . Come abbiamo visto quindi misteri irrisolti del Giappone escono sempre di più allo scoperto, ma sfortunatamente le teorie appena enunciate non soddisfano appieno, sia perché non hanno solidissime basi, sia perché rispetto ai casi che stiamo annunciando, interessanti, risultano solo delle supposizioni un po' più aleatorie . 

Ma che cosa hanno questi casi di così importante da sfaldare qualsiasi altra teoria e supposizione circa i misteri del Giappone arcaico? Non è tanto di cosa esse trattano quanto il fatto che esse sono pienamente salde nella coscienza storica di questo paese, tanto da diventare un caso normale come se trattassimo di battaglie, conquiste territoriali e alleanze politiche. 

Le cronache fanno riferimento a esseri che per la loro natura possono essere classificati come extraterrestri, ma non extraterrestri qualsiasi bensì diretti discendenti forse di qualcosa di grande, qualcosa che può arrivare a collegare anche i casi di Gesù e della stirpe che dominò sugli Anui.

CASI INTERESSANTI

          1) Nella storia arcaica del Giappone si fa riferimento a esseri chiamati Emishi o Kuzu che vivevano in buche scavate nel terreno così da aggiudicarsi il nome di Tsuchiguno, ovvero, “ragni della terra”; ma le sorprese non finiscono qua infatti i testi antichi Giapponesi dicono che gli Emishi erano "veloci come uccelli nel salire sui monti e agili come quadrupedi nell’attraversare le pianure e le valli, bevevano sangue e portavano sempre armi celate fra le vesti ampie. Gli scheletri rinvenuti presentano braccia e gambe lunghissime e un tronco piccolo; veneravano inoltre l’orso, poiché ospitava spiriti divini". 

Ecco quindi un primo caso di esseri diversi, e questa volta pienamente documentati dai testi arcaici; ma alcune domande sorgono spontanee, dopo la lettura di certi passi: chi erano questi esseri? Qual era la loro precisa natura? E soprattutto, da dove venivano? Sfortunatamente, queste domande non hanno una risposta finita. Dobbiamo continuare a indagare, ma per il momento diciamo che potevano essere superstiti del continente di Mu, giunti chissà come in Giappone.
         2) Il secondo caso riguarda esseri più "famosi", conosciuti col nome di Kappas o anche col nome di "leggendari uomini dei canneti", presenti nel Giappone al tempo di Heian (dal IX all' XI secolo dopo Cristo). Cosa avevano di particolare? Erano descritti come normali esseri umani, ma caratterizzati da strane deformazioni fisiche. Infatti, i testi antichi ci dicono che:
"Questi uomini appaiono come bipedi dagli arti palmati e muniti ognuno di essi di tre dita terminanti a uncino , con il dito centrale notevolmente più lungo. La loro pelle è bruna, liscia, serica e lucida, il loro capo sottile, le orecchie grosse, gli occhi grandi e triangolari. Sulla testa portano un curioso cappello con quattro aghi ed il loro naso ha l’aspetto di una proboscide che termina dietro le spalle, dove s’unisce a una gobba e a forma di cassetta". Parecchi studiosi per tanto tempo non hanno saputo come classificare questi esseri e si è arrivati alla conclusione che si trattasse di sommozzatori, infatti: "la pelle bruna e lucida" poteva essere una tuta impermeabile, "le mani e i piedi palmati" potrebbero essere stati arnesi per il lavoro subacqueo e "la proboscide terminante in gobba" poteva essere un normale apparecchio con tanto di bombole ad ossigeno; ed "i quattro aghi" normali antenne! Poniamo quindi la nostra consueta domanda: com’era possibile la presenza nel IX-XI secolo di subacquei? Da dove venivano? Cosa ci facevano in Giappone? Si trattava veramente di esseri di altri mondi o solo mostri di racconti popolari?

        Come sempre la risposta non si conosce, e tutte le ipotetiche interpretazioni sfociano in un caotico quadro di immane incertezza. Sebbene, quindi, il quadro suoni abbastanza confuso abbiamo gli elementi necessari per formulare un' ipotetica teoria prendendo in considerazioni anche le non sicure tesi di Drake e di Mahikari, le quali pongono uno strettissimo legame tra il mondo di Mu e l’Asia; anche se il nostro punto di forza rimane principalmente la teoria di Drake, visto che Mahikari parla di Gesù, una figura quasi inesistente nella storia di Mu, ma allora perché inserirlo? 

Sopra: Si noti le tre dita terminanti a
 uncino col dito medio più lungo, i piedi palmati e sopratutto i suoi misteriosi "aghi"sul capo, classificati probabilmente come "antenne di natura extraterrestre".

Per il semplice fatto che la teoria di Mahikari pone Gesù in un contesto dove probabilmente regnarono esseri semi-divini con un'alta spiritualità e quindi siccome Gesù in spiritualità ne sapeva qualcosa e siccome si dice che l'abbia appreso proprio in Giappone, il collegamento ci sembra più che logico, da considerare inoltre come punto per la nostra tesi le costruzioni antidiluviane di Yogunami e le piramidi del Nord del Giappone; ma per chiarire il tutto enunciamo qui la teoria:

 "Circa 10.000 anni fa un progredito popolo dagli occhi azzurri e i capelli biondi provenienti da stelle lontane arrivò sulla Terra stabilendosi su una felice isola del Pacifico chiamata Mu o terra dei Nacaal, “i fratelli santi” (ricordiamo il caso James Churchuward). Questo popolo era perfetto , utilizzava un’alta tecnologia , possedeva una grande scienza, aveva una grande base spirituale e morale, possedeva eccellenti doti naturali quali telepatia, capacità di guarire, capacità di volare e forza sovraumana..."

Per ignote cause naturali o tecnologiche questa civiltà cola a picco, ma fa di tutto per non estinguersi totalmente; trova un nuovo continente, l’Asia, e cerca di portarvi la sua cultura , crea Agharti , la civiltà Tibetana , la Khmer, la città di Khara Kota, l’Indiana, la Cinese ma si ferma anche in Giappone diventando signore degli Anui , naturalmente ci vuole tantissimo tempo per creare una nuova civiltà (si parla di secoli visto che il caso dei Kappas è trasportato al IX XI secolo) , vengono inviati da Mu ( non ancora del tutto colata a picco) addetti specializzati (Kappas e Emishi ) che devono impegnarsi (un impegno relativo visto che si tratta di semplici tecnici) a costruire il nuovo mondo e naturalmente soggiornano lunghi periodi presso l’ultimo degli imperatori Giapponesi ancora custodi del sapere di Mu , vi sono anche terrestri arcaici che non conoscono ancora le più grandi invenzioni tecnologiche e rimangono sorpresi da quanto vedono e stampano gli avvenimenti nei loro testi, da essere così tramandate di generazione in generazione. E Gesù? Uno dei tanti discendenti dell’èlite di Mu che andava a imparare il sapere spirituale dove erano rimasti i suoi antichi superstiti! (questo sempre se vogliamo prendere in considerazioni le teorie di Mahikari). Non nascondo che si tratti di un'ipotesi a tratti fantasiosa, ma che a mio avviso potrebbe rispecchiare ipoteticamente parlando i fatti che avvennero tanti secoli fa, visto tutti quei miti e tutti quegli avvenimenti che mettono in diretto contatto l’Asia con una terra scomparsa nel Pacifico.

        Potrebbe essere questa la verità? Oppure nella nostra analisi qualcosa ci è sfuggito e dobbiamo abbattere tutto e ricominciare da zero? Se sì, come si evolverebbero poi gli schemi, o più precisamente, a cosa giungeremmo? Quale sarebbe la nuova ipotetica verità?

PASQUALE ARCIUOLO

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