FALSI CHUPACABRAS!

        Come potete notare, “l’essere” nella foto in basso è del tutto identico a quello che appare nella foto in alto, ipoteticamente scattata in Perù. Quello della foto in basso è un essere fotografato realmente qualche anno fa da un geologo che stava effettuando alcune ricerche nelle profondità delle caverne di Khaimah, negli Emirati Arabi Uniti. Si addentrò nelle caverne e di lui non si ebbe più notizia finché, qualche giorno dopo, un altro geologo che si trovava nelle vicinanze chiamò la polizia perché aveva udito, in lontananza, un grido di terrore provenire da uno di quei bui anfratti. La polizia giunse sul posto e dopo alcune ore di ricerche rinvenne, all’interno di una caverna, il corpo esanime di un uomo orrendamente sfigurato e irriconoscibile; e vicino ad esso la sua macchina fotografica. Fortunatamente la pellicola all’interno della macchina era rimasta intatta e non era stata toccata. Una volta sviluppata rivelò qualcosa di assolutamente incredibile: l’essere che si vede nella foto! La polizia, pur classificando la cosa come “un evento molto strano” alla fine archiviò il caso come “decesso causato dall’attacco di un animale selvaggio non identificato”.

Per cui, la foto in alto del presunto Chupacabras, altro non è se non un immagine modificata: l’autore della burla ha preso questa immagine (autentica) immortalata dallo sfortunato geologo, ha schiarito un po’ questo “animale selvaggio non identificato” e lo ha semplicemente “collocato” su quell’albero. È una falsificazione, questa, realizzabile con un qualsiasi programma di grafica, tipo “Photoshop”; oppure con una semplice foto cartacea sulla quale collocare un'altra immagine cartacea (quella del “Chupacabras”, tra i rami), fotografare il tutto con una fotocamera digitale, passare sul computer e smussare poi gli eventuali difettucci, sempre con un programma di grafica. Sembrerà banale, ma è un trucco facile che funziona sempre: persino una mente acuta come quella di Sir Arthur Conan Doyle è caduta in un tranello simile, quando due bambine gli portarono delle foto di alcune presunte “fate” nel giardino della loro casa. L’autore di Sherlock Holmes ci cascò, ma in seguito furono le due stesse bambine, da adulte, ad ammettere che si trattava di un inganno, e che le foto erano state realizzate semplicemente collocando nel giardino delle immagini di cartoncino di fate e folletti.

La foto degli amici in campeggio osservati da un Chupacabras è dunque falsa al 99%, per non dire al 100%. L’essere in questa foto è troppo simile a quello fotografato dal geologo, ha la stessa postura, le stesse dimensioni, lo stesso sguardo, le gambe e le braccia sono del tutto simili. Anche volendo ammettere che siano due esseri della stessa specie, sembra improbabile che siano così somiglianti e che vengano fotografati nella stessa identica “posa”. In definitiva ci sono validi elementi per affermare che si tratta di un falso di media qualità.

Ma a questo punto viene da chiedersi: che cos’è quell’essere che il defunto geologo ha immortalato all’interno di quella caverna? Non si sa. Di sicuro sembra di forma umanoide. Un qualche tipo di alieno? O si tratta davvero di qualche animale sconosciuto? Credo che gli autori del film di X Files si siano ispirati a questo caso per quanto riguarda l’inizio del film: nelle scene iniziali si vedono infatti due uomini nel 35.000 a.C. che si addentrano in una caverna per ripararsi dal freddo, e lì vengono assaliti da un umanoide molto simile a questo fotografato nelle caverne di Khaimah. Personalmente non ho idea di cosa sia, forse si tratta davvero di un qualche tipo di alieno che se ne sta chiuso nelle caverne. Recentemente, comunque, è stata scoperta in Messico una grotta straordinaria: al suo interno sono presenti cristalli purissimi lunghi più di 15 metri! Incredibile se si pensa che i cristalli rinvenuti finora non superano i 20 cm. I geologi (italiani) che esploreranno la caverna hanno dichiarato che sarà possibile trovare al suo interno nuove forme di batteri ed esseri viventi finora sconosciuti… chissà che non vengano fuori altri di questi “animali selvaggi non identificati”… occhi aperti, ragazzi!

Emiliano “Phoenix” Rizzo

 

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