I SEGRETI DEL
DOLLARO STATUNITENSE
di Marcello Pamio

Ce ne siamo già occupati in passato!
La simbologia occulta nelle banconote, oramai dovrebbe essere ben nota ai lettori di Nexus: ricordiamo infatti l’articolo pubblicato nel numero 40 nel quale Carmen Rettore ha dimostrato inconfutabilmente come i marchi tedeschi recavano impressi dei numeri Maya! Numeri «fuori luogo», che apparentemente non c’entravano nulla nel contesto, almeno per noi comuni mortali, e che invece avevano una loro e sottile funzione subliminale!
Oggi invece analizzeremo una delle banconote più conosciute e diffuse al mondo: il dollaro statunitense.
Cercheremo di comprendere se anche in questa banconota esiste un «linguaggio» o dei messaggi segreti che sfuggono al nostro controllo conscio. «The One Dollar», come viene comunemente chiamato, fu adottato per la prima volta durante la presidenza di George Washington, nell’anno 1794. Questo spiega come mai un lato della banconota - che per comodità chiameremo lato A - presenta proprio l’effige del primo presidente degli Stati Uniti d’America.
Lato A del dollaro
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Ad un occhio «esotericamente» allenato, colpisce immediatamente la lettera «G» maiuscola stampata all’interno del cerchio. Lettera diffusissima in massoneria a tal punto che viene considerata come uno dei simboli più importanti.
Qual è il suo significato? Ci sono così tante interpretazioni che è difficile integrare il vero significato, almeno per coloro che non sono iniziati agli «insegnamenti nascosti»: iniziale della parola «Gnosi» (conoscenza), «Geometria» (l’arte sacra della «costruzione»), «God» in inglese, «Got» in tedesco: Dio, «Generazione», «G.A.D.U.» (Grande Architetto dell’Universo), ecc.
E’ d’obbligo precisare, per non cadere nel ridicolo, che esistono altre serie della stessa banconota che presentano invece della lettera «G» la lettera «H» o la «J», questo a seconda della banca federale.
Però è altresì vero che una simile coincidenza - per chi crede naturalmente nelle coincidenze - è molto interessante.
Giriamo a questo punto il dollaro e passiamo al lato B. A destra, dentro un cerchio, l’animale per così dire ufficiale degli Stati Uniti d’America: l’aquila calva o aquila romana.
Lato B del dollaro
Questa «ufficialità» l’ha sicuramente reso l’animale più diffuso in loghi e/o simboli governativi.
Senza nulla togliere agli altri animali, l’aquila per sua natura, è forse più «vicina» a Dio di qualsiasi altro animale. Il significato quindi è indubbiamente «divino». Essa infatti vola alta, sfiorando il cielo e osserva tutto e tutti. Nulla le sfugge dall’alto.
Nel dollaro, l’aquila tiene nel becco un nastro con la scritta latina «E Pluribus Unum» (Out of Many, One), composta da «tredici» caratteri, che significa: «Da Molti Uno». Il numero «tredici», come vedremo meglio più avanti, è presente numerose volte nella banconota:
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Per alcuni studiosi dell'alfabeto ebraico il «tredici» è simbolo di distruzione e morte. Secondo invece Carmen Rettore, il tredici «oltre ad essere il numero cosmico del perdurare della presenza è anche il numero del “trasporto” e del “volo”». Cosa significa questo? «In pratica con questo numero - continua Carmen Rettore - viene data alla banconota la pulsazione di un movimento universale», della serie: un movimento di «circolazione» che «perdura, trascende e resiste per l’eternità». La conferma di quest’ultima affermazione, e cioè della «circolazione che perdura», sta nel fatto che il dollaro è sicuramente la banconota che circola maggiormente nel mondo e da tantissimo tempo.
Spostiamoci ora a sinistra, perché adesso viene il bello. Preparatevi.
La Piramide del Potere L'aquila calva Le stelline sopra l'aquila formano il Sigillo di Salomone (stella a sei punte)
All’interno di un cerchio una piramide - o tronco di piramide - a base quadrata con un occhio al vertice. Un simbolo affascinante e soprattutto intrigante, che vedremo di estrema importanza: si tratta infatti del «Delta Luminoso», chiamato dagli amanti della cospirazione: «Piramide del Controllo» o anche «L’occhio che tutto vede».
Talmente importante è il suo «significato» che perfino Gustav Jung se n’è occupato: «il triangolo con dentro un occhio s’impone – sempre secondo il grande psichiatra svizzero - immediatamente ad ogni osservatore (a livello inconscio) indipendentemente dal livello di coscienza di chi lo sta guardando». Ciò significa che va a lavorare direttamente a livello inconscio bypassando la parte consapevole.
Ma cosa ci comunica?
Lo scopo dell’«Occhio della Trinità e dello Spirito Santo», come lo chiama la Rettore, è quello di ricordare che: «l’occhio di Dio ti vede sempre, ovunque tu sia!», mentre il triangolo va a colpire direttamente i tre corpi: materia, sensi e mente, di cui è composto l’uomo.
Molto interessante, ma andiamo avanti perché non finisce qui. La piramide ha «tredici» gradini, simbolo - per alcuni - del «percorso iniziatico rosicruciano», alla base della quale vi è incisa la data: «MDCCLXXVI» cioè 1776, anno della fondazione degli Stati Uniti, ma anche anno della nascita dell’«Ordine degli Illuminati»: la società segreta fondata il 1° maggio da Adam Weisshaupt, allora professore ventottenne di giurisprudenza dell’Università dei Gesuiti in Baviera.
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I primi ovviamente furono i membri dell’Ordine degli Illuminati, mentre nel dollaro la decisione di stamparlo fu presa solamente nel 1933 per volere del 31esimo presidente Franklin Delano Roosevelt. Un «presidente - tanto per cambiare - massone del 33esimo grado».
Questo simbolo, modificato graficamente da renderlo ancora più «illuminante» (l’occhio che osserva e/o controlla il mondo intero), oggi viene usato anche dall’agenzia governativa per i programmi della difesa statunitense: la D.A.R.P.A. (Defense Advanced Research Projects Agency).
O meglio, veniva usato: dopo averlo scaricato dal sito ufficiale http://www.darpa.mil/ (vedi immagine) sembra misteriosamente sparito dalle pagine web.
Questo sì che è vero occultismo!
Possiamo quindi affermare, senza paura di essere smentiti, che il dollaro statunitense «veicola» così tanti simboli esoterici e/o massonici che pensare a semplici coincidenze fortuite è sinceramente un’offesa al buon senso e alla comune intelligenza.
Sicuramente per qualcuno queste affermazioni potranno sembrare semplici forzature, qualcun altro troverà il tempo di sorriderci sopra, ma è bene sempre ricordare due cose: primo che «nulla in massoneria è ritualmente superfluo…»e secondo di non sottovalutare il «simbolo», perché come disse Jung: «può trasformare la natura stessa dell’uomo».
Chi ha orecchie per intendere…intenda!Marcello Pamio
Fonte: "Nexus New Times" n. 43