I MISTERI DEL
CODICE DA VINCI


(Dettaglio del Cenacolo ottenuto con
una sovrapposizione speculare dello stesso)

I MISTERI DEL CODICE DA VINCI
LA NATURA DEL SACRO GRAAL

        “Il romanzo di Dan Brown ha avuto un indiscusso successo, ma si tratta pur sempre di un romanzo”. Questa è la frase che si trova più spesso sulla bocca di molti accademici, non disposti a dare troppo spazio alle teorie contenute in questo libro che ha fatto molto parlare di sé. Si tratta di un thriller, ma in esso sono contenute anche nozioni di storia, curiosità varie inerenti il femminino sacro, Leonardo da Vinci, il Graal ed eventi che invece sono di pura fantasia. Ma ciò interessa poco al pubblico di lettori che ha letto il libro per quel che è, senza farsi troppo domande. In fondo, un romanzo deve farci sognare, facendoci vivere avventure impossibili e pericolose, ma se questo contiene anche degli elementi ispirati a fatti realmente accaduti o che potrebbero essere anche accaduti, tutto cambia. Il lettore ne è cosciente e non vede il libro che ha in mano solo come una favola ben congeniata, ma anche come un pozzo d’informazioni, entro cui cercare le proprie verità. Dan Brown, per scrivere il suo “Codice da Vinci”, si è ispirato prima di tutto al libro di Baigent Michael, Leigh Richard e Lincoln Henry del 1982, “Il Santo Graal”, in cui è esposta una loro personalissima teoria secondo cui il Graal non sarebbe la coppa che raccolse il sangue di Gesù durante il suo supplizio sulla croce, ma un simbolo. Il simbolo della discendenza del sangue reale (da ciò il nome Santo Graal = San Graal = Sang Raal = Sangue Reale), ovvero, della discendenza di Gesù Cristo.

Infatti, secondo gli autori de “Il Santo Graal”, Gesù sarebbe sì morto sulla croce, ma sarebbe sopravvissuta una sua progenie, attraverso la sua presunta compagna, Maria Maddalena, la figura chiave di questa teoria. Nel medioevo, la Chiesa trasformò questa figura femminile in quella di una prostituta, sia per sminuirla di fronte al sesso maschile, sia per nascondere la verità, che poteva essere pericolosa per la stessa istituzione ecclesiastica. Al tempo, la donna non godeva degli stessi privilegi degli uomini. Quindi, venne sempre tenuta in disparte, sottomessa all’autorità del capo famiglia e del sesso maschile in genere. La Chiesa avrebbe così deciso di trasformare la vera storia di Gesù, sminuendo così la figura della Maddalena. Inoltre, avrebbe anche rifiutato il Vangelo di Filippo, ritrovato a Qumran nel 1947 insieme ad altri ritenuti così apocrifi. Qui vi sarebbero alcuni passi ambigui, inerenti proprio il rapporto “speciale” di Gesù con la Maddalena. In questo Vangelo, rinnegato dalla Chiesa di Roma, Maria Maddalena viene definita “la consorte” di Gesù. Inoltre, qui si legge anche di una presunta gelosia da parte dell’apostolo Pietro nei confronti del Messia, in quanto questi amava più la Maddalena che tutti gli altri suoi discepoli. Quando Gesù morì sulla croce, la Maddalena portava già una gravidanza di tre mesi. Almeno, questo è ciò che sappiamo leggendo il Vangelo di Filippo.

Questa verità sopravvisse, anche se nella clandestinità. Il Priorato di Sion, di cui si parla anche nel thriller di Brown, sarebbe il custode di tale segreto attraverso i secoli. Tra i maestri di quest’ordine vi sarebbero stati anche alcuni personaggi importanti, ricordiamo ad esempio il Botticelli, Leonardo da Vinci, Isaac Newton e Victor Hugo. Fondatore del Priorato fu Goffredo di Buglione, il quale si proclamava discendente della dinastia dei Merovingi. Questi, a loro volta, si crede fossero i discendenti della linea di sangue di cui il Graal sarebbe il simbolo. Goffredo di Buglione fondò l’ordine subito dopo la presa di Gerusalemme da parte dei crociati, nel 1099. In questo confluirono società segrete precedenti, quali gli Esseni, i Saggi della Luce ed i monaci dell’abbazia di Sion, da cui deriva il nome del Priorato. I maestri di questo enigmatico ordine sarebbero stati diretti discendenti della linea del Sang Raal.

Anche nel romanzo di Dan Brown compare un erede di questa linea di sangue che, attraverso gli indici contenuti nel dipinti di Leonardo da Vinci, cerca di scoprire la verità sul Graal e sulle origini della propria famiglia.

Il Graal, quindi, secondo questa teoria sarebbe solo un simbolo. Il simbolo della discendenza sacra, ma anche il simbolo del femminino sacro, che pone le sue radici nel mondo antico, quando vigeva ancora una legge matriarcale. Il matriarcato, che poneva la donna al centro della famiglia, e che fu anche la causa del sorgere di società amazzoniche, venne soppiantato nel corso del III millennio a.C. dal patriarcato, come possiamo apprendere studiando approfonditamente i miti greci. Ercole, Giàsone e Dioniso sarebbero stati alcuni degli eroi di questo fronte maschile. Da allora, il matriarcato non ebbe più spazio nel mondo, e la donna venne sempre più messa in secondo piano, e spesso finì per essere sottomessa all’autorità maschile.

Il culto della dea madre però sopravvisse in forme latenti, confluendo in diverse società segrete e culti del passato. Dan Brown si ispirò, come già detto, alle teorie di Baigent Michael, Leigh Richard e Lincoln Henry. Secondo i loro studi, che come loro stessi dicono sono più che altro delle ipotesi, Maria Maddalena sarebbe fuggita in Francia dopo la morte di Gesù. In quel periodo, doveva essere incinta del loro terzo figlio. Da quest’ultimo sarebbe discesa la dinastia regale dei Merovingi, estintasi nell’VIII secolo d.C., soppiantata dai Pipinidi, i Maggiordomi di Palazzo, la dinastia da cui poi sarebbe disceso Carlo Magno, fondatore del Sacro Romano Impero nell’800 d.C.
Le fonti di queste informazioni? I vangeli apocrifi ed alcuni scritti catari. Ma si tratta di fonti non avvalorate da documenti storici. La storia riportata nei Vangeli che Maddalena fosse una prostituta sarebbe un’invenzione della Chiesa, mirata a denigrare il ruolo della “donna”. Di Maria Maddalena e del sesso femminile. La Chiesa di Roma avrebbe in tal modo voluto preservare l’autorità maschile, il patriarcato, mantenendo sottomesso nei secoli il ruolo della donna, del matriarcato.

I Templari potrebbero aver scoperto qualcosa di pericoloso in Oriente, forse nei sotterranei del Tempio. Naturalmente sono tutte ipotesi, ma rimane il mistero della loro morte. Venerdì 13 ottobre 1307 (da qui, l’idea che il giorno venerdì 13 sia nefasto) iniziò il lungo processo dei Cavalieri del Tempio, che si protrasse fino al 1314, quando morì l’ultimo Gran Maestro Templare, Jacques de Molay. Le cause di questo sterminio sono ancora misteriose; non abbiamo ancora certezze. Il Papa Bonifacio VIII fu costretto dal re di Francia, Filippo il Bello, a perseguitare i Templari. Il movente fu una loro accusa di eresia (vennero accusati di adorare il Bafometto, una sorta di demone, e di sputare sulla croce; nonché di sodomia e altri atti pericolosi), tuttavia, la verità potrebbe essere che il re di Francia volesse impossessarsi del loro mitico tesoro e, contemporaneamente, Bonifacio VIII ne approfittò per eliminare lo scomodo Ordine cavalleresco. Scopo del Papa potrebbe essere stato quello di proteggere un grande segreto, un segreto rappresentante una minaccia per la Chiesa e per tutta la cristianità. Maria Maddalena fu davvero sposata a Gesù Cristo? Ebbero davvero dei figli che dopo il 33 d.C. andarono a vivere in Francia? Uno di questi figli fu davvero il capostipite della dinastia dei Merovingi? Se così fosse stato, ciò avrebbe rappresentato una minaccia anche per la corona del Regno di Francia. Sotto questa luce, i fatti del 1307/1314 acquisterebbero un nuovo significato.

Ed al segreto del Sang Real è legato il mistero di Rennes-le-Château, un piccolo paesino dei Pirenei, tra la Francia e la Spagna. Bérenger Saunière, parroco del paese, trovò qualcosa di molto prezioso durante i lavori di restauro della sua chiesetta, condotti nell’ultimo decennio del XIX secolo. Nessuno seppe mai l’entità di questo tesoro, ma da allora molte cose cambiarono. Il parroco si recò a Parigi per incontrare i suoi superiori e parlar loro del suo ritrovamento. Da allora, iniziò a restaurare la chiesetta e gli edifici circostanti in grande stile, come se tutto ad un tratto si fosse arricchito. Costruì una villa, dei giardini, ed una torre che denominò “Magdala”, in onore di Maria Maddalena. Cosa rinvenne sotto l’altare della chiesetta, Saunière? Qualche reliquia sacra? Qualche documento scottante? Un tesoro? Qualche segreto con cui ricattare la Chiesa? Questa potrebbe aver dato molti soldi al parroco in cambio del suo silenzio. Per ora, rimane un mistero.

Sta di fatto che, da allora, molti curiosi si recarono a Rennes-le-Château per scavare a loro volta, nella speranza di trovare anch’essi qualcosa di interessante e scoprire il segreto di Saunière. Tant’è che il sindaco del paese impose il divieto di scavo per tutta l’area circostante alla chiesa. Voleva proteggere anch’egli questo segreto? Chi lo sa!
L’ipotesi rimane affascinante, ma rimane tale, almeno fino a ché non avremo delle prove inconfutabili di questa presunta discendenza messiatica.

Per ora, non ci rimane altro da fare che leggere senza troppe pretese il romanzo di Dan Brown, considerandolo sì solo un romanzo, ma senza precluderci la possibilità di indagare a fondo nel caso, col fine di illuminare la nostra via, scoprendo così la verità, qualunque essa sia.

GIORGIO PASTORE

Fonti:

- Dan Brown, "Il Codice Da Vinci", Mondadori ed.
- Dan Burstein, "I Segreti del Codice", Sperling & Kupfer
- Laurence Gardner, "La Linea di Sangue del Santo Graal", Newton ed.
- Peter Blake, Paul S. Blezard, "Il Codice Arcadia", Net, il Saggiatore ed.
- Baietti Giorgio, "L'enigma di Rennes Le Chateau", Mediterranee
- Mariano Bizzarri, "Rennes Le Chateau", Mediterranee

PARTECIPA ANCHE TU AL PROGETTO LIONARDO

A FELTRE (BL) VIVE LA TEORIA DEL CODICE DA VINCI

         In un affresco anonimo dell'Ultima Cena accanto a Gesù compare una figura che richiama il libro di Dan Brown: non Giovanni, ma Maria Maddalena.

        Feltre, "Il Codice da Vinci" trova conferme a Feltre. L'affresco del l'Ultima Cena di mano anonima che si trova nella chiesetta frazionale di San Benedetto, a Celarda, alimenta la teoria che accanto a Cristo anziché l'apostolo Giovanni ci fosse, invece, Maria Maddalena. Come nella celebre opera di Leonardo Da Vinci anche nel dipinto feltrino le fattezze del commensale di Gesù sono chiaramente femminili. Entrambe le opere sono da farsi risalire alla fine del XV secolo. La curiosa equiparazione tra i due affreschi è stata fatta da Paolo Santomaso, socio di Italia Nostra che, dopo aver letto il best seller, ha collegato l'opera di San Benedetto alle teorie di Brown, ipotesi in base alla quale Maria Maddalena sarebbe stata la moglie di Gesù e che la Chiesa ha fortemente respinto a più riprese.

         L'Ultima Cena di Celarda, caratterizzata dal motivo dei gamberi, simbolo di resurrezione, è stata negli ultimi tempi restaurata e successivamente posta all'interno del circuito di visite proposto da gli animatori turistici del l'associazione Fondaco per Feltre. Un edificio che conserva anche tre grandi altari lignei intagliati e dipinti, una pala raffigurante la Madonna con il Bambino, San Rocco e San Benedetto e altre due tele dedicate alla Madonna con il Bambino, San Benedetto, San Vittore e Santa Corona l'una e alla Madonna con il Bambino, San Antonio da Padova e Santa Lucia l'altra: tutto risalente al '600. Ma ciò che ha colpito l'attenzione di Santomaso è proprio quell'Ultima cena che, relativamente alla raffigurazione di San Giovanni, gli è parsa molto simile a quella balzata agli onori del la cronaca grazie al "Codice da Vinci".

        In questo libro, che tante polemiche ha suscitato, Dan Brown riporta in auge l'antica tesi del femminino sacro in base alla quale un ruolo fonda mentale venne ricoperto, in qualità di moglie di Cristo, da Maria Madda lena. I due avrebbero avuto dei figli che avrebbero regnato in Francia con il nome di Merovingi. Del matrimonio tra Gesù e Maddalena vi sarebbe traccia nelle nozze di Cana. Gesù compie un miracolo durante un matrimonio su invito di una donna che non sarebbe la madre bensì la moglie che ha appena sposato. Il Graal al contempo altro non sarebbe, così affermano anche Baigent, Leigh e Lincoln (autori del libro a cui si è ispirato Brown), che la metafora del lignaggio sacro.  Per avvalorare la teoria il termine francese medievale "sangraal" viene spezzato in sang (sangue) e raal (reale). Questo sangue, secondo Brown, discendeva direttamente da Gesù e da sua moglie Maddalena alla dinastia Merovingia sopravvivendo alla sua caduta per persistere in diverse famiglie francesi. E il dipinto di Celarda , così come quello  di Milano, ritrae l'apostolo vicino a Gesù con tratti dolci e in un atteggiamento affettuoso e per certi versi ambiguo. Non un uomo quindi, secondo Brown, bensì una donna: proprio la Maddalena. Il Cenacolo, fotografia del l'annuncio del tradimento di Giuda, nasconderebbe quindi altre verità.

        Quando Leonardo lo dipinse tra il 1495 e il 1497, utilizzando tempera e olio su muro, per Brown volle trasmettere dei concetti di profonda importanza. Lo fece usando un "codice " che è quello diventato il "motore" di un libro tra i più letti negli ultimi anni. Anche Feltre, alla luce della "scoperta" nella chiesa di Celarda , ci ha messo del suo. 

Raffaella Gabrieli, Alessandro Tibolla

Segnalato da Francy773
Fonte. Il Gazzettino Venerdì, 28 Ottobre 2005

LEGGI ANCHE:

IL SACRO GRAAL

LE CATTEDRALI GOTICHE

Non hai trovato quello che cercavi? Trovalo su Google!

Google