CHI FA I CROP CIRCLES?

Si parla di crop circles dalla metà degli anni ’70, anche se potrebbero esserci sempre stati. Inizialmente, si trattava di semplici cerchi, Poi, nel corso degli anni ’80, si è avuta una vera e propria evoluzione che ha portato a figure sempre più complesse… Ma chi è l’autore dei cerchi nel grano? Ecco qui di seguito le varie possibilità:

1 – Extraterrstri, per comunicare con noi, o mandarci semplicemente dei messaggi subliminali. Infatti, non è detto che lo scopo sia interpretarli. Infatti, in molti casi, basta semplicemente osservarne uno per acquisire qualcosa in più a livello animico; Forse, inizialmente, tentarono una comunicazione meno appariscente, mirata ad una comunicazione con i potenti della Terra. Visto l’insabbiamento delle informazioni a cui siamo soggetti, potrebbero aver scelto intelligentemente di usare una forma di comunicazione più alla luce del Sole. Diretta, non più solamente ai Governanti delle grandi Nazioni, ma a tutti gli abitanti della Terra;
2 – Extraterrstri, per comunicare tra loro; ma forse, allora, potrebbero utilizzare metodi meno evidenti, senza rischiare che qualcuno decodifichi questi loro messaggi;
3 – Potrebbe trattarsi di una serie di esperimenti militari. Ma, anche in questo caso, perché così in vista?
4 – Alcuni cerchi sono opera dichiarata e comprovata di esseri umani. Ma questi cerchi non hanno nulla a che fare con “veri” cerchi; quelli davvero grandi (come Milk Hill, 2001 ad esempio) o quelli in cui vengono rilevate tracce di radioattività ed elettromagnetismo.
I cosiddetti “Circlemakers” si vantano si aver realizzato numerosi cerchi, anche tra i più belli; ma fin’ora non hanno mai dato prova della loro bravura in pubblico.
5 – Infine, ma non per ultima, esiste la teoria di Gaia. La Terra sarebbe viva e sarebbe capace di comunicare con noi attraverso la creazione di questi simboli. Questa ipotesi sembrerebbe assurda, ma basti pensare alla cimatica o al numero Phi (1,1618) per capire quanto possa essere vera. Infatti, la geometria e la matematica sarebbero leggi universali e naturali. Tutto, nell’universo, tenderebbe verso una perfezione armonica matematica. Inoltre, è risaputo che le piante possiedono una certa intelligenza. Basti pensare ai girasoli, capaci di seguire la luce solare, o alle piante carnivore, o alle piante capaci di deviare il loro busto adattandosi all’ambiente circostante.

Giorgio Pastore

CERCHI NEL GRANO
INDIZI SULLA PROBABILE CREAZIONE NON MANUALE
(di Valentino Rocchi)

Nei mesi di Giugno e Luglio 2004 in Italia si sono registrati circa 20 casi relativamente all’apparizione di crop circles, il fenomeno dei cerchi nel grano che fino a qualche anno fa comparivano quasi esclusivamente nei campi di cereali inglesi.
Le formazioni erano tutte apparentemente semplici e non molto elaborate, che si allontanavano di molto dai livelli di perfezione ed elaborazione rispetto a quelli inglesi, ma anche questi come gli altri presentavano una serie di anomalie al suolo e sulle piante che si sono riscontrate in tutti i crop circles inglesi, tedeschi, olandesi, polacchi e di altre località investigate, a parte qualcuno di esecuzione modesta e chiaramente impreciso e non molto simmetrico, con minimi effetti di schiacciamento delle piante.
Le caratteristiche principali dei crop circles investigati dal centro ufologico nazionale (ma anche da molti altri ricercatori), consistono nelle seguenti anomalie, cioè discrepanze fisiche e strutturali sia delle piante che del terreno rispetto alle condizioni normali, oltre a ad altre anomalie di carattere ambientale :

· piante piegate molto in basso, al massimo due centimetri rispetto alla base, e schiacciate con pressioni molto elevate non compatibili con tecniche manuali;

· piante disidratate e private della massa fibrosa (clorofilla, acqua e sali minerali);

· spighe spesso private dei chicchi, con effetti di tostatura e piegate sul fusto come se sottoposte a fonte di calore;

· piante attorcigliate tra loro, spesso a gruppi di tre o più e piegate sul terreno in maniera spiraliforme in senso antiorario;

· Nell’analisi delle foto aeree si nota chiaramente come le piante piegate a terra sono schiacciate in maniera impressionante, con il risultato di creare un effetto ottico molto evidente e facendo risaltare il contrasto con le piante rimaste erette, come se si trattasse di un vero e proprio disegno in rilievo su di una tela. La simmetria riscontrata è assoluta e non troverebbe riscontro con tecniche puramente manuali;

· Le piante schiacciate sul terreno presentano l’ingrossamento dei noduli sullo stelo e spesso la piegatura è avvenuta sullo stesso, La crescita viene mantenuta con lo stato della pianta abbassato e nemmeno in fase di trebbiatura la mietitrebbia che raccoglie il grano riesce a sollevare le spighe abbassate;

· Analisi di laboratorio in Inghilterra hanno rilevato una crescita delle piante irradiate superiore del 75% rispetto a quelle trovatisi all’esterno della formazione, ed il volume della spiga spesso ha superato il 50%;

· insetti trovati cotti e spesso incollati alle spighe, privati degli organi interni e disidratati come se sottoposti anch’essi ad una fonte di calore;

· Tracce di elettromagnetismo anomalo sul campo. A Desio nell’area interessata dal crop circles il valore misurato all’esterno dopo circa 2 giorni dalla comparsa è stato di 0,20 microtesla, mentre all’interno del crop (a circa due metri dal bordo) il valore era salito a 0,60 microtesla, ed al centro (a circa 16 metri dal bordo) era di 0,75 microtesla. A ridosso di un traliccio dell’alta tensione nei pressi del campo il valore misurato è stato di 0,45 microtesla;

· Disturbi più o meno evidenti riscontrati negli apparecchi elettronici che sono entrati nei campi interessati, come i telefoni cellulari, le macchine e le videocamere fotografiche digitali e gli orologi. Spesso essi davano segni di cattivo funzionamento o addirittura si spegnevano autonomamente, alcuni telefoni cellulari perdevano lo stato di carica o non segnalavano i dati sul display o li segnalavano errati;

· Persone che all’interno del campo interessato avevano disturbi di vario genere come nausea, capogiri, euforia o senso di spossatezza, agitazione e tachicardia, eritemi cutanei ed arrossamenti, stati di disagio e di ipereccitabilità, oppure una lucidità straordinaria (provata dal sottoscritto) ed in genere una sensazione di trovarsi in un luogo “carico energeticamente” come le aree a ridosso di terme naturali, vulcani, siti religiosi etc..;

· Terreno che presenta segni di disidratazione superficiale e con la mancanza totale di insetti a terra. Sassi che hanno un peso specifico molto basso e che sembrano stati sottoposti ad una fonte di calore anomala (dopo qualche minuto che li avevo in mano mi si è arrossata la pelle e sentivo un forte formicolio alle mani);

· mancanza di ingressi esterni sul campo al momento della scoperta. Le uniche tracce presenti di solito nei campi coltivati a cereali (dove più frequentemente appaiono le formazioni) sono i solchi lasciati dai trattori al momento della semina, ma questa traccia (dove non crescono le piante) è larga circa 15 cm e quindi assolutamente inadatta per essere usata come strada. In questo caso si noterebbe il passaggio della persona con l’effetto di un’allargamento del tracciato e dello schiacciamento delle spighe a ridosso del solco. In nessun caso è stata rilevata questa anomalia di origine umana;

· mancanza totale di esecutori umani scoperti all’opera così come di suoni, luci o rumori riconducibili ad attività di matrice umana e provenienti dal campo interessato;

· segnali di irritabilità e nervosismo apparentemente ingiustificati oppure totale assenza di interesse da parte di cani da guardia o di animali da fattoria come cavalli, bovini etc. trovatisi a ridosso dei campi interessati e manifestati nelle ore precedenti la scoperta del crop circles;

· sfere o corpi luminosi avvistati da testimoni oculari prima della comparsa dei crop circles ed anche casi di decollo o allontanamento degli stessi dal campo. In molti casi sono state notate sfere che “materializzavano” i crop circles mentre sul campo interessato si formavano vortici d’aria che pressavano le piante a terra;

Considerando che anche qualcuna di queste condizioni “anomale” fosse esagerata o priva di attendibilità, non possiamo affermare che tutte siano inesistenti ed inattendibili, anche in base all’alto numero di crop circles analizzati, che solo in Inghilterra sono oltre un migliaio in circa vent’anni.
Esistono delle basi comuni e delle “matrici” che si riscontrano in tutti i crop e che è buona premura tenere in considerazione quando ne viene scoperto uno nuovo. La prima cosa da fare in questo caso è tutelare il più possibile la formazione neonata avvisando il proprietario del terreno e recintando il crop circles impedendo che sprovveduti possano penetrarvi e rovinare il tracciato, quindi chiamare gli esperti dei centri ufologici più vicini al luogo interessato e procedere alle analisi ed alla campionatura del terreno e delle piante, rilevare le misure e la forma, effettuare se possibile le foto aeree e cercare eventuali tracce di ingressi precedenti. Non sempre la qualità e l’elaborazione del disegno sul campo sono sinonimi di origine esogena o comunque extraterrestre, ma sono i dati comparativi la reale chiave interpretativa, la misurazione e la comparazione dei dati rilevati all’esterno ed all’interno del crop circles, oltre alla preziosa raccolta di eventuali testimoni che possono avere avvistato luci o sentito strani rumori provenienti dai cieli sopra i campi in cui è stato trovato il tracciato.

 

Valentino Rocchi

 

MESSAGGI DAL COSMO

Nel 1974 il radiotelescopio di Arecibo, a Porto Rico, mandò nello spazio un messaggio…
Circa trent’anni dopo, abbiamo avuto una risposta.

2001, L’ANNO DEL CONTATTO

Nel 1974 il radiotelescopio di Arecibo trasmise nello spazio, in direzione dell’ammasso di stelle M13 (nella costellazione di Ercole) un messaggio, ideato da Frank Drake. Si trattava di un semplice schema di 73 righe, per un totale di 23 punti. Entrambi numeri primi, quindi facilmente percepibili da un’intelligenza aliena, considerando il fatto che la matematica e la geometria sono delle scienze “universali”. Il messaggio venne mandato per tre minuti in una banda compresa tra due frequenze intorno ai 2.380 MHz.

Nel 2000 comparve nel campo di Chilbolton, in Inghilterra, un interessante pittogramma, cui interpretazione fu data l’anno dopo, quando nello stesso campo, comparvero a distanza di solo quattro giorni due tra i più enigmatici agroglifi della storia, precisamente il 16 agosto ed il 20 agosto 2001. Infatti, nella parte bassa del messaggio del 20 agosto è raffigurato un oggetto molto simile a quello rappresentato nello stesso luogo l’anno prima, ovvero un probabile radiotelescopio alieno. Tra l’altro, questi pittogrammi comparvero in un campo adiacente un altro telescopio radioastronomico recintato e sorvegliato da telecamere a circuito chiuso che, naturalmente, non filmarono niente di anomalo.

Tra l’altro, questi due disegni nel grano sorsero a soli quattro giorni dalla “madre di tutti i crop circles”, quello ai piedi della Milk Hill formato da più di 400 cerchi su 90.000 mq, sorto in una notte molto piovosa! (vedi fotogallery) Il pittogramma del 16 agosto rappresenta un viso, forse alieno. Mentre quello del 20 agosto è la “risposta” al messaggio di Arecibo, mandato il 16 novembre 1974 nello spazio. Risulta difficile pensare ad una burla, perché gli autori in questione, chiunque essi siano, devono per forza conoscere il linguaggio binario, essere matematici e biologi. Per questo, l'”ipotesi aliena” sembra, per ora, la più probabile. Secondo i dati riportati in questa “risposta”, questi alieni vivrebbero in un sistema solare simile al nostro, formato da nove pianeti, di cui tre abitati. Tant’è che alcuni hanno supposto potersi trattare proprio del nostro stesso Sistema Solare. In tal caso i tre pianeti abitati, indicati dalla “risposta” sarebbero la Terra, Marte (infatti di recente è stata scoperta l’acqua ghiacciata ai poli e forse anche dei microrganismi) e Giove, con le sue lune, specialmente Europa, Io, Ganimede e Callisto (sui quali è stata riscontrata, ancora, la presenza di acqua ghiacciata).
Questi esseri extraterrestri dovrebbero essere alti all’incirca un metro, il loro elemento base dovrebbe essere il silicio (a posto del carbonio) e non dovrebbero superare i 10 miliardi di abitanti.

Giorgio Pastore

Qui sotto, il confronto tra il messaggio di Arecibo (1974) e quello di Chilbolton (2001).

   

QUEL VOLTO NEL GRANO
(di Alfredo Lissoni)

È apparso improvvisamente a Crabwood Farm House, ad ovest di Winchester, in Gran Bretagna. Se ne sono accorti il 15 agosto 2002, in piena campagna pubblicitaria del film “Signs” (rilanciato addirittura in Brasile come “Sinais”); lo hanno chiamato Alien Face. Si tratta di un cerchio nel grano che rappresenta un enorme viso di alieno, un Grigio per la precisione, che ha accanto ciò che è stato definito un CD-Rom con un messaggio in codice binario ASCII (che decodificato dà delle frasi in inglese). Come la figura è apparsa, la ricercatrice inglese Lucy Pringle è saltata sull’aereo per fotogafarlo dall’alto. Hanno fatto il giro del mondo in quattro e quattr’otto suscitando le reazioni più disparate. Il suo collega Paul Vigay ha escluso che si tratti di uno scherzo realizzato calpestando le spighe e seguendo le indicazioni di un GSP, basato su uno schema “di grigi” creato al computer; l’americana Linda Howe, con la collaborazione di un anonimo che le ha scritto via Internet, sostiene di avere decodificato il messaggio, che così suona: “Diffida dei portatori di falsi regali e le loro promesse non mantenute. Molto dolore ma ancora tempo. Credete. C’è del buono là fuori. Noi opponiamo il tradimento. Canale in chiusura (suono di campana)”.

Meraviglia peraltro che gli alieni, se di alieni si tratta, scrivano in inglese ed in codice ASCII; le frasi fanno poi pensare ad uno scherzo (e c’è chi ha associato il volto nel grano a quello di un pupazzo ingannevole di “Star Trek”, Balok; ma il volto mostra chiaramente un Grigio). Vigay considera l’immagine del disco ad un mandala cimatico, una di quelle figure create dalla vibrazione dei suoni musicali a cui si dedicò il tedesco Ernst Chladni. Ma c’è anche chi ha pensato alle vecchie “scatole” musicali vittoriane, introdotte dall’orologiaio svizzero Antoine Favre. Sempre Vigay vi trova analogie tra la proiezione tridimensionale del diagramma e l’entropia dei buchi neri. Non si starà correndo troppo con la fantasia? E se si trattasse di una burla “stratosferica”? Si è data la colpa alla Disney, che produce il film “Signs” (sui crops, con Mel Gibson), accusandola di avere messo in scena una trovata pubblicitaria; le voci sono state così insistenti che questa ha dovuto diramare una smentita.

Scettico è anche il fisico olandese Eltjio Haselhoff, studioso dei crops ed anch’egli decodificatore del “messaggio” sul CD-Rom. Ma peraltro talmente colpito dalla complessità del disegno da voler fare on line i complimenti all’organizzatore dello scherzo, se di scherzo si tratta. Per ora i sospetti sono molti (alieni che scrivono in inglese frasi che paiono burlesche?); il tempo ci dirà la verità.

Alfredo Lissoni

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