Categoria: UFO

Siamo soli nel cosmo? Viaggiare nello spazio e nel tempo è possibile?

CIVILTÀ SEPOLTE, CULTURA GENERALE, PARANORMALE, SOPRANNATURALE, UFO

Anacronismi

Per anacronismo intendiamo sia un fatto che avviene in un tempo in cui non poteva avvenire, sia un oggetto ritrovato dagli archeologi in strati di terra molto più antichi di quanto dovrebbero essere. Quindi, per usare un altro termine, un anacronismo è un fatto o un oggetto “fuori dal tempo”, ovvero, inserito in un contesto temporale che non è il suo. La nostra preistoria, così come la nostra storia, è colma di anacronismi. Qui di seguito, riporto alcuni tra gli anacronismi più importanti. Ulteriori informazioni potete trovarle nel libro Dèi del Cielo, dèi della Terra, di Giorgio Pastore – Eremon Editore MAPPA LUNARE DI 5.000 ANNI FA Si tratta di un reperto straordinariamente dettagliato, ritrovato nel 2001 a Knowth, fino a poco tempo fa un’anonima cittadina irlandese. Oggi è famosa perché vi è stata scoperta una mappa della Luna antica di 5000 anni. Lo straordinario reperto è costituito da un insieme di graffiti e incisioni praticati con schegge di quarzo sul soffitto di un tumulo funerario. La sepoltura in questione si trova all’interno del complesso di Newgrange, nella contea di Meath, la più antica struttura architettonica irlandese, risalente ad oltre 5000 anni fa, in pieno Neolitico. La luna, fin dall’antichità, era venerata dai popoli celtici. Era vista come un dea madre che dava loro sicurezza. Così cominciarono a studiarla. La tomba con la mappa sono state scoperte dal professor Philip Strooke, dell’Università dell’Ontario occidentale in Canada, il quale, durante un sopralluogo nella zona di Knowth, notò la straordinaria somiglianza delle nostre attuali mappe lunari con quella riportata sul soffitto della costruzione. L’archeologo, sovrapponendo le tracce dei graffiti presenti sul soffitto del tumulo ad una moderna mappa lunare, ha riscontrato la somiglianza. All’interno del vano funerario, in corrispondenza del punto dove era stato deposto il defunto, sono state ritrovate altre raffigurazioni di stelle e mezzelune. Ciò fa ritenere che gli astri possedessero una forte valenza per le popolazioni che abitavano questi luoghi. La scoperta desta stupore soprattutto per lo straordinario dettaglio, difficilmente raggiungibile con osservazioni ad occhio nudo dalla Terra. Ma allora, come fecero quei popoli primitivi a studiare la superficie lunare? Il cannocchiale fu inventato da Galileo Galilei solo nel XVII sec. dopo Cristo. LA MAPPA DI PIRI REIS La mappa di Piri Reis è un documento realizzato a Costantinopoli nell’anno1513 d.C dall’omonimo ammiraglio della flotta ottomana e scoperto solo nel 1929 nell’antico Palazzo Imperiale di Costantinopoli. In essa è raffigurata la costa occidentale dell’Africa, la costa orientale del Sud America e la costa settentrionale dell’Antartico. Ciò sorprende, visto che l’Antartide fu scoperto solo nel 1818. Inoltre, nella carta, la Terra della Regina Maud è sgombra dai ghiacci, cosa che secondo gli studiosi ortodossi sarebbe stata possibile solo migliaia di anni fa. Il vero enigma rappresentato da questa carta geografica non è tanto l’aver disegnato un continente scoperto circa tre secoli dopo, ma averlo rappresentato senza la coltre di ghiaccio che lo ricopre da almeno 8000 anni. Piri Reis per disegnare la sua mappa utilizzò altre carte, originariamente depositate con ogni probabilità nella Biblioteca Imperiale di Costantinopoli, ma esse andarono perdute. Un caso molto simile è rappresentato da un’altra carta geografica, quella di Buache, del 1737, a quanto pare, copiata da antiche carte greche. Anch’essa mostra l’Antartide privo di ghiacci, così come era nel Paleolitico. Come facevano gli antichi a conoscere la linea costiera dell’Antartico? Dove sono finite le carte sorgente disegnate da questi? E soprattutto, chi erano questi antichi che già migliaia di anni fa conoscevano la topografia? Erano forse uomini del futuro venuti nel nostro mondo da un altro universo? Qui sopra: Mappa Piri Reis Bibliografia: Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Editore LE SFERE METALLICHE DEL SUDAFRICA Sudafrica. In tempi recenti, vennero rinvenute delle sfere metalliche con scanalature lungo tutta la loro circonferenza, conservate in un blocco di pirofillite, alla quale venne assegnata un’età di 2,8 miliardi di anni. Chi viveva sulla Terra prima ancora dei dinosauri? Bibliografia: Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Editore LA PILA DI BAGHDAD Un famoso esempio di anacronismo è la famosa pila conservata al museo di Baghdad e antica di 2000 anni. Fatta di terracotta, alta 15 cm, la pila ha l’aspetto di un vasetto rivestito internamente da uno strato di pece, predisposto a contenere un cilindro di rame contenente a sua volta un bastoncino di ferro isolato con un tappo d’asfalto. Tale reperto, simile ad altri, conservati nei musei iracheni e berlinesi, sarebbe ancora oggi in grado di produrre energia elettrica. Chi conosceva tale scienza nel mondo antico? Bibliografia: Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Editore GLI INGRANAGGI DI ANTIKITERA Ancor più sconcertante fu la scoperta, nel relitto di una nave affondata qualche secolo prima di Cristo nel Mediterraneo, del meccanismo di Antikitera. Esso venne rilevato in una pietra vecchia parecchie centinaia d’anni. Sottoposta all’esposizione di raggi X, la pietra rivelò al suo interno una serie di ingranaggi simile al meccanismo interno di un orologio. Una tecnologia impossibile per quei tempi. Giorgio Pastore Bibliografia: Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Editore IL CRANIO DI BISONTE Qualche decennio fa, Sotto i ghiacci siberiani, fu scoperto un cranio di bisonte vissuto in Siberia nel Giurassico. Esso presentava un perfetto foro circolare sulla fronte, opera di un proiettile d’arma da fuoco. Fu questo colpo ad ucciderlo. Ma chi adoperava armi da fuoco al tempo dei dinosauri? Giorgio Pastore Bibliografia: Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Editore L’ENIGMA DEI DINOSAURI Se prendiamo in considerazione la scienza ufficiale, i dinosauri avrebbero dovuto dominare la Terra nel periodo di tempo che va dai 120 ai 64 milioni di anni fa circa, mentre la scienza fa risalire la nascita dell’uomo solo a 2, massimo 3 milioni di anni fa, ma con tutta probabilità, gli scienziati si sbagliano. In molti casi sono state rinvenute orme umane nello stesso strato in cui erano contenute orme tridattili appartenute ai sauri. La superficie della Terra è formata da vari strati di terreno, e più si va in profondità, più si dovrebbero ritrovare reperti antichi (secondo la scienza ufficiale – tecnica archeologica della stratigrafia). Ora, se ascoltassimo gli scienziati ortodossi, impronte umane le potremmo (e dovremmo) ritrovare solo in strati di terreno risalenti ad un massimo di 3 milioni di anni fa, quindi relativamente superficiali, ma non è così. La scienza qui si contraddice. Sono state rinvenute impronte in strati di terreno molto più profondi e, inverosimilmente, anche ossa di dinosauri in strati molto più superficiali e, in certi casi, addirittura quasi in superficie, che spuntavano dal terreno (in Siberia). Una domanda nasce spontanea: È l’umanità ad essere più antica di quanto si pensa o i dinosauri ad essere molto più recenti di quanto affermano i libri di storia? In un caso o nell’altro la storia sarebbe comunque da riscrivere. Ci sarebbero molti esempi da riportare a riguardo, ma per non soffermarmi troppo ne esporrò soltanto alcuni. A Glen Rose, nel Texas, c’è il “Dinosaur Valley State Park” nella zona del Paluxy River, dove senza troppa fortuna è possibile rinvenire orme di sauri e di esseri umani affiancate negli stessi strati di terreno. Chi camminava (e in alcuni casi portava anche calzature!) assieme ai dinosauri (ed in certi casi, anche molto prima della loro venuta), parecchi milioni di anni fa? Si tratta forse delle impronte di uomini venuti qui da un altro universo? Molti reperti fossili inerenti sono conservati nel “Creation Evidences Museum”, a Glen Rose. Nel 1927, in Nevada fu riportata alla luce un’orma umana provvista di calzatura in uno strato di terreno antico 160/195 milioni di anni (40 milioni di anni precedente i dinosauri!). In Australia, sono state rinvenute orme umane pietrificate di grandi proporzioni a pochi metri da quelle di un brontosauro. Casi simili li possiamo riscontrare anche in Turkmenistan, Africa, Germania e in America. Bibliografia: Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Editore ANACRONISMI EGIZIANI Anche l’Egitto presenta molti anacronismi. Con quale scienza, gli antichi faraoni poterono costruire i loro imponenti monumenti, le piramidi e la Sfinge? Ad esempio, ancor oggi gli archeologi si chiedono cosa usassero in passato gli egiziani per produrre fori perfetti nella roccia. Se ne sono trovati parecchi, tutti perfetti. Sembrano prodotti da un trapano elettrico con punta di diamante, l’unico capace di perforare la dura roccia, eppure, l’attrezzo era sconosciuto in quei tempi. Inoltre, su certe pareti di piramidi e templi, sono presenti certe incisioni raffiguranti misteriosi arnesi dall’uso sconosciuto e degli oggetti simili a lampadine, con tanto di elettrodi e cavi. Gli egiziani conoscevano forse l’elettricità? E, in tal caso, da chi appresero questa scienza? Bibliografia: Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Editore EXCALIBUR Excalibur, la mitica spada di re Artù, non è stata mai ritrovata. Effettivamente, non si sa con certezza se lo stesso re Artù sia esistito realmente (si pensa possa essere stato un generale romano del VI secolo d.C.). Tuttavia, dietro ad ogni leggenda c’è sempre uno sfondo di verità storica. Alla sua mitica spada viene attribuito un potere straordinario, capace di annientare ogni nemico. Artù, con la spada datagli dal mago Merlino, era invincibile. Si diceva fosse stata forgiata direttamente dagli dei. Mettiamo il caso che Excalibur in realtà non sia stata una vera spada, ma in realtà, un’arma anacronistica per quei tempi. Magari un’arma da fuoco. Al tempo non ne esistevano (sarebbero state inventate solo nel XVI secolo) e non esisteva il termine “pistola” o “arma da fuoco”, per cui gli uomini del tempo potevano chiamare “spada” qualsiasi arma potessero impugnare. Merlino, l’uomo che la tradizione ci mostra essere un druido, mago, consigliere di re Artù, potrebbe essere stato un viaggiatore del tempo ed aver portato dal suo futuro un arma invincibile, l’Excalibur, e abbastanza conoscenze da poter compilare un libro di profezie, come effettivamente fece. IL FULMINE DEGLI ANTICHI Si dice, infatti, che gli Etruschi e i Romani tentarono di usare la tremenda forza del fulmine contro i loro nemici (non si sa esattamente come). Andò male a Tullo Ostilio che rimase folgorato, ma Porsenna riuscì bene a domare tale forza e se ne servì per liberare i suoi sudditi da un mostro chiamato, per una bizzarra coincidenza, Volt. di GIORGIO PASTORE AMAUR GED E IL MERAVIGLIOSO VOLO DI NATITA “L’Incontro” (tratto da “Il Meraviglioso Volo di Natita”, di Amaur-ged) Un sacerdote di nome Natita vissuto al tempo di Sesostri, terzo re della XII dinastia, descrive un volo da lui compiuto che definì meraviglioso, su una nave volante. A quel tempo la monarchia era divenuta potente, le arti in Egitto erano già molto sviluppate, grandiosi edifici ornati di pregevoli sculture decoravano le principali città. Quella dinastia si estinse con Senniofri, sorella di Ammeneun ultimo principe. Il sacerdote Natita racconta che trovandosi sulle rive del Nilo, non molto lontano dall’antico tempio di Dendera, scorse, posato sulla sabbia, uno strano ed enorme uccello. La paura gli consigliava di allontanarsi, la curiosità lo portava ad avvicinarsi, tanto più che due persone sostavano vicino quindi non doveva essere pericoloso, al volatile, Gli giunse una voce: “Non temere, si tratta di una nave volante, sali sopra con noi e potrai osservare dall’alto come sia fatta la terra, ti aspettavamo poiché hai raggiunto l’età della saggezza e quindi nulla di quanto vedrai ti stupirà”. Appena fu nel ventre del velivolo, questi si alzò, mentre le ali si muovevano lentamente. Istintivamente Natita guardò fuori da una finestra e vide le immen­se ali abbassarsi ed alzarsi, poi abbassarsi di nuovo e risollevarsi ancora; il loro movimento divenne gradatamente sempre più rapido. In basso si stendeva una vasta distesa d’acqua e il sacerdote comprese che andavano verso una terra di cui molti parlavano, ma ai più sconosciuta. Dopo avere superato quell’acqua che al giorno d’oggi è il Golfo Persico, arrivarono su una terra verdeggiante per enormi foreste, solcate da fiumi sulle cui rive sorgevano delle città, in lontananza si scorgevano dei monti altissimi. Il sacerdote guardava affascinato quel paesaggio coperto da una folta e verdeggiante vegetazione, molto diversa da quella della sua terra in cui la sabbia delContinue reading

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CROP CIRCLES ANOMALI

Alcuni crop circles non hanno niente a che fare con i classici pittogrammi geometrici che spesso compaiono in tutto il mondo, ma rappresentano comunque un mistero. Abbiamo crop circles nel grano non ancora maturo, apparentemente senza alcuna logica nel disegno, eppure, lo stesso interessanti, incomprensibili, misteriosi. Hanno chiamato in causa vento e pioggia, ma si tratta di fenomeni che interessano solo aree molto limitate. Come già evidenziato, agenti atmosferici come vento, piogge o grandine, tendono a piegare e a sdraiare a terra la pianta provocando il fenomeno chiamato in italiano “allettamento” (in inglese “lodging”). Con il termine “ginocchiatura” ci si riferisce invece alla capacità dello stelo di raddrizzarsi in corrispondenza di uno dei nodi in caso di “allettamento” (causa naturale) o appiattimento meccanico (ad esempio dovuto all’azione umana). Anche la natura riesce quindi a “scolpire” delle opere nel grano (sono in genere facilmente riconoscibili) causando potenzialmente dei danni al raccolto a causa del fatto che la spiga piegata non si riesce a mietere facilmente. In inglese è possibile trovare riferimenti a questo tipo di formazioni con la sigla NGF (“Non Geometric Formations”), oppure “Randomly Lodged Formations” o ancora “Randomly Downed Formations”. http://www.cicap.org/crops/ Giorgio Pattera – Biologo – Consulente scientifico del C.U.N. scrive: “Nel caso delle NGF (Non Geometric Formation) l’interpretazione fornita dagli esperti del CICAP è corretta. Anche la nostra personale esperienza ci ha condotto a formulare la stessa spiegazione, in occasione del rinvenimento d’una NGF in località Castelguelfo, alle porte di Parma, il 15 maggio dell’anno scorso (vedi foto allegata). Ulteriori informazioni possono essere reperite sul nostro sito (http://www.galileo.freehosting.net). In particolare ci sentiamo di affermare che quest’anno, con l’elternarsi di violenti acquazzoni e giornate particolarmente ventose, la meteorologia si è “divertita” a creare nelle coltivazione delle zone irregolari di “depressione”, prive di una qualsivoglia espressione geometrica. Ciò deriva dal fatto che il peso della pioggia tende ad inclinare lo stelo in posizione geotropa (orizzontalmente, verso il suolo); in seguito le folate di vento “pettinano” queste zone, imprimendo loro una disposizione sparsa, a “ventaglio”, del tutto asimmetrica. Da noi interrogato sul fenomeno, un agronomo dell’Università Cattolica di Piacenza (facoltà di Agraria) ha spiegato come, in certi casi, un’eccessiva concentrazione di Azoto nel terreno (derivante da un massivo spandimento di fertilizzanti, superiore al rapporto di equilibrio fra % di composti azotati ed estensione dell’appezzamento) possa condurre ad un incremento della duttilità dei nodi d’accrescimento degli steli, favorendo in tal modo la loro flessione sotto l’influenza di agenti atmosferici. Tale piegatura, tuttavia, è transitoria e di breve durata, in quanto la piantina, seguendo la legge dell’ortotropismo (tendenza alla posizione eretta), ben presto riacquista la corretta postura verticale, antecedente l’evento contrastante”. Quindi, sembra che il mistero di questi strani pittogrammi sia risolto. Ne abbiamo parlato proprio per fare capire a voi tutti la natura del fenomeno, così da non cadere più in errore. Giorgio Pastore *** *** *** *** *** *** CROP CIRCLES “FUORI LUOGO” Inoltre, chi ha detto che i crop circles compaiono solamente nel grano? Non è così. Possiamo trovarne in altre colture, come nel mais, nell’avena, nell’orzo, etc. ed anche realizzati fuori da queste, ad esempio, sull’asfalto, nel ghiaccio, nella neve… Qui di seguito, riportiamo solo alcuni pochi esempi emblematici. Federico Gueli, nostro collaboratore ha scattato questa foto. Si tratta di una misteriosa impronta lasciata… sull’asfalto! Qui sotto, una serie di cerchi comparsi su una lastra di ghiaccio a St. Catharines, Ontario, in Canada nei primi giorni del mese di Gennaio del 2005. Si dice che siano comparsi dopo una grande nevicata. Sotto, un altro crop circle nel ghiaccio, Delta, Ontario, sempre in Canada; comparso il 2 dicembre del 2000. Ha un diametro di 4,6 metri. I “fairy circles” (letteralmente “cerchi delle fate”) sono degli spazi circolari isolati dal paesaggio circostante. Qui sotto, un esempio proveniente dall’Africa. Giorgio Pastore

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CHI FA I CROP CIRCLES?

Si parla di crop circles dalla metà degli anni ’70, anche se potrebbero esserci sempre stati. Inizialmente, si trattava di semplici cerchi, Poi, nel corso degli anni ’80, si è avuta una vera e propria evoluzione che ha portato a figure sempre più complesse… Ma chi è l’autore dei cerchi nel grano? Ecco qui di seguito le varie possibilità: 1 – Extraterrstri, per comunicare con noi, o mandarci semplicemente dei messaggi subliminali. Infatti, non è detto che lo scopo sia interpretarli. Infatti, in molti casi, basta semplicemente osservarne uno per acquisire qualcosa in più a livello animico; Forse, inizialmente, tentarono una comunicazione meno appariscente, mirata ad una comunicazione con i potenti della Terra. Visto l’insabbiamento delle informazioni a cui siamo soggetti, potrebbero aver scelto intelligentemente di usare una forma di comunicazione più alla luce del Sole. Diretta, non più solamente ai Governanti delle grandi Nazioni, ma a tutti gli abitanti della Terra; 2 – Extraterrstri, per comunicare tra loro; ma forse, allora, potrebbero utilizzare metodi meno evidenti, senza rischiare che qualcuno decodifichi questi loro messaggi; 3 – Potrebbe trattarsi di una serie di esperimenti militari. Ma, anche in questo caso, perché così in vista? 4 – Alcuni cerchi sono opera dichiarata e comprovata di esseri umani. Ma questi cerchi non hanno nulla a che fare con “veri” cerchi; quelli davvero grandi (come Milk Hill, 2001 ad esempio) o quelli in cui vengono rilevate tracce di radioattività ed elettromagnetismo. I cosiddetti “Circlemakers” si vantano si aver realizzato numerosi cerchi, anche tra i più belli; ma fin’ora non hanno mai dato prova della loro bravura in pubblico. 5 – Infine, ma non per ultima, esiste la teoria di Gaia. La Terra sarebbe viva e sarebbe capace di comunicare con noi attraverso la creazione di questi simboli. Questa ipotesi sembrerebbe assurda, ma basti pensare alla cimatica o al numero Phi (1,1618) per capire quanto possa essere vera. Infatti, la geometria e la matematica sarebbero leggi universali e naturali. Tutto, nell’universo, tenderebbe verso una perfezione armonica matematica. Inoltre, è risaputo che le piante possiedono una certa intelligenza. Basti pensare ai girasoli, capaci di seguire la luce solare, o alle piante carnivore, o alle piante capaci di deviare il loro busto adattandosi all’ambiente circostante. Giorgio Pastore CERCHI NEL GRANO INDIZI SULLA PROBABILE CREAZIONE NON MANUALE (di Valentino Rocchi) Nei mesi di Giugno e Luglio 2004 in Italia si sono registrati circa 20 casi relativamente all’apparizione di crop circles, il fenomeno dei cerchi nel grano che fino a qualche anno fa comparivano quasi esclusivamente nei campi di cereali inglesi. Le formazioni erano tutte apparentemente semplici e non molto elaborate, che si allontanavano di molto dai livelli di perfezione ed elaborazione rispetto a quelli inglesi, ma anche questi come gli altri presentavano una serie di anomalie al suolo e sulle piante che si sono riscontrate in tutti i crop circles inglesi, tedeschi, olandesi, polacchi e di altre località investigate, a parte qualcuno di esecuzione modesta e chiaramente impreciso e non molto simmetrico, con minimi effetti di schiacciamento delle piante. Le caratteristiche principali dei crop circles investigati dal centro ufologico nazionale (ma anche da molti altri ricercatori), consistono nelle seguenti anomalie, cioè discrepanze fisiche e strutturali sia delle piante che del terreno rispetto alle condizioni normali, oltre a ad altre anomalie di carattere ambientale : · piante piegate molto in basso, al massimo due centimetri rispetto alla base, e schiacciate con pressioni molto elevate non compatibili con tecniche manuali; · piante disidratate e private della massa fibrosa (clorofilla, acqua e sali minerali); · spighe spesso private dei chicchi, con effetti di tostatura e piegate sul fusto come se sottoposte a fonte di calore; · piante attorcigliate tra loro, spesso a gruppi di tre o più e piegate sul terreno in maniera spiraliforme in senso antiorario; · Nell’analisi delle foto aeree si nota chiaramente come le piante piegate a terra sono schiacciate in maniera impressionante, con il risultato di creare un effetto ottico molto evidente e facendo risaltare il contrasto con le piante rimaste erette, come se si trattasse di un vero e proprio disegno in rilievo su di una tela. La simmetria riscontrata è assoluta e non troverebbe riscontro con tecniche puramente manuali; · Le piante schiacciate sul terreno presentano l’ingrossamento dei noduli sullo stelo e spesso la piegatura è avvenuta sullo stesso, La crescita viene mantenuta con lo stato della pianta abbassato e nemmeno in fase di trebbiatura la mietitrebbia che raccoglie il grano riesce a sollevare le spighe abbassate; · Analisi di laboratorio in Inghilterra hanno rilevato una crescita delle piante irradiate superiore del 75% rispetto a quelle trovatisi all’esterno della formazione, ed il volume della spiga spesso ha superato il 50%; · insetti trovati cotti e spesso incollati alle spighe, privati degli organi interni e disidratati come se sottoposti anch’essi ad una fonte di calore; · Tracce di elettromagnetismo anomalo sul campo. A Desio nell’area interessata dal crop circles il valore misurato all’esterno dopo circa 2 giorni dalla comparsa è stato di 0,20 microtesla, mentre all’interno del crop (a circa due metri dal bordo) il valore era salito a 0,60 microtesla, ed al centro (a circa 16 metri dal bordo) era di 0,75 microtesla. A ridosso di un traliccio dell’alta tensione nei pressi del campo il valore misurato è stato di 0,45 microtesla; · Disturbi più o meno evidenti riscontrati negli apparecchi elettronici che sono entrati nei campi interessati, come i telefoni cellulari, le macchine e le videocamere fotografiche digitali e gli orologi. Spesso essi davano segni di cattivo funzionamento o addirittura si spegnevano autonomamente, alcuni telefoni cellulari perdevano lo stato di carica o non segnalavano i dati sul display o li segnalavano errati; · Persone che all’interno del campo interessato avevano disturbi di vario genere come nausea, capogiri, euforia o senso di spossatezza, agitazione e tachicardia, eritemi cutanei ed arrossamenti, stati di disagio e di ipereccitabilità, oppure una lucidità straordinaria (provata dal sottoscritto) ed in genere una sensazione di trovarsi in un luogo “carico energeticamente” come le aree a ridosso di terme naturali, vulcani, siti religiosi etc..; · Terreno che presenta segni di disidratazione superficiale e con la mancanza totale di insetti a terra. Sassi che hanno un peso specifico molto basso e che sembrano stati sottoposti ad una fonte di calore anomala (dopo qualche minuto che li avevo in mano mi si è arrossata la pelle e sentivo un forte formicolio alle mani); · mancanza di ingressi esterni sul campo al momento della scoperta. Le uniche tracce presenti di solito nei campi coltivati a cereali (dove più frequentemente appaiono le formazioni) sono i solchi lasciati dai trattori al momento della semina, ma questa traccia (dove non crescono le piante) è larga circa 15 cm e quindi assolutamente inadatta per essere usata come strada. In questo caso si noterebbe il passaggio della persona con l’effetto di un’allargamento del tracciato e dello schiacciamento delle spighe a ridosso del solco. In nessun caso è stata rilevata questa anomalia di origine umana; · mancanza totale di esecutori umani scoperti all’opera così come di suoni, luci o rumori riconducibili ad attività di matrice umana e provenienti dal campo interessato; · segnali di irritabilità e nervosismo apparentemente ingiustificati oppure totale assenza di interesse da parte di cani da guardia o di animali da fattoria come cavalli, bovini etc. trovatisi a ridosso dei campi interessati e manifestati nelle ore precedenti la scoperta del crop circles; · sfere o corpi luminosi avvistati da testimoni oculari prima della comparsa dei crop circles ed anche casi di decollo o allontanamento degli stessi dal campo. In molti casi sono state notate sfere che “materializzavano” i crop circles mentre sul campo interessato si formavano vortici d’aria che pressavano le piante a terra; Considerando che anche qualcuna di queste condizioni “anomale” fosse esagerata o priva di attendibilità, non possiamo affermare che tutte siano inesistenti ed inattendibili, anche in base all’alto numero di crop circles analizzati, che solo in Inghilterra sono oltre un migliaio in circa vent’anni. Esistono delle basi comuni e delle “matrici” che si riscontrano in tutti i crop e che è buona premura tenere in considerazione quando ne viene scoperto uno nuovo. La prima cosa da fare in questo caso è tutelare il più possibile la formazione neonata avvisando il proprietario del terreno e recintando il crop circles impedendo che sprovveduti possano penetrarvi e rovinare il tracciato, quindi chiamare gli esperti dei centri ufologici più vicini al luogo interessato e procedere alle analisi ed alla campionatura del terreno e delle piante, rilevare le misure e la forma, effettuare se possibile le foto aeree e cercare eventuali tracce di ingressi precedenti. Non sempre la qualità e l’elaborazione del disegno sul campo sono sinonimi di origine esogena o comunque extraterrestre, ma sono i dati comparativi la reale chiave interpretativa, la misurazione e la comparazione dei dati rilevati all’esterno ed all’interno del crop circles, oltre alla preziosa raccolta di eventuali testimoni che possono avere avvistato luci o sentito strani rumori provenienti dai cieli sopra i campi in cui è stato trovato il tracciato.   Valentino Rocchi   MESSAGGI DAL COSMO Nel 1974 il radiotelescopio di Arecibo, a Porto Rico, mandò nello spazio un messaggio… Circa trent’anni dopo, abbiamo avuto una risposta. 2001, L’ANNO DEL CONTATTO Nel 1974 il radiotelescopio di Arecibo trasmise nello spazio, in direzione dell’ammasso di stelle M13 (nella costellazione di Ercole) un messaggio, ideato da Frank Drake. Si trattava di un semplice schema di 73 righe, per un totale di 23 punti. Entrambi numeri primi, quindi facilmente percepibili da un’intelligenza aliena, considerando il fatto che la matematica e la geometria sono delle scienze “universali”. Il messaggio venne mandato per tre minuti in una banda compresa tra due frequenze intorno ai 2.380 MHz. Nel 2000 comparve nel campo di Chilbolton, in Inghilterra, un interessante pittogramma, cui interpretazione fu data l’anno dopo, quando nello stesso campo, comparvero a distanza di solo quattro giorni due tra i più enigmatici agroglifi della storia, precisamente il 16 agosto ed il 20 agosto 2001. Infatti, nella parte bassa del messaggio del 20 agosto è raffigurato un oggetto molto simile a quello rappresentato nello stesso luogo l’anno prima, ovvero un probabile radiotelescopio alieno. Tra l’altro, questi pittogrammi comparvero in un campo adiacente un altro telescopio radioastronomico recintato e sorvegliato da telecamere a circuito chiuso che, naturalmente, non filmarono niente di anomalo. Tra l’altro, questi due disegni nel grano sorsero a soli quattro giorni dalla “madre di tutti i crop circles”, quello ai piedi della Milk Hill formato da più di 400 cerchi su 90.000 mq, sorto in una notte molto piovosa! (vedi fotogallery) Il pittogramma del 16 agosto rappresenta un viso, forse alieno. Mentre quello del 20 agosto è la “risposta” al messaggio di Arecibo, mandato il 16 novembre 1974 nello spazio. Risulta difficile pensare ad una burla, perché gli autori in questione, chiunque essi siano, devono per forza conoscere il linguaggio binario, essere matematici e biologi. Per questo, l’”ipotesi aliena” sembra, per ora, la più probabile. Secondo i dati riportati in questa “risposta”, questi alieni vivrebbero in un sistema solare simile al nostro, formato da nove pianeti, di cui tre abitati. Tant’è che alcuni hanno supposto potersi trattare proprio del nostro stesso Sistema Solare. In tal caso i tre pianeti abitati, indicati dalla “risposta” sarebbero la Terra, Marte (infatti di recente è stata scoperta l’acqua ghiacciata ai poli e forse anche dei microrganismi) e Giove, con le sue lune, specialmente Europa, Io, Ganimede e Callisto (sui quali è stata riscontrata, ancora, la presenza di acqua ghiacciata). Questi esseri extraterrestri dovrebbero essere alti all’incirca un metro, il loro elemento base dovrebbe essere il silicio (a posto del carbonio) e non dovrebbero superare i 10 miliardi di abitanti. Giorgio Pastore Qui sotto, il confronto tra il messaggio di Arecibo (1974) e quello di Chilbolton (2001).     QUEL VOLTO NEL GRANO (di Alfredo Lissoni) È apparso improvvisamente a Crabwood Farm House, ad ovest di Winchester, in Gran Bretagna. Se ne sono accorti il 15 agosto 2002, in piena campagna pubblicitaria del film “Signs” (rilanciato addirittura in Brasile come “Sinais”); lo hanno chiamato Alien Face. Si trattaContinue reading

SOPRANNATURALE, UFO

STORIA DEI CROP CIRCLES

Dalla fine degli anni ’70, nei campi dell’Inghilterra, sono sorti i Crop Circles, ovvero i cosiddetti “cerchi nel grano”, anche se il termine crop significa “raccolto”, quindi sarebbe meglio definirli “cerchi nelle coltivazioni”, non solo nel grano. Dalle semplici forme degli anni ’70 si è ¡rrivati a forme molto complesse fino ai giorni nostri. questi cerchi e questi pittogrammi in genere sono realizzati mediante la piegatura alla base delle spighe. Nessuna spiga è ³tata piegata o rotta lungo lo stelo, operazione molto difficile da compiere, specialmente se si tratta di un numero rilevante di spighe. Infatti, esistono crop circles dal diametro di anche 300 metri. Nel centro del crop circle si hanno le spighe avvolte a treccia, questo lascia dedurre che lo stesso crop possa essere stato realizzato con un movimento circolare avente origine o fine in questo “centro”, come se fosse stato opera di un vortice o di una particolare tromba d’aria. In effetti, questa è la teoria di alcuni studiosi come ad esempio Terence Meaden, professore di fisica e meteorologo, presentato dai media come “uno dei massimi esperti mondiali in fatto di trombe d’aria e movimenti dell’atmosfera in genere”. Lo stesso ha proposto la teoria dei “vortici di plasma”, “mini-vortici sono spesso ricchi di polvere o altri detriti e, a causa della frizione interna che si crea, si caricherebbero elettricamente. Inoltre, essi avrebbero le stesse proprietà elettromagnetiche dei fulmini, ad eccezione dell’effetto calorifico: si tratterebbe, insomma, di plasma freddo.” Ma l’ipotesi crolla nel momento in cui ci sono da spiegare i pittogrammi più complessi, formati da numerosi cerchi disposti in ordine intelligente o da figure troppo particolari per essere state create dalla natura. Attualmente, gli studiosi sono divisi a riguardo. In generale, esistono tre correnti di pensiero contrapposti: – coloro che danno al fenomeno una spiegazione di carattere naturale; – quelli che credono che tutti i crop circles siano opera degli uomini; – e quelli che pensano che dietro molti crop circles (non tutti, visto che alcuni sono chiaramente opera dell’uomo) ci possa essere un’intelligenza extraterrestre. Gli appartenenti a quest’ultima categoria di persone sono molti, anche perché  sono molti gli indizi che lascerebbero supporre l’ipotesi aliena: – la perfetta piegatura delle piante (come se fosero state pressate al suolo da una fonte di calore); – le anomalie genetiche delle spighe e la differenza genetica tra quelle più centrali e quelle più periferiche al crop circle (ciò influisce sui “nodi” delle spighe, che nelle spighe più centrali sono dilatati come se una fonte di calore li avesse fatti esplodere); – la presenza di tracce di microonde, specie nel centro dei pittogrammi; – la presenza di insetti morti, in particolare mosche, come se fossero state colte all’improvviso da una forte energia che in certi casi le ha fatte esplodere sparpagliandone i resti tra le spighe; – il fatto che molti crop circles, anche molto estesi, siano sorti all’improvviso, anche nel giro di poche ore; – la presenza di presunte “sfere luminose”, viste volare di notte in prossimità dei crop circles; alcune di esse sono state anche fotografate e filmate; – il fatto che la zona interessata dal fenomeno sia vicina a siti archeologici che da sempre sono stati oggetto d’interesse dei cosiddetti fanta-archeologi, clipeologi e appassionati di misteri, quali Stonehenge, Avebury Hill etc. Ma i crop circles non si trovano solo in Inghilterra. Si è riscontrata la loro comparsa anche in altri posti come in Germania e in Italia, pur se in minor misura, anche se di sicuro sono molti i casi non ufficializzati dai mass media. Molti crop circles infatti compaiono e scompaiono nell’indifferenza e nell’ignoranza delle persone, che non li sanno vedere o li vedono e non li sanno riconoscere. Dott. GIORGIO PASTORE

UFO

AREA 51 – INTERVISTA A BOB LAZAR

In Nevada all’interno dell’area 51, esiste una base chiamata S4 in cui l’ingegnere in fisica nucleare Bob Lazar si trovò a lavorare. Ecco le dichiarazioni rilasciate da lui ad un giornalista negli anni 90: – Domanda : Che impressione ebbe quando entrò per la prima volta? – Lazar : Sembrava tutto molto militare e non molto scientifico, c’erano molti controlli ed un massimo livello di sicurezza, ovunque si andasse bisognava essere accompagnati da una guardia armata anche nella toilette. Tutte le porte si aprivano e si chiudevano con dei badge di plastica magnetici, e c’era un’atmosfera molto oppressiva. – Domanda : Quante volte è dovuto entrare in quella zona prima di poter vedere il velivolo? – Lazar : Credo due o tre, forse due giorni prima di poterlo vedere. – Domanda : Cos’ha provato la prima volta che visto l’oggetto? – Lazar : Mah, la prima volta che entrai nell’hangar dissi tra me e me : ecco questo finalmente spiega tutti quegli avvistamenti di strani oggetti, è un veicolo militare segreto in fase di sperimentazione. In realtà fu la seconda volta che lo vidi quando entrai al suo interno che intuii cosa stava accadendo, e cioè che si trattava di un mezzo alieno, ma questo avvenne dopo che avevo letto il materiale informativo. Era tutto molto difficile da comprendere, mi sentivo come un’intruso. – Domanda : Provi comunque… – Lazar : Ha presente le foto di Billi Meier scattate durante i suoi avvistamenti? Era incredibilmente simile a quello delle sue foto, una linea sfuggente con lo scafo discoidale. E’ difficile descriverlo così senza disegnarlo, ma aveva la forma classica del disco volante. – Domanda : Di un tipo solo o diversi? – Lazar : In totale i dischi erano nove, ma io lavorai a livello di retroingegneria solo su un’oggetto; erano in hangar separati, ma tutti visibilmente differenti. – Domanda : Le hanno detto in che modo erano stati recuperati? Dall’intelligence o dalla marina? – Lazar : No, assolutamente no. Molta gente ha avanzato varie ipotesi, che erano stati abbattuti o che erano precipitati, ma non sembravano danneggiati, quindi nutro seri dubbi su queste ipotesi. – Domanda : Ce ne può descrivere l’interno? – Lazar : E’ molto semplice, c’è un solo colore dominante: è un grigio feltro, anche l’esterno è dello stesso colore, non ci sono scivoli. All’interno tutte le attrezzature hanno una forma arrotondata, anche i sedili e gli alloggiamenti per gli amplificatori, è come se fossero stati fusi nella cera e poi modellati con queste forme curvilinee, incluse le giunture tra le pareti ed il pavimento. L’interno è essenziale, molto arioso: l’uso dello spazio non sembra per niente funzionale. Ci sono tre ponti: quello più basso ospita gli amplificatori montati su basi mobili. Su quello di mezzo da dove si accede alla nave ci sono i sedili e gli amplificatori, e poi c’è il ponte superiore, con una sezione limitata a cui non avevo accesso, non so cosa ci fosse. – Domanda : Per lei il velivolo era alieno? – Lazar : Assolutamente sì, alieno. Prima di tutto, lo scopo del progetto era di analizzarlo, se si fosse trattato di un’apparecchio degli Stati Uniti non avremmo perso tempo a capire come lo avremmo costruito, in secondo luogo per le dimensioni delle attrezzature interne, dalle dimensioni dei sedili e per i materiali utilizzati, a noi totalmente estranei, e poi per il carburante: l’elemento 115, che è virtualmente inesistente. Ho sommato queste informazioni a quelle che mi erano state precedente fornite, in cui si affermava chiaramente che si trattava di un veicolo extraterrestre. -Domanda : Le hanno detto come funzionava il sistema di propulsione? -Lazar : Faceva parte del mio lavoro d’ingegneria inversa, cioè capire il sistema di propulsione, avevano già fatto qualche progresso, ma non so esattamente da quanto tempo il velivolo si trovasse lì, se lo stessero esaminando da uno o dieci anni, comunque con scarsi progressi. Il sistema è fisicamente impressionante: è composto da due parti, dagli amplificatori di gravità e dal reattore che fornisce energia, il reattore funziona ad annichilazione completa alimentato da antimateria. L’annichilazione completa è praticamente la reazione nucleare più efficace tra le tre ovvero: fissione, fusione ed annichilazione. Utilizza un elemento superpesante, l’elemento 115, cioè questa sarebbe la sua collocazione nella tabella periodica che sulla Terra non è stato ancora sintetizzato. A mio avviso, su alcuni sistemi stellari questa sintesi avviene spontaneamente. Questo elemento viene bombardato in un’accelleratore dalle dimensioni estremamente ridotte. L’elemento che viene bombardato subisce una scissione spontanea e produce particelle di antimateria. Queste, grazie ad un dispositivo termoelettrico efficace al 100% reagiscono con la materia gassosa e vengono trasformate in elettricità. Ora l’efficienza al 100% di qualunque dispositivo elettrico è fisicamente impossibile, lo afferma la prima legge sulla termodinamica, perché si devono verificare dispersione di calore o altre perdite del genere, ma io non ne ho rilevata nessuna in questo sistema, è una tecnologia assolutamente stupefacente. L’incredibile quantità d’energia che viene generata dal sistema, alimenta gli amplificatori, e come prodotto collaterale del bombardamento dell’elemento 115, si genera un fenomeno interessantissimo, cioè una particolare onda detta “gravitazionale A”: tale onda viaggia in modo molto simile alle microonde. Viene applicata agli amplificatori gravitazionali e per mezzo della corrente elettrica generata dal reattore, viene amplificata e focalizzata. Il segnale così amplificato viene reso leggermente “afasico”, e grazie a questo è possibile attirare o respingere qualsiasi corpo gravitazionale. Il velivolo è in grado di decollare anche utilizzando un solo amplificatore. Questa nave in particolare era dotata di tre amplificatori, e quando attiva un solo amplificatore per allontanarsi dalla terra, utilizza la cosiddetta configurazione “omicron”: per viaggiare nello spazio la nave ruota su di un lato, focalizza i tre amplificatori su di un punto situato ad enorme distanza, poi il reattore e gli amplificatori vengono portati a massima potenza, e praticamente “attirano” il tessuto stesso dello spazio, distorno lo “spazio-tempo” e lo attirano verso la nave che così è in grado di coprire enormi distanze in un lasso di tempo praticamente nullo. La nave non si sposta in maniera lineare, perchè distorce lo spazio. Il tessuto stesso dello spazio, quindi anche i campi gravitazionali ed il tempo sono strettamente connessi. Quando si distorce un campo gravitazionale, si distorce anche lo spazio ed il tempo. Queste non sono semplici teorie, sono cose che conosciamo già da molto tempo, solo che non abbiamo la possibilità di poterle verificare, ed apparentemente questa civiltà lo ha messo in pratica. – Domanda : E voi siete mai riusciti a farne volare uno? – Lazar : Sono stati fatti molti collaudi, ma non al di fuori dell’atmosfera, voli brevi e a bassa quota. Del resto hanno un’oggetto dal valore inestimabile e non intendono distruggerlo con rischi inutili o a causa del campo gravitazionale terrestre o volando a quote troppo elevate, ma ho assistito ad alcune prove al di fuori della recinzione di sicurezza ed in un’occasione ho visto tutto ma a non più di trenta metri dal velivolo. – Domanda : L’oggetto come manovrava in volo? – Lazar : era molto silenzioso, si alzava generando un debole sibilo, la superficie inferiore emanava una luce azzurra, probabilmente dovuta all’altissimo voltaggio generato. Dopo un po’, man mano che aumentava di quota, la luce scompariva. Sembrava che galleggiasse dolcemente nell’aria, per poi appoggiarsi al suolo, il tutto in modo assolutamente tranquillo e quasi totalmente silenzioso – Domanda : Potrebbe descrivere i documenti informativi ed il loro contenuto? – Lazar : Si trattava di un gran numero di documenti, circa 120 relazioni molto concise, in pratica mi consentivano un’idea in generale sulle altre ricerche condotte sul velivolo, ma la quasi totalità delle informazioni e dei dettagli tecnici riguardava il sistema di propulsione e generazione d’energia, cioè il campo in cui avrei dovuto lavorare. C’erano anche documenti in cui si affermava che la nave era aliena. I rapporti di alcune autopsie non erano molto approfonditi perché non c’era nessuna ragione per fornirmi informazioni dettagliate su questo, ma con fotografie : anzi per l’esattezza c’erano due fotografie di un corpo alieno con il torace aperto, che aveva un solo organo che era stato rimosso e sezionato. Dal mio punto di vista non medico, sembrava che questo organo espletasse non una, ma più funzioni. Poi vi erano altri documenti che descrivevano ricerche metallurgiche condotte in altre parti della nave, insomma erano brevi riassunti del lavoro svolto dai vari gruppi e viceversa, sicuramente anche loro avranno ricevuto dei resoconti e brevi relazioni del lavoro svolto dal mio gruppo. – Domanda : Indicavano il luogo di provenienza degli alieni? – Lazar : Sì : dal sistema Zeta Reticulis, non so se questa informazione sia stata ricavata dallo scafo stesso, da mappe astrali o da strumenti di bordo. – Domanda : C’erano informazioni su questa civiltà, sulla loro storia, o su precedenti contatti con il genere umano? – Lazar : Non esattamente, non c’era scritto: è andata così, si faceva riferimento ad un’intervento alieno avvenuto nel passato, risalente a moltissimi anni fa, precisamente a milioni di anni fa. Dai documenti che ho visto, ripeto, erano documenti sintetici, riassuntivi che non so se fossero veri o falsi, posso solo fare supposizioni. Tuttavia, le informazioni sul sistema di propulsione erano tutte vere, ne sono certo, ci lavoravo. Per il resto c’erano solo accenni sul contatto con la Terra avvenuto più di 10.000 anni fa, ad alterazioni genetiche che hanno prodotto un’essere scimmiesco ed altre interazioni di questo tono. – Domanda : Ha mai visto da vicino un’alieno? Vivo o morto? – Lazar : No, solo in fotografia. Ho dichiarato più volte, che attraversando una certa zona, ho guardato in una finestra ed ho notato qualcosa di piccolo, ma non che fosse il corpo di un’alieno. E’ inutile saltare alle conclusioni che devo avere visto un’alieno. Potrebbe trattarsi di un manichino, creato come modello sulle loro differenze corporee e sulle dimensioni dei sedili, quindi ribadisco che in realtà non ho visto nessun corpo vivo che si muovesse, in linea di principio rispondo di no. – Domanda : Perché hanno scelto lei per questo lavoro? – Lazar : e’ molto difficile rispondere, non saprei. Sicuramente come fisico non sono molto indicato, quindi non ne ho la più pallida idea. Viste le diverse angolazioni forse si sentivano frustrati, non riuscivano a fare passi avanti, era da lungo tempo che non riuscivano ad andare da nessuna parte, o forse volevano un persona nuova, qualcuno che potesse vedere le cose in maniera diversa, d’altronde io ho la fama di essere così. – Domanda : Perché ha deciso di divulgare queste informazioni? – Lazar : E’ difficile rispondere, ci sono vari motivi ad esempio per le pressioni che ho subìto o per mia protezione personale e perché è ingiusto che su queste informazioni venga mantenuto uno strettissimo riserbo. – Domanda : dopo che lei ha reso pubbliche queste cose hanno cercato di chiuderle la bocca? – Lazar : Oh sì, in ogni modo, mi hanno sparato mentre imboccavo l’autostrada qui a Las Vegas. Alcuni miei amici sono stati minacciati, hanno perso il posto di lavoro, è successo di tutto. Tratta dall’intervista originale su VHS : UFO DOSSIER/AREA 51 TECNOLOGIA ALIENA VOLUME 2/ FABBRI VIDEO 1997

CIVILTÀ SEPOLTE, UFO

ANTENNE ALIENE NEGLI ABISSI DELLA TERRA?

LE ANTENNE DI ATLANTIDE Vestigia di una civiltà evoluta ed oramai scomparsa? Opera di intelligenze extraterrestri? Chi realizzò l’antenna Eltanin? L’antenna sottomarina degli alieni: Nel 1964 fu fotografata sul fondo del mare “l’antenna Eltanin”, ad una profondità di 4114 metri, dal vascello per ricerche polari Eltanin dell’ N.S.F. che stava facendo dei rilevamenti nelle acque antartiche, studiando l’oceano e il fondo oceanico. L’oggetto si trova in un’area 1600 Km ad ovest di Capo Horn, nelle profondità di alcuni tra i mari più inospitali del mondo. Ciò che questa nave ha fotografato sembra una grande asta metallica che si erge dritta sul fondo oceanico, con dodici pioli che si irradiano da essa, ognuno terminante con una sfera. I pioli sono a quindici gradi l’uno dall’altro. L’asta sembra essere collegata ad una delle basi aliene sottomarine. Pasquariello Domenico         UNA TEORIA SVELEREBBE IL MISTERO La rompighiaccio Eltanin, acquistata nel 1957 dalla marina americana e riclassificata come nave per ricerche oceanografiche per la fondazione della scienza nazionale nel 1962, divenne una delle prime navi al mondo di ricerca nell’Antartide. Il 29 Agosto 1964, mentre stava fotografando le profondità del mare ad Ovest di Capo Horn, l’Eltanin fotografò un’oggetto singolare alla profondità di quasi 4000 metri.. In molti provarono a dare una spiegazione, un UFO sottomarino (immagino che in questo caso si possa definire USO), una strana macchina, una complessa antenna, un punto di riferimento per le piramidi egizie.. Solo in seguito si è scoperto che in realtà si tratta di una specie di spugna, la Cladorhiza. Nonostante le spugne si trovino specialmente in acque calde, alcuni loro “parenti” vivono nelle fredde acque antartiche. Sembra così risolto il mistero dell’antenna sottomarina. Ma sarà veramente così? Roberta Nemo

SOPRANNATURALE, UFO

ALBERI SRADICATI DA UNA FORZA SCONOSCIUTA

In seguito ad una mail giuntaci in redazione ci siamo interessati ad un interessante fenomeno. Questo è il testo della suddetta mail: In seguito ad una mail giuntaci in redazione ci siamo interessati ad un interessante fenomeno. Questo è il testo della suddetta mail: “Salve, mi chiamo Daniele Sensi, sono residente nella piccola cittadina di Castel del Piano, sul monte Amiata in provincia di Grosseto, mi rivolgo a voi perché negli ultimi giorni qui nella mia zona è venuta fuori una notizia della quale molti ancora non riescono a dare una spiegazione, ma veniamo ai fatti. Circa 15/20 giorni fa sulla montagna sopra il paese (precisamente nella località “Il rifugio” nel comune di Abbadia San Salvatore) vengono ritrovati 28 faggi (ma a me sono sembrati di più) sradicati dalle radici e appoggiati tutti lungo il crinale della montagna che in quel punto stranamente crea un pianoro; altra cosa strana è che non tutti gli alberi di questo pianoro sono stati strappati, ma solamente alcuni (quelli che davano noia). Adesso lì (come si vede dalle foto) sono rimasti delle grandi aperture circolari verso il cielo che fanno pensare… In principio ero scettico e pensavo fosse stata una tromba d’aria, ma poi dopo un sopralluogo sul posto ho capito che non poteva essere perché il sito è dentro al bosco e tutto intorno vi sono altri alberi che non sono stati toccati. Escluderei anche la mano dell’uomo (posso garantire avendo molte conoscenze nel settore che non c’è macchinario che riesca a sbarbare dalle radici 28 faggi senza lasciare tracce). Un altro particolare che mi ha fatto insospettire è questo: la notizia di questi alberi è venuta fuori solamente adesso, ma il giorno dopo che era avvenuto il fatto il luogo era presidiato dall’esercito (che ci fa l’esercito con degli alberi sradicati?), che non faceva assolutamente entrare nel bosco. Addirittura i primi due giorni la strada adiacente (300 metri di distanza) è rimasta chiusa, inoltre in questi giorni abbiamo assistito (noi abitanti del paese) ad un insolito via vai di aerei ed elicotteri a bassa quota scendere dalla montagna. La faccenda è stata trattata anche da alcuni giornali locali (dei quali vi ho inviato un articolo) ed in paese non si parla d’altro. La mia domanda è questa: è possibile che si tratti di un crop circle fatto negli alberi invece che in un campo? Gli alberi hanno iniziato a tagliarli in questi giorni utilizzando delle seghe elettriche, non so però chi prenderà la legna; so solo che ci sta lavorando un’azienda che ha in gestione queste cose qui nella zona, gli alberi sono stati sradicati dal terreno con tutte le radici attaccate (per farti capire 40 50 cm di lunghezza delle barbe, di diametro dai 2-3 cm ciascuna). Oggi sempre sullo stesso giornale è stato pubblicato un’altro articolo su questo fatto che avalla la tesi dell’ufo, anche perché sono venuti degli ufologi da Arezzo. Comunque rimane il fatto che gli alberi si trovavano tutti rivolti verso la cima della montagna (cosa davvero incredibile se si pensa che secondo alcune testimonianze erano esattamente allineati). Inoltre, oggi alcuni miei amici sono tornati nella zona ed hanno trovato un punto dove fare delle foto dall’alto; hanno detto che la cosa è sconvolgente. Domani sperando nel bel tempo spero di fare altre foto (spero anche un video dove si capirà meglio la situazione del luogo). Per quanto riguarda la diffusione della notizia, dalle nostre parti la stampa è sempre stata restia a diffondere notizie di qualsiasi genere, siamo un po’ “isolati” in un certo senso sotto questo punto di vista.” Daniele Sensi (01 giugno 2006)