Categoria: CIVILTÀ SEPOLTE

Quali segreti nascondevano gli Egizi, i Sumeri, i Maya e tutte le altre antiche civiltà?

CIVILTÀ SEPOLTE, CULTURA GENERALE, ESOTERISMO E MAGIA

Il Medioevo

Il 476 d.C. è un anno molto importante per la storia dell’umanità: questo infatti è l’anno in cui tramontò l’Impero Romano, esteso su metà del mondo allora conosciuto, creato a partire dalla battaglia di Azio, del 31 a.C., che vide la sconfitta di Marco Antonio e Cleopatra e la glorificazione di Ottaviano, che da lì a poco sarebbe divenuto il primo Augusto di Roma, il primo imperatore. Ma la civiltà romana era più vecchia, ed era passato per una repubblica (dal 510 a.C.) e una monarchia, dal 753 a.C. (anno della fondazione di Roma). Nel 476 d.C. tramontava il grande sogno di un impero universale e iniziava l’era buia del Medioevo. Ma già da almeno due secoli, Roma aveva cominciato il suo declino. “Quando l’impero romano divenne vasto e i romani non ebbero più terre da conquistare, iniziarono ad uccidersi tra loro…”, infatti così fu. Nel 212 d.C. l’imperatore Caracalla, con un editto, permetteva a chiunque nell’impero (quindi non solo in Italia) di diventare cittadino romano. Questo portò a degli sanguinosi scontri tra i diversi pretendenti al trono imperiale, ora a portata di tutti, e non più solo dei “romani” di Roma. A partire dal III secolo d.C. iniziarono ad alternarsi ai vertici del potere generali eletti dal loro soldati, usurpatori del titolo imperiale, in molti casi provenienti dalle province, e non più italici. Ricordiamo Filippo l’Arabo, Massimino il Trace, etc. E barbari entrarono a far parte anche del Senato. Questa intromissione portò ad una perdita di unità dell’impero, alla nascita di un nuovo tipo di visione imperiale, non più prettamente “romana”, ma provinciale. Perduta questa ideologia, venne meno la ragione d’essere dello stesso impero, ormai in mano ai barbari, da cui per molti anni i romani stessi avevano cercato di difendersi inutilmente. Nel 476 fu un barbaro, Odoacre, eletto re di tutte le popolazioni barbariche in Italia, a prendere il potere. L’impero romano cessava d’esistere ufficialmente. Solo nell’800 d.C. Carlo Magno avrebbe dato vita ad una sorta di continuazione ideologica del primo, il Sacro Romano Impero, dopo una parentesi di circa 300 anni di dominazione ostrogota, bizantina e longobarda. In oriente, dall’età di Costantino (prima metà del IV sec. d.C.) esisteva l’Impero Bizantino, consolidato da Teodosio e suo figlio Arcadio e continuato da altri imperatori che riuscirono a rendersi indipendenti dalla pars occidentale e quindi a rimanere in piedi, quando questo crollò nel 476 d.C. E l’Impero di Bisanzio (Costantinopoli, fondata da Costantino nel 330 d.C.; l”odierna Istanbul), riuscì a resistere alle invasioni dei barbari, dei musulmani e delle popolazioni del nord/est dell’Europa di quel tempo, per molti secoli, finché nel 1458 d.C. non trovò anch’esso una conclusione. Il medioevo è un’età buia, sotto molti aspetti ancora da scoprire; è l’età delle streghe e dei sabba, dell’inquisizione, delle leggende di draghi, nobili cavalieri, santi, prodigi e luoghi favolosi, come il misterioso regno del Prete Gianni. Non è solo il periodo degli anni bui della peste e delle sanguinose guerre, ma anche quello di Dante, Petrarca e della rinascita culturale dal IX secolo, della rinascita della cultura attraverso i monasteri e le università. Così come, è l’età in cui si affermò l’indipendenza dei comuni del nord Italia dall’Impero. Dopo la caduta dell’Impero Romano e di una breve dominazione ostrogota e bizantina, giunsero nel VI secolo d.C. in Italia i Longobardi (il nome potrebbe derivare dal fatto che avevano lunghe lance, o lunghe barbe). Questi dovettero vedersela coi Bizantini del sud e col Papato, fino a ché, nel 774, Carlo Magno non riuscì a conquistare Pavia e piegare il loro re Desiderio. Nell’800 nacque il Sacro Romano Impero, sotto un unico imperatore, il grande Carlo. Ma alla morte di suo figlio, Ludovico il Pio (nell’840), questo impero venne diviso tra i figli di quest’ultimo, Carlo il Calvo, Lotario (che riceveva anche la corona imperiale) e Ludovico il Germanico. Da allora, iniziarono anche a crearsi gli stati nazionali di Francia e Germania. Da allora queste parti dell’impero avrebbero conosciuto destini propri e separati l’uno dall’altro, sotto il comando di propri re.Quando morì Carlo il grosso, nell’888, la dinastia dei Carolingi si estinse e l’Italia finì in mano di signori ricchi e potenti che rivendicarono una discendenza di sangue imperiale, finché non scesero dalla Germania gli Ottoni. Ottone I, Ottone II e Ottone III regnarono in Italia nella seconda metà del X secolo d.C. Nel 1002 moriva Ottone III e con lui il suo sogno di una “Renovatio Imperii”, cioè di un ritorno ad un impero universale, come lo era stato al tempo dei romani. Ma non era tanto credibile un imperatore tedesco in abiti romani. Ormai l’Italia e la Germania, di fatto, non facevano più parte dello stesso Impero, ma di due regni distinti, diversi. Dopo gli Ottoni ci fu un’altra breve parentesi italiana, con Arduino d’Ivrea (dal 1002 al 1004) e poi ritornò un sovrano tedesco, Enrico II. Dopo alcune iniziali rivolte popolari, alla fine, rimasero in Italia imperatori di stirpe germanica, i quali ebbero sempre a che fare coi diversi poteri locali presenti nella penisola, il Papato, i Longobardi dei principati di Benevento e Salerno, i Bizantini, nonché con invasori come gli Arabi (nell’827 conquistarono la Sicilia, nell’846 saccheggiarono addirittura Roma e dall’847, e per un trentennio, costituirono un emirato arabo a Bari), gli Ungari (che si convertirono al cristianesimo nell’anno 1000 cessando le ostilità) e i Normanni, che scesero in Italia come invasori, ma poi vi rimasero come alleati del Papa e delle forze locali del meridione. Questi riuscirono a conquistare tutto il sud Italia respingendo Arabi e Bizantini. Dall’unione della normanna Costanza d’Altavilla con Enrico VI, imperatore tedesco del Sacro Romano Impero, nacque alla fine del XII secolo Federico II. Suo nonno era stato quel Federico I Barbarossa che nella seconda metà del XII secolo aveva dato tanto filo da torcere ai Comuni del nord Italia (alleati nella cosiddetta “Lega Lombarda”, sorta nel 1167), per via dell’attribuzione delle regalìe, cioè i diritti imperiali. Nel 1183, con la Pace di Costanza, terminava questa lotta, con la vittoria dei Comuni, che tuttavia riconoscevano solo formalmente di essere sottomessi all’Impero. Di fatto, invece, ottennero l’indipendenza e la possibilità di autogestirsi. Da allora infatti, vennero redatti Statuti e ordinamenti comunali, si cominciarono a costruire palazzi del municipio e giunsero i Podestà, esperti del diritto in grado di governare meglio in una realtà comunale più evoluta rispetto a quella degli inizi dell’XI secolo, quando ancora c’erano solo i consoli (governatori non professionisti) e i consigli cittadini. Tuttavia, questi comuni ebbero ancora a che fare con Federico II, sempre per gli stessi motivi. La sovranità dell’imperatore, doveva essere riconosciuta di fatto, ma i comuni non ne volevano sapere. Dopo aspre lotte, la vinsero i Comuni, alleati al Papa (Federico II venne scomunicato due volte da Gregorio IX e venne deposto nel 1245, al Concilio di Lione, da Innocenzo IV). federico II venne bollato addirittura come l’anticristo! Nel 1248 veniva sconfitto a Parma dai Comuni e nel 1249 capitolò anche suo figlio Enrico a Fossalta. Nel 1250 moriva Federico II e aveva termine questo conflitto tra Impero, Papato e Comuni del nord-Italia. Da allora, l’Impero non fu più presente in Italia, detenendo solo un potere formale. Il potere, di fatto, passò in mano alle Signorie, che avevano avuto una parte sostanziale durante la lotta contro l’Impero, impugnando le armi dalla parte dei Comuni. Questi Signori, nelle diverse città italiane, fecero strada e alla fine finirono per ottenere il comando di ampi territori regionali. I Visconti (poi sostituiti dagli Sforza) a Milano, i Medici a Firenze, gli Estensi a Ferrara, I Gonzaga a Mantova, etc.Tale situazione durò fino alla fine del XV secolo, quando la Francia, l’Impero (ora in mano agli Asburgo) e la Spagna iniziarono a espandersi e di conseguenza a guerreggiare tra loro in territorio italiano . Nel 1492 veniva anche scoperta l’America e cambiava di fatto la visione del mondo, che dal Mediterraneo, diveniva davvero globale. Con l’estendersi dei confini del mondo conosciuto, si incrementavano i traffici commerciali, che ora interessavano anche l’Africa (circumnavigata agli inizi del ‘500) e le Americhe. Il mondo stava cambiando, divenendo più simile a quello che conosciamo noi oggi. L’età medievale era terminata, per lasciare posto a nuovi drammi, nuove guerre, ancor più sanguinose delle precedenti (a causa dell’invenzione della polvere da sparo), a nuove vicende, sotto certi aspetti molto simili alle precedenti. Giorgio Pastore

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Anacronismi

Per anacronismo intendiamo sia un fatto che avviene in un tempo in cui non poteva avvenire, sia un oggetto ritrovato dagli archeologi in strati di terra molto più antichi di quanto dovrebbero essere. Quindi, per usare un altro termine, un anacronismo è un fatto o un oggetto “fuori dal tempo”, ovvero, inserito in un contesto temporale che non è il suo. La nostra preistoria, così come la nostra storia, è colma di anacronismi. Qui di seguito, riporto alcuni tra gli anacronismi più importanti. Ulteriori informazioni potete trovarle nel libro Dèi del Cielo, dèi della Terra, di Giorgio Pastore – Eremon Editore MAPPA LUNARE DI 5.000 ANNI FA Si tratta di un reperto straordinariamente dettagliato, ritrovato nel 2001 a Knowth, fino a poco tempo fa un’anonima cittadina irlandese. Oggi è famosa perché vi è stata scoperta una mappa della Luna antica di 5000 anni. Lo straordinario reperto è costituito da un insieme di graffiti e incisioni praticati con schegge di quarzo sul soffitto di un tumulo funerario. La sepoltura in questione si trova all’interno del complesso di Newgrange, nella contea di Meath, la più antica struttura architettonica irlandese, risalente ad oltre 5000 anni fa, in pieno Neolitico. La luna, fin dall’antichità, era venerata dai popoli celtici. Era vista come un dea madre che dava loro sicurezza. Così cominciarono a studiarla. La tomba con la mappa sono state scoperte dal professor Philip Strooke, dell’Università dell’Ontario occidentale in Canada, il quale, durante un sopralluogo nella zona di Knowth, notò la straordinaria somiglianza delle nostre attuali mappe lunari con quella riportata sul soffitto della costruzione. L’archeologo, sovrapponendo le tracce dei graffiti presenti sul soffitto del tumulo ad una moderna mappa lunare, ha riscontrato la somiglianza. All’interno del vano funerario, in corrispondenza del punto dove era stato deposto il defunto, sono state ritrovate altre raffigurazioni di stelle e mezzelune. Ciò fa ritenere che gli astri possedessero una forte valenza per le popolazioni che abitavano questi luoghi. La scoperta desta stupore soprattutto per lo straordinario dettaglio, difficilmente raggiungibile con osservazioni ad occhio nudo dalla Terra. Ma allora, come fecero quei popoli primitivi a studiare la superficie lunare? Il cannocchiale fu inventato da Galileo Galilei solo nel XVII sec. dopo Cristo. LA MAPPA DI PIRI REIS La mappa di Piri Reis è un documento realizzato a Costantinopoli nell’anno1513 d.C dall’omonimo ammiraglio della flotta ottomana e scoperto solo nel 1929 nell’antico Palazzo Imperiale di Costantinopoli. In essa è raffigurata la costa occidentale dell’Africa, la costa orientale del Sud America e la costa settentrionale dell’Antartico. Ciò sorprende, visto che l’Antartide fu scoperto solo nel 1818. Inoltre, nella carta, la Terra della Regina Maud è sgombra dai ghiacci, cosa che secondo gli studiosi ortodossi sarebbe stata possibile solo migliaia di anni fa. Il vero enigma rappresentato da questa carta geografica non è tanto l’aver disegnato un continente scoperto circa tre secoli dopo, ma averlo rappresentato senza la coltre di ghiaccio che lo ricopre da almeno 8000 anni. Piri Reis per disegnare la sua mappa utilizzò altre carte, originariamente depositate con ogni probabilità nella Biblioteca Imperiale di Costantinopoli, ma esse andarono perdute. Un caso molto simile è rappresentato da un’altra carta geografica, quella di Buache, del 1737, a quanto pare, copiata da antiche carte greche. Anch’essa mostra l’Antartide privo di ghiacci, così come era nel Paleolitico. Come facevano gli antichi a conoscere la linea costiera dell’Antartico? Dove sono finite le carte sorgente disegnate da questi? E soprattutto, chi erano questi antichi che già migliaia di anni fa conoscevano la topografia? Erano forse uomini del futuro venuti nel nostro mondo da un altro universo? Qui sopra: Mappa Piri Reis Bibliografia: Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Editore LE SFERE METALLICHE DEL SUDAFRICA Sudafrica. In tempi recenti, vennero rinvenute delle sfere metalliche con scanalature lungo tutta la loro circonferenza, conservate in un blocco di pirofillite, alla quale venne assegnata un’età di 2,8 miliardi di anni. Chi viveva sulla Terra prima ancora dei dinosauri? Bibliografia: Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Editore LA PILA DI BAGHDAD Un famoso esempio di anacronismo è la famosa pila conservata al museo di Baghdad e antica di 2000 anni. Fatta di terracotta, alta 15 cm, la pila ha l’aspetto di un vasetto rivestito internamente da uno strato di pece, predisposto a contenere un cilindro di rame contenente a sua volta un bastoncino di ferro isolato con un tappo d’asfalto. Tale reperto, simile ad altri, conservati nei musei iracheni e berlinesi, sarebbe ancora oggi in grado di produrre energia elettrica. Chi conosceva tale scienza nel mondo antico? Bibliografia: Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Editore GLI INGRANAGGI DI ANTIKITERA Ancor più sconcertante fu la scoperta, nel relitto di una nave affondata qualche secolo prima di Cristo nel Mediterraneo, del meccanismo di Antikitera. Esso venne rilevato in una pietra vecchia parecchie centinaia d’anni. Sottoposta all’esposizione di raggi X, la pietra rivelò al suo interno una serie di ingranaggi simile al meccanismo interno di un orologio. Una tecnologia impossibile per quei tempi. Giorgio Pastore Bibliografia: Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Editore IL CRANIO DI BISONTE Qualche decennio fa, Sotto i ghiacci siberiani, fu scoperto un cranio di bisonte vissuto in Siberia nel Giurassico. Esso presentava un perfetto foro circolare sulla fronte, opera di un proiettile d’arma da fuoco. Fu questo colpo ad ucciderlo. Ma chi adoperava armi da fuoco al tempo dei dinosauri? Giorgio Pastore Bibliografia: Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Editore L’ENIGMA DEI DINOSAURI Se prendiamo in considerazione la scienza ufficiale, i dinosauri avrebbero dovuto dominare la Terra nel periodo di tempo che va dai 120 ai 64 milioni di anni fa circa, mentre la scienza fa risalire la nascita dell’uomo solo a 2, massimo 3 milioni di anni fa, ma con tutta probabilità, gli scienziati si sbagliano. In molti casi sono state rinvenute orme umane nello stesso strato in cui erano contenute orme tridattili appartenute ai sauri. La superficie della Terra è formata da vari strati di terreno, e più si va in profondità, più si dovrebbero ritrovare reperti antichi (secondo la scienza ufficiale – tecnica archeologica della stratigrafia). Ora, se ascoltassimo gli scienziati ortodossi, impronte umane le potremmo (e dovremmo) ritrovare solo in strati di terreno risalenti ad un massimo di 3 milioni di anni fa, quindi relativamente superficiali, ma non è così. La scienza qui si contraddice. Sono state rinvenute impronte in strati di terreno molto più profondi e, inverosimilmente, anche ossa di dinosauri in strati molto più superficiali e, in certi casi, addirittura quasi in superficie, che spuntavano dal terreno (in Siberia). Una domanda nasce spontanea: È l’umanità ad essere più antica di quanto si pensa o i dinosauri ad essere molto più recenti di quanto affermano i libri di storia? In un caso o nell’altro la storia sarebbe comunque da riscrivere. Ci sarebbero molti esempi da riportare a riguardo, ma per non soffermarmi troppo ne esporrò soltanto alcuni. A Glen Rose, nel Texas, c’è il “Dinosaur Valley State Park” nella zona del Paluxy River, dove senza troppa fortuna è possibile rinvenire orme di sauri e di esseri umani affiancate negli stessi strati di terreno. Chi camminava (e in alcuni casi portava anche calzature!) assieme ai dinosauri (ed in certi casi, anche molto prima della loro venuta), parecchi milioni di anni fa? Si tratta forse delle impronte di uomini venuti qui da un altro universo? Molti reperti fossili inerenti sono conservati nel “Creation Evidences Museum”, a Glen Rose. Nel 1927, in Nevada fu riportata alla luce un’orma umana provvista di calzatura in uno strato di terreno antico 160/195 milioni di anni (40 milioni di anni precedente i dinosauri!). In Australia, sono state rinvenute orme umane pietrificate di grandi proporzioni a pochi metri da quelle di un brontosauro. Casi simili li possiamo riscontrare anche in Turkmenistan, Africa, Germania e in America. Bibliografia: Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Editore ANACRONISMI EGIZIANI Anche l’Egitto presenta molti anacronismi. Con quale scienza, gli antichi faraoni poterono costruire i loro imponenti monumenti, le piramidi e la Sfinge? Ad esempio, ancor oggi gli archeologi si chiedono cosa usassero in passato gli egiziani per produrre fori perfetti nella roccia. Se ne sono trovati parecchi, tutti perfetti. Sembrano prodotti da un trapano elettrico con punta di diamante, l’unico capace di perforare la dura roccia, eppure, l’attrezzo era sconosciuto in quei tempi. Inoltre, su certe pareti di piramidi e templi, sono presenti certe incisioni raffiguranti misteriosi arnesi dall’uso sconosciuto e degli oggetti simili a lampadine, con tanto di elettrodi e cavi. Gli egiziani conoscevano forse l’elettricità? E, in tal caso, da chi appresero questa scienza? Bibliografia: Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Editore EXCALIBUR Excalibur, la mitica spada di re Artù, non è stata mai ritrovata. Effettivamente, non si sa con certezza se lo stesso re Artù sia esistito realmente (si pensa possa essere stato un generale romano del VI secolo d.C.). Tuttavia, dietro ad ogni leggenda c’è sempre uno sfondo di verità storica. Alla sua mitica spada viene attribuito un potere straordinario, capace di annientare ogni nemico. Artù, con la spada datagli dal mago Merlino, era invincibile. Si diceva fosse stata forgiata direttamente dagli dei. Mettiamo il caso che Excalibur in realtà non sia stata una vera spada, ma in realtà, un’arma anacronistica per quei tempi. Magari un’arma da fuoco. Al tempo non ne esistevano (sarebbero state inventate solo nel XVI secolo) e non esisteva il termine “pistola” o “arma da fuoco”, per cui gli uomini del tempo potevano chiamare “spada” qualsiasi arma potessero impugnare. Merlino, l’uomo che la tradizione ci mostra essere un druido, mago, consigliere di re Artù, potrebbe essere stato un viaggiatore del tempo ed aver portato dal suo futuro un arma invincibile, l’Excalibur, e abbastanza conoscenze da poter compilare un libro di profezie, come effettivamente fece. IL FULMINE DEGLI ANTICHI Si dice, infatti, che gli Etruschi e i Romani tentarono di usare la tremenda forza del fulmine contro i loro nemici (non si sa esattamente come). Andò male a Tullo Ostilio che rimase folgorato, ma Porsenna riuscì bene a domare tale forza e se ne servì per liberare i suoi sudditi da un mostro chiamato, per una bizzarra coincidenza, Volt. di GIORGIO PASTORE AMAUR GED E IL MERAVIGLIOSO VOLO DI NATITA “L’Incontro” (tratto da “Il Meraviglioso Volo di Natita”, di Amaur-ged) Un sacerdote di nome Natita vissuto al tempo di Sesostri, terzo re della XII dinastia, descrive un volo da lui compiuto che definì meraviglioso, su una nave volante. A quel tempo la monarchia era divenuta potente, le arti in Egitto erano già molto sviluppate, grandiosi edifici ornati di pregevoli sculture decoravano le principali città. Quella dinastia si estinse con Senniofri, sorella di Ammeneun ultimo principe. Il sacerdote Natita racconta che trovandosi sulle rive del Nilo, non molto lontano dall’antico tempio di Dendera, scorse, posato sulla sabbia, uno strano ed enorme uccello. La paura gli consigliava di allontanarsi, la curiosità lo portava ad avvicinarsi, tanto più che due persone sostavano vicino quindi non doveva essere pericoloso, al volatile, Gli giunse una voce: “Non temere, si tratta di una nave volante, sali sopra con noi e potrai osservare dall’alto come sia fatta la terra, ti aspettavamo poiché hai raggiunto l’età della saggezza e quindi nulla di quanto vedrai ti stupirà”. Appena fu nel ventre del velivolo, questi si alzò, mentre le ali si muovevano lentamente. Istintivamente Natita guardò fuori da una finestra e vide le immen­se ali abbassarsi ed alzarsi, poi abbassarsi di nuovo e risollevarsi ancora; il loro movimento divenne gradatamente sempre più rapido. In basso si stendeva una vasta distesa d’acqua e il sacerdote comprese che andavano verso una terra di cui molti parlavano, ma ai più sconosciuta. Dopo avere superato quell’acqua che al giorno d’oggi è il Golfo Persico, arrivarono su una terra verdeggiante per enormi foreste, solcate da fiumi sulle cui rive sorgevano delle città, in lontananza si scorgevano dei monti altissimi. Il sacerdote guardava affascinato quel paesaggio coperto da una folta e verdeggiante vegetazione, molto diversa da quella della sua terra in cui la sabbia delContinue reading

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ANTENNE ALIENE NEGLI ABISSI DELLA TERRA?

LE ANTENNE DI ATLANTIDE Vestigia di una civiltà evoluta ed oramai scomparsa? Opera di intelligenze extraterrestri? Chi realizzò l’antenna Eltanin? L’antenna sottomarina degli alieni: Nel 1964 fu fotografata sul fondo del mare “l’antenna Eltanin”, ad una profondità di 4114 metri, dal vascello per ricerche polari Eltanin dell’ N.S.F. che stava facendo dei rilevamenti nelle acque antartiche, studiando l’oceano e il fondo oceanico. L’oggetto si trova in un’area 1600 Km ad ovest di Capo Horn, nelle profondità di alcuni tra i mari più inospitali del mondo. Ciò che questa nave ha fotografato sembra una grande asta metallica che si erge dritta sul fondo oceanico, con dodici pioli che si irradiano da essa, ognuno terminante con una sfera. I pioli sono a quindici gradi l’uno dall’altro. L’asta sembra essere collegata ad una delle basi aliene sottomarine. Pasquariello Domenico         UNA TEORIA SVELEREBBE IL MISTERO La rompighiaccio Eltanin, acquistata nel 1957 dalla marina americana e riclassificata come nave per ricerche oceanografiche per la fondazione della scienza nazionale nel 1962, divenne una delle prime navi al mondo di ricerca nell’Antartide. Il 29 Agosto 1964, mentre stava fotografando le profondità del mare ad Ovest di Capo Horn, l’Eltanin fotografò un’oggetto singolare alla profondità di quasi 4000 metri.. In molti provarono a dare una spiegazione, un UFO sottomarino (immagino che in questo caso si possa definire USO), una strana macchina, una complessa antenna, un punto di riferimento per le piramidi egizie.. Solo in seguito si è scoperto che in realtà si tratta di una specie di spugna, la Cladorhiza. Nonostante le spugne si trovino specialmente in acque calde, alcuni loro “parenti” vivono nelle fredde acque antartiche. Sembra così risolto il mistero dell’antenna sottomarina. Ma sarà veramente così? Roberta Nemo