IL SATOR DI CAMPIGLIA MARITTIMA (LI)

        Campiglia Marittima è uno dei borghi storici più belli della Costa degli Etruschi ed è situata sulle pendici del monte Calvi a m.240 sul livello del mare, in una posizione che offre una splendida veduta sulla valle del fiume Cornia e sulla costa tirrenica: è possibile vedere San Vincenzo, Venturina e se la giornata è proprio limpida sarà possibile vedere anche l’isola d’Elba, al di là del mare. Le testimonianze che ci sono offerte dall'archeologia dimostrano che nei dintorni dell'attuale borgo erano presenti, fin da tempi lontanissimi, degli insediamenti umani: vedi per esempio la Rocca di San Silvestro.
In questo borgo, antico castello medievale, ricco di storia e di tradizioni, le strade, i vicoli lastricati, i palazzi, sono disposti a semicerchi concentrici, dando un senso di grande armonia. Il centro storico è raccolto entro la cinta muraria.
Risalgono addirittura al 7-8 secolo a.C. i forni fusori rinvenuti nella Val Fucinaia, straordinaria testimonianza storica della lavorazione dei metalli, di cui questa terra è ricca. 

Notevole importanza per lo sviluppo della zona devono aver avuto sia la felice posizione geografica (il piano era in gran parte paludoso), sia la presenza di notevoli giacimenti metalliferi, di cui conosciamo lo sfruttamento fin da epoca etrusca. Intorno alla zona sarà possibile vedere anche diversi cumuli di pezzi di rocce di ferro ed altri materiali ferrosi.
La fondazione dell' abitato è tuttavia da far risalire all' VIII secolo, era uno dei più antichi castelli appartenenti alla famiglia Della Gherardesca, come documentato a partire dal 1004. 
Dal 1139, in seguito ad una donazione fatta all'Arcivescovo di Pisa, Campiglia cadde sempre più sotto il dominio della Repubblica Pisana, fino a diventarne parte integrante. Nel '400 Firenze iniziò la sua campagna contro Pisa, culminata con l'atto di sottomissione dei Pisani nel 1406, per il quale anche Campiglia passò a Firenze. Sotto il dominio fiorentino era un avamposto tra la Signoria di Piombino e la Repubblica di Siena. Come tale fu decorata con il titolo di Nobile Terrà. Così Campiglia è rimasta per molto tempo il più importante centro del comprensorio, finché in epoche recenti, lo sviluppo industriale ha sovvertito gli equilibri economici che erano rimasti inalterati per secoli: molte sono le tracce che rimangono di questo glorioso passato anche in riferimento all'architettura religiosa. A tal proposito, il più antico e prestigioso monumento è senz'altro la Pieve di S. Giovanni, splendido esempio di romanico toscano. Fu costruita nel 1173, ma le sue origini devono essere ancora più antiche dal momento che questa chiesa si trova citata in una Bolla Pontificia del 1075. Di più modeste dimensioni la Chiesa di S. Sebastiano del 15°secolo (cui venne annesso un piccolo convento di francescani nel 1506) e la Chiesa di S. Antonio (16° secolo). Inglobati in altri edifici civili rimangono i resti di altre chiese e conventi: S. Agostino in Poggiame, S. Biagio in Castello, S. Atanasio e la Chiesa della Madonna. 

Il più antico monumento situato all'interno del paese di Campiglia Marittima è la Pieve di San Giovanni, splendido esempio di romanico toscano. Fu costruita nel 1173 ma le sue origini devono essere ancora più antiche dal momento che questa chiesa è stata citata in una Bolla Pontificia del 1075. La pieve sorge, com'era consuetudine nei castelli medievali, fuori delle mura ed è collocata su un rilevo al centro dell'attuale camposanto: vi sono sepolture anche risalenti al 1800. 
Per costruirla furono usate bozze di alberese squadrate, poste in opera nella seconda metà del XII da mastro Matteo, il peccatore, come si legge in una pietra posta sotto il tetto della cappella laterale.

Il SATOR

        Accanto all'iscrizione, dalla parte che guarda Campiglia, sotto il tetto del transetto destro, è possibile trovarne un'altra, molto interessante, che riporta la famosa frase palindroma del quadrato magico: SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS.

Questa iscrizione presenta alcune peculiarità. Per prima cosa, non è posta nella forma quadrata classica a cui si è abituati, ma è scritto su tre righe orizzontali.La prima riga reca, alla fine, una sigla MS e viene interpretata MTHS: questo fatto sembrerebbe favorire, in questo contesto, una valenza simbolica di carattere semantico piuttosto che geometrico/cabalistico. Alla fine della prima riga troviamo un monogramma che può essere interpretato come MTHS, ovvero, "Matheus", che è lo stesso personaggio citato nella prima iscrizione, il peccatore. Al termine della terza riga, l’ultima, invece, troviamo un altro gruppo di quattro lettere, MCSS. Le parole sono separate da un puntino. Cosa significano queste sigle? Date? E se fosse un riferimento criptato al Vangelo di Matteo o di Marco? Generalmente interpretate come 1177, probabile data di compimento della costruzione. Se così fosse, però, si dedurrebbe dalla prima iscrizione che la durata della costruzione sarebbe di 68 anni nel caso in cui la "S" si interpreti come 6, oppure di soli 4 anni nell'altro caso. Quattro anni per edificare una pieve nel Medioevo sarebbero veramente pochi!
La lastra è di un colore diverso dal resto dalle pietre circostanti,il che potrebbe far supporre che è stata apposta in seguito. Oppure che c'era già su un edificio precedente e quindi reinserita. Oppure ancora proveniente da altrove? Per rispondere a queste domande, ci viene forse in aiuto una seconda epigrafe presente nella facciata della Pieve stessa.
Questa iscrizione è molto importante per l'effettiva datazione dell'edificio, anche se ancora oggi è controversa la sua interpretazione. In essa vi si legge (in minuscolo vi ho riportato le lettere mancanti, per effetto delle numerose abbreviazioni e contrazioni tipiche della epigrafia medievale, mentre tra parentesi è la parte "cator matheus" inciso su una pietra posta dalla parte opposta dell'architrave, ma facente parte della stessa iscrizione):

MCSIII GRAtia Dei HOC OPus ComPOSUIT PE (CATOR MATHEUS) 
O FRatreS DEuM ORATE UT EI DIMITTAT ComMISSA PECCATA

L'iscrizione potrebbe essere tradotta in questo modo:

"Per grazia di Dio questa opera realizzò il peccatore Matteo: Fratelli pregate per lui, perché Dio gli perdoni i peccati commessi".

La controversia riguarda l'interpretazione della "S" nella data iniziale (MCSIII): se essa sta per "sex", ovvero 6, allora la data sarebbe 1109, come sostenne il prof. Bacci nel 1910; se invece "S" fosse un'abbreviazione per "septuaginta", ovvero 70, la data esatta sarebbe 1173, come proposto in studi più recenti.
La sigla iniziale di questa epigrafe è MCSIII e appunto contiene le lettere presenti anche nella lastra del SATOR nella stessa pieve.

Nella cappella di destra è presente a rilievo nell'archetto di una monofora dell'interno una figura scolpita a rilievo, mutilata nel volto. 
È l'unica figura umana che si trovi all'interno della chiesa, e purtroppo un atto vandalico ne ha mutilato la testa. Questo personaggio è rappresentato nell'atto di sollevarsi le vesti, da alcuni ritenuto rappresentativo di chi deve salire un pendio o oltrepassare un ostacolo, ma interpretabile anche come un contadino che sparge semi su un campo appena arato. In questo caso, quindi, potrebbe rappresentare il "seminatore", ovvero il "sator" del quadrato, all'opera nel suo campo. Chi è questo seminatore e perché è stato rappresentato all'interno della pieve? Potrebbe trattarsi dello stesso Matteo, il "peccatore", il cui nome compare ugualmente nell'iscrizione sulla prima riga?

Lara Vanni

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Fonti:

http://www.bazaretrusco.it/turismo/campiglia/italiano/

http://angolohermes.interfree.it/Campiglia/Pieve.html

http://www.entevalorizzazionecampiglia.it/campiglia/le_chiese/index.asp

http://www.diocesimassamarittima.it/storia_arte/chiese/parrocchie/campiglia_slorenzomartire.htm

http://www.duepassinelmistero.com/Il%20Magico%20quadrato,%20SATOR....htm