BEP KOROROTI
il dio dei Kayapo


Quest'immagine riproduce un rito dei Kayapo, 
mentre bruciano un oggetto che assomiglia tantissimo ai nostri normali aerei di linea. 
Simboleggia forse il veicolo usato da Bep-Kororoti per i suoi spostamenti aerei?

BEP-KOROROTI, IL DIO DEI KAYAPO 

        Sappiamo da qualche anno circa che il Sud America è sempre stato terreno fertile per la ricerca archeologica così come i riferimenti a enigmi irrisolti delle civiltà che qui hanno preso stabile dimora trovano in esso il suo più degno rappresentante. Conosciamo infatti gli Incas con i loro enigmatici culti del giaguaro e del serpente, le linee della civiltà di Nazca, il cui significato è ancora avvolto nelle nebbie del mistero, l'enigmatica civiltà Chimù con la sua altrettanto misteriosa città di Chan-Chan e così via. Fortunatamente però la Paleoastronautica o l'Archeologica Eretica tende spesso a fare perno su civiltà o gruppi umani del Sud America non del tutto famosi o meglio dire quei gruppi che non hanno avuto una storia ricca come le più note civiltà Precolombiane (Maya, Aztechi, Zapotechi,Incas,Olmechi), ma che a volte si rilevano più interessanti di quanto possano sembrare all'apparenza, nascondendo miti e segreti così fitti da rendere addrittura le Piramidi Egiziane e Atlantide misteri di seconda mano. Il territorio Sud Americano è vastissimo, soltanto la foresta Amazzonica è sette volte più grande dell'Italia, e proprio in questa vastità si sono creati, accanto alle civiltà più famose, tanti piccoli nuclei ben organizzati, con una propria legge, una propria cultura, un proprio credo e, se vogliamo quindi, anche con propri misteri. Sfortunatamente, le popolazioni presenti sono molte e non c'è possibilità di soffermarsi su tutte quante, infatti ognuna meriterebbe un articolo ben curato a parte e se mettessimo tutto insieme avremmo un quadro enormemente caotico, col rischio tra l'altro di confondere o annoiare chi legge. 

        Per la nostra analisi ci soffermiamo quindi su una tribù che più di altre ha attirato l'attenzione, soprattutto per i suoi misteriosi rituali, di numerosi studiosi: la tribù dei Kayapo, stabilitasi da tempi immemorabili nell'Alta Amazzonia. Come tutte le tribù sparse per il globo, la civiltà degli indios Kayapo è stata avvicinata solo nel 1952, mostrando all'uomo moderno un mondo ricco di una cultura tutta particolare, tutta personale che non ha elementi collegabili con qualche civiltà a noi più nota, fornendo inoltre ai moderni esploratori i classici elementi del contatto con esseri di altri mondi in un remoto passato. All'inizio, si rimane allibiti scoprendo che anche queste genti, così isolate dal mondo e dalle più potenti civiltà antiche, abbiano ricevuto in tempi passati visite di stranieri "misteriosi", imprimendo queste visite nella propria coscienza culturale come l'arrivo di dei; arriviamo quindi a dire che il nostro passato è stato proprio diverso così da come noi l'avevamo presupposto e che quindi l'antichità per arrivare a quella che è oggi ha seguito coordiante totalmente diverse. Che cosa hanno di così particolare questi indianini indifesi e isolati da sconvolgere la mente del ricercatore che vi si apporoccia? Per la risposta, la nostra ricerca seguirà una pista a carattere totalmente etnologico e se vogliamo anche un po' folkloristico, poiché in genere questo è l'ambito più ricco per quanto riguarda caratteri leggendari, magici e misteriosi. 

        L'elemento in un certo senso enigmatico proviene dal mito della creazioni dei Kayapo, raccolto insieme ad altri miti dallo studioso della cultura India Joao Americo Peret, uno dei più studiosi più esperti e preparati di questo settore. Secondo il mito

"Parecchie generazioni fa, sulla vicina montagna si produsse un forte terremoto con fuoco e fumo e gli abitanti, terrorizzati, si rifugiarono nel villaggio. Alcuni giorni dopo giovani guerrieri si erano fatti coraggio e avevano cercato di uccidere lo straniero che era uscito dal terremoto, ma frecce avvelenate, lance e mazze erano rimbalzate su di lui e egli aveva irriso i coraggiosi guerrieri. Lo straniero era rimasto al villaggio tra gli antenati che si erano abituati alla sua presenza; da lui avevano appreso la lingua dei Kayapo, ed anche alcuni trucchi nella tecnica delle armi da caccia; egli aveva creato la prima scuola, la casa degli adolescenti, e aveva insegnato loro le leggi dell'agricoltura. Lo straniero disse che si chiamava Bep-Kororti che sginifica "Io vengo dal Cosmo". Un bel giorno Bep-Kororti si era infilato di nuovo il suo singolo abito bianco scintillante e aveva annunciato che il suo tempo era trascorso e che sarebbe stato di nuovo "prelevato ", ma che nessuno poteva seguirlo. Alcuni giovani curiosi tuttavia l'avevano seguito mentre s'incamminava sulla montagna. Essi osservarono anche stavolta fumo e fiamme, e udirono un terribile frastuono, e videro come lo straniero sparì verso il cielo."

        Una bella leggenda certo, ma come è di consuetudine poniamo la nostra bella domanda: chi portava abiti scintillanti in Amazzonia in periodi così ancestrali? Chi era quest'uomo uscito dalla Terra in seguito al terremoto? Come era possibile che le armi rimbalzassero su di lui? Chi era veramente Bep-Kororoti? A dare adito al mito è anche lo stranissimo rituale che i Kayapo compiono, infatti, per rammentare il dio, indossano un costume di paglia bianca molto simile al suo vestito bianco scintillante che visto da vicino sembra essere esattamente una tuta usata dai nostri moderni cosmonauti. Che cosa significa dunque questo? Che forse Bep-Kororoti era un cosmonauta di un altro pianeta giunto in un remoto passato sulla Terra per puro caso o addirittura per portare la civiltà? Guardiamo l'immagine qui a fianco e ditemi se non assomiglia a qualcuno di un equipaggio pronto per una missione spaziale! Particolare da notare: il copricapo, che è troppo simile a uno moderno scafandro per viaggiare nello spazio. Le sorprese non finiscono qua, infatti, sempre durante il rituale, i Kayapo sembrano bruciare qualcosa che ricorda in tutto e per tutto un normale areoplano di linea, molto probabilmente usato dallo stesso Bep-Kororoti per i suoi spostamenti; niente può contraddire la teoria appena formulata, poiché vi è tanto di immagine qui a fianco che fornisce solidissime basi alla nostra teoria. Per noi, che siamo amanti della classificazione, che ci piace insomma inserire ogni singola cosa al suo posto, risulta difficile risolvere il caso di Bep-Kororoti.

Possiamo annunciare a questo punto due teorie che non si escludono a vicenda ma anzi tendono ad intersecarsi confluenti in un unico grande canale che porta il titolo "sbarchi sulla Terra in un lontano passato":

Questo è il costume indossato durante un rito Kayapo. Vuole rappresentare il dio Bep-Kororti giunto in tempi remoti nelle terre amazzoniche. Un extraterrestre proveniente da mondi lontani? 

1) Probabilmente Bep- Kororoti era uno dei tanti viaggiatori astrali, che giunto per puro caso sulla Terra, decide di aiutare i primitivi ad evolversi insegnando loro leggi, cultura, arti delle armi, arti del vivere e via dicendo, naturalmente tutto questo fa parte di un piano ben studiato e organizzato con il gruppo con cui viaggia, gli danno un tempo massimo dove appunto deve impegnarsi per cambiare le cose sulla Terra, un tempo dove deve impegnarsi a portare la civiltà a chi non la ha, allo scadere del quale deve ritornarsene sul suo pianeta, consapevole però di aver compiuto fino in fondo la sua missione. Possiamo dire che questo è soltanto un altro caso di sbarchi di alieni venuti per portare la civiltà. Ricordiamo che in tutti i miti antichi si parla di uomini venuti dal nulla, che portano la civiltà e poi ritornano al nulla diventando dei per le popolazioni della Terra. Dobbiamo aggiungere infine che questi sbarchi-missione potrebbero essere avvenuti gli uni indipendentemente dagli altri, tutti in epoche diverse.

2) Questa seconda teoria è collegabile al continente scomparso di Atlantide, infatti, sappiamo (sempre per idee o ipotesi di ricercatori) che dopo il Diluvio Universale il mondo subì una sorta di battuta d'arresto: Atlantide, il top delle civiltà antiche, fu sommersa e la fine di questo stupendo mondo era all'orizzonte; ma ci furono dei superstiti che decisero di non abbattersi, di creare altrove la loro civiltà o magari trasmettere la conoscenza a tutti quelli che dopo il Diluvio si erano un po' smarriti, infatti, Bep-Kororoti poteva essere benissimo una sorta di missionario inviato in quelle terre a portare la conoscenza al mondo che si era imbarbarito, che era tornato in un certo senso alle origine più arcaiche, ignaro del fatto che prima del cataclisma il mondo aveva goduto della più perfetta purezza di cultura e di costumi. In un certo senso gli Atlantidei ci avrebbero aiutato a muovere i primissimi passi nel lungo cammino della civiltà portando aiuto e istruzione in tutto il globo, e se fosse così, dovremmo ringraziarli, perché probabilmente, se non ci fossero stati loro, i nostri antenati non avrebbero neanche intravisto quella strada, e oggi riverseremmo in una condizione pari a quella degli animali.
Tutte e due le teorie sono abbastanza valide e senza dubbio le accettiamo; ma il punto cruciale è: per quale delle due optare? Quale rispecchia più degnamente quanto accadde nel passato? Forse è troppo poco formulare solo due teorie per un mistero così particolare; ne dovremmo fare delle altre? Ma cos'altro sabbiamo di quest'uomo, di quest'avvenimento dimenticato nel profondo dell'Amazzonia, utile per proporre altre teorie in merito? Purtroppo ci dobbiamo affidare agli schemi che già conosciamo, senza illuderci di formulare teorie troppo ardimentose poiché per un universo così enigmatico, ed a volte povero di altri buoni elementi utili per proporre altre teorie, tutto è falso è tutto è vero; dipende spesso anche da quanto siamo disposti a credere ed a quanto siamo disposti a mettere in gioco noi stessi per giungere alla verità.

PASQUALE ARCIUOLO 

Bibliografia: Erik von Daniken, "Enigmi dal Passato Sugarco Edizioni"