AUTOPSIA DI UN ALIENO
(per gentile concessione di www.ufoitalia.net
di Alfredo Lissoni - Tratto da “Gli UFO e la CIA”)

 
UN FILMATO CHE FA DISCUTERE CONCLUSIONE... MOMENTANEA
E IN ITALIA... AUTOPSIA DELL'ALIENO. NUOVE PROVE A FAVORE
UFOMERCATO L'INCONTRO DI LUGANO
LE PRIME INDAGINI ITALIANE LE ANALISI DELLA SCIENZA
UN PUPAZZO DI GOMMA? IL FILMATO MANCANTE
ESAMI MEDICI UN SECCO COMMENTO DI STANTON FRIEDMAN
IL TELEFONO SULLA SINISTRA ALLA GUIDA DEL DISCO VOLANTE
 

UN FILMATO CHE FA DISCUTERE

        La storia del filmato dell'autopsia di uno o più alieni di Roswell, che tanto ha fatto parlare la stampa mondiale nell'estate del 1995, comincia due anni prima, quando il documentarista inglese Ray Santilli, titolare di una piccola casa di produzione londinese, la Merlin, si reca negli Stati Uniti alla ricerca di filmati originali sul cantante Elvis Presley.

Nelle sue ricerche Santilli incontra un anziano cine-operatore, tale Jack Barnett (pseudonimo) di 82 anni, un cameraman che avrebbe documentato il periodo della leva del celebre cantante americano. Ma Barnett avrebbe documentato anche qualcosa di ben più importante delle riprese d'epoca di Presley: gli esami e le autopsie dei cadaveri di due esseri extraterrestri recuperati dai militari americani nel 1947 insieme ai rottami di un disco volante precipitato nel Nuovo Messico.

Si tratta di tredici rullini di pellicola in bianco e nero da  35 mm., della durata di 7 minuti ciascuno. Barnett si offre di venderle a Santilli il quale, a sua volta, racconta di aver svolto delle sue indagini sul cameraman, sospettando un bidone.

Barnett sosterrebbe di aver partecipato alle operazioni di recupero del disco caduto a Roswell, di avere fatto copia di parte delle riprese da lui stesso effettuate come operatore militare e di averle conservate di nascosto per 46 anni.

Convinto, il documentarista inglese si sarebbe deciso ad acquistare le pellicole per un prezzo che si aggirerebbe  intorno ai 150.000 dollari e le avrebbe portate a Londra, avvicinando alcuni ufologi ma rifiutandosi di far loro vedere le riprese filmate. Almeno fino all'inizio del 1995, quando un noto cantante pop suo amico, Reg Presley, appare su una TV locale raccontando dell'esistenza del filmato.

La notizia non viene ripresa dai giornali, ma non sfugge agli ufologi inglesi, in particolare a  Philip Mantle, direttore delle indagini della BUFORA (British UFO Research Association), che a metà marzo del '95 riesce a convincere Santilli a mostrargli una parte del film: 7 minuti di riprese sfuocate e male illuminate all'interno di  una tenda, approntata presumibilmente nel deserto del Nuovo Messico subito dopo l'individuazione del disco volante, con due medici o due militari privi di protezioni, senza guanti né mascherine ma con un camice bianco, che esaminano uno  strano cadavere annerito, steso su un tavolaccio e coperto da un telo che lascia libere le braccia, la testa e i piedoni della creatura. Che, di primo acchito, parrebbe essere una brutta copia di Mickey Mouse. Una lampada è sospesa proprio all'altezza del petto della creatura, illuminando in maniera fioca la spettrale sequenza.
I due medici, al rallentatore, sfilano dal lato sinistro della creatura (o dal braccio) qualcosa di sottile e trasparente, forse una garza o forse l'intestino dell'essere. Purtroppo una valutazione è impossibile, vista la scarsa definizione della pellicola.
Se di garze si tratta, vale la pena di ricordare che in un documento inviato da un agente al direttore dell'FBI il 22 marzo del 1950 (e pubblicato a pagina 54 nel libro di Jean Sider Ultra top secret - Ces OVNIs qui font peur, ed. Axis Mundi), si parla del recupero di tre dischi volanti e di diversi umanoidi, fasciati (bandaged) come i piloti durante i test di resistenza alle accelerazioni ad alta quota.

Visto il filmato, Mantle ha ottenuto da Santilli la promessa  che avrebbe mostrato in pubblico il filmato al congresso internazionale di ufologia che la BUFORA organizza ogni anno, e che per il 1995 cade il 26 agosto (i giornali hanno erroneamente parlato di una proiezione all'università di Sheffield) e ne ha parlato con   un amico giornalista presso un quotidiano locale.
La notizia è stata così pubblicata e, incredibilmente, ripresa dalle agenzie di stampa nazionali e poi internazionali, e nei giorni successivi Mantle e Santilli si sono trovati inaspettatamente al centro dell'attenzione dei mass media di tutto il mondo.
Le pressioni per vedere il filmato sono state così insistenti che ad aprile è stata annunciata una proiezione pubblica, poi rinviata fino al 5 maggio, quando in un museo di Londra centotrenta invitati (studiosi, giornalisti, ufologi e contattisti e soprattutto potenziali acquirenti dei diritti) venuti da tutto il mondo han potuto vedere -ma non riprendere né riprodurre in alcun modo- un altro spezzone delle pellicole di Barnett: si tratta di 18 minuti, relativi all'autopsia di un essere umanoide di bassa statura, con testa grossa, grandi occhi neri, sei dita per ogni mano e  piede, una gamba scarnificata, sdraiato su un tavolo all'interno di  una stanza, dove si aggirano almeno due medici coperti da una tuta protettiva stile contaminazione nucleare. Successivamente  alcuni  studiosi avrebbero poi visionato un altro spezzone relativo  alla seconda autopsia di un altro essere uguale al primo ma il cui cadavere sembrava meno ben conservato.

La proiezione ha lasciato allibiti i vari ricercatori: l'italiano Roberto Pinotti, del prestigioso Centro Ufologico Nazionale, si è detto favorevolmente impressionato dalle sequenze visionate; decisamente entusiasta Renzo Franchellucci della rivista contattistica Non siamo soli; sullo scettico il pilota Jean Gabriel Greslè, recentemente autore di due libri UFO in Francia; scettici il francese Jean Francois Gille ed il canadese Stanton Friedman, la massima autorità mondiale sul caso Roswell.

Durante la presentazione Santilli ha spiegato chiaramente di non essere interessato all'argomento UFO e all'autenticità o meno del filmato. Suo obbiettivo è ricavarne denaro. Tanto, possibilmente. Un'intenzione che non ha certo contribuito a sedare le polemiche subito avvampate sull'autenticità delle immagini.

E IN ITALIA...

        In Italia, dopo la notizia iniziale, del filmato si è ampiamente parlato sui giornali e nelle televisioni in occasione del Terzo Simposio internazionale sugli UFO tenutosi il 20 e 21 maggio a San Marino e organizzato dal Centro Ufologico Nazionale e dal locale CROVNI, dove Philip Mantle è intervenuto presentando sette diapositive tratte dal filmato dell'autopsia, in due proiezioni a porte chiuse riservate a studiosi e giornalisti, perquisiti uno per uno per evitare che potessero riprendere le immagini, per volere del legale di Santilli colà presente, l'inglese Chris Cary.

Anche in questo caso le reazioni degli ufologi sono state differenti: interessato il chimico Corrado Malanga, stupito il sovietico Boris Shurinov, scettico lo spagnolo Javier Sierra, convinto il tedesco Michael Hesemann, allibito il rumeno Ion Hobana, che ha dichiarato: “Il tutto è così incredibile che, al limite, potrebbe essere vero. Le sequenze sono senza dubbio impressionanti...". Splatter, diremmo noi.

Alcune settimane dopo, del filmato si è nuovamente parlato in una conferenza stampa tenutasi a Roma per pubblicizzare l'uscita di una nuova rivista sugli UFO nelle edicole italiane (Notiziario UFO), e fra l'altro è stato dato particolare risalto alla notizia secondo cui il filmato sarebbe anche in possesso del celebre regista americano Steven Spielberg, che proprio su di esso starebbe costruendo il terzo film della  sua trilogia su UFO ed extraterrestri, dopo Incontri ravvicinati del terzo tipo   ed E.T..

Tale notizia è invero errata. Venne infatti pubblicata nel dicembre 1993 e poi nuovamente nel febbraio 1994 da due quotidiani scandalistici inglesi, il Daily Mirror e il Daily Star, a loro volta ripresi anche in Italia da diversi giornali senza citare la fonte.

Le indagini condotte dallo stesso Philip Mantle nei mesi successivi avevano però portato  alla conclusione che la notizia fosse infondata. La casa produttrice di Spielberg, la Amblin Entertainment, ha esplicitamente smentito la notizia sensazionalistica. Mantle sarebbe poi riuscito a rintracciare l'autore del falso scoop, un giornalista di pochi scrupoli che avrebbe ammesso di aver saputo del filmato trovato  da Santilli e di aver cercato di forzare la notizia mischiando le voci raccolte con informazioni tratte da libri con la fantasia per dare risalto alla cosa.

UFOMERCATO

        Gli stessi consulenti di Santilli hanno anzi chiaramente spiegato che il loro fine è far lievitare il prezzo del filmato, in vendita. E pare che un'offerta di 7 milioni di dollari   da parte della TV israeliana per l’esclusiva mondiale sia già stata rifiutata (ma perché lo stato d'Israele, da sempre ostile alla materia, adesso se ne starebbe interessando così a fondo?).
Se ciò corrisponde a realtà la neo-nata Roswell Entertainment di Santilli conta dunque di ottenere cifre enormi dalla vendita frazionata dei diritti, nazione per nazione.

Per mantenere e anzi far crescere l'interesse del pubblico e dei mass media è stata quindi pianificata una precisa campagna promozionale che prevede uno stillicidio di rivelazioni progressive fino al convegno di Sheffield, una volta venduti tutti i diritti.

Una politica di  marketing che non giova certo alla serietà della materia.

Ecco spiegata la segretezza imposta nelle prime visioni riservate, da cui sono solo trapelati racconti orali.  
In fasi successive si è programmato di rendere pubblici alcuni fotogrammi tratti dal filmato, la notizia (e proiezioni riservate) di altre parti finora inedite del filmato stesso, e discutibili risultati di analisi che sembrino confermare l'autenticità delle riprese.

Santilli ha annunciato la proiezione di un nuovo spezzone filmato, nel quale si vedrebbero anche i frammenti del disco volante precipitato. In alcune interviste, il documentarista ha confermato di aver già concluso alcuni contratti con televisioni  americane ed inglesi per la messa in onda di documentari (da lui stesso prodotti) sul filmato, ma solo dopo il congresso di Sheffield.
E pochi giorni dopo ha cominciato a raccogliere sulle reti telematiche ordini di acquisto per il filmato in videocassetta, venduto a 35 sterline da pagare subito.

Nel frattempo un    gruppo ufologico torinese ha piratato le immagini concesse in esclusiva alla tv francese e, in una conferenza stampa in terra milanese, le ha distribuite senza autorizzazione alla stampa locale e nazionale, venendo immediatamente denunciato da Ray Santilli.

LE PRIME INDAGINI ITALIANE  

        Quando, alla fine di giugno, molti quotidiani nazionali hanno presentato al grosso pubblico queste immagini, la sezione milanese del Centro Ufologico Nazionale ha avviato immediatamente delle indagini. L'esperto in fisica Luis Lopez ha scannerizzato le sequenze e, con la tecnica dei falsi colori, ha portato alla luce nuovi sconcertanti dettagli.

É utile ricordare nuovamente che tali sequenze mostrano in maniera molto ravvicinata un cadavere di presunta origine   extraterrestre, steso su un tavolino metallico.

L'essere ha una testa sproporzionata ed il ventre gonfio (probabilmente di gas intestinali); è completamente  nudo e come sesso ha una struttura vagamente simile ad una vagina. Si dirà che  non ha né ombelico né capezzoli, e quindi che non è un mammifero (Il che non corrisponde a verità). E non ha peli né capelli. Ha sei dita alle mani e ai piedi. Il corpo è piccolo ma massiccio, molto dissimile dagli esili alieni presentati nei libri ufologici.

La creatura sembra più un terrestre deforme che non un vigoroso astronauta interstellare; ma solo a prima vista.

Già, perché studiate al computer dagli esperti scientifici della sezione milanese del CUN, le immagini di Roswell hanno rivelato particolari sorprendenti.

UN PUPAZZO DI GOMMA?

        Una delle prime analisi effettuate dall'esperto in fisica Luis Lopez ha messo in evidenza una profonda ferita nella gamba destra della creatura. Tale ferita si presenta come un largo squarcio sulla parte interna della coscia.  
Osservando dettagliatamente, è stato possibile persino evidenziare un osso, corrispondente al nostro femore, biancheggiare fra le carni macerate. Questa ferita non sembra dovuta esclusivamente al violento impatto causato dalla caduta del disco volante. Infatti, sebbene nella parte superiore essa sia semicircolare, nella parte inferiore  presenta dei tagli frastagliati, tipici dei morsi dei predatori. Morsi appena accennati, quasi che la carne aliena non sia di gusto  per le bestie del Nuovo Messico.
Ciò contraddice le voci secondo le quali i cadaveri di Roswell non erano stati assaliti dai predatori.

Osservando meglio, notiamo che, nonostante l'asportazione del tessuto e del muscolo interno, la gamba della creatura resta gonfia e tornita. Quasi che l'essere non fosse di carne ma di materiale ben più duro. Come se si avesse a che fare con un pupazzo di gomma o di legno. Successive analisi avrebbero dimostrato l'infondatezza di questa tesi.

Il fisico Luis Lopez avrebbe difatti scannerizzato le immagini e le avrebbe inserite in compiute. Attribuendo differenti colori

alle varie tonalità di grigio, molti elementi invisibili ad occhio nudo avrebbero svelato molti nuovi dati.

Nelle nuove immagini veniva messa in risalto, ad esempio, una larga bruciatura superficiale sulla coscia sinistra, mentre parecchi ematomi comparivano su tutto il corpo. Inoltre, in una sequenza a mezzobusto, si notavano chiaramente le clavicole e l'attacco del muscolo sternocleidomastoideo.

In definitiva, si aveva l'immagine di un essere dalla struttura ossea e muscolare simile alla nostra, danneggiata per un forte urto. Come se si trattasse di un essere scampato ad un violento incidente. Uno scontro in macchina. O un UFO-crash.

Se si trattava di una mistificazione, indubbiamente era curata sin nei dettagli.

Ma le sorprese maggiori emersero scannerizzando ed  ingrandendo

un primo piano del volto della creatura.

L'essere, al quale erano state asportate chirurgicamente le palpebre (scure, come quelle dell’alieno sulla copertina del libro Communion), aveva lacrimato abbondantemente. Gli occhi erano lucidi e le lacrime (o comunque il liquido) si era raccolto sotto gli occhi ed era colato sullo zigomo destro. Inoltre il computer aveva evidenziato un  nasino di tipo greco, molto fine e sottile. "Con narici decisamente troppo piccole per permettere un'adeguata respirazione ad un terrestre", avrebbe commentato Lopez. "Una creatura così non avrebbe potuto vivere sulla Terra". Alla base del naso c'era una chiazza di sangue che era colata sul labbro superiore, a destra. "Lo stesso sangue si trova sul collo della creatura e sui guanti del medico che le sta sollevando la testa. Sempre ammesso che di sangue si tratti", avrebbe dichiarato Lopez. "Probabilmente il fatto di aver somministrato dei farmaci o dei prodotti chimici" avrebbe commentato un altro inquirente, l'informatico Samuele Ghilardi "ha portato alla coagulazione il sangue rappreso nel naso". Altrimenti ne dovremmo concludere che, diversi giorni dopo il recupero, il corpo dell'alieno aveva ancora il sangue in circolo (nonostante lo squarcio dell'arteria femorale, che porta al dissanguamento in pochi minuti), come se fosse stato vivo sino ad un minuto   prima dell'autopsia. E, curiosamente, sul tavolo operatorio non c'era traccia di sangue. Come se il morto tale non fosse stato affatto.

Sempre il computer avrebbe svelato che l'essere aveva le orecchie molto più in basso delle nostre, quasi che fossero attaccate al collo. "Ma se abbiamo a che fare con un umano macrocefalo questo è naturale“, avrebbe obiettato Ghilardi. "E si spiega con la deformazione anomala delle ossa del cranio". Ancora, il viso dell'alieno era ricoperto di ematomi, invisibili ad occhio nudo.
Un colpo secco era stato riportato sulla tempia destra, ed altri ematomi, simili al primo, ricoprivano l'intiero corpo.

Naturalmente, per essere sicuri di non essere vittime di un'abile mistificazione, realizzata con qualche handicappato simile a quelli internati al Cottolengo, abbiamo vagliato a fondo anche una spiegazione terrestre. E abbiamo mostrato le foto ad un'infermiera esperta in patologia. Il responso è stato, infatti, che esistono nella letteratura medica specialistica esseri deformi di questo tipo. Questa tesi sarebbe stata sostenuta in luglio anche dal noto cattedratico Pierluigi Baima Bollone, lo stesso che alcuni anni or sono, studiando la Sindone, ne avvallò l'autenticità (poi demolita dalle analisi di tre differenti laboratori).

ESAMI MEDICI

        Sempre per verificare la tesi dell' "handicappato", il  responsabile medico della sezione milanese del Centro Ufologico Nazionale, inquirente Francesco Antico, avrebbe sottoposto, separatamente  le immagini a tre medici dell'ospedale S.Paolo di Milano. Il giudizio dei tre esperti, un chirurgo, un ortopedico traumatologico  ed un perito legale, è stato unanime, sebbene i tre esperti siano stati presi separatamente: dalle foto non è possibile stabilire se il caso sia un falso o se sia reale. Più interessante, invece , l'analisi dei ferri chirurgici che si intravedono in una foto. Rivoltosi ad un chirurgo che ha operato per anni in America, Antico ha potuto accertare che: gli attuali bisturi, in uso da una ventina d'anni a questa parte, misurano solo 13.50 cm. I ferri che si intravedono nelle foto sono invece più lunghi, e sono del tipo utilizzato negli anni '40 per gli interventi. Misuravano 18-20 cm e erano composti da un unico blocco in alluminio (a differenza dei nostri, monouso in plastica -cioè usa e getta e quindi supersterili-, con lametta di 3 cm). Tuttavia questi ferri d' epoca vengono utilizzati ancora, in America. Per le autopsie. Colà  dove non sia richiesto l'utilizzo di strumenti assolutamente sterili.

Che i ferri sian dell'epoca è stato confermato anche all'inquirente Amos Migliavacca da un anziano dottore melegnanese.

Per quanto riguarda il tavolino operatorio, un'indagine dello stesso Migliavacca ha portato alla scoperta che per le autopsie si utilizzano tavoli in marmo bianco (e non ad esempio, in alluminio o in legno). Il tavolo delle fotografie è decisamente metallico, sebbene non rifletta la luce delle lampade puntate sul corpo dell'alieno (come si ricava dall'analisi computerizzata delle ombre).
E questo porta a pensare che l'autopsia sia stata effettuata non in un gabinetto specialistico ma, come confermato recentemente dallo stesso Santilli, in una sala d'ospedale. O in un pronto soccorso di una base militare, attrezzata per cure generiche e non specialistiche. Lo stesso Baima Bollone ha confermato che i  ferri che si intravedono sono chirurgici ma non autoptici.

La bacinella contenenti i bisturi corrisponde ai modelli utilizzati in chirurgia. Sfortunatamente non è stato possibile determinarne il materiale (se fosse stata di alluminio ci saremmo trovati di fronte ad un falso, essendo l'alluminio di recente impiego in medicina).  

IL TELEFONO SULLA SINISTRA

        Amos Migliavacca avrebbe condotto una ricerca presso la Telecom italiana. e avrebbe scoperto che il telefono a filo, che si scorge in una sequenza, non era in uso nel nostro Paese nel '47. Ma lo sarebbe stato in America, come confermatoci anche dall'ufologo inglese Phillip Mantle, il ricercatore che sta seguendo il caso per conto di Santilli. "Ed è comprensibile“, avrebbe appurato un altro responsabile CUN-Milano, il ricercatore Giovanni Greatti, informatico IBM, "difatti tutte le basi militari americane di una certa importanza eran dotate degli strumenti all'epoca più  sofisticati. Come gli avveniristici telefoni a filo". 

CONCLUSIONE... MOMENTANEA

        Il 31 luglio 1995 la stampa di tutto il mondo, partendo da un articolo dell'inglese Sunday Times, avrebbe smontato il caso, basandosi sulle rivelazioni degli esperti della televisione Channel Four. Costoro in particolare contestano il fatto che non si conosca la vera identità del cineamatore, la scarsa professionalità del medico autoptico e la scritta di classificazione che si scorge ad un certo momento nel filmato. Optando così per la tesi di un film di fantascienza anni '60. In realtà, al momento, tali spiegazioni non reggono. L'identità del cameraman (secondo alcuni, l'operatore Nicholas Van Poppen citato nel libro di Berlitz e Moore Accadde a Roswell) non è determinante ai fini della genuinità della pizza. Così come le scritte in codice, sinora sconosciute, potrebbero appartenere ad un sistema di classificazione non in uso al Pentagono ma a forze superiori. Se è vero quanto sostenuto dal fisico e rivelatore Bob Lazar, che oltre al top secret la CIA ed il Majestic 12 utilizzano altri 37 livelli di segretezza, non stupisce il non conoscere in dettaglio tutti i codici riservati.

In realtà il problema è un altro.

Stabilire l'autenticità di un filmato partendo da pochi fotogrammi è un'epica impresa, di difficile realizzazione. Saranno indubbiamente necessarie altre verifiche incrociate sulle fonti. Molti dei dati sinora raccolti ci portano a sospendere qualsiasi giudizio, sia sull'autenticità che sulla falsità della  situazione. Il problema è stabilirne la   data esatta del crash, la collocazione storico-geografica, la credibilità medica e storica. Oltre ad una verifica, in ultima analisi, delle credenziali del cameraman. Ulteriori indagini espletate dagli ufologi Roberto Pinotti e Maurizio Baiata hanno portato alla scoperta del fatto che il crash si sarebbe verificato ai primi di giugno del '47 presso Socorro, e non ai primi di luglio dello stesso anno a Corona-San Augustin.
In altre parole, il filmato di Roswell...non è di Roswell. A questo punto non è da escludere che o Barnett o Santilli, per aumentare il valore (e quindi il prezzo) del filmato lo abbiano attribuito al più famoso crash del mondo. Ma non potremmo nemmeno escludere che tale crash sia avvenuto molto più  recentemente in qualsiasi parte del mondo (ammesso che di crash si tratti). Se poi l'evento risale ai primi di giugno, prima della nascita ufficiale dell'ufologia, se ne dedurrebbe che il governo americano era al corrente della questione UFO prima ancora che questa nascesse esplodendo con forza dirompente dopo il caso Arnold. In tal caso sarebbe legittima la censura del celebre rapporto consegnato al generale Vandemberg dai servizi segreti dell'Aeronautica, rapporto che sanciva l'esistenza dei dischi volanti. Vandemberg, quale preteso membro del Majestic 12, avrebbe saputo tutto già da tempo. Ma siamo già nella fantascienza. E nel revisionismo.

Personalmente ci auguriamo che i primi studi del CUN, a Milano come a Firenze e a Roma, servano da stimolo per quei  ricercatori che preferiscono impegnarsi nella ricerca della verità, anziché perdersi in polemiche sterili ed infinite che il  filmato di Santilli ha inevitabilmente innescato in tutto il mondo.

AUTOPSIA DELL'ALIENO. NUOVE PROVE A FAVORE

        Dopo il meeting internazionale tenutosi a S.Marino il 7 e l'8 settembre 1995  sulle analisi dell'autopsia del presunto alieno

di Roswell, diversi scienziati ed ufologi italiani si sono  interessati alla pellicola e alla vicenda. Ed hanno ottenuto da Ray Santilli, il produttore inglese che detiene i diritti del filmato, ulteriori dettagli che sembrano confermare l'effettiva natura aliena dell'essere sezionato.

L'INCONTRO DI LUGANO

        Riunitisi a Lugano il 6 ottobre 1995, diversi esperti italiani

e svizzeri hanno commentato a caldo i risultati delle prime indagini. Fra i presenti, il sociologo Roberto Pinotti, il giornalista Maurizio Baiata della rivista Notiziario UFO, i ricercatori Candida Mammoliti, Gianni Bianchi e Gianco Scolari  del Centro Ufologico Svizzera Italiana.

"Innanzitutto l'essere del filmato non può essere definito una femmina. - faceva notare Baiata - Ha una struttura simile ad una vagina ma internamente, come si può vedere durante l'autopsia, non ha utero. E nemmeno visceri. Quindi la pancia gonfia non è data dai gas intestinali ma potrebbe essere invece una caratteristica naturale di questo essere. Il che spiegherebbe le sei dita dei piedi, che servono a mantenere la posizione eretta".

"Questo è un dato molto interessante - faceva notare un altro ricercatore - perché la creatura dell'autopsia ricorda molto da vicino alcuni alieni incontrati il 14 agosto del 1947 da un professore italiano, a Raveo. Il testimone in questione, un certo Johannis Rapuzzi, aveva incontrato nella boscaglia due nanerottoli alti circa un metro, dalla pelle verdognola e con occhi molto grandi, simili a quelli della creatura del filmato. Questi esseri avevano molte dita - Rapuzzi parlò di mani a grappolo - e portavano sulla cintura una specie di cassettina. Curiosamente, secondo la testimonianza di Jack Barnett, il cameraman che avrebbe filmato l'autopsia di Roswell, anche i suoi alieni avevano delle strane cassette, questa volta strette al petto. Sebbene gli scettici sostengano che l'essere dell'autopsia sia troppo umano e molto diverso dai classici alieni associati alla caduta del disco di Roswell, non dimentichiamoci che creature di questo tipo, tozze, muscolose e macrocefale, ricorrono ripetutamente nella casistica ufologica. A Valensole, in Francia, nel 1965 un fattore ebbe un faccia a faccia proprio con un essere di questo tipo.E a detta di due agenti dell'Intelligence americana, gli alieni da loro recuperati avrebbero tratti somatici proprio di questo tipo: occhi grandi, naso stretto, niente denti ma una zona gengivale dura...".

LE ANALISI DELLA SCIENZA

        Diverse sono state le reazioni di alcuni scienziati italiani, chiamati a consulto il 16, 17 e 18 ottobre 1995 nel corso della trasmissione Format UFO, interamente dedicata al caso Roswell. Sul fronte degli scettici irriducibili, convinti di assistere alla sezione di un pupazzo,  gli astronomi Franco Pacini, Steno Ferluga e Margherita Hack e l'esperto di fiction cinematografica Carlo Rambaldi, papà del pupazzo E.T.

Proprio quest'ultimo si è detto convinto di avere a che fare con un manichino malamente realizzato. "Basta guardare la conformazione degli occhi. Sono troppo larghi, il che significa che internamente i due bulbi si incastrano uno con l'altro.
E questo è impossibile. Non abbiamo a che fare con un vero essere vivente ma con una finzione".

Pareri più tecnici e qualificati sono stati forniti dal professor Pier Luigi Baima Bollone, ordinario di medicina all'Università di Torino, e dall'esperto informatico Nello Balossino.

Il primo si è detto decisamente scettico sugli alieni in generale, il secondo invece non ha preso posizione. Tutti e due, comunque, non hanno negato decisamente la validità del filmato ma si sono limitati a rimarcare eventuali stranezze e anomalie della creatura sottoposta ad autopsia.

Bollone in particolare ha dichiarato: "Questo essere ha delle orbite molto grandi e una bocca larga da cui spuntano le cuspidi di due denti. La faccia però è piatta. Questo fa ritenere che non vi sia la muscolatura propria dell'uomo. Nella ripresa dell'extraterrestre non si rilevano strutture di questo tipo; è un soggetto che ha diversità anatomiche sostanziali con la nostra specie, che lasciano veramente perplessi. Il supposto extraterrestre non ha il gioco mimico tipico dell'uomo. Inoltre quando si osserva l'interno del corpo si vedono delle strutture che non corrispondono al corpo umano. C'è una specie di fegato che non si trova al posto giusto  e non ha la forma classica di quest'organo. Abbiamo insomma  che fare con un non-senso biologico...".

Ma questo  non esclude affatto una possibile natura aliena della creatura.

Pure, Bollone è categorico e parla di un artefatto, quasi a sottintendere un cadavere umano assemblato in qualche modo con organi di vario tipo.

IL FILMATO MANCANTE  

        "Sono state dette e scritte molte sciocchezze sulla creatura dell'autopsia", ha dichiarato il giornalista Baiata. "In primo luogo non è vero che la ferita alla gamba destra sia stata ritoccata con qualche trucco, come ha detto qualcuno. Ho parlato con Ray Santilli, il quale ha avuto molti dettagli dal cameraman. E abbiamo scoperto che il trucco altro non era che del cicatrizzante utilizzato dai dottori nel tentativo di salvare quella creatura. Inoltre quello che si vede nell'autopsia è costituito da materiale di scarto. Barnett ha tenuto per sé solo i fotogramnmi che andavano ripuliti e lavorati e ha inviato al Pentagono le bobine con le sequenze migliori. Se osserviamo attentamente il filmato dell'autopsia vediamo che ci sono continuamente dei vuoti e dei tagli. Questo perché mancano le sequenze più interessanti, che sono state spedite alle Forze Armate. Non c'è, ad esempio, la ripresa del cervello o diversi dettagli dell'autopsia. Già all'inizio si vede un orologio indicare le 10.05 e, pochi istanti dopo, le 10.25.
Il che significa che già all'inizio c'è un buco di ben venti minuti. Durante i quali i dottori toccano il petto dell'essere in un certo modo, quasi a volerlo rianimare con un massaggio cardiaco.  L'intera autopsia, poi, avviene senza una telecamera fissa sopra il petto del cadavere, come si usa in genere, per mancanza di spazio; dico questo in risposta agli scettici che contestano la qualità delle immagini...".

Alle stesse conclusioni, circa la pellicola, è arrivato anche Bruce Maccabee, un fisico ottico della Marina statunitense, che, dopo avere visionato la pellicola, ha commentato: "La tecnica del cineoperatore ci indica chiaramente che usa un obiettivo a fuoco fisso. Quando si avvicina troppo le immagini vanno fuori fuoco. Inoltre l'operatore non guardava attraverso l'obiettivo ma usava il vewfinder e quindi non riusciva a rendersi conto di quando le immagini potessero risultare sfuocate in fase di ripresa.
I cambiamenti della luminosità sono causati dal riversamento in video. La pellicola è stata prodotta fra il 1943 ed il 1957 dalla Kodak. Il 1947 compare su un codice numerico impresso sulla pellicola e ciò significa che questa risale a quell'anno...".

"In realtà mancano troppi pezzi del filmato perché si possa liquidare la faccenda come un falso - dichiara Baiata - Tra l'altro non dimentichiamoci che esiste anche un'altra autopsia che io ho visto e che si riferisce ad un essere identico a questo. Sfortunatamente questa pellicola è stata venduta da Santilli ad un magnate tedesco che l'ha voluta tenere tutta per sé.
E non mi si venga a parlare di pupazzi scenici. Se si fossero utilizzati dei manichini, nell'ipotesi di un falso, l'operazione sarebbe stata oltremodo costosa; di pupazzi ne sarebbero serviti almeno tre per le singole fasi di ogni autopsia (e quindi almeno sei pupazzi complessivi, essendo due le autopsie) e a che pro spendere tutti questi soldi?".

Da parte sua il sociologo Pinotti ha aggiunto: "E non dimentichiamo che esiste anche un altro frammento di pellicola, lungo sei minuti e visionato solo da pochissimi esperti, circa un primo esame da parte dei militari di uno dei cadaveri recuperati nel deserto. La scena si svolge sotto un tendone e si vede l'essere steso sul tavolo, coperto da un telo e circondato da due medici a viso scoperto che sembrano sfilargli delle bende da un fianco. Apparentemente questo esame a vista sembra riferirsi ad una creatura diversa. In realtà, osservando meglio, notiamo che si tratta dello stesso essere , vestito e con un paio di grossi scarponi.
I due dottori lo stanno spogliando e gli stanno sfilando i calzari. Per questo al momento dell'autopsia l’essere del filmato è completamente nudo...".

UN SECCO COMMENTO DI STANTON FRIEDMAN  

        Di diverso parere è invece il fisico nucleare Stanton Friedman, uno dei massimi ufologi del mondo e grande esperto del caso Roswell, che, scettico sul filmato, ha commentato: “Ritengo che stiamo vedendo una vera autopsia di un vero morto.
La mia impressione, per la strana conformazione del corpo e che si tratti di un essere con la sindrome di Turner, una malattia genetica che colpisce solo le donne , cui non si sviluppa il seno Hanno strane orecchie e il palato rialzato e altre caratteristiche corrispondenti alla creatura del filmato...".

Ma una secca smentita viene proprio da un altro scettico, il professor Bollone, che dichiara: "Questa struttura troppo vicina a noi e allo stesso tempo troppo distante rende assurda una comunanza e adombra l'esistenza di un trucco. Si sente dire che il cadavere dell'alieno sarebbe un malformato con la sindrome di Turner. Escludo questa ipotesi. Nella sindrome di Turner non ci sono quasi mai sedi dita. Nell'ipotesi di un malformato si potrebbe pensare ad una malformazione genetica, come la trisomia...".

"Malformati? Può darsi. ma di che tipo?", ha commentato lo  studioso milanese Angelo Elifani, che ha messo a confronto le immagini dell'autopsia con le foto di alcuni deformi sottoposti alle radiazioni di Chernobyl. "Confrontando la foto di un bimbo macrocefalo con l'essere di Roswell si nota una grande differenza. Nel primo caso, a parte l'aumento abnorme del cranio, i tratti somatici restano decisamente umani. Ma questo non succede nel soggetto filmato da Barnett.

Certo, potremmo pensare a esperimenti di guerra nucleare. In una parete della stanza autoptica si vede la scritta Pericolo tempo massimo due ore. Questo è significativo perché dopo due ore   si rischia la contaminazione radioattiva. E l'essere dell'autopsia ha ampie chiazze nere, quindi potrebbe essere stato esposto a forti dosi di radiazioni...".

Ma ancora una volta c'è un enigma. Il professor Balossino ha notato come l'essere abbia un foro nella testa. E Bollone ammette: "Grazie all'elaborazione elettronica notiamo sulla regione frontoparietale una ferita da arma da fuoco. Si tratta di una lesione da sparo. La presenza di schegge permette di stabilire che il colpo d'arma da fuoco sia stato esploso a  30-40 centimetri di distanza...".

E questo conferma il racconto del cineoperatore, convinto che l'essere dell'autopsia fosse stato ucciso dagli altri militari...

ALLA GUIDA DEL DISCO VOLANTE  

        Ulteriori dati interessanti, che renderebbero troppo elaborata la tesi della falsificazione, riguardano i frammenti delle cassette che presumibilmente i quattro alieni precipitati a Magdalena stringevano al petto. Nella parte finale del filmato si vede un militare maneggiare le scatolette, apparentemente di cinquanta centimetri per trenta. Sopra di esse sono incise le impronte a sei dita delle due  mani. E questo induce a pensare ad una sorta di codice di riconoscimento personalizzato, sullo stile delle impronte digitali. Se queste placche, come ha sospettato qualcuno, erano i pannelli di comando del disco volante, allora gli alieni conducevano una guida dolce e rilassata, indice di una civiltà più evoluta rispetto ad un popolo  che stringe nervosamente un volante.

"C'è un fatto curioso. - ha aggiunto Pinotti - Ricordo il caso di un italiano che sosteneva di essere stato rapito dai piloti di un UFO diversi anni fa. All'epoca quest'uomo mi disse che i suoi rapitori avevano sei dita...Tra l'altro, secondo le antiche mitologie, le sei dita sono sempre state segno di grande distinzione, di provenienza divina...".

E se i militari avessero ucciso un rappresentante di una civiltà spiritualmente molto più evoluta? In tal caso non dovremmo più chiederci, dunque, perché gli alieni non prendano contatto con noi...

ALFREDO LISSONI