Autore: CropAdministrator

Giorgio Pastore nasce il 3 maggio 1976 in provincia di Milano. Dal 2007 è presidente dell'Associazione Culturale C.R.O.P. Centro di Ricerche Operativo sul Paranormale. Inoltre, è scrittore, regista e insegnante.
FANTASMI, PARANORMALE, SOPRANNATURALE

VITA, MORTE E REINCARNAZIONE

COSA C’È DOPO LA MORTE? Fin dall’antichità l’uomo si è posto la domanda di cosa ci sia dopo la morte. C’è il nulla, come sostenevano gli Epicurei? Marx esalta Epicureo come «il più grande illuminista greco», sottolineando il suo tentativo di liberare l’uomo dalla servitù degli dei. Epicureo riprende il materialismo atomista di Democrito. Tutto è composto di elementi indivisibili (gli atomi), eterni. Secondo lui, la vera conoscenza ci libera dalle nostre paure, in special modo da quella della morte: “finché ci siamo noi essa non è, quando è lei noi non ci siamo più”. Per cui, secondo gli Epicurei, la morte non deve preoccupare l’uomo, perché quando si muore non si è più nulla, quindi non si hanno più né paure, né preoccupazioni di alcun tipo. Tuttavia, altri hanno sentito il bisogno di credere in qualcosa dopo la morte. Questa ci spaventa, proprio perché ci è oscura. E immaginarsi cosa ci potrebbe essere dopo ci aiuta, in un certo senso, anche ad affrontarla più sereni. Per questo, ma anche per volontà di conoscenza, si sono scritti centinaia di libri su cosa ci può essere dopo la morte. Esistono anche varie testimonianze di quei pochi che sono “ritornati indietro”. Infatti, in certi casi, è capitato che persone morissero per qualche attimo e poi venissero riportate in vita dai medici, oppure abbiamo casi di persone che si risvegliano da un coma e raccontano storie molto suggestive. Queste, nella maggior parte dei casi, ci hanno raccontato di una sorta di “vita oltre la morte”, di un mondo parallelo al nostro, dove è possibile rincontrare i nostri cari defunti e vivere senza problemi in mezzo a loro. Ogni popolo e cultura ha il suo “paradiso” (e il suo “inferno”). Nell’antico Egitto, ogni persona si pensava fosse composta da cinque elementi diversi: l’ombra, l’ankh, il ba, il ka e nome. * L’ombra non altri che l’involucro materiale dell’ “anima” del defunto e veniva identificata con il cadavere; * l’ankh è la “chiave della vita”, cioè la chiave che metaforicamente consente al defunto l’accesso nell’aldilà; * il ba è la personalità del defunto, l’essenza posseduta in vita e a cui è permesso visitare la terra. Infatti è raffigurato come un falco dalla testa umana; * poi, c’era il ka. Gli Egizi pensavano che il ka fosse creato contemporaneamente al corpo di cui era un doppione; * il nome permetteva, se rievocato, al defunto di sopravvivere in eterno (nei ricordi delle persone). Senza il nome l’essere non può esistere. Per questo, in certi casi, quando qualcuno subiva la “damnatio memorie” di quei tempi, si usava cancellarne il nome dai vari monumenti che lo ricordavano. Il rito funebre è composto da varie fasi che vengono eseguite dai sacerdoti che seguono le indicazioni scritte nel Libro dei Morti. Una sorta di cartina per potersi orientare nell’aldilà egizio. Il corpo del defunto seguiva una via, l’anima un’altra: il corpo veniva mummificato dai sacerdoti, in tal modo si otteneva il mantenimento della forma fisica del morto, così come l’aveva avuta in vita. Si iniziava con l’asportare il cervello con dei ferri attraverso le narici, poi si procedeva con lo “svuotare” l’addome e i quattro organi più importanti (fegato, polmoni, stomaco e intestino) venivano deposti nei vasi canopi. Poi, il corpo veniva trattato con il nitron, e veniva riempito di aromi e sostanze che ne garantivano la conservazione. L’anima del defunto invece doveva essere giudicata da un tribunale divino. Ritroviamo tale scena (detta psicostasìa) numerose volte sui papiri egizi. Essa si ritrovava di fronte ad una bilancia, su cui piatti venivano posti, una piuma (simbolo di Maat, la dea della verità) e il cuore del defunto, che se era puro, pesava quanto la piuma. In caso contrario, il defunto non poteva accedere all’aldilà e non gli era concesso di congiungersi con Ra, così veniva dannato e divorato dalla “Divoratrice”, un essere metà coccodrillo, metà ippopotamo. Invece, nei miti scandinavi, troviamo il Walhalla, una stanza fantastica dell’Asgard, dalle pareti d’oro e bronzo, attraverso cui si giungeva passando cinquecentoquaranta porte dorate. Era il luogo in cui si ritrovavano gli eroi morti in battaglia, portati lì dalle Valkirie, dopo essere stati giudicati dal dio Wotan (Odino). Gli eroi defunti, detti anche Einherii, passano il tempo banchettando e allenandosi in visione della battaglia finale, che avverrà nel giorno del Crepuscolo degli dei. Sia i Greci che i Romani credevano fermamente che l’anima del defunto sopravvivesse e che vegliasse su di loro aiutandoli nei momenti di bisogno. In questo modo veneravano i loro defunti considerandoli come divinità protettrici delle loro case. Essi potevano essere consultati da chiunque, attraverso la divinazione, ovvero l’interpretazione dei “segni” che di volta in volta potevano manifestarsi. I romani avevano ripreso buona parte della mitologia greca, così come la tradizione che dovesse esistere un paradiso ed un inferno. Il regno degli inferi veniva collocato a seconda, nelle terre dei Cimmeri, in Campania presso il lago di Averno, in Sicilia, o in Arcadia. Di esso facevano parte i Campi Elisi (di cui parlò Virgilio), dimora ultraterrena degli eletti. Agli empi invece era riservato il Tartaro quale luogo di pena. L’Elisio viene localizzato da Omero all’estremità del mondo, e da Esiodo, col nome di Isole dei Beati (Avalon? Atlantide?), presso le correnti dell’oceano. Gli induisti invece credono nella reincarnazione, ovvero nella trasmigrazione dell’anima da un corpo ad un altro nel momento della morte (o da lì a poco). Un uomo può reincarnarsi in un altro uomo, in una donna, ma anche in un qualche animale. Nelle sue vite precedenti Buddha era stato ad esempio una tartaruga, una scimmia, un elefante e una lepre. A queste bestie, perciò, viene portato rispetto, ma anche a tutte le altre che pure, per successive reincarnazioni, possono raggiungere il “Nirvana”. Il Nirvana è il “paradiso” degli induisti. Rappresenta la pace dei sensi, la pace assoluta che l’anima del defunto può trovare alla fine del suo ciclo di reincarnazioni. La chiave di tutto è il Karma. Ognuno di noi ha il suo Karma, cioè lo scopo finale che si dovrà raggiungere passando attraverso diverse reincarnazioni, diverse vite in cui la persona troverà sempre più la perfezione e la pace, avvicinandosi sempre più alla sua meta. Il Karma è una legge di causa-effetto, ad ogni azione corrisponde una reazione. Per cui è un percorso soggettivo e non è fatto solo di conquiste, ma anche di retrocessioni (in seguito ad errori commessi durante la propria vita). Così, la vita attuale di ognuno di noi è il risultato delle esperienze e delle azioni accumulate in tutte le vite precedenti, e ciò che faremo in questa vita, ci servirà nella prossima. I Musulmani, così come gli Ebrei e i Cristiani, credono che la vita presente sia solo “una prova” in attesa della vita dopo la morte, che sarà “la vera vita”. La vita terrena è una sorta di preparazione e di processo in visione della vera vita ultraterrena. I punti fondamentali della fede comprendono: il Giorno del Giudizio, la Resurrezione, il Paradiso e l’Inferno. Quando un Musulmano muore, viene lavato, di solito da un familiare, avvolto in un lenzuolo candido e sepolto con una semplice preghiera, di preferenza lo stesso giorno del decesso. Durante tale cerimonia la brevità della vita del defunto viene ricordata e celebrata. Secondo il Profeta sono tre le cose che aiutano il defunto anche dopo la morte: la carità che ha svolto durante il suo “passaggio” sulla terra, la conoscenza che ha trasmesso e le preghiere a lui rivolte da parte di un figlio giusto. Giorgio Pastore   REINCARNAZIONE Chi eravamo nelle nostre vite passate? Gli induisti, ma non soltanto loro, credono nella reincarnazione, ovvero nella trasmigrazione dell’anima da un corpo ad un altro nel momento della morte (o da lì a poco). Un uomo può reincarnarsi in un altro uomo, in una donna, ma anche in un qualche animale. Nelle sue vite precedenti Buddha era stato ad esempio una tartaruga, una scimmia, un elefante e una lepre. A queste bestie, perciò, viene portato rispetto, ma anche a tutte le altre che pure, per successive reincarnazioni, possono raggiungere il “Nirvana”. Il Nirvana è il “paradiso” degli induisti. Rappresenta la pace dei sensi, la pace assoluta che l’anima del defunto può trovare alla fine del suo ciclo di reincarnazioni. La chiave di tutto è il Karma. Ognuno di noi ha il suo Karma, cioè lo scopo finale che si dovrà raggiungere passando attraverso diverse reincarnazioni, diverse vite in cui la persona troverà sempre più la perfezione e la pace, avvicinandosi sempre più alla sua meta. Il Karma è una legge di causa-effetto, ad ogni azione corrisponde una reazione. Per cui è un percorso soggettivo e non è fatto solo di conquiste, ma anche di retrocessioni (in seguito ad errori commessi durante la propria vita). Così, la vita attuale di ognuno di noi è il risultato delle esperienze e delle azioni accumulate in tutte le vite precedenti, e ciò che faremo in questa vita, ci servirà nella prossima. Anche i primi cristiani credevano in una sorta di reincarnazione. Il cristianesimo nacque in un periodo storico in cui una parte del mondo greco-romano aveva accettato, sulla scia dell’orfismo, del pitagorismo e soprattutto del platonismo, una dottrina secondo cui le anime sono soggette a successive reincarnazioni (metempsicosi = passaggio delle anime). Col tempo, la Chiesa ha definito meglio il dogma secondo cui i cristiani, in base alle azioni che compiono in vita, devono raggiungere il Paradiso oppure l’Inferno. Nel Purgatorio invece sostano coloro di cui il giudizio è incerto, in attesa del verdetto finale. “La reincarnazione non è un fenomeno a sé stante, non avviene da solo, indipendentemente. Utilizzando una metafora, forse riuscirò a spiegare meglio il concetto. Provate ad immaginare che la reincarnazione sia simile a uno specchio: ecco, può avvenire soltanto se c’è qualcosa che si riflette nello specchio stesso. Lo specchio da solo non ha nessuna utilità. L’immagine che vediamo nello specchio è certamente il riflesso di qualcosa che si trova altrove (…) A questo punto, proviamo a sostituire lo specchio con qualcos’altro. Al posto dello specchio, poniamo le persone che desiderano e che hanno bisogno di questa reincarnazione. La reincarnazione è la conseguenza diretta dei desideri, del karma e del contesto sociale delle persone fra le quali la reincarnazione si manifesta. Per semplificare, possiamo tranquillamente dire che il karma e la reincarnazione sono strettamente collegati fra loro. Non possono manifestarsi da soli (…) Il Dalai Lama non è importante soltanto perché è una reincarnazione di una serie di precedenti Dalai Lama. Prima di lui, ce ne sono stati altri tredici, alcuni dei quali anche molto famosi e popolari in Tibet. Il Dalai Lama ha sue proprie eccelse qualità. Egli è un esempio incomparabile d’intelligenza e di compassione (…) [Ven. Gedun Tharchin, Geshe Lharampa]. Esistono casi evidenti di reincarnazione. Ad esempio, celebre è il caso di quel bambino di cinque anni che portato dai genitori tra le vie di una città a lui straniera e che vedeva per la prima volta, ad un certo punto, iniziò a “ricordare” di essere già stato lì precedentemente, corse via, i genitori lo inseguirono, finché il bambino non si fermò di fronte alla porta di una casa dicendo: “io abito qui”. Naturalmente non era così, tuttavia, visto l’insistenza del bambino, che non voleva più andarsene via da quel posto, i genitori furono costretti a bussare alla porta. I proprietari della casa si dimostrarono ospitali e lasciarono che il bambino andasse per la casa in giro per le stanze. Il fatto strano fu che sembrava proprio averla già vista quella casa, sapeva bene dov’era la camera da letto, il bagno, la cucina e… quando entrò in un’altra buia stanza disse: “questa è la mia stanza”, “questi sono i miei giocattoli”. Le persone che vivevano lì confermarono di aver avuto un bambino, che era morto guarda caso poco più di cinque anni prima. Allora chiesero al bambino come si chiamasse, e lui rispose con un nome che non era il suo. Era il nome del bambino defunto, che un tempo aveva davvero abitato lì. E lui non avrebbe dovuto saperlo.Continue reading

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TRATTATO DI PARAPSICOLOGIA

a cura di Daniele Cipriani INTRODUZIONE La parapsicologia è quella branza della scienza che studia i Fenomeni Psi. “Psi” è la XXXII lettera dell’alfabeto greco e della prima lettera della parola Psiche. Il termine è ben accetto perché è più semplice trovare consenso su una parola che su di una sigla; ad esempio le parole “meta”psichico, “para”normale,”sopra”normale si richiamano comunemente alla magia o all’occultismo, branche che non corrispondono allo studio parapsicologico. Si usa dire, ed è accertato in quasi tutte le branche del sapere, che un uomo può venire a conoscenza di informazioni a lui ignote solo tramite l’uso dei 5 sensi: Vista, udito, olfatto, gusto e tatto; talvolta tramite la logica. L’uomo non può venire a conoscenza di un fatto, logicamente e/o statisticamente imprevedibile, prima che lo stesso sia avvenuto. Affinché si possa quindi sviluppare una teoria sui fenomeni Psi si dovranno ricercare vie di interazione tra gli esseri viventi e l’ambiente. FENOMENI PSI I fenomeni Psi si dividono in fenomeni psicognitivi e psicinetici. I primi sono frutto di un interazione per ora ignota tra l’uomo e l’ambiente che porta all’acquisizione di una conoscenza o informazione. Comprendono la Telepatia, la Chiaroveggenza e la Precognizione. I fenomeni Psicinetici sono frutto di un interazione per ora ignota tra l’uomo e l’ambiente che portano a produrre un azione sul mondo esterno, e sono costituiti dai Fenomeni Pk e Psicocinetici. Passiamo ora alla definizione dei primi tre fenomeni sopraindicati. TELEPATIA È quel fenomeno psicognitivo per cui si ipotizza che un uomo possa acquisire una conoscenza interagendo con la mente di un altro uomo per vie ancora sconosciute. CHIAROVEGGENZA È quel fenomeno psicognitivo per cui si ipotizza che un uomo possa acquisire una conoscenza interagendo con il mondo fisico a lui esterno per vie ancora sconosciute. PRECOGNIZIONE È quel fenomeno psicognitivo per cui un uomo acquisisce una conoscenza di un avvenimento che deve ancora accadere e che è logicamente e statisticamente imprevedibile. La precognizione, affinché si consideri davvero avvenuta grazie all’intervento di un fenomeno psi, bisogna che soddisfi tali requisiti: ­ I fatti devono essere comunicati per iscritto prima dell’avverarsi della precognizione; ­ I fatti debbono esser descritti minuziosamente con particolari che escludano coincidenze fortuite o interpretazioni di comodo o logiche; ­ La loro realizzazione non deve dipendere da chi esegue la precognizione; Un caso particolarissimo è la retrocognizione o Psicometria; fenomeno che implica che il soggetto o paragnosta, messo a contatto con un oggetto, ne racconti la storia (ovviamente per avallare la sopracitata teoria si ha bisogno di un oggetto del quale il paragnosta non sia venuto a conoscenza della storia tramite fonti reperibili a qualsivoglia persona). LA PSI, PRINCIPIO UNIFICATORE Telepatia, chiaroveggenza e precognizione sono tre manifestazioni del Bios (essere vivente), ossia capacità ancora ignote per le quali l’essere vivente stesso viene a contatto con eventi oggettivi e soggettivi del passato, del presente e del futuro acquisendone conoscenza. Anche al di fuori del limite dello spazio. Passiamo ora alla definizione dei rimanenti fenomeni: PK e Psicocinetici. PSICOCINESI È quel fenomeno per cui l’uomo può interagire con l’ambiente che lo circonda per vie ancora sconosciute (agendo a livelli Microscopici), da non confondere con la TELEPATIA che può agire anche a livelli Macroscopici. Un esempio di Psicocinesi spontanea è il POLTEGAIST. Viene chiamato anche sindrome RSPK (Recurrent Spontaneus Psychokynesis). Si tratta di un fenomeno legato alla presenza di una persona, per cui, in un certo ambiente, gli oggetti inizino a muoversi senza essere toccati. È doveroso distinguere i fenomeni in 3 classi, ove la prima rientra negli studi parapsicologici mentre le altre due, seppur associate da qualche scettico ignorante alla parapsicologia, non ne rientrano affatto. Prima Classe Esperienze fuori da corpo O.B.E. (Out of Body experience): Presuppongono l’esistenza di un corpo sottile o astrale capace di staccarsi dal corpo fisico e di proiettarsi anche in luoghi lontani. Fenomeni olfattivi,acustici e termici: Compaiono soprattutto durante le sedute medianiche, la loro denominazione è sufficiente a far capire di cosa si tratta. Psicofonia (o Metafonia): Si tratta di registrazioni su nastro di voci di origine sconosciuta dette anche “Voci dall’aldilà”. Materializzazioni e Smaterializzazzioni: Si verificano prevalentemente durante le sedute medianiche. Consistono nell’apparizione e scomparsa di parti del corpo o tutto il corpo intero del medium, talvolta anche di vegetali. (Anche chiamata “telepastia”). Apporti ed Asporti: Si identifica con questo termine la comparsa o scomparsa in un ambiente di norma chiuso di qualcosa che prima non c’era o rispettivamente c’era. Bilocazione ed Obe: Nella bilocazione a differenza del viaggio in astrale la persona proiettata fuori dal corpo viene percepita materialmente da altre persone distanti e potrebbe anche essere rivelata da strumentazione adatta. Levitazione (Modificazione di Peso): Si indica con il sopraccitato termine il sollevarsi in aria di un oggetto o di una persona contro le leggi di gravità finora conosciute. Ectoplastia: Termine che indica una sostanza amorfa e luminosa che fuoriesce dagli orifizi del medium durante una seduta medianica assumendo forme varie. Voce Diretta: Il fenomeno si verifica con voci più o meno chiare che provengono da parti della stanza ove è in attuazione una seduta medianica (in passato è famoso l’uso delle trombe di cartone attaccate ai muri). Pittura Diretta: La creazione di disegni senza l’uso di pennelli o strumenti allo scopo disegnati. Scrittura Diretta: il fenomeno avviene quando una penna, un gesso, una matita iniziano a scrivere senza essere toccate. Musica Diretta: Suono di strumenti senza che gli stessi vengano toccati. Xenoglossia: Il fenomeno si manifesta quando in trance il soggetto parla lingue a lui sconosciute, è uno dei fenomeni più sconvolgenti tra i fenomeni Psi. Azione su crescita di semi e piante: Molte piante crescono più o meno velocemente in posti o zone differenti e secondo molti è proprio l’azione dell’imporre le mani vicino alla pianta in ausilio alla volontà di farla crescere che fa sì che avvenga tale crescita (Bio-Psicocinesi). Seconda Classe (non rientrano del tutto nel campo parapsicologico). Fachirismo: Fenomeno per cui, persone, attraverso pratiche di concentrazione ed esercizi spirituali, raggiungono il dominio del proprio corpo restando inermi a dolori, digiuni, fatica e trafiggendosi o dormendo su letti di chiodi. Mummificazione (Carne, Uova,Oggetti): Fenomeno per cui certe sostanze soggette a putrefazione o decomposizione al contrario non subiscono i normali processi di deterioramento. Visione Dermoottica: Si tratta della capacità che hanno in paricolare dei bambini di leggere lettere o addirittura frasi o ancora distinguere colori tramite l’uso di polpastrelli, palmi, naso, orecchie o lobi. Incombustibilità: Fenomeno per il quale persone riescono ad entrare in contatto con forti fonti di calore rimanendone illesi. Terza Classe (Si trovano fenomeni con campi di ricerca a se stanti). Qui è sufficiente l’elenco ricordando che a dispetto di molti giornalisti o pseudo-scienziati questi fenomeni non hanno nulla a che fare con la parapsicologia. Astrologia, Alchimia, Magia, Demonologia, Possessione Diabolica, Stigmate, Yoga, Ipnotismo, Personalità alternanti. DANIELE CIPRIANI

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PARAPSICOLOGIA: Introduzione

Fin dall’antichità l’uomo ha voluto capire se ci fosse, e cosa ci fosse, dopo la morte. Gli stessi Egizi davano molta importanza all’anima, come dimostrano le numerose pitture trovate nelle loro tombe. D’altronde, i corredi funebri ci dicono tanto, non solo dal punto di vista archeologico, ma anche antropologico e spirituale. Se l’uomo del passato non avesse creduto nella sopravvivenza di un’anima dopo la morte del corpo, non avrebbe disposto nelle tombe oggetti personali del defunto, utili allo stesso nell’Aldilà. Così, presto si cercò di immaginare un Aldilà ideale, che assunse nomi diversi e, se un tempo si chiamava Paradiso, poi si chiamò Wallhalla o Eliseo. Ma perché l’uomo, ad un certo punto della sua storia, inizia a credere nella vita oltre la morte? Forse per arrivare a quel momento con meno paura. O forse perché già allora si capì che qualcosa di vero poteva esserci, che la morte non voleva dire “fine assoluta”. In epoca moderna, quando ormai la scienza stava facendo passi da gigante, ci furono perone che cercarono di razionalizzare scientificamente l’idea di una vita oltre la morte corporale, così nacque lo “Spiritismo”. Ciò avvenne specialmente in seguito alla comparsa in America di strani fatti che, a quanto pare, sembravano opera di entità defunte. Lo Spiritismo si diffuse presto in tutto il mondo, si formarono gruppi di studiosi e nacquero società e centri di Spiritismo. A seconda poi del diverso modo di procedere nella ricerca, lo Spiritismo di distinse in due diversi orientamenti: – Spiritismo scientifico; – Spiritismo (o spiritualismo) a sfondo esoterico e religioso; Il massimo esponente di quest’ultimo orientamento fu il francese A. Kardec (1804/1869), i cui scritti fanno testo tutt’oggi (nel 1875 pubblica il suo “Les livres des esprits”). Nei primi del ‘900, si pensava che certi strani fenomeni fossero dipendenti da forze sconosciute ma proprie dell’uomo (fenomeni di tipo animico) mentre altri fossero dipendenti dall’azione esterna di una qualche entità ¨fenomeni di tipo spiritico). Richet, per differenziare tali fenomeni, coniò il termine “Metapscichica”, e dal 1953 (anno del Congresso Internazionale di Parapsicologia di Utrecht, in Olanda) si affiancò a tale termine quello di “Parapsicologia”, parola coniata dal filosofo tedesco M. Dessoir (1867/1947). Studiare la Parapsicologia non è facile, perché non c’è più grande mistero della mente umana, intesa sia come mente fisica che come coscienza, quindi anima, magari in grado di sopravvivere anche alla morte fisica. In fondo, se pensiamo che l’anima è µna qualche forma di energia, dovrebbe essere normale per noi sapere che nessuna cosa si crea e nessuna si può distruggere, ma tutto si trasforma, liberando energia. Ogni giorno, in diverse parti del mondo, si compiono esperimenti con lo scopo di provare scientificamente la consistenza dello Spiritismo, l’esistenza di un qualcosa d’altro oltre la morte; l’esistenza dell’anima e la sua immortalità. Ma ciò non è facile, perché spesso i fenomeni Parapsicologici sono irripetibili, quindi non studiabili in laboratorio. Ma gli studiosi non si arrendono e ci provano lo stesso, magari derisi da altri loro colleghi perché, come Cristoforo Colombo, credono in un sogno e lottano per raggiungerlo, pur non immaginando dove arriveranno. Dott. Giorgio Pastore CLASSIFICAZIONE DEI FENOMENI PSI: I fenomeni detti PSI (cioè parapsicologici) si distinguono in due grandi campi: – FENOMENI PSICOGNITIVI (Interessano fenomeni di carattere mentale, detti anche “puri”, e prendono in considerazione quindi la TELEPATIA PURA e la CHIAROVEGGIENZA. Questo vuol dire che ciò che avviene riguarda solo la mente del medium, interiormente, senza alcun interferenza col mondo esterno); – FENOMENI PARAFISICI (Interessano fenomeni cui effetti si notano a livello fisico e non solo mentale, per cui rientrano in questo campo i fenomeni di TELECINESI, PSICOCINESI, LEVITAZIONE, SCRITTURA DIRETTA, POLTERGEIST, RAPS, VOCE DIRETTA, MUSICA MEDIANICA, GLOBI LUMINOSI, LAMPEGGIAMENTI, SCINTILLII, AURA e AUREOLE, PSICOFONIA, PSICOVISIONE, FOTOGRAFIA SPIRITICA, PSICOGRAFIA, GUARIGIONI PARANORMALI, STIGMATE, INCOMBUSTIBILIT, FACHIRISMO, MUMMIFICAZIONE, SMATERIALIZZAZIONE, COMPENETRAZIONE e FENOMENI DI TELEPLASTIA. Cioè, tutti quei fenomeni in cui un medium interagisce con l’ambiente circostante o in cui un fenomeno avvenga da solo e i cui effetti siano riscontrabili a un qualsiasi livello sensoriale). Per avere più informazioni a riguardo, consiglio: “INTRODUZIONE ALLA PSICOLOGIA” di Enrico Marabini. CLASSIFICAZIONE DEI FENOMENI ESP: – la telepatia, la capacità di leggere nel pensiero e di comunicare attraverso di esso; – la telecinesi, la capacità di influire sulla realtà ¦isica con il pensiero; – la teleillusione, la capacità ¤i ingannare i sensi altrui; – la telecoercizione, la capacità di costringere altri individui a fare ciò che si desidera (diverso dall’ipnosi in quanto puì ¡ quanto sembra, superare anche l’istinto di conservazione del soggetto); – la telemetria, la capacità di conoscere il passato di un oggetto o di una persona venendo a contatto con essa. Dott. Giorgio Pastore  

PARANORMALE, SOPRANNATURALE

IL SEGRETO DELLE PIANTE

Il mondo del mistero da sempre affascina l’uomo. Fin dalla notte dei tempi ha sempre desiderato dare una spiegazione razionale a ciò che di razionale aveva ben poco. Nel XX secolo la caccia al mistero con tutte le sue sfaccettature ha attirato un pubblico di appassionati e di curiosi sempre maggiore con centinaia di libri e di riviste dedicati a queste tematiche. Parlare del mistero non si concentra soltanto sul dato antropocentrico in sé quanto piuttosto sui meccanismi “ignoti” della natura. Cosa provoca determinati fenomeni atmosferici? Perché si parla di universi paralleli? Come sono nati realmente la vita e l’universo? Gli animali hanno qualche particolare percezione che li guida durante la vita? Venne il turno dei vegetali come protagonisti del mistero e del mondo del paranormale, un caso decisamente singolare anche se decisamente poco conosciuto. Sebbene la teoria che i vegetali, le piante avessero qualche barlume di coscienza ci giunge già da Aristotele e soprattutto dall’Oriente come proiezione della vita e dell’universo (il concetto di giardino zen) è solo negli anni sessanta del XX secolo che si scopre come le piante hanno una percezione sottile e possono reagire con l’ambiente circostante tramite segnali. Nel 1966 un certo Backster dell’FBI newyorkese, massimo esperto all’epoca della macchina della verità, decise di applicare gli elettrodi dell’oggetto alla pianta presente nel suo ufficio, la Dracaena massangeana, per vedere cosa sarebbe successo nel momento in cui uno stimolo esterno avesse investito la pianta. Versando qualche goccia d’acqua sulle foglie notò come il galvanometro della macchina registrò un segnale. Non c’era dubbio la pianta aveva reagito allo stimolo esterno e se ciò era possibile allora significava che le piante avevano qualche sorta di personalità e quindi che fossero in un certo senso animate anche se non nel senso ortodosso del termine. Il fenomeno sorprese l’agente in questione incredulo di fronte all’evento a dir poco straordinario. Si spinse più in là e decise di vedere cosa sarebbe successo nel momento in cui sulla piante si fosse riversato un altro stimolo esterno questa volta negativo. La scelta cadde sulla bruciatura delle foglie; non fece neanche in tempo a tornare dall’altra stanza con i fiammiferi nelle mano che subito la pianta reagì di nuovo. Lo stimolo esterno non era stato ancora prodotto, come era possibile pertanto che questa avesse reagito? Backster ne dedusse che la pianta oltre ad avere una percezione che la portasse a rispondere a un fattore esterno avesse qualche capacità di leggere nel pensiero delle persone. Non c’era dubbio il campo della botanica si stava rivoluzionando e ulteriori esperimenti confermarono quanto Backster con quel semplice gesto quotidiano, il dare l’acqua alla pianta, sospettava. L’agente dell’Fbi fece del proprio ufficio un vero e proprio laboratorio di sperimentazione avanzata scoprendo come le piante fossero sensibili a qualsiasi gesto loro fatto sia negativo sia positivo. Non solo erano sensibili a questi gesti ma con ulteriori esperimenti si scoprì come le piante (senza escludere frutti commestibili) erano sensibili a tanti fenomeni fisici quali elettromagnetismo, fenomeni atmosferici, corrente elettrica e numerosi altri. Era l’interazione umana tuttavia che interessava di più, infatti le piante erano capaci di entrare in simbiosi con gli esseri umani e addirittura di leggerli nel pensiero, capacità non certo secondarie per esseri considerati fino a poco tempo prima come animati. Le piante furono usate anche per le stesse indagini dell’Fbi; infatti sospettando di un delitto compiuto in un certo luogo dove era situata una pianta si decise di applicarle gli elettrodi sperando così di incastrare uno dei tanti sospettati facendoli entrare a turno nel locale dove era proprio situato il vegetale. Con stupore la pianta reagì di fronte al reale colpevole segno quindi di una percezione abile nonché di una notevole capacità di memorizzare gli avvenimenti accaduti nel passato. Come possiamo spiegare tutti questi fenomeni, si saranno domandati stupiti gli scienziati? In effetti aspettarsi cotanto da esseri animati era qualche cosa di sicuramente straordinario e inimmaginabile. E’ da pensare tuttavia che gli scienziati scoprirono semplicemente quello che da millenni esisteva in natura ovvero una personalità quanto mai intrigante ed evoluta del mondo vegetale. Quanto detto potrebbe spiegare certi fenomeni osservati dai botanici come le piante carnivore con i loro abili trucchi per catturare gli insetti nonché le strategie delle piante rampicanti per trovare spazio dove collocarsi senza dimenticare l’elaborata tecnica della fotosintesi clorofiliana. Le piante hanno una personalità e sono persone, giungono a dire Peter Tompkins e Christopher Bird nel loro La vita segreta delle piante, libro che ha lanciato l’argomento della possibile percezione delle piante con tutte le sfaccettature scoperte in alcuni anni con elaborati esperimenti. Una tale capacità di reagire con gli uomini spiegherebbe il perché dell’esistenza di tante percezioni positive sull’animo umano che possono accadere tanto come in una gita in campagna quanto nelle meditazioni trascendentali che spesso, come anche nel passato e come fece Siddharta, prendono piede nei boschi. Se ci rivolgiamo correttamente alle piante, basandoci sugli esperimenti fatti, possiamo trarne percezioni positive come l’effetto benessere che avvertiamo quando siamo a contatto con la natura, se ci rivolgiamo negativamente le piante lo mostreranno; come la caduta delle foglie dei Bonsai giapponesi a seguito, come ci dicono numerosi orientali, di una trascuratezza da parte dell’uomo. Piante sempre più umane e sempre più vive quindi capaci di entrare in contatto per vie indirette con gli umani il che spiegherebbe anche perché nella magia se ne faccia massicciamente uso dove ogni pianta e ogni erba ha la sua proprietà benefica per un individuo. Le piante possono comunicare con l’universo e con esseri di altri mondi? E’ la domanda che si posero alcuni scienziati californiani alcuni anni dopo la scoperta delle percezione delle piante. Il Dott. George Lawrence dell’Ecola Institute di San Bernardino sulla scia di quanto stava succedendo a New York, durante un esperimento sulle piante del deserto californiano, avvertì come queste ultime erano capaci di captare segnali dall’universo persino meglio di quanto comuni radar potessero fare. Il fatto che ci fossero segnali da parti dell’universo non solo poneva la probabilità che ci fossero altri esseri là fuori ma che le piante avessero una maggiore capacità di comunicare con loro. Le piante quindi mostravano una capacità reattiva e comunicativa molto al di là di quanto fino a pochi decenni prima si sospettava. Echi di presunti esperimenti sulle piante con risultati entusiasmanti ci giungono anche dal passato, esattamente dal Medio Oriente. In alcune tradizioni arabe si parla infatti di alberi a più teste, il che rimanda non solo a precisi processi di ingegneria genetica ma che queste ebbero risultati eccellenti anche sulle piante. Che gli antichi abbiano capito ben prima di Backster le proprietà delle piante? Gli Egizi sembrano essere andati oltre, si nota infatti in un disegno egizio una quercia (o almeno qualche cosa che gli somiglia) allattare un uomo adulto (anche se il fatto potrebbe essere preso per via simbolica). Viene tanto da sospettare che gli Egizi, le cui capacità scientifiche sembrano essere state molto avanzate, abbiano trovato un mezzo per rendere addirittura le piante animate e quindi capaci di reagire con le persone più di quanto non facciano oggi per via indiretta. Vige la teoria infatti, tuttavia in alcuni tratti fantascientifica, che in un antico passato possa essere esistita una civiltà di piante animate e che su altri pianeti si possa essere sviluppata una sorta di regno di piante vive con capacità ancora maggiori di quelle terrestri. Astrobiologi ed esobiologi hanno posto la condizione infatti che in qualche pianeta lontano si possa sviluppare una civiltà di piante con caratteristiche e percezioni diverse influenzate dall’ambiente e dall’atmosfera. Benché non ci siano ancora prove dell’esistenza di una flora extraterrestre non è escluso che simili forme di vita stiamo prendendo vita o prenderanno vita in un futuro. Una natura sempre più viva quindi che alla volte ci sembra dire quello che sente e quello che vorremmo noi facessimo per lei. Se le piante sono vive anche tutto il mondo lo è, ci dicono i sostenitori della teoria Gaia, iniziata da un certo James Lovelock, che vuole la terra come un automa con tanto di coscienza e sensibile al continuo inquinamento da parte dell’uomo che distrugge, senza rendersene conto, i cicli che stanno alla base e quindi gli stessi ecosistemi, dove la fitomassa ovvero la biomassa vegetale, gioca un ruolo importante. La natura, secondo la teoria Gaia, reagirebbe a queste ferite provocando inondazioni, maremoti, cicloni e tutti i disastri naturali che caratterizzano la nostra esistenza. Soltanto una teoria pseudo ambientalista? Non diremmo, poiché se è stato ampiamente dimostrato che le piante hanno una percezione anche la natura di cui le piante fanno parte ne possiede una e così il mondo che contiene la natura. Nonostante le numerose politiche ambientali, l’utilizzo di fonti di energia alternativa ,la costruzione di case ecologiche e l’avvento della bioarchitettura, l’uomo continua ad inquinare e a distruggere la natura senza rendersi conto che questa è viva e che sembra quasi gridare come le piante le cui foglie vengono strappate o come un bonsai a cui non si dà retta. Impariamo pertanto a rispettare la natura e a creare un ambiente confortevole in cui vivere poiché come abbiamo imparato le piante e la natura possono regalarci favolose sensazioni. Noi esseri umani dobbiamo imparare a capirle e a canalizzare quanto meglio possiamo queste energie, così da avere una vita migliore, in armonia con la natura e con lo stesso universo. PASQUALE ARCIUOLO Bibliografia: Peter Tompkins e Christopher Bird, Vita segrete delle piante, Net; Pérez de la Hiz Carmen, Potere segreto delle piante, Hobby and Work; Francé, Raoul Heinrich, Germs of Mind in plants, Charles H.Kerr & Co., Chicago 1972; Arditti,Joseph and Arnold Dunn, Experiment Plant Physiology: Experiments in Cellular and Plant Physiology, Rinehart & Winston, New York, 1969; Darwin, Charles R., The power of movement in Plants, Da capo Press, New York, 1966; De la Warr, George, Do plants feel emotions? 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Heidelberg: Springer-Verlag, 2004: James Lovelock, Le nuove età di gaia, 1991, Bollati Boringhieri; James Lovelock, La rivolta di Gaia, (2006, Rizzoli); Hope Murry, Magia egizia 1989, Edizioni Mediterranee; Priestley, Joseph, The history and present state of electricity with original experiments, London 1967; William Moulton Marston, The Lie Detector Test; Plonsey R., Barr R.C., Bioelectricity: a quantitative approach, Kluwer Academic/Plenum Publishers, New York, 2000; Mackay ,R.S., Biomedical Telementry, Interscience, 1970; Patrizia Garzena, Marina Tadiello, Cura Naturale della Casa, Fag Milano; Marco Nieri, Bioenergetica Landscape, Sistemi Editoriali; Lorenzini G. e Nali C., Le piante e l’inquinamento dell’aria, Springer Verlag Italia, 2005; Paolo Mazzali, L’inquinamento atmosferico – origine, prevenzione, controllo Pitagora Editrice Bologna, 1989; Speciani A., Resistere all’Inquinamento, Tecniche Nuove, 2001; http://www.life.com http://www.amadeux.net/sublimen/dossier/mozart_e_piante.html   Le mucche e le piante amano Mozart di Marco Stefanelli Alcuni studi condotti dall’Università di Madison nel Wisconsin (Usa) hanno dimostrato che la produzione di latte nelle mucche che ascoltano musica sinfonica aumenta del 7,5%. Le mucche sono anche più predisposte a riunirsi nella stalla quando suona della musica. Negli ambienti e laboratori scientifici vengono spesso osservati i risultati di esperimenti compiuti su piante e animali, quando gli effettiContinue reading

SOPRANNATURALE

IL SESTO SENSO ESISTE

Si credeva che fosse solo una leggenda, invece il sesto senso esiste realmente. L’hanno dimostrato degli scienziati statunitensi e olandesi, i quali hanno successivamente pubblicato il risultato dei loro studi sulla rivista Current Biology. Lo studio è stato portato avanti utilizzando un soggetto, cieco a causa di un ictus, il quale ha dimostrato di possedere questo cosiddetto “sesto senso”, una potenzialità nascosta del nostro cervello che gli permette di evitare ostacoli senza vederli e senza l’ausilio di bastoni o cani per ciechi. In un percorso a ostacoli, T.N. ha dimostrato di poter raggiungere senza difficoltà la metà prefissata. La cosa strana è che T.N. non se ne rende nemmeno conto, perché secondo lui cammina lungo un rettilineo. Invece, il soggetto evita gli ostacoli, come se li vedesse, per “istinto”. Questo è un grande passo avanti per la scienza, perché finalmente è stata provata scientificamente l’esistenza di un “potere” invisibile, il sesto senso. Secondo gli scienziati autori dello studio (tra cui troviamo anche un italiano, Marco Tamietto dell’Università di Torino), tale facoltà sarebbe latente e molto antica dal punto di vista evolutivo. Ciò non ci stupisce. Infatti, è risaputo che un tempo l’uomo possedesse “poteri” che ormai ha dimenticato. Ma, a quanto pare, questi rimangono potenzialmente dentro di noi e basta poco per risvegliarli. Si schiudono così le porte a un mondo d’indagine per lo più sconosciuto, quello de cosiddetto “paranormale”. Dott. Giorgio Pastore Fonte: http://italiasalute.leonardo.it/Copertina.asp?Articolo_ID=9708

FANTASMI, SOPRANNATURALE

I FENOMENI PARANORMALI

Cosa sono i fenomeni paranormali? Secondo la scienza, paranormale è tutto quello che non è spiegabile con leggi fisiche e\o matematiche. Viviamo in un mondo materialistico, aggrappato sempre più alla materialità che ci circonda; questo anche nel mondo scientifico, in cui regna sovrana la mentalità che se un fenomeno non è spiegabile, non ha ragione di essere studiato, né tantomeno di esistere. Storicamente parlando, la cultura umana, delle civiltà e delle razze, ha passato periodi ben delineati riguardo questo frangente: si è passati, in altre parole, da una mentalità prettamente religiosa o simil-religiosa, che regnava sino a pochi secoli fa, ad una concezione dell’essere più materiale che deve rispondere a leggi naturali di concezione razionale. Da uomo di scienza, quale mi ritengo, so che il metodo scientifico, è uno strumento indispensabile per la ricerca della verità dei fenomeni (naturali e non), ma allo stesso tempo è doveroso condannare l’atteggiamento di repulsione che si è instaurato intorno alle varie comunità scientifiche, verso il “non conosciuto”. Alla domanda: “come si fa ad essere un genio?” A. Einstein ha risposto candidamente che bisogna pensare al di fuori dei normali canoni, bisogna porsi delle domande prettamente assurde, per poi trovarne soluzione. Su questo punto è basata l’idea di una ricerca della verità a 360°; basti pensare che prima della scoperta dei Rx, neanche se ne immaginava una possibile esistenza, in quanto non essendo visibili ad occhio nudo, non sarebbero dovuti esistere. Invece erano, e sono lì… Sul finire dell’ottocento, un gruppo di scienziati e filosofi del tempo, iniziò a studiare il paranormale come fenomeno esistente, in una visione materialistica. Nel 1890 circa, raggiunsero una fama talmente alta, da essere chiamati “Società per la ricerca psichica”. Pur dichiarandosi scettici, non esitarono ad indagare su fenomeni di poltergeist e apparizioni di fantasmi, proponendo oltremodo un possibile punto di incontro tra scienza e paranormale. La ricerca proposta dalla Società fu abbandonata poco dopo, sia per l’accumularsi di frodi e inganni, sia per convinzione che i fenomeni studiati erano derivazione della psiche umana o, nel migliore dei casi, da personaggi senza scrupoli. La religione, il mistero della morte, le apparizioni dei fantasmi, ecc… possono trovare soluzione solo in un meticoloso studio, nel quale devono essere lasciate aperte tutte le possibili porte, in modo da non creare da una parte quell’accanimento religioso quasi fondamentalista, né dall’altra, un mero scetticismo scientifico. Personalmente, mi trovo in un contrasto tra il possibile fenomeno e l’oggettività razionale dello stesso, al quale raffronto tutto il mio sapere scientifico in un’ottimistica visione generale, che mira a darne una spiegazione, sicuramente in primis fondata sulla scienza, seppur non bandendo come inesistente uno o più fenomeni apparentemente non spiegabili. Studi effettuati sul fenomeno della Rabdomanzia, per esempio, hanno dimostrato una possibile spiegazione che è legata al campo elettro magnetico che genera l’acqua in movimento (per chi non lo sapesse, il rabdomante è colui che trova l’acqua nel sottosuolo con la forcina di legno). La spiegazione della riuscita della ricerca è legata alla percezione, magari inconscia, del CeM generato dal corso d’acqua sotterraneo; è risaputo, infatti, che gli esseri umani, come gli animali, sono sensibili a questa forma d’energia. Il che fa supporre che non ci sarebbe niente di sbagliato nel pensare che tra qualche tempo saremo in grado di spiegare altri tipi di fenomeni potenzialmente inspiegabili, ai quali la scienza tuttora, più che non spiegarli, non li reputa oggetto di studio. Un altro esempio che potrebbe calzare a pennello è quello delle apparizioni di spettri… senza scatenare polemiche, vorrei porre l’attenzione sullo studio delle leggi fisiche relative all’energia; essa non si crea né si distrugge, ma si trasforma! L’attività cellulare trasforma in energia per il nutrimento della cellula stessa. L’uomo, partendo da tale presupposto, risulta essere una centrale energetica che come un enorme radiatore irradia muri, tessuti, persone stesse, che gli sono accanto in un continuo gioco di energie… ora, nell’atto della morte, questa energia si libera. In soggetti notevolmente sensibili, il tessuto celebrale potrebbe funzionare come una puntina di un giradischi, leggendo l’energia immagazzinata, precedentemente irradiata. Per questo, i “sensitivi” percepiscono la presenza di spettri, maggiormente nei luoghi in cui essi sono vissuti (logicamente da vivi). L’energia rimarrebbe impregnata e compattata negli oggetti d’uso comune del defunto, disperdendosi lentamente. Quest’ultima frase spiegherebbe oltremodo il perché, nelle sedute spiritiche, è più “facile” entrare in contatto con chi è morto relativamente da poco, rispetto a chi lo è, magari da secoli! L’energia di quest’ultimi è più dispersa! Logicamente si sta tentando di inquadrare il fenomeno in modo diverso, togliendo, mio malgrado, tutte le possibili patologie celebrali e non, che potrebbero dar luogo a visioni mistiche (alterazioni del lobo frontale, in specialmodo le apparizioni divine). Concludendo questo mio piccolo elaborato, è d’obbligo affermare che uomo, scienza e fenomeni paranormali, sono legati assieme indissolubilmente, e come tali vanno inquadrati in un’ottica che tenti di rilevarne le verità e non di discriminarli o esaltarli in una visione prettamente religiosa, né tantomeno di non affermarne l’esistenza. La verità è nel mezzo! dott. Marco Garbati

FANTASMI

DIMORE INFESTATE

WAVERLY HILLS SANATORIUM E IL TUNNEL DELLA MORTE Il Waverly Hills Sanatorium venne inaugurato e aperto nel 1910 a Louisville, nel Kentucky. Agli inizi del secolo, nello stato scoppiò un’epidemia tremenda di tubercolosi e l’ospedale fu costruito con l’intento di curare i malati e di trovare una cura efficace contro il diffondersi della malattia. Nel centro vi lavorava un’equipe di medici ricercatori molto importante, che utilizzava strumenti all’avanguardia per quei tempi. Era un centro troppo piccolo per poter fronteggiare l’avanzata della “morte bianca” (così era chiamata la tubercolosi a quei tempi, ndr), infatti era provvisto di soli quaranta posti letto, così nel 1924 vennero stanziati diversi milioni di dollari per ampliare lo stabile e nel 1926 il sanatorio venne definitivamente aperto al pubblico. Purtroppo non si era ancora scoperta la causa scatenante della malattia, quindi medici ed infermieri continuarono ad applicare le loro “cure” e a fare esperimenti sui poveri pazienti già debilitati. Ci sono testimonianze che portano fino ai giorni nostri le terribili torture che subivano i malati in nome della medicina e della ricerca… Si pensava che per debellare il male bastasse una rigida dieta basata su un tipo di alimentazione corretta (di cui non si hanno ulteriori dettagli), oppure semplicemente respirando per molto tempo aria fresca: parecchi pazienti vennero lasciati in locali con correnti d’aria anche d’inverno, possiamo immaginare che molti morirono per questo, visto che già le loro difese immunitarie erano rese nulle dalla malattia. I medici pensavano che oltre all’aria aperta bisognava aiutarli anche a respirare meglio, e a molti vennero impiantati dei palloncini nel torace con lo scopo di ampliare la superficie polmonare, altri venivano bombardati da raggi UV ad alta concentrazione per uccidere i batteri, ma l’unico risultato che ottennero fu quello di uccidere i degenti. Si calcola che in questo luogo vi morirono circa 63.000 persone. Nei sotterranei del Waverly Hills c’era un tunnel fornito di rotaie ferroviarie che serviva inizialmente al personale per arrivare al sanatorio in caso di cattivo tempo. Quando i morti iniziarono ad essere troppi e subentrò la necessità di nascondere i cadaveri ai parenti e all’opinione pubblica, il tunnel venne trasformato in un enorme fossa comune. Prese così il nome di tunnel della morte: i medici lasciavano appesi i corpi e vi praticavano dei lunghi tagli in corrispondenza dei polmoni in modo che si svuotassero dai batteri della malattia, dopodichè venivano sepolti o cremati. Tutta la verità rimase nascosta li sotto per anni. L’Orrore continuò fino al 1961 quando il sanatorio venne chiuso, ma già nel 1962 venne riaperto col nome di Woodhaven Geriatrics Sanitarium. Girarono ancora voci sulle torture a cui venivano sottoposti gli infermi: si parla di sevizie, percosse e persino dell’uso, o meglio dell’abuso tramite elettroshock. Finalmente questo martirio ebbe definitivamente fine agli inizi degli anni ’80, quando la struttura venne chiusa per sempre. Oggi è un luogo totalmente abbandonato a se stesso e all’opera dei vandali. Molti curiosi e ricercatori entrano nel sanatorio per vedere di persona questo luogo orrendo e per raccogliere prove delle forze misteriose che ancora sembrano abitare quei luoghi. Addirittura, alcune agenzie di viaggi organizzano vere e proprie gite nel tunnel! Strane voci (che sembrano dire di allontanarsi), presenze anomale (strane immagini in movimento davanti alle finestre) e strani aumenti improvvisi della temperatura, sono stati registrati in corrispondenza del quinto piano, in particolare intorno alla stanza 502. In quella stanza, si dice, morirono due infermiere. Nel 1928 un’infermiera di 29 anni, incinta, venne trovata impiccata, ma il corpo venne scoperto parecchio tempo dopo. Dalle indagini e soprattutto dall’esame autoptico, venne dichiarata come causa della morte il suicidio. Nel 1932 un’altra infermiera si tolse la vita nella stessa stanza gettandosi dal balcone. Questi fatti hanno ispirato il film “The death tunnel” principalmente girato proprio all’interno del Waverly Hills Sanatorium. Negli extra del dvd si possono vedere tutte le scene tagliate e soprattutto i momenti di pausa tra una scena e l’altra dove si notano strani fenomeni. Anche internet e zeppo di video strani, soprattutto su youtube. Anche molte trasmissioni americane dedicate al paranormale si sono interessate al caso e sono reperibili sempre in rete in lingua originale. Teo Fonti: http://en.wikipedia.org/wiki/Waverly_Hills_Sanatorium http://www.waverlyhillstbsanatorium.com http://spookhunters.com/spookhunt/waverly/hunt.php http://www.abandonedonline.net/index.php?catid=84 http://www.deathtunnel.com http://www.prairieghosts.com/waverly_tb.html   AMITYVILLE, LA CASA STREGATA Questo è il caso più famoso di Ed e Lorraine Warren, forse la coppia di demonologi più famosa d’America; l’indagine sulla casa che ispirò il film Amityville Horror. I Warren erano solo due delle nove persone che ebbero il permesso di studiare la casa. Anche ora, dopo 24 anni, le investigazioni su Amityville sono oggetto di conferenze e domande. Nel corso degli anni, le voci che sostengono di dimostrare il caso di Amityville come una frode,sono cresciute. Come queste voci siano cominciate e come si siano sparse ovunque non è chiaro, quello che è chiaro è che i Warren hanno visto quella casa per ciò che è ed hanno sperimentato alcuni fenomeni che vi si sono verificati. Hanno fotografie e rapporti che mostrano la prova inconfutabile dell’esistenza dei fenomeni a dir poco “notevoli” che accadono in quella casa. Si pensa che le voci che parlano di “frode” siano cominciate con un uomo chiamato Dott. Steven Kaplan, anche se non ha mai ottenuto il dottorato in alcuna università. Questo fatto è stato discusso in molte occasioni, tuttavia non ha fatto demordere Kaplan dal mettere in giro certe dicerie. Si era auto affermato presidente della Società di Parapsicologia di Long Island, e di alcune altre società relative, presumibilmente fondate da lui. Il Sig.Lutz, il proprietario di Amityville, chiamò il Sig. Kaplan prima di chiamare i Warrens, e chiese a lui di investigare sulla situazione. Kaplan arrivò alla casa con sei “streghe” e un team dell’emmittente televisiva “Channel 7”, così Mister Lutz buttò fuori Kaplan dalla sua proprietà e chiamò i Warren. Questo è stato l’inizio di vent’anni di vendetta da parte di Kaplan. Le teorie di Kaplan che insistono nel affermare che Amityville sia solo una farsa sono state discusse con Ed Warren in un programma alla radio di Long Island. Kaplan insisteva del dire che Amityville era una truffa perché nel libro di Jay Anson, “Amityville Horror” vi erano delle incongruenze e non era esatto al 100%. Anche Ed Warren riteneva che il libro di Anson non fosse esatto al 100%, ma soltanto perché l’autore non aveva famigliarità con i termini propri del campo della Demonologia, non a causa di un errore volontario da parte di Mr.Lutz. Kaplan semplicemente non poteva permettersi di non essere implicato in quella che probabilmente è stata la più famosa ricerca nel campo del paranormale, e così iniziò a spargere la voce che era tutta una truffa. Kaplan scrisse un libro sulla storia di Amityville, intitolato “The Amityville Cospiracy”(“La Cospirazione di Amityville”) ed una settimana prima che il libro fosse pubblicato morì di un attacco di cuore. Il libro contiene molte più contraddizioni e molti più mezzi fatti, che “The Amityville Horror” di Jay Anson. Kaplan non era mai stato all’interno della casa, malgrado lui dicesse il contrario. Kaplan tuttavia giurò di avere le fotografie e i materiali che confutavano la sua teoria. Ed Warren gli offrì 5000 dollari per mostrargli le prove della truffa, ma Kaplan rifiutò. Quando Ed gli chiese come aveva condotto la sua ricerca Kaplan non poté neppure specificare che apparecchiatura aveva usato. In qualche modo riusciva a trovare una bugia come scappatoia alla richiesta di particolari. Alla fine a Babylon, una stazione radiofonica di New York, Kaplan chiese scusa ai Warren poiché avevano scoperto che le sue teorie erano solo menzogne per screditare il nome della casa. Durante la trasmissione Kaplan dichiarò ” Non andrò mai più contro i Warren”. I Warren trovarono che Lutz, pur non avendo mai studiato demonologia, aveva dato una descrizione molto precisa ed accurata delle attività sovrannaturali all’interno della casa. Descrizioni che senza ombra di dubbio erano quelle di un’infestazione demoniaca. Lutz non avrebbe mai potuto mettere insieme una storia come quella per una farsa. Ma perché la storia della farsa è così popolare? Una parte del motivo era che il figlio del capo della polizia era un giornalista, e la polizia aveva sperato di tenere intrusi e vandali fuori dalla zona, poiché la storia si era sparsa e l’assalto alla Casa era continuo. Una storia erronea fu stampata sul giornale Newsday che diceva che il caso di Amityville era una truffa. Ma a chi sarebbe venuto un tornaconto dal mettere insieme una farsa del genere? I Lutz avevano ricevuto poco o niente dai libri e dai film. Jay Anson, l’autore di “The Amityville Horror” sicuramente ha guadagnato dal suo libro, ma sembra non l’abbia fatto nessun altro. Un’altra voce dice che sia stato l’avvocato dei Lutz, l’avvocato Webber, a mettere insieme la storia, d’accordo con i Lutz, accompagnati da parecchie bottiglie di vino. La verità è che i Lutz non bevono alcolici ed avevano in tutta la casa una sola benedetta bottiglia di vino regalatagli da Padre Pecararo. Un’altra voce ancora dice che l’avvocato Webber avrebbe voluto scrivere il suo libro su Amityville ma che Anson semplicemente l’abbia battuto sul tempo. Jay Anson, ebbe un attacco di cuore mentre stava scrivendo l’ultimo capitolo del libro. Fu ricoverato ma ebbe un altro attacco, questa volta mortale, mentre stava scrivendo un secondo libro, “666”, sull’anticristo. Queste sono soltanto due delle molte “coincidenze” nella storia della piaga di Amityville. Quella che segue è la versione abbreviata della storia di Amityville che risultò dalla ricerca dei Warren. Questo resoconto è stato stilato dalla storia orale presa durante un raduno N.E.S.P.R ( New England Society for Psychic Research) nell’Ottobre del 1997. La proprietà venne usata come una sorta di asilo per gli indiani d’America, che erano malati e andavano in contro alla morte. Vi era una recinzione nella proprietà, dove i pazienti venivano alloggiati. Gli spiriti inumani, si divertono in tali situazioni di sofferenza e possono infestare le tombe di coloro che sono stati sepolti in terra non consacrata. I problemi della casa di Amityville, sembrano provenire dagli omicidi di Ronald DeFeo del 13 novembre 1974. Quella che segue è più o meno la ricostruzione dell’omicidio. DeFeo era un drogato, e suo padre era venuto a saperlo. Successivamente disse che c’era un fantasma accanto a lui, nell’ombra, durante gli omicidi, che lo ha costretto a sparare hai suoi due fratelli e alla sorella intorno alle 3:15 del mattino, il 13 novembre 1974. Anche se le case nelle vicinanze non sono lontane, nessun vicino si è svegliato ed ha sentito gli spari. Tutte le vittime sono state trovate supine. I Warren credono che le vittime siano state tutte in mano allo spettro e che le abbia paralizzate rendendole incapaci di corre fuori per chiedere aiuto. Quando i Warren furono chiamati per investigare, incontrarono Padre Pecoraro, e i Lutz. I Lutz in quel periodo vivevano a casa della madre della signora Lutz a Deer Park, New York, perché erano troppo impauriti per rimanere ancora nella loro dimora. Era così profondo il loro timore che erano persino impauriti di parlare dei fenomeni. Avevano lascito tutto il loro mobiglio e i loro averi lì poiché aspettare ulteriormente per poterli portare via semplicemente non valeva il rischio. La prima volta che i Warren entrarono nella Casa erano accompagnati da un reporter molto importante dell’emittente televisiva “Channel 5”, da un professore della Duke University e dal presidente della “American Society for Psychic Research”. Quel primo giorno fu sconvolgente. Lorraine riceveva senza sosta messaggi riguardanti i fenomeni che vi erano accaduti. Ansioso di vedere con i suoi occhi se i fenomeni erano reali, Ed, che normalmente è leggermente sensitivo, è entrato nella cantina. La cantina è il tipico posto dove gli spettri diabolici passano i loro giorni, quindi Ed. lo ritenne il posto migliore da dove cominciare. Malgrado non succeda mai nulla quando Ed è presente, nella cantina vide delle ombre con migliaia di puntini di luce. Queste ombre hanno tentato di buttarlo a terra. Ed si affidò alla religione per resistere all’attacco delle ombre, e comandò allo spirito di andarsene. Immediatamente ebbe una sensazione di qualcosa che tentava diContinue reading

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CROP CIRCLES ANOMALI

Alcuni crop circles non hanno niente a che fare con i classici pittogrammi geometrici che spesso compaiono in tutto il mondo, ma rappresentano comunque un mistero. Abbiamo crop circles nel grano non ancora maturo, apparentemente senza alcuna logica nel disegno, eppure, lo stesso interessanti, incomprensibili, misteriosi. Hanno chiamato in causa vento e pioggia, ma si tratta di fenomeni che interessano solo aree molto limitate. Come già evidenziato, agenti atmosferici come vento, piogge o grandine, tendono a piegare e a sdraiare a terra la pianta provocando il fenomeno chiamato in italiano “allettamento” (in inglese “lodging”). Con il termine “ginocchiatura” ci si riferisce invece alla capacità dello stelo di raddrizzarsi in corrispondenza di uno dei nodi in caso di “allettamento” (causa naturale) o appiattimento meccanico (ad esempio dovuto all’azione umana). Anche la natura riesce quindi a “scolpire” delle opere nel grano (sono in genere facilmente riconoscibili) causando potenzialmente dei danni al raccolto a causa del fatto che la spiga piegata non si riesce a mietere facilmente. In inglese è possibile trovare riferimenti a questo tipo di formazioni con la sigla NGF (“Non Geometric Formations”), oppure “Randomly Lodged Formations” o ancora “Randomly Downed Formations”. http://www.cicap.org/crops/ Giorgio Pattera – Biologo – Consulente scientifico del C.U.N. scrive: “Nel caso delle NGF (Non Geometric Formation) l’interpretazione fornita dagli esperti del CICAP è corretta. Anche la nostra personale esperienza ci ha condotto a formulare la stessa spiegazione, in occasione del rinvenimento d’una NGF in località Castelguelfo, alle porte di Parma, il 15 maggio dell’anno scorso (vedi foto allegata). Ulteriori informazioni possono essere reperite sul nostro sito (http://www.galileo.freehosting.net). In particolare ci sentiamo di affermare che quest’anno, con l’elternarsi di violenti acquazzoni e giornate particolarmente ventose, la meteorologia si è “divertita” a creare nelle coltivazione delle zone irregolari di “depressione”, prive di una qualsivoglia espressione geometrica. Ciò deriva dal fatto che il peso della pioggia tende ad inclinare lo stelo in posizione geotropa (orizzontalmente, verso il suolo); in seguito le folate di vento “pettinano” queste zone, imprimendo loro una disposizione sparsa, a “ventaglio”, del tutto asimmetrica. Da noi interrogato sul fenomeno, un agronomo dell’Università Cattolica di Piacenza (facoltà di Agraria) ha spiegato come, in certi casi, un’eccessiva concentrazione di Azoto nel terreno (derivante da un massivo spandimento di fertilizzanti, superiore al rapporto di equilibrio fra % di composti azotati ed estensione dell’appezzamento) possa condurre ad un incremento della duttilità dei nodi d’accrescimento degli steli, favorendo in tal modo la loro flessione sotto l’influenza di agenti atmosferici. Tale piegatura, tuttavia, è transitoria e di breve durata, in quanto la piantina, seguendo la legge dell’ortotropismo (tendenza alla posizione eretta), ben presto riacquista la corretta postura verticale, antecedente l’evento contrastante”. Quindi, sembra che il mistero di questi strani pittogrammi sia risolto. Ne abbiamo parlato proprio per fare capire a voi tutti la natura del fenomeno, così da non cadere più in errore. Giorgio Pastore *** *** *** *** *** *** CROP CIRCLES “FUORI LUOGO” Inoltre, chi ha detto che i crop circles compaiono solamente nel grano? Non è così. Possiamo trovarne in altre colture, come nel mais, nell’avena, nell’orzo, etc. ed anche realizzati fuori da queste, ad esempio, sull’asfalto, nel ghiaccio, nella neve… Qui di seguito, riportiamo solo alcuni pochi esempi emblematici. Federico Gueli, nostro collaboratore ha scattato questa foto. Si tratta di una misteriosa impronta lasciata… sull’asfalto! Qui sotto, una serie di cerchi comparsi su una lastra di ghiaccio a St. Catharines, Ontario, in Canada nei primi giorni del mese di Gennaio del 2005. Si dice che siano comparsi dopo una grande nevicata. Sotto, un altro crop circle nel ghiaccio, Delta, Ontario, sempre in Canada; comparso il 2 dicembre del 2000. Ha un diametro di 4,6 metri. I “fairy circles” (letteralmente “cerchi delle fate”) sono degli spazi circolari isolati dal paesaggio circostante. Qui sotto, un esempio proveniente dall’Africa. Giorgio Pastore

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CHI FA I CROP CIRCLES?

Si parla di crop circles dalla metà degli anni ’70, anche se potrebbero esserci sempre stati. Inizialmente, si trattava di semplici cerchi, Poi, nel corso degli anni ’80, si è avuta una vera e propria evoluzione che ha portato a figure sempre più complesse… Ma chi è l’autore dei cerchi nel grano? Ecco qui di seguito le varie possibilità: 1 – Extraterrstri, per comunicare con noi, o mandarci semplicemente dei messaggi subliminali. Infatti, non è detto che lo scopo sia interpretarli. Infatti, in molti casi, basta semplicemente osservarne uno per acquisire qualcosa in più a livello animico; Forse, inizialmente, tentarono una comunicazione meno appariscente, mirata ad una comunicazione con i potenti della Terra. Visto l’insabbiamento delle informazioni a cui siamo soggetti, potrebbero aver scelto intelligentemente di usare una forma di comunicazione più alla luce del Sole. Diretta, non più solamente ai Governanti delle grandi Nazioni, ma a tutti gli abitanti della Terra; 2 – Extraterrstri, per comunicare tra loro; ma forse, allora, potrebbero utilizzare metodi meno evidenti, senza rischiare che qualcuno decodifichi questi loro messaggi; 3 – Potrebbe trattarsi di una serie di esperimenti militari. Ma, anche in questo caso, perché così in vista? 4 – Alcuni cerchi sono opera dichiarata e comprovata di esseri umani. Ma questi cerchi non hanno nulla a che fare con “veri” cerchi; quelli davvero grandi (come Milk Hill, 2001 ad esempio) o quelli in cui vengono rilevate tracce di radioattività ed elettromagnetismo. I cosiddetti “Circlemakers” si vantano si aver realizzato numerosi cerchi, anche tra i più belli; ma fin’ora non hanno mai dato prova della loro bravura in pubblico. 5 – Infine, ma non per ultima, esiste la teoria di Gaia. La Terra sarebbe viva e sarebbe capace di comunicare con noi attraverso la creazione di questi simboli. Questa ipotesi sembrerebbe assurda, ma basti pensare alla cimatica o al numero Phi (1,1618) per capire quanto possa essere vera. Infatti, la geometria e la matematica sarebbero leggi universali e naturali. Tutto, nell’universo, tenderebbe verso una perfezione armonica matematica. Inoltre, è risaputo che le piante possiedono una certa intelligenza. Basti pensare ai girasoli, capaci di seguire la luce solare, o alle piante carnivore, o alle piante capaci di deviare il loro busto adattandosi all’ambiente circostante. Giorgio Pastore CERCHI NEL GRANO INDIZI SULLA PROBABILE CREAZIONE NON MANUALE (di Valentino Rocchi) Nei mesi di Giugno e Luglio 2004 in Italia si sono registrati circa 20 casi relativamente all’apparizione di crop circles, il fenomeno dei cerchi nel grano che fino a qualche anno fa comparivano quasi esclusivamente nei campi di cereali inglesi. Le formazioni erano tutte apparentemente semplici e non molto elaborate, che si allontanavano di molto dai livelli di perfezione ed elaborazione rispetto a quelli inglesi, ma anche questi come gli altri presentavano una serie di anomalie al suolo e sulle piante che si sono riscontrate in tutti i crop circles inglesi, tedeschi, olandesi, polacchi e di altre località investigate, a parte qualcuno di esecuzione modesta e chiaramente impreciso e non molto simmetrico, con minimi effetti di schiacciamento delle piante. Le caratteristiche principali dei crop circles investigati dal centro ufologico nazionale (ma anche da molti altri ricercatori), consistono nelle seguenti anomalie, cioè discrepanze fisiche e strutturali sia delle piante che del terreno rispetto alle condizioni normali, oltre a ad altre anomalie di carattere ambientale : · piante piegate molto in basso, al massimo due centimetri rispetto alla base, e schiacciate con pressioni molto elevate non compatibili con tecniche manuali; · piante disidratate e private della massa fibrosa (clorofilla, acqua e sali minerali); · spighe spesso private dei chicchi, con effetti di tostatura e piegate sul fusto come se sottoposte a fonte di calore; · piante attorcigliate tra loro, spesso a gruppi di tre o più e piegate sul terreno in maniera spiraliforme in senso antiorario; · Nell’analisi delle foto aeree si nota chiaramente come le piante piegate a terra sono schiacciate in maniera impressionante, con il risultato di creare un effetto ottico molto evidente e facendo risaltare il contrasto con le piante rimaste erette, come se si trattasse di un vero e proprio disegno in rilievo su di una tela. La simmetria riscontrata è assoluta e non troverebbe riscontro con tecniche puramente manuali; · Le piante schiacciate sul terreno presentano l’ingrossamento dei noduli sullo stelo e spesso la piegatura è avvenuta sullo stesso, La crescita viene mantenuta con lo stato della pianta abbassato e nemmeno in fase di trebbiatura la mietitrebbia che raccoglie il grano riesce a sollevare le spighe abbassate; · Analisi di laboratorio in Inghilterra hanno rilevato una crescita delle piante irradiate superiore del 75% rispetto a quelle trovatisi all’esterno della formazione, ed il volume della spiga spesso ha superato il 50%; · insetti trovati cotti e spesso incollati alle spighe, privati degli organi interni e disidratati come se sottoposti anch’essi ad una fonte di calore; · Tracce di elettromagnetismo anomalo sul campo. A Desio nell’area interessata dal crop circles il valore misurato all’esterno dopo circa 2 giorni dalla comparsa è stato di 0,20 microtesla, mentre all’interno del crop (a circa due metri dal bordo) il valore era salito a 0,60 microtesla, ed al centro (a circa 16 metri dal bordo) era di 0,75 microtesla. A ridosso di un traliccio dell’alta tensione nei pressi del campo il valore misurato è stato di 0,45 microtesla; · Disturbi più o meno evidenti riscontrati negli apparecchi elettronici che sono entrati nei campi interessati, come i telefoni cellulari, le macchine e le videocamere fotografiche digitali e gli orologi. Spesso essi davano segni di cattivo funzionamento o addirittura si spegnevano autonomamente, alcuni telefoni cellulari perdevano lo stato di carica o non segnalavano i dati sul display o li segnalavano errati; · Persone che all’interno del campo interessato avevano disturbi di vario genere come nausea, capogiri, euforia o senso di spossatezza, agitazione e tachicardia, eritemi cutanei ed arrossamenti, stati di disagio e di ipereccitabilità, oppure una lucidità straordinaria (provata dal sottoscritto) ed in genere una sensazione di trovarsi in un luogo “carico energeticamente” come le aree a ridosso di terme naturali, vulcani, siti religiosi etc..; · Terreno che presenta segni di disidratazione superficiale e con la mancanza totale di insetti a terra. Sassi che hanno un peso specifico molto basso e che sembrano stati sottoposti ad una fonte di calore anomala (dopo qualche minuto che li avevo in mano mi si è arrossata la pelle e sentivo un forte formicolio alle mani); · mancanza di ingressi esterni sul campo al momento della scoperta. Le uniche tracce presenti di solito nei campi coltivati a cereali (dove più frequentemente appaiono le formazioni) sono i solchi lasciati dai trattori al momento della semina, ma questa traccia (dove non crescono le piante) è larga circa 15 cm e quindi assolutamente inadatta per essere usata come strada. In questo caso si noterebbe il passaggio della persona con l’effetto di un’allargamento del tracciato e dello schiacciamento delle spighe a ridosso del solco. In nessun caso è stata rilevata questa anomalia di origine umana; · mancanza totale di esecutori umani scoperti all’opera così come di suoni, luci o rumori riconducibili ad attività di matrice umana e provenienti dal campo interessato; · segnali di irritabilità e nervosismo apparentemente ingiustificati oppure totale assenza di interesse da parte di cani da guardia o di animali da fattoria come cavalli, bovini etc. trovatisi a ridosso dei campi interessati e manifestati nelle ore precedenti la scoperta del crop circles; · sfere o corpi luminosi avvistati da testimoni oculari prima della comparsa dei crop circles ed anche casi di decollo o allontanamento degli stessi dal campo. In molti casi sono state notate sfere che “materializzavano” i crop circles mentre sul campo interessato si formavano vortici d’aria che pressavano le piante a terra; Considerando che anche qualcuna di queste condizioni “anomale” fosse esagerata o priva di attendibilità, non possiamo affermare che tutte siano inesistenti ed inattendibili, anche in base all’alto numero di crop circles analizzati, che solo in Inghilterra sono oltre un migliaio in circa vent’anni. Esistono delle basi comuni e delle “matrici” che si riscontrano in tutti i crop e che è buona premura tenere in considerazione quando ne viene scoperto uno nuovo. La prima cosa da fare in questo caso è tutelare il più possibile la formazione neonata avvisando il proprietario del terreno e recintando il crop circles impedendo che sprovveduti possano penetrarvi e rovinare il tracciato, quindi chiamare gli esperti dei centri ufologici più vicini al luogo interessato e procedere alle analisi ed alla campionatura del terreno e delle piante, rilevare le misure e la forma, effettuare se possibile le foto aeree e cercare eventuali tracce di ingressi precedenti. Non sempre la qualità e l’elaborazione del disegno sul campo sono sinonimi di origine esogena o comunque extraterrestre, ma sono i dati comparativi la reale chiave interpretativa, la misurazione e la comparazione dei dati rilevati all’esterno ed all’interno del crop circles, oltre alla preziosa raccolta di eventuali testimoni che possono avere avvistato luci o sentito strani rumori provenienti dai cieli sopra i campi in cui è stato trovato il tracciato.   Valentino Rocchi   MESSAGGI DAL COSMO Nel 1974 il radiotelescopio di Arecibo, a Porto Rico, mandò nello spazio un messaggio… Circa trent’anni dopo, abbiamo avuto una risposta. 2001, L’ANNO DEL CONTATTO Nel 1974 il radiotelescopio di Arecibo trasmise nello spazio, in direzione dell’ammasso di stelle M13 (nella costellazione di Ercole) un messaggio, ideato da Frank Drake. Si trattava di un semplice schema di 73 righe, per un totale di 23 punti. Entrambi numeri primi, quindi facilmente percepibili da un’intelligenza aliena, considerando il fatto che la matematica e la geometria sono delle scienze “universali”. Il messaggio venne mandato per tre minuti in una banda compresa tra due frequenze intorno ai 2.380 MHz. Nel 2000 comparve nel campo di Chilbolton, in Inghilterra, un interessante pittogramma, cui interpretazione fu data l’anno dopo, quando nello stesso campo, comparvero a distanza di solo quattro giorni due tra i più enigmatici agroglifi della storia, precisamente il 16 agosto ed il 20 agosto 2001. Infatti, nella parte bassa del messaggio del 20 agosto è raffigurato un oggetto molto simile a quello rappresentato nello stesso luogo l’anno prima, ovvero un probabile radiotelescopio alieno. Tra l’altro, questi pittogrammi comparvero in un campo adiacente un altro telescopio radioastronomico recintato e sorvegliato da telecamere a circuito chiuso che, naturalmente, non filmarono niente di anomalo. Tra l’altro, questi due disegni nel grano sorsero a soli quattro giorni dalla “madre di tutti i crop circles”, quello ai piedi della Milk Hill formato da più di 400 cerchi su 90.000 mq, sorto in una notte molto piovosa! (vedi fotogallery) Il pittogramma del 16 agosto rappresenta un viso, forse alieno. Mentre quello del 20 agosto è la “risposta” al messaggio di Arecibo, mandato il 16 novembre 1974 nello spazio. Risulta difficile pensare ad una burla, perché gli autori in questione, chiunque essi siano, devono per forza conoscere il linguaggio binario, essere matematici e biologi. Per questo, l’”ipotesi aliena” sembra, per ora, la più probabile. Secondo i dati riportati in questa “risposta”, questi alieni vivrebbero in un sistema solare simile al nostro, formato da nove pianeti, di cui tre abitati. Tant’è che alcuni hanno supposto potersi trattare proprio del nostro stesso Sistema Solare. In tal caso i tre pianeti abitati, indicati dalla “risposta” sarebbero la Terra, Marte (infatti di recente è stata scoperta l’acqua ghiacciata ai poli e forse anche dei microrganismi) e Giove, con le sue lune, specialmente Europa, Io, Ganimede e Callisto (sui quali è stata riscontrata, ancora, la presenza di acqua ghiacciata). Questi esseri extraterrestri dovrebbero essere alti all’incirca un metro, il loro elemento base dovrebbe essere il silicio (a posto del carbonio) e non dovrebbero superare i 10 miliardi di abitanti. Giorgio Pastore Qui sotto, il confronto tra il messaggio di Arecibo (1974) e quello di Chilbolton (2001).     QUEL VOLTO NEL GRANO (di Alfredo Lissoni) È apparso improvvisamente a Crabwood Farm House, ad ovest di Winchester, in Gran Bretagna. Se ne sono accorti il 15 agosto 2002, in piena campagna pubblicitaria del film “Signs” (rilanciato addirittura in Brasile come “Sinais”); lo hanno chiamato Alien Face. Si trattaContinue reading

SOPRANNATURALE, UFO

STORIA DEI CROP CIRCLES

Dalla fine degli anni ’70, nei campi dell’Inghilterra, sono sorti i Crop Circles, ovvero i cosiddetti “cerchi nel grano”, anche se il termine crop significa “raccolto”, quindi sarebbe meglio definirli “cerchi nelle coltivazioni”, non solo nel grano. Dalle semplici forme degli anni ’70 si è ¡rrivati a forme molto complesse fino ai giorni nostri. questi cerchi e questi pittogrammi in genere sono realizzati mediante la piegatura alla base delle spighe. Nessuna spiga è ³tata piegata o rotta lungo lo stelo, operazione molto difficile da compiere, specialmente se si tratta di un numero rilevante di spighe. Infatti, esistono crop circles dal diametro di anche 300 metri. Nel centro del crop circle si hanno le spighe avvolte a treccia, questo lascia dedurre che lo stesso crop possa essere stato realizzato con un movimento circolare avente origine o fine in questo “centro”, come se fosse stato opera di un vortice o di una particolare tromba d’aria. In effetti, questa è la teoria di alcuni studiosi come ad esempio Terence Meaden, professore di fisica e meteorologo, presentato dai media come “uno dei massimi esperti mondiali in fatto di trombe d’aria e movimenti dell’atmosfera in genere”. Lo stesso ha proposto la teoria dei “vortici di plasma”, “mini-vortici sono spesso ricchi di polvere o altri detriti e, a causa della frizione interna che si crea, si caricherebbero elettricamente. Inoltre, essi avrebbero le stesse proprietà elettromagnetiche dei fulmini, ad eccezione dell’effetto calorifico: si tratterebbe, insomma, di plasma freddo.” Ma l’ipotesi crolla nel momento in cui ci sono da spiegare i pittogrammi più complessi, formati da numerosi cerchi disposti in ordine intelligente o da figure troppo particolari per essere state create dalla natura. Attualmente, gli studiosi sono divisi a riguardo. In generale, esistono tre correnti di pensiero contrapposti: – coloro che danno al fenomeno una spiegazione di carattere naturale; – quelli che credono che tutti i crop circles siano opera degli uomini; – e quelli che pensano che dietro molti crop circles (non tutti, visto che alcuni sono chiaramente opera dell’uomo) ci possa essere un’intelligenza extraterrestre. Gli appartenenti a quest’ultima categoria di persone sono molti, anche perché  sono molti gli indizi che lascerebbero supporre l’ipotesi aliena: – la perfetta piegatura delle piante (come se fosero state pressate al suolo da una fonte di calore); – le anomalie genetiche delle spighe e la differenza genetica tra quelle più centrali e quelle più periferiche al crop circle (ciò influisce sui “nodi” delle spighe, che nelle spighe più centrali sono dilatati come se una fonte di calore li avesse fatti esplodere); – la presenza di tracce di microonde, specie nel centro dei pittogrammi; – la presenza di insetti morti, in particolare mosche, come se fossero state colte all’improvviso da una forte energia che in certi casi le ha fatte esplodere sparpagliandone i resti tra le spighe; – il fatto che molti crop circles, anche molto estesi, siano sorti all’improvviso, anche nel giro di poche ore; – la presenza di presunte “sfere luminose”, viste volare di notte in prossimità dei crop circles; alcune di esse sono state anche fotografate e filmate; – il fatto che la zona interessata dal fenomeno sia vicina a siti archeologici che da sempre sono stati oggetto d’interesse dei cosiddetti fanta-archeologi, clipeologi e appassionati di misteri, quali Stonehenge, Avebury Hill etc. Ma i crop circles non si trovano solo in Inghilterra. Si è riscontrata la loro comparsa anche in altri posti come in Germania e in Italia, pur se in minor misura, anche se di sicuro sono molti i casi non ufficializzati dai mass media. Molti crop circles infatti compaiono e scompaiono nell’indifferenza e nell’ignoranza delle persone, che non li sanno vedere o li vedono e non li sanno riconoscere. Dott. GIORGIO PASTORE