L’ASTRONAVE DI EZECHIELE
Un classico del mondo della Paleoastronautica, l’ossessione di Erik von Daniken, il ponte di lancio per i misteri biblici in chiave Ufologica. Secondo certi scritti apocrifi (parola di derivazione greca che significa nascosti), non compresi a causa del loro contenuto nell’Antico Testamento, nel 592 A .C. il profeta Ezechiele osservò un’astronave che giungeva sulla Terra, pilotata da misteriosi esseri. Naturalmente, a quel tempo non esistevano termini adatti a descrivere un simile evento, ma possiamo ugualmente interpretarlo, leggendo tra le righe. Così scrive il profeta:
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Benché il testo sia molto chiaro tentiamo di trovare una chiave d’interpretazione. Ezechiele vide e descrisse un’astronave con quattro esseri a bordo? Fu un vero sbarco, oppure il profeta si trovò a fantasticare, nel chiuso della sua casa, su questo avvenimento? In questo caso il profeta può aver descritto in modo bizzarro come doveva esserela figura di Dio. Forse potrebbe essere errato pensare a una semplice allegoria, come il camuffamento di una realtà alternativa, popolata da genti di altri mondi. Potrebbe anche aver descritto allegoricamente un temporale, ma anche la manifestazione degli angeli (che stando ai passi biblici erano molto frequenti) o di Dio.
Tuttavia, il sospetto che abbia descritto qualcosa di reale sussiste. Erik von Daniken, infatti, basandosi sui concetti quali fuoco , ruote, lampi, luci e metallo, arrivò a dire che si trattava di sicuro di un’astronave di altri mondi; egli utilizzò anche ricerche effettuate da parte di militari della NASA, che appunto videro la descrizione paleolitica di un oggetto aerodinamico. Volendo esseri sinceri questi elementi ce lo lasciano credere facilmente, anche perché nel regno di Giuda, composto per lo più di falegnami e agricoltori, la lavorazione di metalli che potessero volare e sprigionare lampi non era sicuramente, almeno stando alle fonti storiche, cosa fattibile. Tuttavia, l'episodio biblico acquisterebbe un nuovo significato se associassimo alla figura di Dio quello dell'essere supriore disceso sulla Terra da altri mondi. L’uomo apparso sul trono potrebbe esser benissimo Dio e i quattro angeli altrettanti astronauti, suoi collaboratori. Se affermassimo ciò vorrebbe dire che il dio biblico era un extraterrestre? Era un essere di un altro mondo che si muoveva a bordo di navette spaziali? Magari era un essere tale e quale a noi, ma di grande potere, che giunse da qualche pianeta lontano sulla Terra per creare la vita. Il suo grande potere fu visto dagli uomini come divino, quindi, da essere extraterrestre diventò un Dio. Operò sempre in favore dell’umanità, grazie all’uso di tecniche e tecnologie estranee forse per l’uomo dell’epoca, ma non più all’uomo di oggi. Dire che Dio fosse un extraterrestre proveniente da un altro mondo, con tanto di casco e tuta spaziale, venuto sulla Terra a creare la vita con operazioni di bioingegneria potrebbe risultare poco etico per i Cristiani, ma possibile. Ogni dato in nostro possesso ci porterebbe a optare per questa teoria. La verità è che non sapremo mai cosa vide Ezechiele. Se vide o non vide un’astronave con altri esseri e chi fossero questi. Dio e le sue schiere di angeli, esseri di altri mondi o meno. Il problema è dobbiamo fare i conti con un passato lontano, ignoto e misterioso, i cui eventi difficilmente si potrebbero ripetere in tal modo da confermare o abolire le nostre pseudo-teorie.
PASQUALE ARCIUOLO
Bibliografia:
Erik von Daniken, Enigmi dal Passato, Sugarco Edizioni
Raymond Drake, La Bibbia e gli extraterrestri, Armenia EditoriNon hai trovato quello che cercavi? Trovalo su Google!