L'ARTE:
UN GRANDE MISTERO

        Cos'è l'Arte? Un grande mistero. L'ispirazione, il soffio della Musa, il breve attimo di genio che nasce dal nulla e porta l'artista ad esiti imprevisti e spesso grandiosi. Da sempre l'uomo è rimasto affascinato, attratto dall'Arte e da ciò che questa parola rappresenta. Gli uomini del neolitico realizzarono stupendi graffiti all'interno delle loro grotte, non possiamo dimenticare gli animali rinvenuti dagli archeologi a Lascaux, in Francia; oppure le scene di caccia e di vita quotidiana che gli antichi abitanti del Sahara impressero sulle pareti delle loro abitazioni litiche, quando ancora la vita, la flora e la fauna dominavano sul deserto.
Da sempre l'uomo ha sentito la necessità di lasciare un segno della propria esistenza sulla Terra, esprimendo nel contempo la propria sensibilità artistica, gettando all'esterno del suo "io" la sua stessa essenza, imprimendola sulla roccia, sul papiro, sulla pergamena, sulla carta, con la speranza che potesse durare in eterno, sfidando le oscure trame del tempo.

Tempo fa un gruppo di archeologi trovò in una grotta dei bastoncini di legno, miracolosamente conservatisi nel corso dei secoli, per via del clima secco del deserto. Dopo averli analizzati e studiati si ipotizzò che potessero essere dei flauti, per via dei fori scavati sugli stessi. Inoltre, nel luogo del ritrovamento, vennero anche scoperte delle impronte, numerose impronte disposte apparentemente in modo casuale. Allora, uno di quegli archeologi subito esclamò: "Gli antichi uomini del deserto suonavano e ballavano come noi!". Ma un altro, più anziano e saggio, subito lo corresse: "No, non sono loro che suonano e ballano come noi! Siamo noi a ballare e suonare come loro!" Per una questione di rispetto verso chi ci ha preceduto. Se l'uomo di oggi è quel che è, lo dobbiamo ai nostri avi. Sono stati questi ad inventare l'Arte, a creare dei canoni artistici, a imporre delle regole, o semplicemente, a toglierle quando ormai divenivano obsolete. Fondamentalmente l'Arte, così come ogni altra cosa nel mondo, è soggetta ad un'evoluzione, secondo movimenti ciclici. Un giorno nasce una nuova forma artistica, per opera di un artista geniale; in seguito altri lo imitano e, man mano, modificano impercettibilmente o meno l'idea originale. Col tempo si giunge così ad un manierismo, ad un barocco ed in seguito, quando si arriva al vicolo cieco, quando non vi è più originalità, si ritorna alla semplicità dell'idea originaria, rinnovandola, rivalutandola, riattuandola.

Ma quel che a noi interessa in questa sede è capire cos'è l'Arte. Abbiamo ormai capito che l'uomo da sempre non può farne a meno, come se fosse un fattore genetico, impresso nel suo stesso DNA. Una necessità inevitabile. Forse è davvero così. L'uomo non può fare a meno dell'arte, del suo senso estetico, del suo continuo voler esprimere a tutti i costi le sue emozioni, i propri sentimenti. Ciò ha portato alla nascita di grandi artisti e di grandi opere d'Arte. Spesso l'ispirazione artistica viene chiamata lampo di genio, soffio divino. In effetti, qualcosa di divino c'è. Non potremmo considerare diversamente certe forme create dall'Arte nella storia dell'umanità, basti pensare alle meraviglie dell'arte babilonese, greca, romana, rinascimentale e moderna, ai simulacri crisoelefantini che un tempo dominavano all'interno dei templi greci, alle sette meraviglie del mondo antico, alle statue di marmo, ai mosaici, ai dipinti, agli affreschi, fino ad arrivare a forme artistiche più recenti, come la musica ed il cinema.
Deve ancora arrivare il giorno in cui l'Arte potrà essere spiegata scientificamente. Fino ad allora, non ci resta che ammirare il prodotto del genio umano, senza poter comprenderlo completamente. I filosofi del passato dicevano che anche Dio non lo si può comprendere, la nostra mente non potrebbe mai concepire l'infinito, la maestosità e la perfezione divina. Probabilmente, quindi, potremmo benissimo arrivare alla conclusione che l'Arte è realmente divina, proprio per via dell'impossibilità di conoscere la stessa ed i complicati meccanismi che la generano. Ma quegli stessi filosofi dicevano anche che Dio è estrema semplicità, l'uno, l'origine di ogni cosa. Anche sotto questo punto di vista, potremmo considerare affini l'Arte e la Divinità. Basti pensare alla Natura, capace di creare meravigliose opere artistiche, alcune complesse, ma altre semplicissime, eppure ugualmente meravigliose. Cosa ha di complicato un tramonto suggestivo? Niente, è proprio la sua semplicità che ci affascina. I meravigliosi colori che si vengono a creare. Tutto ciò tende all'armonia, l'uomo stesso tende a ciò. L'Arte è il mezzo utile ad avvicinare l'uomo alla perfezione divina. L'artista stesso è un dio, quando crea. L'opera d'arte è suo figlio. Sotto questo aspetto è inevitabile vedere la Divinità come forza creatrice, ovvero, come il primo vero artista. Nessuno mai potrà realizzare così tante opere quante ne ha create la Divinità, la Natura.
Potremmo affermare senza sbagliare che l'uomo vive da sempre in mezzo all'Arte. Il mondo stesso è un prodotto artistico, scaturito dal genio divino. Quindi, non dobbiamo stupirci se l'uomo è anch'egli artista, essendo stato creato "ad immagine e somiglianza" del Creatore, inteso come forza vitale e creatrice, ovvero, Natura, Vita. L'uomo stesso è parte di questo mondo, così come è parte dell'Arte, questo grande mistero.

Giorgio Pastore

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